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Torino in bicicletta: itinerario tra la Dora, laghi e castelli della provincia

torino in bicicletta

Amate le due ruote? In questo articolo vi parlo di uno splendido itinerario per visitare Torino in bicicletta.

Il percorso si snoda attraverso la provincia della città e vede come protagonisti i castelli e il fiume Dora.

Ma procediamo con ordine.

Noleggiare le biciclette a Torino

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Se viaggiate senza bici al seguito, la soluzione è affittarle direttamente in città.

Il miglior servizio di bikesharing a Torino è senza dubbio ToBike.

La filosofia di ToBike è rivoluzionare il concetto del trasporto e offrire un’alternativa green per vivere al meglio Torino, sia per i turisti che per i residenti. Ecco come funziona.

Dopo aver sottoscritto un abbonamento, si può noleggiare la bicicletta e riconsegnarla in qualsiasi punto della città, scegliendo tra le 140 stazioni disponibili che aderiscono al progetto. Potete iscrivervi al servizio scaricando sul telefono l’App ToBike, oppure comprando gli abbonamenti nei punti vendita autorizzati. A questo link trovate l’elenco completo dei rivenditori: http://convenzioni.bicincitta.com/rivendite/25-rivendita-torino

Ci sono diversi tipi di abbonamenti. Se volete visitare Torino in bicicletta vi consiglio:

  • l’abbonamento settimanale a consumo al costo di 8,00 euro, che include la prima ricarica obbligatoria di 3,00 euro;
  • l’abbonamento giornaliero a consumo al prezzo di 5,00 euro, sempre con la ricarica di 3,00 euro inclusa.

Esistono anche soluzioni valide per 24 e 48 ore. Prima di acquistare, chiedete bene ai rivenditori cosa è incluso in ogni formula, in modo da trovare l’abbonamento migliore per i vostri programmi.

Ora partiamo con l’itinerario vero e proprio.

Torino in bicicletta: pedalando dalla Dora al Musiné

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Questo itinerario di circa 25 km attraversa la parte Ovest della provincia di Torino. Inizia dal paesino di Pianezza e prosegue toccando i territori di Alpignano, Caselette, San Gillio e Druento.

Il percorso incrocia la Corona di Delizie, che rappresenta un po’ il fiore all’occhiello della storia di Torino. La Corona di Delizie è un insieme di ville principesche, costruite dai nobili in epoca sabauda per trascorrere i periodi di villeggiatura nella tranquillità delle campagne torinesi. Il percorso delle ville forma una sorta di anello quasi interamente visitabile in bicicletta.

Volendo è possibile unire l’itinerario di questo articolo e proseguire alla scoperta delle residenze sabaude, ma dato che c’è davvero tanto da vedere, vi consiglio di concentrarvi su un percorso alla volta.

Io mi sono cimentata in questo itinerario con una mia compagna universitaria in autunno, un giorno di Settembre. Sicuramente è il periodo ideale perché i colori dei boschi e delle campagne sono davvero spettacolari e le temperature non sono troppo elevate. Potete anche fare questa escursione in estate e in primavera, ma attenzione alla pioggia perché c’è un tratto vicino al fiume che quando è brutto tempo non è praticabile.

Iniziamo.

Pianezza

Pianezza è il punto di partenza di questo itinerario a due ruote, ma in zona non ci sono stazioni dove poter noleggiare le biciclette. La soluzione migliore allora è spostarsi dal centro di Torino in metropolitana e raggiungere il comune di Collegno. Scendete a Fermi e proseguite lungo Via Edmondo de Amicis fino ad arrivare alla stazione di noleggio Dalla Chiesa/Pastrengo. A questo punto raggiungete Pianezza pedalando per qualche chilometro.

Cosa vedere a Pianezza

Pianezza è un tranquillo paesino di provincia a circa 10 km da Torino.

Nei secoli ha conosciuto invasioni e pellegrini francesi che la attraversavano per raggiungere Roma. La storia recente le ha donato un’anima barocca che si accosta decisamente al Liberty dei primi anni del Novecento.

L’edificio che sposa perfettamente queste caratteristiche è Villa Leumann.

Ecco qualche notizia al riguardo:

  • Nacque come una struttura per scopi principalmente agricoli;
  • divenne una villa di campagna nei primi anni del 1700;
  • Napoleone Leumann la acquistò verso la fine del 1800 e Fenoglio la trasformò aggiungendo elementi liberty;
  • oggi Villa Leumann è la sede del comune di Pianezza.

Dopo aver ammirato Villa Leumann, proseguite pedalando su Via Pianezza, e raggiungete la pista ciclabile lungo il fiume Dora.

Questo è uno dei tratti più belli dell’itinerario perché è totalmente immerso nel verde e il canto degli uccelli si accompagna allo scroscio delle acque del fiume.

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Dopo alcuni chilometri, arriverete al bellissimo sito medioevale della Pieve di San Pietro.

  • La Pieve è citata in un documento di Federico Barbarossa già alla metà del 1100;
  • l’edificio racchiude diversi stili architettonici, dal romanico al gotico;
  • da ammirare soprattutto la Cappella Provana, dedicata a San Giovanni Battista, con bellissimi affreschi sulla vita del santo.

Alpignano

Dopo aver ripreso la pista ciclabile su strada, proseguite nella scoperta della provincia di Torino in bicicletta passando per Alpignano.

A primo impatto il paese non dice granché. Sembra semplicemente un luogo di passaggio tagliato in due dalla Dora, eppure nasconde angolini bellissimi che spesso sfuggono agli occhi dei turisti frettolosi.

Da visitare:

  • Cappella di San Sebastiano;
  • Chiesa di San Martino;
  • Museo della Lampadina.

A questo punto è ora di fare una sosta. Se non avete il pranzo al sacco, cosa che comunque consiglio sempre perché permette di mangiare dove e quando si preferisce, ad Alpignano c’è il McDonald’s. Io di solito preferisco il cibo tipico, ma in questo caso un pranzo veloce permette di riprendere subito a pedalare e proseguire con l’itinerario.

A proposito di soste veloci, vi lascio il link sul mio articolo sullo street food di Torino: Cosa mangiare a Torino: largo allo street food!

Torino in bicicletta: Caselette, San Gillio e Druento

Dopo aver lasciato Alpignano, imboccate la ciclostrada Valle di Susa. Si arriva a Caselette tra paesaggi suggestivi e sentieri immersi nella natura, con le Alpi sullo sfondo.

Cosa vedere a Caselette e San Gillio

Caselette è un piccolo comune situato all’inizio della Val Susa e sorge ai piedi del Monte Musiné.

L’attrazione più interessante è il Castello di Camerletto.

Ecco qualche notizia:

  • Il castello nacque come centro agricolo e fu donato a Caselette da una nobile famiglia della Val Susa prima dell’anno 1000.
  • Divenne un importante centro monastico gestito prima dall’ordine dei Certosini, poi dai Cistercensi.
  • Agli inizi del ‘900 fu trasformato in una scuola per artigiani. Oggi è gestito da un privato che si occupa della sua manutenzione.

Da Caselette, proseguite con il giro in bicicletta sulla strada provinciale per circa 10 km. La tappa successiva dell’itinerario è il piccolo centro di San Gillio.

Da vedere a San Gillio il Lago Borgarino, ai piedi del Monte Musiné.

Proseguite poi per Druento.

Cosa vedere a Druento

L’attrazione da non perdere a Druento è il Castello dei Laghi, che fa parte del Parco Naturale de La Mandria.

Il castello, voluto da Vittorio Emanuele 2° di Savoia, si trova al centro di tre laghi di origine artificiale: Lago Grande, della Strada e Lago Cristoforo. Questa zona è un punto di vista privilegiato per ammirare gli uccelli. Vi consiglio comunque di tornare con calma e di prendervi un’intera giornata per visitare a fondo il parco, che è un’area naturale protetta della Regione Piemonte.

Siamo arrivati così al termine del nostro itinerario alla scoperta della provincia di Torino in bicicletta.

Da Druento si rientra a Pianezza e a questo punto ci sono due possibilità. Potete reimmettervi all’interno dei percorsi che conducono alle ville sabaude e proseguire con la pedalata oppure tornare a Collegno e riconsegnare le biciclette che avete noleggiato.

Non mi resta che augurarvi buona pedalata.

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Girare l’Italia in bicicletta: intervista a Jessica Cerato

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Photo by Jessica Cerato

Sapete quante volte ho accarezzato l’idea di prendermi un lungo periodo tutto per me e fare un viaggio on the road? Io non ho ancora messo in pratica questo sogno, però c’è chi ha preso il coraggio a due mani ed è partito, con l’obiettivo di girare l’Italia in bicicletta.

Lei è Jessica Cerato e con il suo compagno, Emanuele Castellani, hanno deciso di rompere gli schemi e imbarcarsi in una fantastica avventura di viaggio, scoperta e crescita personale.

Incuriosita dal loro progetto, ho chiesto a Jessica di rispondere ad alcune domande e così è nata l’idea di questa intervista. Non mi dilungo oltre e lascio la parola a Jessica.

Girare l’Italia in bicicletta: a tu per tu con Jessica Cerato

L’organizzazione del viaggio

  • Ciao Jessica, grazie per aver accettato di rispondere alle mie domande. Per me è davvero un piacere averti ospite nel mio blog. Cominciamo dall’inizio: come è nata l’idea di girare l’Italia in bicicletta?

L’idea di fare il giro d’Italia in bicicletta è nata durante il lockdown. Emanuele e io siamo sempre stati affascinati dai grandi viaggi, ma non siamo mai riusciti ad organizzarne uno a causa della mancanza di tempo a disposizione. Dal momento che avevamo capito di aver perso il lavoro entrambi, dopo il momento di crisi in cui si è ritrovato il nostro Paese, non ci siamo scoraggiati e abbiamo preso la palla al balzo per realizzare uno dei nostri sogni! Complice il fatto di aver seguito il docutrip di Jovanotti “Non voglio cambiare pianeta” ci è venuta in mente la pazza idea di volerci dedicare alla nostra bella Italia!

  • Un progetto davvero ambizioso! Come è andata con la preparazione fisica?

Proprio perché non si poteva uscire, inizialmente ci siamo allenati in casa. Quindi corsa -nei 200 metri tollerati vicino la propria abitazione- esercizi a corpo libero e cyclette! Ci ritagliavamo un’oretta al giorno da dedicare alla preparazione fisica. Poi, dopo il lockdown, con la fase 2, abbiamo iniziato a fare qualche uscita in bicicletta.

  • Cosa ci dici del bagaglio? Come vi siete organizzati per un viaggio tanto lungo?

Per quanto riguarda i bagagli, abbiamo cercato di semplificare al massimo le nostre esigenze, così da portare meno peso possibile. Abbiamo cominciato acquistando i portapacchi, due per ogni bici, e le borse da cicloturismo. Abbiamo montato il tutto una prima volta, ma il bagaglio risultava davvero troppo pesante. Dopo aver sentito la differenza con la bici scarica, abbiamo optato per minimizzare ancora il bagaglio: pochi cambi e sapone di Marsiglia per lavarli!

In bici per l’Italia: l’itinerario

  • Quali tappe toccherete in questa avventura?

A grandi linee, partendo da Roma, attraverseremo la Via Francigena fino a Massa Carrara, per poi arrivare a La Spezia, toccando le Cinque Terre e Genova, per quanto riguarda la Liguria.

Alessandria e Vercelli sono le tappe programmate per il Piemonte, mentre in Lombardia giungeremo a Vigevano, Milano, Brescia e Desenzano del Garda.

Arriveremo in Veneto seguendo la ciclovia Aida, per poi raggiungere la parte bassa del Trentino Alto-Adige. Seguendo la ciclovia della Valsugana ci sposteremo prima a Bassano del Grappa, per poi arrivare a Padova e Chioggia. A seguire, arriveremo in Puglia lungo la costa adriatica. Infine, attraverseremo la Basilicata e la Calabria per ricongiungerci alla costa tirrenica e tornare verso casa, a Roma.

Si tratta di un itinerario generale, poi, di settimana in settimana, decidiamo le tappe precise. Dipende da tanti fattori combinati: cosa vogliamo visitare, chi ci offre ospitalità, il tempo e i chilometri da percorrere.

  • Puoi raccontarci brevemente come avete messo in piedi l’itinerario?

Abbiamo pianificato il percorso a tavolino, cartina d’Italia alla mano. Poi abbiamo usato soprattutto due risorse che si sono rivelate fondamentali per l’organizzazione. Google Maps per avere un’idea più precisa delle distanze e vari gruppi Facebook, dai quali abbiamo preso molti spunti e ricevuto consigli. A proposito di Facebook, vi consiglio di visitare la nostra pagina In bici per l’Italia per essere sempre aggiornati sulle nostre avventure.

I costi del viaggio

  • Puoi dirci, indicativamente, quanto spenderete durante il viaggio? Avete usato degli sponsor per finanziare il progetto oppure vi siete autofinanziati?

Essendo in due e trattandosi di un paio di mesi fuori casa, abbiamo calcolato di spendere circa 100 euro al giorno, quindi 6.000 euro in totale. Ci sono tappe in cui si spende di più, altre in cui si ammortizzano le spese. Dipende molto dalle soluzioni che si scelgono on the road. Per esempio, mangiando sempre nei ristoranti, la cifra aumenterebbe considerevolmente, mentre i costi sarebbero stati più contenuti se avessimo scelto di dormire sempre in tenda. Non abbiamo sponsor, ci autofinanziamo per la gran parte del viaggio. Tuttavia abbiamo aperto una campagna su Gofundme per chi volesse partecipare economicamente alla realizzazione del nostro progetto. Il link è questo https://gf.me/u/x6ih44

Girare l’Italia in bicicletta: difficoltà e consigli

  • Cosa pensi delle piste ciclabili in Italia? Sono in buono stato di manutenzione?

Per le piste ciclabili si potrebbe certamente fare di più. Il nord offre maggiori opportunità, i centri delle città ne sono ben provvisti, ma alcuni tratti di periferia andrebbero mantenuti meglio.

  • Qual è stata la parte del viaggio più faticosa e difficile da affrontare, fino a questo momento?

Il giorno più duro è stato proprio il primo. Abbiamo unito due tappe della Via Francigena, che solitamente si percorrono separate. Inoltre, con la convinzione di essere quasi arrivati , avevo mangiato poco e il sole del 10 Agosto di pomeriggio si è fatto sentire in tutta la sua prepotenza. Ho avuto una crisi di fame, e forse anche un po’ di panico, pensavo di mollare, di aver fatto una cavolata imbarcandomi in un simile progetto. Non avevo più energie, né fisiche né mentali, per proseguire e raggiungere la nostra prima meta. Emanuele è stato un ottimo motivatore e così con fatica siamo arrivati a Sutri. E meno male che non ho mollato, un’esperienza più bella di questa non potrei viverla!

  • Sono proprio d’accordo con te! Ci parli di un luogo che ti ha colpita particolarmente?

Per il momento credo proprio che la Val d’Orcia mi abbia rubato il cuore! Paesaggisticamente parlando è favolosa, inoltre, lungo la Via Francigena ho conosciuto molte belle persone che mi hanno dato tanto.

  • Questo è il bello della condivisione e dell’entusiasmo che sicuramente suscita un progetto come il vostro! Avresti qualche consiglio da dare a chi volesse percorrere qualche tappa dell’itinerario? Per esempio, un suggerimento ai meno allenati e alle famiglie con eventuali bambini?

Allora, ai meno allenati potrei consigliare la ciclovia Aida perché bella e poco faticosa per chi è alle prime esperienze in bici. Per le famiglie con bambini, invece, non saprei dare consigli precisi. Sinceramente, non avendo figli, non posso immaginare quali siano le diverse esigenze.

  • Cosa dovrebbe aspettarsi chi decidesse di fare la vostra stessa esperienza e girare l’Italia in bicicletta?

Per fare questa esperienza servono spirito di adattamento e motivazione. Ogni giorno è diverso. Ci sono sempre nuove sfide: dai dislivelli del terreno, al maltempo, ai contrattempi inevitabili. Del resto non è un viaggio qualsiasi ma una vera avventura. Un’imparagonabile avventura!

  • Fino a quando sarete in viaggio? Che progetti hai per il futuro?

Resteremo in viaggio fino a Ottobre ma, un volta tornati, non ho ancora dei progetti chiari, sarà perché stavolta voglio veramente godermi il presente!

Te lo auguro davvero con il cuore Jessica, grazie per aver accettato la mia intervista!

Che ne pensate del progetto di Jessica ed Emanuele? Ambizioso, vero? Certo, loro però sono la dimostrazione che nulla è impossibile. Il detto che, per realizzare un sogno bisogna crederci, calza davvero a pennello.