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Gite invernali in centro Italia

gite invernali in centro Italia

L’estate è agli sgoccioli e presto lascerà il posto alla stagione fredda. Questo non significa che dobbiamo per forza chiuderci in casa. Ecco quindi qualche idea per delle gite invernali in centro Italia.

Perché stare all’aperto in inverno

Una volta, quando lavoravo come receptionist d’albergo, una coppia di ragazzi russi mi chiese come arrivare al mare dal centro di Roma. Nonostante fossero i primi di Marzo e le temperature erano particolarmente basse, loro volevano andare a nuotare.

Dovettero intuire la mia perplessità, perché mi dissero più o meno queste parole: ” Voi italiani siete il popolo più pigro del mondo. Anche se avete il sole quasi tutto l’anno, passate tantissimo tempo in casa e sono in pochi a fare sport all’aperto. Come dovremmo vivere allora noi russi? Se aspettassimo il bel tempo per uscire, non faremmo praticamente nulla”.

Diciamoci la verità, da questo punto di vista, è vero che siamo pigri. Quante volte passiamo le domeniche sul divano, rinunciando a uscire in inverno solo perché fa freddo?

Questa cosa sembra non spaventare chi vive nei Paesi del Nord. Ricordo che, quando vivevo a Dublino, i bambini trascorrevano molto tempo all’aperto e tutti facevano sport nei parchi anche sotto la pioggia.

Da quando mi sono sposata, poi, mi si è aperto davvero un mondo, perché il marito è nato e cresciuto in uno dei posti più freddi di tutta la Romania, dunque è abituato a fare tutto con le temperature molto rigide e pure io sono sulla buona strada.

I medici raccomandano di passare del tempo all’aperto in inverno -bambini inclusi- perché migliora l’umore e rafforza le difese immunitarie. Non sono certo un medico, quindi mi limito a riportare quel che dice la pediatra della mia piccola, fatto sta che quando trascorro la giornata fuori mi sento molto più carica.

Cosa troverete in questo articolo

Si sa, in Italia le ferie si concentrano soprattutto in estate e durante l’anno diventa più difficile viaggiare. Per questo, oggi vi propongo qualche idea per delle gite fuori porta da fare in inverno nella zona del centro Italia.

Sono tutte destinazioni poco distanti da Roma, ideali per staccare la spina la domenica, senza bisogno di avere tanto tempo a disposizione.

Troverete i link agli articoli dove racconto questi luoghi nel dettaglio.

Buona lettura.

Gite invernali in centro Italia: qualche idea per il fine settimana

Vi anticipo subito di cosa parlerò nei prossimi paragrafi:

  • mare in inverno
  • camminata
  • scampagnate invernali
  • luoghi sacri
  • borghi italiani

Andare al mare in inverno

Io amo tantissimo il mare, quindi ne approfittiamo per raggiungere la costa ogni volta che abbiamo un giorno libero.

In questa foto ero incinta di Elisa Maria:

gite invernali in centro Italia

Magari non si può fare il bagno, ma ci sono altre alternative. Ecco qualche idea:

  • passeggiare lungo la riva;
  • guardare sassi e conchiglie sulla battigia dopo la mareggiata;
  • giocare con la sabbia – con i bambini è divertentissimo-;
  • leggere un libro rilassandosi al sole;
  • mangiare il pesce in un ristorante godendosi la vista del mare.

Come promesso, vi lascio qualche link dove racconto di alcune città sul mare in centro Italia. Se avete qualche domanda scrivetemi pure, sarò felice di rispondervi.

  • Qui vi parlo di Terracina, una città che in estate è meta ideale per tutta la famiglia. Terracina ha un bellissimo centro storico e tanti parchi in cui passeggiare anche in inverno. La sua attrazione principale è il Tempio di Giove. Vacanze al mare in centro Italia? Si, a Terracina! Troverete tutto cliccando sugli articoli correlati.
  • Poco lontano da Terracina c’è Sperlonga, un luogo che sembra una bomboniera e si trova letteralmente a picco sul mare. Non è comodissima se viaggiate con bambini piccoli, ma se capitate da queste parti vi consiglio comunque di farci un salto. Cosa fare a Sperlonga, il borgo tra cielo e mare

Camminare

gite invernali in centro Italia

Camminare all’aperto è una delle nostre attività preferite e lo facciamo spesso anche in inverno.

Per me è un vero toccasana perché mi rilassa tantissimo e migliora qualsiasi giornata storta.

Centro di Gubbio-Basilica di Sant’Ubaldo

Sono circa 40 minuti di camminata in salita. Si parte dal centro di Gubbio fino a raggiungere la Basilica di Sant’Ubaldo ed è il percorso della tradizionale Festa dei Ceri.

Qui si possono ammirare dei bellissimi boschi. Ecco il link sull’articolo di Gubbio, dove- tra le altre cose-vi parlo di questa passeggiata: Gubbio in due giorni: qualche idea per visitare la città.

Cave-Rocca di Cave (provincia di Roma)

Sono circa 7 chilometri di tornanti in salita, quindi non è proprio semplicissimo, ma il percorso è su strada asfaltata e questo aiuta tanto -almeno a livello mentale-.

Il vantaggio è il silenzio perché le macchine che passano si possono contare sulle dita di una mano. Se vi avventurate su questa strada quando c’è la neve, beh, sarà davvero magico. L’ultima volta noi eravamo talmente concentrati sul paesaggio che non abbiamo nemmeno pensato di scattare qualche foto.

Capranica Prenestina-Guadagnolo (provincia di Roma)

Questa camminata -di 9 o 10 chilometri- conduce al borgo abitato più alto del Lazio.

Anche qui, a eccezione dei ciclisti e qualche automobile, vi troverete a tu per tu con la montagna. La camminata è molto facile perché anche in questo caso c’è la strada asfaltata, ma ve la sconsiglio in caso di neve perché non è detto che il percorso sia praticabile.

Ecco cosa fare una volta arrivati in cima: Cosa vedere a Guadagnolo, il “borgo abitato più alto del Lazio”

Pic nic all’aperto

Adoro mangiare all’aria aperta soprattutto dopo aver camminato.

Non amo troppo le aree attrezzate dove bisogna pagare per entrare. Preferisco i luoghi più liberi, dove si può stare davvero a contatto con la natura e accendere il fuoco per riscaldarsi.

Questa è un’idea per tutta la famiglia: Cosa fare a Capranica Prenestina: picnic sui prati. Nell’articolo vi parlo di un pranzo in estate, ma si può fare benissimo anche in inverno, credetemi, è tutto sperimentato 🙂

Serve solo qualche accortezza in più per proteggersi dal freddo:

  • indossate sempre un cappello o una fascia per riparare le orecchie e la fronte dal vento, che qui è molto forte da Novembre ad Aprile;
  • andate nelle ore centrali della giornata, la fascia migliore è quella 11,00-15,00;
  • portate una coperta da mettere sotto il telo per evitare che l’umidità salga in superficie bagnandovi i vestiti.

Visitare Chiese e Santuari

Durante le domeniche invernali usciamo spesso al mattino per visitare qualche luogo sacro vicino a casa nostra. Per pranzo di solito ci fermiamo nei vari ristoranti tipici, riscaldandoci davanti a un bicchiere di vino. Questo ci evita di restare chiusi in casa anche quando piove o fa molto freddo.

Il centro Italia è pieno di Chiese e Santuari che si possono visitare tranquillamente in mezza giornata.

La lista sarebbe lunghissima, ne cito solo alcuni:

Visitare i borghi italiani in inverno

gite invernali in centro Italia

Fare un giro per i borghi del nostro Paese è un modo perfetto per spezzare la routine della settimana. Soprattutto nel periodo invernale, quando ci sono pochi turisti e si ha il tempo di apprezzare la tranquillità spesso difficile da trovare in estate.

Su questo punto non mi dilungo troppo. Vi lascio il link con il mio articolo sui borghi del Lazio, dove troverete l’elenco e le caratteristiche principali di ognuno: Borghi del Lazio: qualche idea per una vacanza slow.

Spero di avervi regalato un po’ di ispirazione per le gite fuori porta da poter fare in inverno, che non significa solo hotel di lusso e sport invernali. A volte basta davvero poco per evadere, anche con un tempo minimo a disposizione.

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Le montagne di Karol Wojtyla: sulle orme di San Giovanni Paolo II

le montagne di karol wojtyla

Nonostante questo blog non parli di religione, mi è capitato diverse volte di accennare alla mia fede quando vi ho raccontato di alcuni santuari nel Lazio.

In questo articolo vorrei prendervi per mano e condurvi tra le montagne di Karol Wojtyla, a due passi da casa mia.

Questi luoghi avevano un posto speciale nel cuore di San Giovanni Paolo 2°. Ripercorrere le sue tracce, quindi, è un modo per sentirlo più vicino, con un senso di appartenenza che, chi crede, conosce bene -e se siete arrivati fin qui, significa che anche voi credete- 🙂

Le montagne di Karol Wojtyla: i Monti Prenestini

San Giovanni Paolo 2° amava profondamente la montagna. Durante gli anni del suo pontificato venne tante volte da queste parti.

Si racconta che spesso venisse qui in segreto, per raccogliersi in preghiera abbracciato da una natura incontaminata.

Cosa vedere nei Monti Prenestini e dintorni

Siamo nel cuore della provincia di Roma. Il territorio è quello dei Monti Prenestini, dove Monte Guadagnolo, con suoi 1218 metri, è la cima più alta.

I Monti Prenestini sono un’antica catena montuosa di origine calcarea e si snodano attraverso una serie di borghi molto caratteristici, ancora lontani dal corri corri delle grandi città.

Includono i seguenti comuni:

  • Castel Madama
  • Sambuci
  • Casape
  • San Gregorio da Sassola
  • Zagarolo
  • San Vito Romano
  • Castel San Pietro Romano
  • Rocca di Cave
  • Cave – il mio paesino-
  • Genazzano
  • Capranica Prenestina
  • Poli
  • Gallicano nel Lazio
  • Palestrina

Mi rendo conto di essere di parte, perché io vedo questi luoghi con gli occhi dell’amore, ma visitare i Monti Prenestini può essere davvero una fonte di scoperta. Infatti, il bello di questi borghi è che sono tutti diversi tra loro.

Hanno in comune le piccole dimensioni, ma ognuno di essi conserva le sue caratteristiche, quindi non ne troverete due uguali. Si va dai meravigliosi scorci che guardano alla capitale, ai piatti tradizionali della cucina romana, reinterpretati però in chiave popolare. Senza dimenticare una ricchissima tradizione folcloristica che spesso va a braccetto con le tradizioni religiose, ecco spiegata in due parole la bellezza di questi luoghi. Magari ve ne parlerò in altri articoli, altrimenti adesso scriverei un libro e forse più di uno.

Come dicevo prima, Monte Guadagnolo è la cima più alta dei Monti Prenestini e Karol Wojtyla era letteralmente innamorato di questo territorio.

Come vedrete, questo non è un itinerario nel senso classico del termine, perché non ci sono i giorni ne i percorsi dettagliati, che ho scelto di non indicare proprio per lasciarvi il più liberi possibile di ripercorrere i passi di San Giovanni Paolo 2° in base al vostro sentire personale.

Le montagne di Karol Wojtyla: Guadagnolo

Ho appena detto che questo viaggio non è proprio un itinerario. In realtà non è nemmeno un pellegrinaggio, ma un modo per accostarsi al papa polacco e sentirlo più vicino nei luoghi che portava nel cuore.

Per questo, ho pensato di includere una lista con le diverse attività da fare da questi parti, sempre con il filo conduttore di Karol Wojtyla. Tutte cose che si sposano perfettamente al territorio, in un mix di storia, natura e fede che caratterizza i Monti Prenestini.

Ecco cosa fare nei luoghi amati dal papa:

  • escursione nella zona boschiva di Guadagnolo + pranzo all’aperto;
  • visita al paesino di Guadagnolo;
  • trekking nei percorsi naturalistici;
  • visita al Santuario della Mentorella.

Ora vi dico tutto.

Escursione nel bosco + pranzo all’aperto
le montagne di karol wojtyla

Dato che parliamo di montagna, ho deciso di iniziare proprio dalla natura, anche perché queste sono zone poco conosciute che però meritano davvero una visita.

Questi boschi sono molto amati dalla gente di qua. A dire la verità, noi li consideriamo un vero e proprio patrimonio locale. Si caratterizzano per un sottobosco composto soprattutto da more selvatiche – da cui si ricava un’ottima marmellata!- ginestre e denti di leone.

Io sono praticamente cresciuta tra queste montagne. Fin da bambina ricordo le scampagnate all’aria aperta nei mesi estivi, mentre in inverno il mio papà mi accompagnava sempre a scegliere le pigne da decorare per Natale.

Insomma, questo per dire che, se amate la montagna, troverete sicuramente qualcosa da fare a prescindere dalla stagione dell’anno. Tra l’altro, questi angoli di natura sono adatti anche ai bambini. L’unico accorgimento, è di evitare di avventurarsi fuori dai percorsi segnalati da Settembre a Gennaio, durante la stagione della caccia.

La parte più fitta del bosco vede la presenza di pini e abeti, anche se la grande nevicata del 2012 ha cambiato notevolmente il paesaggio, lasciandolo molto più spoglio di quanto non fosse una volta.

I prati montani a ridosso degli alberi sono un punto di osservazione privilegiato per vedere le stelle cadenti durante la notte di San Lorenzo. Infatti sono lontani dalle luci cittadine e da qui si può ammirare un cielo davvero spettacolare. Durante il giorno, invece, sono un’ottima area di sosta per pic-nic e grigliate. Ve ne parlo qui: Cosa fare a Capranica Prenestina: picnic sui prati

Visita al paese di Guadagnolo

Guadagnolo è un piccolo borgo sulla cima della montagna. Le sue origini sono così antiche che noi facciamo fatica a distinguere la storia dalla leggenda.

Questo paesino possiede un non so che di affascinante, forse perché tutto profuma di bosco ed è la meta ideale per trascorrere una giornata di relax tra natura e buon cibo.

Non è certo un caso che la stradina principale si chiami Via del Salvatore, ma il legame con la fede, e con il Vaticano, non si esaurisce qui. La sua attrazione principale infatti è la Statua di Gesù Redentore, voluta proprio dai predecessori di Karol Wojtyla, che chiesero espressamente di posizionarla a Guadagnolo, nel punto più alto del borgo.

Qui vi parlo della nostra ultima gita fuori porta in questo paesino, che in inverno conta qualcosa come 50 abitanti o poco più: Cosa vedere a Guadagnolo, il “borgo abitato più alto del Lazio”

Trekking nei percorsi naturalistici: ” Sulle orme di Karol Wojtyla”
le montagne di karol wojtyla

Questo sentiero, inaugurato nel 2004, ripercorre -non solo metaforicamente- i passi di San Giovanni Paolo 2° durante i suoi ritiri sui Monti Prenestini.

Attenzione, però, a non confondere il sentiero con l’altro itinerario omonimo. Quel “Sulle orme di Karol”, infatti, è un vero e proprio pellegrinaggio su scala europea, perché collega Wadowice in Polonia a Piazza San Pietro a Roma. Partendo dalla capitale, prosegue poi attraverso Castel Gandolfo – la residenza estiva dei Papi- Castel San Pietro Romano, Palestrina e Guadagnolo.

Questo di cui vi parlo, invece, è un itinerario lungo circa 7 chilometri e si snoda attraverso i boschi che circondano Guadagnolo fino al paese di Pisoniano. Viene considerato un sentiero abbastanza facile, ma non si cammina in piano, quindi secondo me un minimo di allenamento è indispensabile. Inoltre, benché la strada da seguire sia ben segnalata, soprattutto se non siete di queste parti, vi consiglio di farvi accompagnare da una guida.

Purtroppo non è una cosa semplicissima, perché il sentiero non è promosso come dovrebbe e spesso finisce per essere quasi dimenticato dalle amministrazioni locali. Noi avevamo chiesto qualche informazione alla Pro Loco di Guadagnolo per poi decidere di percorrerlo da soli anche perché il marito conosce bene le montagne. Vi consiglio, allora, di inviare una mail al comune di Capranica Prenestina -posta@comunecapranica.it – oppure contattarli telefonicamente ai numeri (06)958-41-26 / (06) 958-40-31 e chiedere se ci sono guide disponibili.

Le montagne di Karol Wojtyla: il Santuario della Mentorella
le montagne di karol wojtyla

Adesso arriviamo al cuore del nostro itinerario spirituale con il Santuario della Mentorella, luogo amatissimo da San Giovanni Paolo 2°.

La Mentorella è un gioiello incastonato tra i Monti Prenestini a pochissimi chilometri dal paese di Guadagnolo.

Qui ci sono tanti dettagli che raccontano dell’amore del papa per il Santuario, tanto che davvero sembra di percepire ancora la sua presenza.

le montagne di karol wojtyla

In una sala accanto al Santuario, c’è una galleria fotografica che ripercorre le visite di Karol Wojtyla nel corso degli anni, raccontandone i momenti salienti con delle immagini bellissime.

le montagne di karol wojtyla
le montagne di karol wojtyla

San Giovanni Paolo 2° visitò questo Santuario sette volte: il 31 Marzo 1979, il 28 Dicembre 1987, il 17 Aprile 1990, il 27 Dicembre 1991, il 30 Dicembre 1996, il 28 Ottobre 1997 e il 3 Febbraio 2000.

Il 29 Ottobre 2005, anche Benedetto 16° si recò alla Mentorella, un evento, questo, che accomuna i due pontefici, non solo nel modo di percepire e comunicare la fede, ma anche nell’amore per questo luogo sperduto tra i monti.

le montagne di karol wojtyla

I tre luoghi simbolo da visitare alla Mentorella sono:

  • la Chiesa
  • la Grotta Benedettina
  • la Scala Santa

Spero di avervi ispirato per questo viaggio alternativo, lontano dai soliti percorsi turistici, alla scoperta delle montagne che Karol Wojtyla tanto amava.

A questo link trovate l’articolo completo sulla Mentorella: Il Santuario della Mentorella: un tesoro nascosto tra i monti

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Visita al Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno

Articolo aggiornato il 22 Giugno 2021

Santuario Santa Maria Goretti

Oggi vi parlo della mia visita al Santuario di Santa Maria Goretti a Nettuno.

In realtà si tratta di un luogo che conosco bene perché la città si trova a circa un’ora di macchina da casa mia, ma ogni volta ci torno con piacere e amo fermarmi per recitare una preghiera anche quando vado al mare.

Santa Maria Goretti è una figura importantissima per l’identità religiosa e culturale di Nettuno. Conoscete la sua storia?

Chi era Maria Goretti

Maria nacque a Corinaldo, in provincia di Ancona, nel 1890, in una famiglia poverissima.

Quando era ancora molto piccola, la famiglia decise di trasferirsi. Prima a Paliano -a pochi chilometri da Cave, il paesino dove vivo- poi a Ferriere di Conca, nei pressi di Nettuno.

All’epoca, tutte le campagne della zona erano un inferno paludoso infestato da insetti e zanzare. L’Agro Pontino infatti sarebbe stato bonificato solo durante il periodo fascista e, all’epoca in cui Maria e la sua famiglia si stabilirono nella zona, c’erano ancora condizioni igieniche molto scarse e la povertà faceva da padrona.

Il rischio di ammalarsi e morire era sempre dietro l’angolo. Il padre di Maria Goretti morì proprio a causa della malaria, lasciando a sua moglie la responsabilità di allevare i numerosi figli.

Maria aiutava la mamma a badare ai fratellini più piccoli. I racconti dell’epoca la descrivono come una bambina fuori dall’ordinario, quasi angelica. Ubbidiente, timorosa di Dio e forte nella sua fede. Si racconta che uno dei suoi desideri più grandi fosse quello di fare la prima Comunione. Maria riuscì nel suo intento. Fu abile nell’apprendere tutto il catechismo richiesto, nonostante il poco tempo libero e le condizioni di povertà della sua famiglia.

Come tutte le storie dei Santi, anche questa, di storia, non ha un lieto fine, perlomeno sulla Terra. Maria infatti fu uccisa barbaramente con 14 coltellate dal suo vicino di casa Alessandro Serenelli, dopo aver rifiutato le sue avances. A nulla servì la corsa in ospedale e la seguente operazione chirurgica, nel tentativo disperato dei medici di salvarle la vita. Maria morì il giorno successivo all’aggressione all’età di 12 anni.

Poco prima di morire, pronunciò una delle frasi che l’avrebbero resa celebre. Riferendosi al suo assassino, Maria disse:

Lo perdono e lo voglio con me in Paradiso.

Quel giorno era il 6 Luglio del 1902. Sarà poi Papa Pio XII a presiedere la cerimonia della sua canonizzazione, nel 1950.

La storia di Maria è stata ripresa anche a livello televisivo, con il film “Maria Goretti” del 2003, dove la Santa era interpretata dall’attrice Martina Pinto.

Il Santuario

Il Santuario dove riposa il corpo di Santa Maria Goretti si trova proprio al centro di Nettuno. Tuttavia ha un forte legame anche con la Madonna delle Grazie. Per capire il perché, dobbiamo tornare indietro di parecchi secoli, ai tempi di Enrico VIII.

Famoso per essere stato sposato ben sei volte, Enrico divorziò dalla sua legittima moglie, Caterina D’Aragona, per sposare la sua amante Anna Bolena, cosa che causò lo scisma dell’Inghilterra con la Chiesa Cattolica di Roma e la nascita della Chiesa Anglicana. Per questo motivo il sovrano inglese aveva proibito ai suoi sudditi l’uso delle immagini sacre. Alcuni marinai decisero allora di portare in salvo una statua della Madonna alla quale erano particolarmente devoti.

Durante il loro viaggio sbarcarono a Nettuno, dove una tempesta impedì loro di ripartire. Gli uomini interpretarono le cattive condizioni del tempo come un presagio divino e lasciarono la statua a Nettuno, collocandola nel Santuario che sorgeva in riva al mare.

Proprio il mare ha segnato la storia del Santuario, mettendone più volte a rischio l’esistenza. Nel corso dei secoli gli uomini hanno ingaggiato una battaglia impari contro la natura e la storia si è ripetuta qualche decennio fa, quando la salsedine sembrava aver corrotto irrimediabilmente la struttura. L’ultimo restauro del Santuario risale al 1966, quando già ospitava le spoglie di Maria Goretti.

Come si presenta il Santuario

Oggi si accede all’area consacrata attraversando un piazzale di stampo moderno, delimitato da cancelli che, la sera, vengono chiusi.

La prima cosa che mi colpisce ogni volta che entro in questo luogo è la semplicità dell’ambiente.

Santuario Santa Maria Goretti

Il minimalismo accompagna tutti gli elementi decorativi, incluso il soffitto con le travi in legno.

Santuario Santa Maria Goretti

Personalmente ho sempre trovato caldo e accogliente qualsiasi ambiente realizzato in legno, poco importa che si tratti di un castello, di uno chalet o, come in questo caso, di un luogo sacro.

Scendendo attraverso una scalinata laterale, si arriva alla cripta dedicata a Santa Maria Goretti. In questo luogo ci si può raccogliere in preghiera, oppure semplicemente ammirare la ricostruzione della sua vita.

I momenti principali della vita di Maria Goretti sono stati ricostruiti sotto forma di presepe. A ogni immagine è associato un momento della giornata, dall’alba al tramonto. Questa sala si trova completamente al buio e si illumina quando qualcuno si ferma davanti alle immagini, schermate dai vetri di protezione.

Questa prima immagine ricostruisce la morte del padre di Maria.

Santuario Santa Maria Goretti

Qui invece è rappresentato il momento dell’aggressione.

Santuario Santa Maria Goretti

Infine, quello della morte di Maria in ospedale.

Santuario Santa Maria Goretti

All’interno della cripta si possono trovare notizie anche di Alessandro Serenelli, l’assassino di Maria, e del suo percorso di pentimento e conversione durante gli anni del carcere.

Infine, sempre all’interno del Santuario, c’è una specie di piccolo museo dedicato a Maria Goretti. In realtà si tratta di una stanza molto semplice dove si possono osservare alcune reliquie della Santa e le fotografie della visita di Giovanni Paolo II al Santuario di Nettuno. Una delle fotografie più significative è questa.

Santuario Santa Maria Goretti

Lo scatto risale al giorno della canonizzazione a Piazza San Pietro.

La signora anziana davanti al feretro è la mamma di Maria e dal suo volto traspare tutta la sua emozione. Ogni volta, soprattutto da quando sono diventata madre, mi chiedo sempre se la canonizzazione della sua piccola dovesse sembrarle un atto di giustizia divina, quasi un ricompensa per una vita di stenti e il dolore inimmaginabile di perdere una figlia in un modo tanto assurdo.

Continuo a chiedermelo, ma non ho ancora trovato una risposta.

Informazioni utili per la visita al Santuario

  • Se vi interessa sapere qualcosa in più sulla storia del Santuario o sulle attività che vengono svolte, questo è il link dove potete trovare tutte le informazioni : http://www.santuarionettuno.it/
  • Vicino l’ entrata principale del Santuario, troverete una piccola stradina laterale, proprio sulla vostra sinistra. All’interno c’è un parcheggio a pagamento. Anche se non è custodito, è ottimo se volete passare la giornata in spiaggia o visitare il Santuario senza lasciare la macchina troppo lontano.
  • Un paio di anni fa, quando il marito e io eravamo ancora fidanzati, ci hanno ospitati come pellegrini per una notte all’interno del convento sul retro. Ci serviva un punto di appoggio tranquillo e sono stati proprio gli abitanti di Nettuno a suggerircelo. Se non vi dispiace dormire in un ambiente spartano, potrebbe essere la soluzione giusta anche per restare qualche giorno al mare. Prima di andare via, noi abbiamo semplicemente lasciato un’offerta per la Chiesa.

Se amate i Santuari e volete scoprire altri luoghi di pellegrinaggio in Centro Italia, vi potrebbe interessare questo articolo: Il Santuario della Santissima Trinità a Vallepietra