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Itinerario in Transilvania: tour di 10 giorni

Articolo aggiornato il giorno 08 Giugno 2022

itinerario in Transilvania

In questi mesi ho raccontato molte cose della Romania. Mi sono resa conto, però, che mancava un articolo che andasse ad approfondire le varie informazioni utili soprattutto a chi si reca in questo Paese per la prima volta. Ecco allora un itinerario di viaggio in Transilvania perfetto per l’estate.

Come si sviluppa l’itinerario

L’itinerario di questo articolo si snoda lungo alcune delle località più belle della Transilvania. Ho scelto di strutturarlo in 10 giorni in quanto, personalmente, amo i viaggi lenti, che mi permettono di scoprire almeno in parte la cultura e gli usi locali. Secondo me 10 giorni rappresentano un tempo ragionevole per godersi un viaggio e cominciare a farsi un’idea di un Paese. Chiaramente, se avete meno tempo, l’itinerario può essere suddiviso in più parti, scegliendo solo alcune tra le tappe proposte.

Scegliere la Transilvania come destinazione di viaggio

Se mi seguite un po’ sui social o avete letto i miei precedenti articoli, sapete quanto io ami la Romania, il Paese d’origine del marito. Per i viaggiatori italiani la Romania è spesso una destinazione ancora da scoprire, in molti quindi si chiedono cosa troveranno davvero una volta arrivati.

Cosa troverete in Transilvania

Il consiglio che mi sta più a cuore è sempre di lasciare a casa i pregiudizi, in quanto la Romania è uno splendido Paese con moltissimi luoghi diversi da visitare. In particolare la Transilvania è una delle zone più ricche della Romania. Si trova esattamente al centro e il suo territorio incrocia i Monti Carpazi. Parliamo, dunque, di splendidi paesaggi che si estendono tra le colline e le cime delle montagne. La regione è disseminata di città e centri abitati molto antichi. Ci sono numerosi punti di interesse storico, il tutto arricchito da un pizzico di mistero. Per tradizione, infatti, la Transilvania è la regione dei vampiri.

I prezzi sono decisamente economici, soprattutto se paragonati a quelli italiani. Anche i collegamenti sono buoni e, tutto sommato, è semplice spostarsi da una parte all’altra della regione. Nelle principali città turistiche il personale di alberghi e ristoranti parla tranquillamente inglese, quindi non incontrerete nessun problema di comunicazione.

Una volta arrivati in Transilvania, ci sono molte città in cui si può scegliere di far tappa. Brasov, Bran, ma anche Sibiu, Sighisoara e Sinaja. Nel nostro viaggio, il marito e io abbiamo scelto di fermarci a Brasov e, da lì, visitare i dintorni della regione.

Ecco allora l’itinerario in dettaglio.

Itinerario in Transilvania: 10 giorni alla scoperta di fortezze, boschi e castelli

Cosa fare a Brasov e dintorni in una settimana

Brasov: giorni 1-2-3

itinerario in Transilvania

Avendo scelto come base la città di Brasov, in questo itinerario si tratta del luogo in cui si concentrano le maggiori attrazioni da visitare e le varie attività di escursione, che non sono poche. Alla fine del paragrafo troverete un link su Brasov con informazioni approfondite su come arrivare in città e cosa visitare.

Il modo più comodo per arrivare in Romania dall’Italia è l’aereo.

Brasov si trova a circa 200 km dall’aeroporto di Bucarest e il viaggio è un susseguirsi di super strade e stradine di montagna. Una volta atterrati, potete scegliere di noleggiare un’auto direttamente all’interno dell’aeroporto oppure usare il pullman che vi condurrà al centro di Brasov. L’arrivo è di fronte alla stazione ferroviaria.

La parte interessante della città è il centro storico, perfettamente conservato. Al suo interno convivono il Medioevo e il Barocco, a cui si aggiungono elementi rinascimentali. Tutte queste caratteristiche sono osservabili nelle chiese, nei palazzi e nella struttura stessa del borgo. Il centro storico di Brasov può essere visitato tranquillamente a piedi. La sera, in estate, è la zona più animata della città e i giovani fanno festa a suon di musica tradizionale. Per il pranzo e la cena si può scegliere tra tanti ristoranti diversi. Quasi tutti offrono i piatti tradizionali della cucina tipica romena e i menù sono scritti anche in inglese, appositamente per i turisti.

Dove dormire a Brasov

Chiaramente gli alberghi più belli si trovano in questa zona della città. Tuttavia, se siete alla ricerca di un punto d’appoggio economico, vi consiglio di dare un’occhiata alle strutture situate fuori dal centro storico. I prezzi infatti sono considerevolmente più bassi. Io e il marito abbiamo soggiornato presso l’ Hotel Decebal. Si trova a circa 30 minuti a piedi dal centro città ed è frequentato da una clientela prettamente giovanile. La nostra stanza, una matrimoniale con bagno in camera, pur non essendo di lusso, era carina e dotata di televisore e frigorifero.

Se dovessi trovare una pecca all’hotel, certamente sarebbe il servizio di pulizia – attenzione, non la pulizia in senso lato!- Al nostro arrivo infatti abbiamo trovato la stanza perfettamente pulita e in ordine, tuttavia, veniva rassettata ogni 4-5 giorni. Stessa cosa per il cambio di lenzuola e biancheria da bagno. Avendo lavorato in hotel come receptionist, non mi aspettavo diversamente, il prezzo basso deve pur essere giustificato in qualche modo. Per il resto, nulla da eccepire. La reception è aperta tutta la notte e, volendo, è possibile fare colazione in hotel. Insomma, a meno che non siate alla ricerca del grande albergo di lusso, l’hotel Decebal può rappresentare la soluzione ideale. Tra l’altro, proprio di fronte, c’è un supermercato aperto fino a tardi.

Come ho scritto all’inizio del paragrafo, ecco il link con tutte le informazioni utili per arrivare a Brasov, con le relative attrazioni principali: https://michelamilani.it/organizzare-viaggio-a-brasov/

Itinerario in Transilvania: i dintorni di Brasov

La città di Brasov può essere visitata tranquillamente in un paio di giorni. Scegliendola come base, dunque, è possibile fare molte escursioni alla scoperta del territorio circostante. A questo punto potete scegliere se pernottare in un’altra città oppure tornare a Brasov a fine giornata. Ecco le attrazioni principali da vedere durante il vostro itinerario in Transilvania.

Poiana Brasov: giorni 4-5

itinerario in Transilvania

Se amate sciare, probabilmente la conoscete già. Poiana Brasov infatti è la principale località dove praticare gli sport invernali in Romania. Anche in estate, comunque, non mancano le cose da fare. Ecco qualche idea: trekking, escursioni a cavallo, passeggiate in bicicletta, mercatini tipici. Per non parlare poi dell’ottimo cibo di queste parti. Insomma, se amate la montagna Poiana Brasov è certamente un posto da non perdere! Ne parlo dettagliatamente in questo articolo: https://michelamilani.it/cosa-fare-a-poiana-brasov-in-estate/

Tra l’altro, visitando Poiana Brasov in estate, potreste farvi un’idea dei prezzi e dei servizi dei vari hotel. Per poi decidere di tornarci in inverno, per una vacanza all’insegna dello sport o del relax. Io e il marito non vediamo l’ora di tornarci.

Rasnov: giorno 6

itinerario in Transilvania

Rasnov è una cittadina non troppo lontana da Brasov, dunque vi consiglio senz’altro di visitarla anche solo per un giorno. Questa località offre diverse attrazioni, sia naturalistiche che storiche. Essendo una località circondata dalle montagne, si può cominciare, ad esempio, con una visita alla riserva degli orsi. L’orso da queste parti è un animale molto presente. Del resto gli abitanti della Transilvania sono abituati alla convivenza, che tuttavia non è sempre stata semplice. A proposito di orsi, comunque, vi consiglio di non allontanarvi dai sentieri principali perché non è raro avere un incontro ravvicinato con questi animali. Nel momento in cui si sentono in pericolo, infatti, possono diventare molto aggressivi, specialmente se ci sono dei cuccioli nelle vicinanze. Ricordiamoci, dunque, che parliamo sempre di animali selvatici dai quali è bene restare a distanza.

L’altra attrazione da visitare a Rasnov è il Dino park, amato soprattutto dai bambini. All’interno,infatti, ci sono le ricostruzioni delle specie più famose di dinosauri, con tante curiosità su questi animali che rappresentano il simbolo della preistoria.

Rasnov, tuttavia, è conosciuta soprattutto per la presenza di una fortezza millenaria che si è conservata perfettamente. Si tratta di un’attrazione imperdibile perché racconta una parte importante della storia della Romania. Inoltre l’atmosfera è molto particolare. Avete presente il Signore degli Anelli? Beh, ecco, molto simile. Gli stessi paesaggi, con i fiori che spuntano agli angoli delle case, rendono la fortezza Rasnov un luogo quasi fatato. Ecco il link con tante informazioni dettagliate: https://michelamilani.it/la-fortezza-rasnov-in-transilvania/

Prejmer: giorno 7

Prejmer è una cittadina formata dall’unione di 4 villaggi. Data la sua posizione, nella parte orientale del distretto di Brasov, nel tempo ha subito assalti da molti popoli stranieri, soprattutto da mongoli e ottomani. Per questo, all’inizio del 1200, i cavalieri teutonici decisero di realizzare una fortificazione eccezionale attorno alla Basilica. L’interno della fortificazione doveva servire agli abitanti di Prejmer per resistere ai lunghi assedi dei nemici. La Basilica fortificata è talmente unica nel suo genere da essere patrimonio dell’Unesco. Vi allego il link dove parlo nel dettaglio della Basilica fortificata di Prejmer: https://michelamilani.it/basilica-fortificata-prejmer-romania/

Itinerario in Transilvania, Bran: giorni 8-9

itinerario in Transilvania

Bran è la città più turistica della Transilvania. Questa cittadina al confine con la Valachia deve la sua fama essenzialmente al castello di Dracula. In realtà, non si tratta della vera casa del conte Vlad, tuttavia il castello è molto importante per la storia della regione. Per questo motivo merita sicuramente una visita. Qui trovate il link con le informazioni dettagliate per la visita al castello di Dracula: https://michelamilani.it/castello-di-bran/

Ma cosa altro si può fare a Bran dopo aver visitato il castello? Ecco qualche idea:

  • Bran Village Museum: situato a pochi minuti a piedi dal castello di Dracula, questo museo a cielo aperto ospita una serie di abitazioni nel tipico stile romeno. Si tratta di uno spaccato molto interessante, utile a immaginare la vita tradizionale della Romania rurale.
  • Mercatini tipici: una delizia per gli occhi e il palato. Questi mercati all’aperto ospitano numerosissime bancarelle dove si possono acquistare i prodotti tipici della Transilvania. Le lavorazioni in tessuto sono tutte ricamate a mano. Ci sono abiti tradizionali, tovaglie, lenzuola e fazzoletti dalle decorazioni tanto complicate che sembrano usciti dalle mani di un artista. Sono davvero bellissimi da guardare. Che dire poi della parte enogastronomica? La scelta è davvero vastissima. Ci sono le grappe, i formaggi di ogni tipo e le pizze, sia dolci che salate. Tutto è rigorosamente realizzato a mano. Da provare assolutamente la marmellata alle noci verdi e alla rosa canina.
  • Sentieri naturalistici: se il centro di Bran è preso d’assalto dai turisti, basta allontanarsi un po’ per ritrovarsi circondati dalla natura incontaminata dei Carpazi. Il paesaggio è davvero bellissimo, con i boschi che circondano le casette di campagna che sembrano spuntare dal nulla. Dopo una passeggiata così vi sentirete davvero rigenerati.

Giorno 10: il rientro a casa

Dopo aver trascorso gli ultimi due giorni a Bran in questo itinerario in Transilvania, vi consiglio di prendervi un giorno intero – il 10°- per tornare con calma a Bucarest e attendere il volo di rientro per l’Italia. Partendo da Bran, ci vogliono circa 5-6 ore in auto o in pullman per tornare alla capitale, quindi è importante calcolare bene i tempi per non avere brutte sorprese proprio l’ultimo giorno di viaggio.

Insomma, la Transilvania vi stupirà, dopo non vedrete l’ora di conoscere il resto della Romania!

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Il Bran Village Museum: alla scoperta delle case tipiche romene

Bran Village Museum

Una delle cose più interessanti da visitare in Transilvania è il Bran Village Museum.

Come suggerisce il nome, si trova nella cittadina di Bran, famosa per quello che è conosciuto come il castello di Dracula – alla fine del post troverete il link al mio articolo con tante curiosità e informazioni pratiche per visitarlo-.

Questo museo si trova a poca distanza dal castello ed è circondato dalle campagne e dai mercatini tipici di Bran, dove si possono acquistare dell’ottimo miele, grappe, formaggi e marmellate – provare per credere!-. Insomma, è un luogo dall’atmosfera davvero bucolica che vale la pena visitare. Noi lo abbiamo scoperto per caso proprio in occasione della nostra prima visita al castello e devo dire che si è rivelato una piacevole scoperta.

Se mi seguite, sapete che io non amo troppo i musei. Fatta eccezione per alcuni, come il Museo Egizio di Torino, preferisco immergermi in luoghi più vivaci. Il Bran Village Museum è un’altra di queste eccezioni, forse perché non si può definire un museo nel vero senso della parola.

Più che un museo, infatti, è un monumento a cielo aperto, un antico villaggio perfettamente conservato, che permette di avvicinarsi alla vita tradizionale nelle campagne della Romania. A partire dalle abitazioni tipiche fino ai lavori svolti dai contadini.

Vi racconto tutto nei prossimi paragrafi.

Com’è fatto il Bran Village Museum

Per farvi capire meglio di cosa si tratta, ho scelto di dedicare un paragrafo per ogni ambiente della casa.

Iniziamo.

Le case tradizionali in Romania

Lo stile che accomuna tutte le abitazioni è la prima cosa che si nota entrando nel villaggio.

I materiali da costruzione più utilizzati sono il legno e la pietra.

Da queste parti fa molto freddo e in inverno nevica spesso. I tetti quindi sono molto spioventi, in modo da evitare l’accumulo di troppo peso che potrebbe danneggiare la struttura.

Le case, inoltre, hanno tutte graziosi porticati, dove le famiglie si riunivano durante le sere d’estate.

Bran Village Museum

Questa caratteristica è diffusa anche oggi in molte case della Romania, soprattutto in campagna, che qui è ancora sconfinata.

La casa tipica romena si componeva di 2 ambienti:

  • la cucina -che veniva usata anche come salotto e sala da pranzo-;
  • la zona notte, con due o più stanze da letto.

La cucina

Avere un salotto in casa non era alla portata di tutti, certamente non dei contadini. Nelle loro case si viveva a stretto contatto e le stesse stanze venivano utilizzate nei diversi momenti della giornata.

Questa cucina, ad esempio, è un ambiente unico, un po’ come i moderni open space che oggi vanno tanto di moda.

Bran Village Museum

Chiaramente una volta il gas non arrivava nelle abitazioni, quindi si cucinava sul camino o sulla stufa, che serviva anche per riscaldare tutta la casa.

Pentole, bicchieri, piatti e posate trovavano il loro posto nell’unico mobile della cucina, con un tavolo al centro e uno o due divani, tradizionalmente riservati agli ospiti e agli anziani della famiglia.

I bambini giocavano sul pavimento, mentre dalle travi del soffitto pendevano le pellicce appena conciate, dalle quali si ricavavano i tappeti e le coperte.

Solo le famiglie più ricche avevano anche una stanza usata esclusivamente come salotto, in cui accoglievano gli ospiti e trascorrevano il tempo nelle giornate di festa.

Bran Village Museum

Pellicce e coperte in lana, ricamate a mano, erano gli oggetti ornamentali più diffusi, tanto che spesso si appendevano alle pareti non solo per trattenere il calore delle camere, ma anche per creare un’atmosfera più accogliente.

Io sono rimasta davvero incantata nell’osservare i dettagli dei ricami. Ecco un particolare:

Bran Village Museum

Per me che a malapena riesco a riattaccare un bottone, sono delle vere e proprie opere d’arte. Non so dire perché, ma a primo impatto mi hanno ricordato La Casa nella Prateria, dove tutto era fatto a mano e nulla andava sprecato.

La camera da letto

L’ultimo ambiente della casa era la stanza da letto. Si trattava della parte della casa più semplice, perché veniva usata solo per dormire, quindi non c’era bisogno di troppi fronzoli.

Di solito c’era una semplice panca di legno dove piegare gli abiti indossati durante il giorno, una cassettiera per conservare il corredo e il letto coperto di pellicce.

Bran Village Museum

Il contenitore di vimini che pende dal soffitto è una culla. In questo modo, la mamma poteva tranquillizzare il suo bambino durante la notte senza alzarsi dal letto.

Culle di questo genere si usavano i primi 3/4 mesi di vita dei piccoli. In Romania, soprattutto in campagna, fino all’anno e mezzo di vita, i bimbi dormivano nel letto con i genitori, per poi passare accanto ai fratellini maggiori.

Fino a qualche anno fa, le famiglie erano molto numerose e questo prendersi cura dei più piccoli contribuiva a far crescere il legame familiare e responsabilizzava i fratelli grandi, che aiutavano attivamente in casa.

Stalle, mulini, laboratori

Bran Village Museum

Come vi dicevo all’inizio, il Villaggio Museo di Bran racconta la vita tradizionale in Romania, vita rimasta praticamente immutata fino a qualche anno fa.

Accanto alle abitazioni, quindi, non potevano mancare gli ambienti che servivano al lavoro. Durante il percorso si possono osservare il laboratorio tessile, la bottega del fabbro, le stalle e il mulino.

Bran Village Museum

Questi ambienti venivano usati un po’ da tutti gli abitanti del villaggio ed era un’occasione importante non solo per condividere le risorse, ma anche per insegnare ai ragazzi i trucchi dei vari mestieri, quando le conoscenze venivano ancora trasmesse da padre in figlio.

La vita sociale nel villaggio

Proprio accanto al laboratorio tessile si trova una specie di caffetteria, che in realtà è una piccola struttura in legno porticato.

Oggi una bandiera romena sventola orgogliosa davanti all’entrata. Una volta, invece, qui ci si riuniva nel pomeriggio dopo il lavoro per parlare del più e del meno, mentre si beveva una birra o un bicchiere di grappa.

Bran Village Museum

Perché visitare il Bran Village Museum

Il biglietto di entrata al Villaggio ha un costo puramente simbolico: 10 lei, circa 1,00 euro a persona.

Visitare il Bran Village Museum significa avvicinarsi al lato più vero della Romania, quello della tradizione. Vuol dire osservare da vicino uno stile di vita legato alla terra, al lavoro nei campi e ai valori di comunità, che sempre più spesso, oggi, rischiano di essere dimenticati per sempre.

Per me è stata una visita emozionante anche per un altro motivo. Noi siamo di parte, ma non riesco a dimenticare gli occhi lucidi di nostalgia del marito, che, prendendomi per mano, diceva: ” Mi ricorda tanto il luogo dove sono cresciuto, prima di arrivare in Italia”.

Vi potrebbe interessare anche: Il castello di Bran, oltre la leggenda di Dracula

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La casa di Dracula: la vera storia del castello di Bran

Casa di Dracula

La “casa di Dracula”, a Bran, è una delle attrazioni turistiche più visitate della Romania. Eppure, pochi conoscono ciò che davvero si nasconde dietro la leggenda del famoso vampiro e del suo castello. Oggi andiamo a scoprire la vera storia di questo luogo misterioso.

Oltre il mito

Come ho appena detto, tutti conoscono il castello grazie alla figura del conte Dracula.

Io stessa, per anni ho associato Bran alla casa del conte assetato di sangue, confondendo la realtà con la leggenda. Certo, non mi aspettavo di trovare un paio di canini pronti a mordermi il collo, ma ero davvero convinta che il conte Vlad avesse vissuto nel castello.

In realtà, l’equivoco è nato mescolando la letteratura al folklore popolare. Infatti, Stocker decise di ambientare il suo romanzo “Dracula” proprio nel castello di Bran. La figura del vampiro è un mito molto presente in tutta la cultura tradizionale romena, soprattutto in Transilvania, tanto da essere conosciuta come la terra dei vampiri.

Ben consapevoli di questo, gli Enti del Turismo romeni hanno favorito il binomio castello di Bran/casa di Dracula, creando quasi dal nulla una destinazione turistica che ogni anno conta migliaia di visitatori.

Leggende a parte, io vi consiglio di visitare il castello non solo perché è bellissimo, con gli arredi in stile gotico e un so che di misterioso, ma anche per la sua lunga storia. Una storia che racconta dell’amore di una principessa, poi diventata regina di Romania, per Bran e i suoi abitanti.

La vera storia della casa di Dracula

Gli inizi

Come sempre in questi casi, dobbiamo tornare indietro nel tempo e andare molto lontano. Nel 14° secolo, sotto la minaccia degli Ottomani, in Transilvania soffiavano venti di guerra. Per proteggere la popolazione, l’allora sovrano ungherese Luigi 1° d’ Angiò, decise di costruire una fortezza lungo il confine tra la Transilvania e la Valachia. La città di Brasov, grazie alla supremazia economica e commerciale di cui godeva nella regione, riuscì ad ottenere il diritto di dirigere i lavori. Non si conosce la data esatta di realizzazione, ma si presume che la costruzione – inizialmente doveva trattarsi di una cittadella- sia stata portata a termine entro il 1382.

Quella che nei secoli successivi sarebbe diventata nell’immaginario collettivo la casa di Dracula, nel tempo venne ampiamente utilizzata a scopi difensivi; in seguito risultano diversi passaggi di proprietà che si perdono tra i registri cittadini e i racconti popolari. Quel che sembra certa è, in qualche modo, la continua supremazia degli abitanti di Brasov sulla cittadella di Bran.

Nel 1600 circa, l’edificio perse il suo ruolo difensivo e cominciò a essere usato per scopi amministrativi. Nel 19° secolo, la città di Bran e il suo castello vennero posti sotto la gestione dell’ Ufficio Economico e Forestale di Brasov; il castello fu donato alla famiglia reale di Romania solo nel 1920. E qui inizia la parte più romantica della storia.

Maria, la regina che amava la Romania

Chi era la principessa Maria

Maria di Sassonia divenne regina nel 1914, dopo aver sposato il principe ereditario di Romania Ferdinando. I racconti dell’epoca parlano di tradimenti e di un matrimonio probabilmente non troppo felice, almeno per Maria.

La sovrana invece nutriva un amore sconfinato per la sua terra d’adozione, tanto che, come regina consorte, decise di rappresentare la Romania nel trattato di pace di Versailles alla fine della prima guerra mondiale. La sua presenza all’epoca destò molto scalpore, ma fu proprio grazie al suo intervento che la Romania riuscì a conservare la Transilvania e la Bucovina.

La vita di Maria a Bran

L’atto di donazione del castello alla famiglia reale di Romania risale al 1° Dicembre del 1920. Le mura esterne vennero lasciate invariate, quindi ancora oggi l’edificio esternamente appare come una cittadella fortificata. Gli interni invece si prestarono al buon gusto e alla fantasia di Maria. In breve tempo la sovrana trasformò il castello rendendolo degno di qualsiasi corte imperiale europea.

casa di Dracula

Gli appartamenti interni sono davvero splendidi. La regina inoltre, aggiunse al castello ulteriori costruzioni: la Tea-House, la Guest House e la Chiesa di Legno.

Per amore di Bran e dei suoi abitanti finanziò interamente i lavori per la costruzione degli impianti elettrici, aiutando la popolazione ad avere condizioni di vita migliori.

In seguito, la principessa Ileana seguì i passi di sua madre, fondando a Bran l’ospedale “The Queen’s Heart”, aiutando a curare i feriti durante gli anni del secondo conflitto mondiale. Nei decenni successivi la principessa fu costretta a lasciare il Paese e nel 1957 il castello fu trasformato in un museo. Negli anni ’90 tutto versava in grande abbandono e occorrerà attendere il 2009 prima che il castello sia restituito ai legittimi proprietari: i principi Dominic, Maria-Magdalena ed Elisabeth, figli di Ileana e nipoti della regina Maria.

Il castello di Dracula oggi

I principi si sono impegnati a restaurare gli ambienti, riportandoli al loro splendore originario e tutto continua a esprimere il gusto di Maria. All’interno, sono custoditi molti oggetti personali appartenuti alla sovrana e alla sua famiglia.

casa di Dracula

Più che come casa di Dracula, secondo me il castello dovrebbe essere conosciuto come la casa di Maria, una regina innamorata della Romania che andò contro le convenzioni dell’epoca pur di aiutare il suo popolo.

Vi lascio il link per organizzare la visita al castello: Il castello di Bran, oltre la leggenda di Dracula

Buon viaggio nella storia!

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La basilica fortificata di Prejmer, patrimonio Unesco in Romania

Articolo aggiornato il 17 Marzo 2021

basilica fortificata Prejmer

Una delle escursioni più interessanti da fare nei pressi di Brasov è sicuramente una visita alla basilica fortificata di Prejmer. Questa località poco conosciuta della Transilvania si trova a circa 30 minuti di automobile da Brasov e rappresenta una delle attrazioni più importanti di tutta la regione.

Iniziamo con qualche informazione pratica perché, nonostante la sua bellezza, il luogo non è molto pubblicizzato, quindi si trovano poche informazioni in rete.

Dove si trova Prejmer e come arrivare

La basilica fortificata si trova a circa 20 km da Brasov, nella cittadina di Prejmer, che è formata a sua volta dall’unione di altri 2 villaggi: Lunca Câlnicului e Stupinii Prejmerului.

Se non avete la macchina, ci sono due modi per arrivare a Prejmer da Brasov:

  • con il treno –Romanian Railways effettua una corsa ogni 4 ore e il biglietto costa circa 3,00 euro a tratta per mezz’ora di viaggio;
  • con il pullman n.7 della linea urbana di Brasov.

La Basilica rimane chiusa il lunedì.

Ora vi racconto qualcosa della nostra visita.

La basilica fortificata di Prejmer

Personalmente considero questa basilica come uno dei luoghi più caratteristici che ho visitato in Romania. Nonostante tutta la Transilvania sia piena di cittadelle e fortificazioni, quella di Prejmer risulta tanto particolare che la foto di copertina non le rende affatto giustizia. A partire dalla sua posizione. La basilica e la sua fortificazione sono circondate da ampi spazi verdi. Di tanto in tanto si vedono spuntare case eleganti e chiese ortodosse che sembrano prese in prestito da una fiaba.

basilica fortificata Prejmer

La particolarità della basilica fortificata

La basilica fortificata di Prejmer è racchiusa da mura molto imponenti e invalicabili dall’esterno. Nella parte interna delle mura ci sono centinaia di stanze, anticamente pensate per organizzare la vita quotidiana degli abitanti del villaggio durante i periodi di assedio – soprattutto da parte dei soldati turchi-.

Per comprendere la disposizione di queste stanze, pensate a un alveare, o, meglio, a un apiario. Guardate questa foto:

basilica fortificata Prejmer

Ogni famiglia disponeva della propria stanza, alla quale si accedeva attraverso ripide scalinate in legno. Tutte le stanze dei diversi piani si sviluppano seguendo la capacità di contenimento delle mura di fortificazione. Infatti la particolarità è proprio questa; mura fortificate fuori e mini appartamenti nella parte interna in un’unica struttura.

Gli abitanti di Prejmer erano davvero organizzatissimi, tanto che gli ambienti includevano i magazzini, le cucine e una cantina per il vino. Inoltre, erano presenti diverse botteghe, dove lavoravano tessitori e calzolai. La stanza utilizzata come scuola risulta tra gli ambienti meglio conservati. Al suo interno si possono osservare i banchi degli studenti, la cattedra dell’insegnante, la lavagna e l’abaco per fare i conti. Insomma, un vero salto nel passato.

La basilica interna

La basilica ha una pianta a croce greca, alla quale venne aggiunta una torre ottogonale sulla navata nel 1461. In parole povere, immaginate un groviglio di tetti spioventi con inserti decorativi della tradizione bizantina.

Il suo interno invece è molto semplice. L’organo e l’altare gotico, perfettamente conservato, sono certamente gli elementi di spicco della basilica.

basilica fortificata Prejmer

Qualche curiosità + impressioni personali

  • La basilica fortificata di Prejmer include anche un museo, annesso alla costruzione. Al suo interno si possono osservare molte testimonianze sulla vita tradizionale romena.
  • La basilica è patrimonio dell’Unesco dal 1999.

Questo luogo racconta un pezzo importante della storia romena. Tutta la struttura è perfettamente conservata e rappresenta un’occasione unica per immaginare la vita quotidiana a Prejmer durante gli assedi. Ecco perché vi consiglio assolutamente di dedicare una giornata alla scoperta di questa meraviglia, unica o quasi nel suo genere. Si respira un’atmosfera talmente suggestiva che vi sembrerà davvero di tornare indietro nel tempo.

Noi abbiamo visitato la basilica fortificata durante un viaggio in Romania on the road, scegliendo Brasov come base per visitare la regione. In questo articolo trovate la nostra esperienza e come abbiamo organizzato da soli il viaggio in Transilvania: Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città.

Buona lettura!

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Il castello di Dracula: cosa troverete all’interno e nel parco

Articolo aggiornato il 20 Marzo 2021

Il castello di Dracula

Il castello di Dracula a Bran è presente in tutte le guide turistiche della Romania. Però mi sono resa conto che, una volta entrati, soprattutto durante gli orari di punta, il rischio è quello di seguire la calca senza comprendere appieno quello che si vede. Ecco perché ho pensato a questa piccola guida che vi aiuterà ad orientarvi meglio nella visita.

Se vi fosse sfuggito l’altro articolo sul castello, potete leggerlo cliccando il link che segue, dove ci sono tante informazioni pratiche come gli orari di apertura e il prezzo del biglietto: Il castello di Bran, oltre la leggenda di Dracula. – A dispetto dell’immaginario collettivo, infatti, il conte Vlad non ha mai vissuto qui-.

Inoltre, se date un’occhiata alla pagina Facebook del blog, troverete un album di foto sul castello, utili per avere un’idea più precisa di cosa osserverete durante la visita.

Cominciamo?

Gli interni del castello di Dracula

Piano terra

La prima cosa che si può osservare all’interno del castello dopo aver attraversato il corridoio è la camera di guardia. Come si intuisce dal nome, si tratta di una stanza che veniva utilizzata per controllare gli accessi del castello – che anticamente nacque come cittadella a scopi difensivi-. I corridoi successivi, lungo i quali si possono osservare fregi e dipinti nel tipico stile romeno, conducono all’antica sala da pranzo, decorata con pezzi della Francia neo-rinascimentale e motivi sinuosi e floreali. Dopo le cucine, in teoria, dovreste trovarvi di fronte alla cappella del principe Mircea, in stile bizantino. Di fatto, la visita proseguirà verso il primo piano, in quanto per accedere alla cappella si deve passare attraverso il cortile interno. Tuttavia, secondo i percorsi stabiliti, il cortile sarà l’ultima cosa che vedrete, dopo aver visitato gli altri piani.

Il primo piano

Da questo momento in poi vi troverete nel cuore del castello di Bran, dove ci sono gli appartamenti della regina Maria di Romania.

Il castello di Dracula

Ogni stanza richiama di volta in volta il gotico e il barocco, il tutto arricchito da oggetti orientali e dagli immancabili tappeti, che non possono mancare in nessuna abitazione romena. Gli appartamenti reali includono la stanza da letto della regina Maria, una stanza da disegno che la sovrana utilizzava per dedicarsi all’arte e perfino una scala segreta che collega le diverse torri del castello.

Il secondo piano

Il secondo piano è dedicato interamente agli appartamenti di re Ferdinando 1°. Gli appartamenti del re risultano più austeri rispetto a quelli della regina, forse a causa dei colori più sobri.

il castello di Dracula

Includono una camera da letto, la sala da pranzo e la “sala dei costumi”, dove sono conservati alcuni dei veri abiti indossati dai sovrani. Accanto a questa sala c’è la stanza delle armi, con una collezione prodotta in Transilvania in un periodo che va dal 15° al 17° secolo.

Il terzo piano

Gli ambienti del terzo piano sono forse i più particolari, infatti venivano utilizzati dalla famiglia reale durante il tempo libero. Gli arredi riprendono lo stile romeno tradizionale: pavimenti in legno, soffitti con travi a vista, camini incastonati negli angoli e gli immancabili tappeti. Questo piano ospita la libreria e la sala della musica, per la quale la regina aveva un amore profondo.

Il quarto piano

Al quarto e ultimo piano, infine, ci sono gli appartamenti del principe Nicolae, con la stanza dedicata al disegno e la camera degli ospiti.

Il castello di Dracula

Di solito veniva utilizzata dal principe per giocare a carte e discutere di politica. Questi appartamenti hanno tutti il tetto spiovente e, uscendo sul terrazzo, la vista abbraccia l’intero castello.

Il parco del castello di Bran

Il castello di Dracula

Il cortile straborda di fiori e i gerani si affacciano da ogni finestra. Intorno, risplendono giardini ricolmi di petali, migliaia di fiori con i quali adornare il castello. Nessuna dimora è amica dei fiori come il piccolo castello di Bran.

Regina Maria di Romania, “La mia casa dei sogni”.

Oggi il parco si riduce a un percorso con tanto di indicazioni per i turisti, una caffetteria e un negozio di souvenirs, ma le parole della regina lasciano intuire la bellezza di un tempo, quando la sovrana passeggiava tra gli archi di rose accanto al laghetto. Il parco conserva ancora la casa del te, usata dalla regina durante l’estate per la merenda pomeridiana e la depandance. Si tratta di una costruzione simile a uno chalet, utilizzata un tempo come alloggio per gli ospiti. La guest house della principessa Ileana, aperta solo durante l’inverno, oggi ospita gli uffici amministrativi del castello.

Come dicevo all’inizio, il conte Dracula -leggete Vlad- non ha mai vissuto nel castello. Io l’ho scoperto poco prima di entrare e per un attimo il mio viso doveva essere il ritratto della delusione. Mi aspettavo il solito posto acchiappa turisti, un luogo costruito ad arte per aumentare gli incassi del comune, invece mi sono dovuta ricredere.

Tutti arrivano immaginando chissà quali misteri, la verità è che vale la pena visitare questo luogo per la storia che racchiude e per gli arredi gotici, secondo me tra i più belli d’Europa.

Ora che avete tutte le informazioni per un tour al castello di Dracula, non mi resta che augurarvi buona visita!

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Il castello di Bran, oltre la leggenda di Dracula

Articolo aggiornato il 19 Marzo 2021

Il castello di Bran

Oggi parliamo del castello di Bran.

Basta pronunciare il nome Dracula per calarsi in un mondo fatto di leggende, fascino e misteri. Tra il cinema e la letteratura c’è solo l’imbarazzo della scelta. Eppure, il castello di Bran, conosciuto appunto come la dimora del conte Dracula, va oltre la figura -leggendaria?- del crudele vampiro impalatore.

Dove si trova il castello di Bran e come raggiungerlo

Il castello prende il nome dal caratteristico centro abitato in cui si trova, il paesino di Bran.

Gli anziani del paese raccontano che il castello sia costruito nel punto esatto che marcherebbe il confine tra la Valachia e la Transilvania, secondo me due regioni tra le più suggestive di tutta la Romania.

Situato nel cuore dei Monti Carpazi, il Castello di Bran può essere raggiunto in automobile – da noleggiare presso gli aeroporti-. L’aeroporto più vicino a Bran è quello di Sibiu. In alternativa, c’è quello di Bucarest, che dista 170 chilometri ed è quello che io consiglio, perché ci sono voli molto più convenienti in termini di prezzo e frequenza per chi arriva dall’Italia.

La città di Bran vanta una posizione ideale, in quanto non è troppo lontana dalle altre località turistiche della Transilvania. Dopo aver fatto tappa al castello, quindi, è possibile pensare a un itinerario in Transilvania alla scoperta delle attrazioni regionali. Prima fra tutte, la città di Brasov. Ecco il link di riferimento con tutte le informazioni per organizzare un viaggio da queste parti:

Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

Dracula non c’entra nulla…

Nonostante il castello di Bran sia conosciuto come la casa del conte Dracula, in realtà i vampiri non hanno nulla a che fare con questa fortezza incastonata tra le montagne. L’equivoco nacque semplicemente dal fatto che Bram Stoker, l’autore del romanzo di Dracula, scelse questo luogo per ambientare la residenza del conte assetato di sangue. Quando l’ho scoperto per qualche istante mi è crollato un mito. Eppure questo non toglie nulla alla bellezza del castello, che resta comunque uno dei maggiori simboli della Transilvania.

Visitare il castello di Bran

Qualche informazione pratica

Trattandosi di un luogo simbolo della Romania, soprattutto al mattino ci sono tantissimi visitatori. Secondo me, l’orario migliore per visitare il castello di Bran è l’ora di pranzo, approfittando del momento in cui gli altri turisti vanno a mangiare. A proposito, in questo post, che vi consiglio di leggere, ci sono tante informazioni sulle specialità culinarie della Transilvania: Cosa mangiare in Transilvania?

Alla fine dell’articolo troverete tutte le indicazioni dettagliate sugli orari di apertura e i prezzi per visitare il castello.

Stile e ambientazione: come in una favola

Il castello di Bran

Il castello è davvero suggestivo fin dal primo momento. Si trova all’interno del centro abitato, ma la sua posizione permette di godere di una vista privilegiata dei Carpazi. L’edificio sorge infatti su uno sperone di roccia. Il marito e io lo abbiamo visitato in estate. Tuttavia ammirare i boschi, immaginare il fruscio del vento e la neve invernale aiuta a comprendere come il tutto abbia contribuito a rafforzare l’alone di mistero attorno al castello e come questo abbia alimentato, nel tempo, la leggenda del conte Dracula.

Gli interni hanno subito diverse restaurazioni. Oggi a prevalere è lo stile gotico, che si sposa perfettamente con l’atmosfera del luogo.

La visita si articola lungo un percorso che segue i vari piani della struttura ed è un tripudio di salottini, sale da pranzo con mobili imponenti e librerie. Gli ambienti sono collegati da scalinate ripide e tortuose. Inoltre è possibile ammirare gli appartamenti privati della famiglia reale, i cui discendenti sono oggi i proprietari del castello. Infatti, esiste una storia che va oltre la leggenda. La trovate qui: La vera storia del castello di Dracula, a Bran

Il percorso termina così, in un piccolo cortile interno realizzato interamente in pietra. Al centro, un piccolo pozzo dove, forse, anticamente veniva prelevata l’acqua.

Il castello di Bran

I prezzi e gli orari di apertura

Veniamo ora alle informazioni pratiche. Per quanto riguarda il prezzo, il costo del biglietto è di 35 lei a persona – circa 8,00 euro-.

Questi sono invece gli orari di apertura:

  • Dal 1° Maggio al 30 Settembre il castello è aperto dalle 9,00 alle 18,00, con eccezione del Lunedì, quando l’apertura è posticipata a mezzogiorno.
  • Dal 1° Ottobre al 30 Aprile il castello apre alle 9,00 e chiude alle 16,00; il Lunedì l’apertura è sempre a partire da mezzogiorno.

Molti dicono che in Romania ci sono castelli migliori e che Bran è un luogo troppo turistico. Al di là della leggenda, però, io vi consiglio di visitare il castello di Bran per la sua storia e il luogo in cui si trova, circondato da boschi e montagne. Solo allora capirete il motivo per cui è diventato un simbolo e ha contribuito a rafforzare il mito del vampiro nella cultura romena. Perché racchiude qualcosa di tanto misterioso che non avrebbe potuto essere altrimenti.

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La Fortezza Rasnov, tappa imperdibile di un viaggio in Transilvania

Articolo aggiornato il 9 Marzo 2021

la Fortezza Rasnov

La Fortezza Rasnov, in Transilvania, è sicuramente una tappa da non perdere durante un viaggio in Romania. Questa cittadella è tra le più belle d’Europa e racconta una storia antichissima, fatta di assalti e cavalieri, come un racconto medioevale.

Oggi vi parlo un po’ della nostra visita in questo punto di interesse storico, alla fine dell’articolo troverete un link con il mio post sull’organizzazione di un viaggio in Transilvania.

La fortezza Rasnov: una storia millenaria

La Fortezza Rasnov

Ho sempre pensato che qualche cenno storico sia fondamentale per farsi un’idea della località che si sceglie di visitare. In questo caso, la Fortezza Rasnov ha una storia di tutto rispetto, dalle origini antichissime.

Questa cittadella fortificata fu costruita nel 1215 ad opera dei Cavalieri Teutonici. Inizialmente, questo ordine di monaci-militari nacque a Gerusalemme -attorno al 1191- per ospitare i pellegrini che, dall’attuale Germania, approdavano in Terra Santa. La fortificazione fu realizzata in posizione strategica, su una collina che domina tutta la città, dalla quale si può ammirare un bellissimo panorama.

Le alte mura, spesse quasi due metri, avevano il compito di proteggere la popolazione, che si rifugiava all’interno della Fortezza di Rasnov ogni volta che si presentava un pericolo. La cittadella vanta il primato di essere stata espugnata solo una volta nella storia, attorno al 1600. L’attacco, peraltro, avvenne con l’inganno; di notte, quando la popolazione, stremata, aprì le porte della fortezza in cerca di acqua.

In seguito, per evitare un secondo assalto, fu realizzato un pozzo profondo oltre 100 metri. In questo modo gli abitanti non avrebbero più dovuto correre il rischio di aprire le porte per andare in cerca di acqua. Da quel momento, la fortezza divenne inespugnabile.

Una fortezza dall’aspetto particolare

Come scrivevo nel paragrafo precedente, la Fortezza Rasnov domina la città ed è ben visibile dalle campagne circostanti.

Tutta la struttura, a partire dalla torre di fortificazione fino alle abitazioni interne, è realizzata in pietra. Oltrepassando le mura difensive esterne, si attraversa un grande spiazzo in salita, con tornanti circondati da manti erbosi come un tappeto di velluto verde.

La Fortezza Rasnov

Quando con il marito abbiamo deciso di spostarci da Brasov per visitare questo luogo ero molto curiosa, ma non immaginavo uno spettacolo così. Salendo verso l’interno della costruzione, mi sembrava di essere sul set del Signore degli Anelli, mentre il cielo screziato di bianco si mescolava ai mazzi d’erica nell’erba incolta.

la Fortezza Rasnov

Del resto non è un caso che, alcune scene del film Ritorno a Cold Mountain, con Nicole Kidman, siano state girate proprio all’interno della Fortezza Rasnov.

Gli interni della Fortezza Rasnov + consigli pratici per la visita

Non appena si oltrepassano le porte di entrata, sovrastate dalle torri di guardia, la fortezza si erge altera, in tutta la sua bellezza.

Il villaggio è realizzato interamente in pietra, con le casette dai tetti appuntiti e le stradine scoscese. Si entra davvero in un luogo dall’atmosfera fiabesca e quasi ci si aspetta di vedere un folletto da un momento all’altro.

la Fortezza Rasnov

A rendere il luogo ancora più caratteristico sono i negozietti di souvenir all’interno delle abitazioni meglio conservate.

La Fortezza Rasnov

Gli abitanti del luogo avevano pensato davvero a tutto; all’interno della cittadella c’era persino un edificio che veniva utilizzato come scuola.

La Fortezza Rasnov

Insomma, la Fortezza Rasnov è davvero uno dei luoghi più caratteristici che abbiamo scoperto durante il nostro viaggio in Romania.

Ora vi lascio qualche dritta su come organizzare al meglio la visita.

Qualche consiglio per visitare la fortezza

Secondo me, per scoprire ogni dettaglio di questo luogo serve sicuramente una guida. Noi non siamo riusciti a prenotare una visita guidata perché abbiamo deciso di andare a Rasnov all’ultimo momento, ma a Brasov abbiamo comprato una guida cartacea. Ci è stata molto utile per capire l’importanza del sito. La sua struttura e il contesto, infatti, sono talmente belli che rischiano di offuscare la parte storica, che a noi interessava molto.

La zona in cui si trova la Fortezza Rasnov oggi è molto turistica, quindi è dotata di parecchi servizi. Per esempio potete acquistare cibo e bevande in uno dei tanti chioschi delle vicinanze e parcheggiare l’auto nel grande piazzale sotto la montagna. Per raggiungere l’entrata della cittadella potete fare una passeggiata e attraversare la collina in 20 minuti. Oppure, potete salire sui trenini per turisti e scendere alla seconda fermata -la prima è per il Dino Park, il parco tematico per bambini dedicato al mondo dei dinosauri-.

Ora non mi resta che lasciarvi il link all’articolo sull’organizzazione pratica del viaggio in Transilvania. Noi abbiamo scelto di fermarci a Brasov per poi spostarci in tutta la regione. Buona lettura! Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

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Cosa fare a Poiana Brasov in estate?

Articolo aggiornato il 4 Marzo 2021

Cosa fare a Poiana Brasov

In questo articolo parliamo di cosa fare a Poiana Brasov in estate.

Se amate gli sport invernali, saprete già che Poiana Brasov, in Transilvania, è una delle località sciistiche più famose di tutta la Romania. Noi l’abbiamo visitata in estate e vi assicuro che non abbiamo sentito affatto la mancanza della neve. Alla fine della pagina troverete il link al mio articolo sull’organizzazione pratica di un viaggio a Brasov, che dista solo qualche chilometro da Poiana Brasov.

Come arrivare a Poiana Brasov

Se state pensando di restare a Poiana Brasov per almeno una settimana, vi consiglio di arrivare da queste parti con una macchina; questo vi permetterà di spostarvi facilmente nei dintorni del territorio, ricchissimo di luoghi da visitare. Se arrivate dall’Italia con l’aereo, potete affittare l’auto direttamente a Bucarest.

Se invece vi fermate solo per una breve escursione e soggiornate a Brasov, potete raggiungere questa tranquilla località di montagna anche con i mezzi pubblici. Dal centro di Brasov si arriva direttamente con il bus n.20.

Perché visitare Poiana Brasov da Giugno a Settembre

Cosa fare a Poiana Brasov i

Se vi state ponendo questa domanda, pensate a foreste di alta montagna che si estendono per chilometri e chilometri. Gli abeti secolari fanno da cornice a sentieri che si interrompono su precipizi mozzafiato, mentre dalle rocce sporgono violette dai colori vivaci. In questi boschi incontaminati regnano aquile, cervi, orsi e scoiattoli e l’uomo è davvero solo un ospite. Per tutti questi motivi vale la pena visitare Poiana Brasov in estate.

Cosa fare a Poiana Brasov nel periodo estivo?

La funivia

Tra le prime cose da fare a Poiana Brasov c’è sicuramente una corsa in funivia. Il percorso dura circa 5 minuti e permette di raggiungere la cima della montagna. Sembra davvero di entrare in un altro mondo, nel giro di pochi istanti si lascia la civiltà alle spalle e si entra in un angolo di natura incontaminata.

Cosa fare a Poiana Brasov

La prima cosa che ho notato è il panorama, tanto bello da sembrare dipinto. Noi non abbiamo resistito alla tentazione di girare per ore tra quei sentieri abbarbicati sulle rocce. Ogni dettaglio sembrava un piccolo tesoro che attendeva solo di essere scoperto. Il vento infuriava intorno a noi mentre ci perdevamo a cercare le impronte fresche degli orsi e i sassi rotolavano sotto i nostri piedi.

Cosa fare a Poiana Brasov

Ci sono delle volte, però, in cui è necessario fermarsi e riconoscere i propri limiti. A me è accaduto qui.

Seguendo il sentiero principale si arriva a una sorta di punto panoramico. Per raggiungerlo, si deve salire su alcune rocce, per la verità non molto alte, ma ripide e scivolose. A dividerle dallo strapiombo c’è solo una piccola ringhiera in ferro, molto sottile -troppo-. La roccia più alta si trova a 1778 metri sul livello del mare e io, guardando lo strapiombo, mi sono fermata esattamente a 2 metri da quel punto. Non sono abituata a queste altezze e quello era il massimo che riuscivo a sopportare.

Mentre scendevamo, benedicevo in cuor mio il marito, appassionato di camminate in montagna, che mi teneva per mano e mi indicava dove poggiare i piedi. Ripensandoci, ricordo di aver visto diverse famiglie avventurarsi fino in cima con bimbi poco più che neonati in braccio. Io ve lo sconsiglio di cuore perché basta mettere un piede in fallo per scivolare sulle rocce. Se con voi ci sono bambini piccoli, potete passeggiare nelle radure intorno alla cima che sono comunque bellissime.

Aggiunta: Oggi, nel momento in cui sto aggiornando questo post sono mamma di una bimba di 8 mesi e confermo tutto. Non mi sognerei mai e poi mai di portare con me mia figlia vicino a un precipizio di questo genere. Troppo, troppo ripido, e ve lo dice una che comunque non è affatto iperprotettiva.

Prima di scendere, sicuramente avrete voglia di bere qualcosa di caldo al bar accanto alla funivia. A proposito, qui trovate il mio racconto del ristorante dove abbiamo mangiato: Dove mangiare a Poiana Brasov? Al Sura Dacilor!

Anche in estate le temperature sono molto rigide, quindi non dimenticate una giacca per ripararvi dal vento. La cosa migliore comunque è vestirsi a strati perché nelle ore centrali il sole scotta parecchio.

Il biglietto per la corsa in funivia ha un costo di 35 lei a persona (7,00 euro circa).

I sentieri

Cosa fare a Poiana Brasov

Come dicevo nei paragrafi precedenti, Poiana Brasov in estate è perfetta se amate il verde e gli animali. Se siete in forma, potreste anche scendere a piedi dalla cima della montagna. In questo caso arriverete vicino al centro del paese. Ma non fatevi ingannare. Noi l’abbiamo fatto e la discesa è ripida, quindi è molto faticoso, anche perché, una volta intrapresa la camminata a piedi, non c’è altro modo di arrivare a valle. Dopo una scarpinata di quasi 4 ore non sentivo più i muscoli.

Se amate le camminate in montagna ci sono anche sentieri più semplici che circondano Poiana Brasov, totalmente immersi nella natura. In ogni caso, non allontanatevi troppo dalle piste battute per evitare un faccia a faccia con gli orsi, da queste parti molto frequente.

Le biciclette

Vicino alla stazione di arrivo, è possibile noleggiare le biciclette per qualche ora o l’intera giornata. Questa è un’attività adatta a tutta la famiglia e potrete ammirare Poiana Brasov in tutta tranquillità.

Cosa fare a Poiana Brasov nei mesi estivi: le escursioni a cavallo!

Cosa fare a Poiana Brasov

Questa è stata una delle attività più divertenti che il marito e io abbiamo fatto a Poiana Brasov -precisamente a Poiana Mica, qualche chilometro fuori dal centro vero e proprio-. Entrambi amiamo molto le escursioni a cavallo e, durante il percorso, siamo stati accompagnati da un uomo di mezza età proveniente da Piatra- Neamt.

Ve ne parlo perché sono rimasta davvero colpita da questo signore, pensate che ci ha raccontato tutta la sua vita ma non sappiamo nemmeno il suo nome. A vederlo, potrebbe passare per un sessantenne, con il viso cotto dal sole di montagna. Le mani callose e un cappello in testa lo fanno sembrare un allevatore di altri tempi, mentre i suoi stivali slittano nel fango. Due occhi azzurri e luminosi raccontano del forte amore per la natura e di un legame mai visto prima con i cavalli. Mentre interagiva con loro, mi sembrava che usassero un linguaggio in codice per comunicare, quasi come se parlassero la stessa lingua.

Durante il percorso abbiamo incontrato scoiattoli, muli, cinghiali e persino una mucca con il suo vitellino appena nato. Alla domanda del marito se il piccolo non rischiasse di essere ucciso dagli orsi, il nostro accompagnatore ha alzato le spalle. Da buon fatalista ci ha spiegato che in montagna vince sempre la legge del più forte.

Dove dormire?

Cosa fare a Poiana Brasov

Trattandosi di una località turistica, ci sono molte strutture in cui poter alloggiare. Il vantaggio di visitare Poiana Brasov in estate sta nel fatto che, essendo una località sciistica, il periodo di alta stagione è quello invernale. Durante gli altri mesi, dunque, si possono trovare prezzi piuttosto scontati. Quasi tutti gli alberghi sono dotati di campi da tennis, sauna e piscina interna, quindi c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. A prima vista e a giudicare dal numero delle stelle esposto fuori, sembrano essere tutte strutture di buona qualità. Inoltre non preoccupatevi per la lingua perché, da queste parti, l’inglese è molto diffuso.

A noi non resta che tornare in inverno per scoprire la magia di Poiana Brasov ricoperta di neve.

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Perché andare in vacanza in Romania?

Articolo aggiornato il 27 Gennaio 2021

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Siete arrivati qui cercando informazioni per una vacanza in Romania? In questo articolo voglio parlare delle impressioni generali che ho avuto di questo Paese, dato che sono appena rientrata da quello che per me è stato un vero e proprio viaggio di scoperta.

Come per tutti i Paesi dell’Est, esiste una sorta di pregiudizio anche verso la Romania. Molti la immaginano ancora come un luogo sperduto e pericoloso, nemmeno fosse fuori dal mondo. Sappiamo qualcosa della sua storia perché l’abbiamo studiata a scuola, ma la verità è che la Romania, a livello turistico e culturale, resta un Paese sconosciuto a tante persone.

Oggi vediamo cosa c’è da visitare nella terra di Dracula e, soprattutto, perché andare in vacanza in Romania.

Visitare la Romania: da dove iniziare?

Per me è difficile rispondere a questa domanda senza lasciarmi trasportare dalle emozioni. Sarebbe banale dire che la Romania è piena di posti da vedere, a partire dai boschi fino alle coste del Mar Nero.

La base di partenza del mio viaggio è stata la Transilvania, una delle regioni più intrise di mistero di tutta la Romania.

La Transilvania è il luogo perfetto per andare alla scoperta di questo Paese, infatti:

  • è una delle regioni più ricche di castelli, quindi è perfetta per un viaggio culturale;
  • i boschi circondano interamente la regione, si possono fare bellissime escursioni senza allontanarsi dalle città principali;
  • si trova al centro della Romania ed è perfetta come punto di partenza per spostarsi nelle altre zone del Paese.

Romania: sensazioni ed emozioni da batticuore

Se dovessi sintetizzare questi giorni, vi direi di visitare la Romania per le fortezze quasi leggendarie abbarbicate sulle rocce. Per il Castello di Dracula e la sua storia, quella reale, che va ben oltre la leggenda. Ma anche per i palazzi gotici e barocchi di Brasov, considerata la perla dei Carpazi. Vi direi di visitare la Romania per i paesaggi da cartolina e la cucina tipica, a base di ricette semplici e speziate.

La verità è che c’è qualcosa in più. Nessun viaggio è fatto solo di “vedi questo e poi fai quello”. Ogni viaggio che facciamo lascia dentro di noi emozioni ed esperienze che custodiamo nei nostri ricordi come il tesoro più prezioso. Ricordi che valgono mille volte di più il correre freneticamente per vedere più cose possibili, o mettere i puntini dei luoghi che visitiamo su una cartina geografica, come fosse una sfida a chi viaggia di più.

Io voglio parlare di questo. Il viaggio in Romania mi ha regalato tantissimo. Trovarmi faccia a faccia con gli orsi che vivono liberi nelle foreste dei Carpazi, con il cuore che batteva forte, stando attenta a non far rumore. Perdermi tra le stradine di paesini sconosciuti che non esistono nemmeno sulle mappe. Guardare il panorama da 2000 metri di altezza con il freddo che mi faceva battere i denti anche in piena estate. Incontrare e conoscere davvero il popolo romeno, non da semplice turista che visita il loro Paese, ma come una di loro. Assaggiando piatti tipici senza sapere minimamente cosa ci fosse dentro. Ballando la sera in piazza a suon di musica tradizionale senza conoscere nemmeno un passo.

Tra i motivi per visitare la Romania, uno tra tutti è proprio il popolo romeno. Tanto ospitale che mi sono sentita a casa in ogni momento del viaggio.

Ho avuto la fortuna di incontrare persone semplici, segnate dalla vita, ma con lo sguardo di chi ha tanto da raccontare. Persone che si trovano a dover fare i conti con un passato difficile, dove lo spettro del comunismo e della dittatura non è ancora completamente superato.

Tutte le grandi città corrono veloci verso il futuro. Con una contraddizione che salta subito agli occhi: ci sono centinaia di cantieri a cielo aperto ma non abbastanza personale, perché la maggior parte della forza lavoro risiede all’estero.

Le campagne, intanto, restano ancorate al passato. Tempi andati fatti di umiltà, tradizioni e duro lavoro che hanno ancora tanto da insegnare a chiunque arrivi da queste parti.

Come altri Paesi dell’Est, anche la Romania è una terra di contrasti. Dove le Audi sfrecciano luccicanti e i contadini vendono i loro prodotti nei giardini delle case.

Perché andare in vacanza in Romania?

Ecco, allora, perché andare in vacanza in Romania.

Per gli orsi e i lupi che ho visto vivere liberi nella natura, come è sempre stato. Per le cicogne che costruiscono i nidi sui tetti delle case.

Per conoscere un popolo che ha sofferto in modo incredibile, schiacciato da uno dei regimi più isolazionisti dell’ultimo secolo. Gente da cui possiamo apprendere a resistere alle difficoltà, che non è abituata, come noi, a ottenere tutto e subito. Persone fiere della loro storia e della loro lingua, tanto melodiosa da sembrare una canzone, se solo troviamo il tempo di fermarci ad ascoltare.

Per i giovani romeni che, in barba ai pregiudizi, lavorano duramente per costruirsi una vita dignitosa. Per Cristi, cameriere tuttofare arrivato a Brasov in cerca di fortuna. Per tutti quelli come lui, giovani e meno giovani.

Per un popolo che canta il suo inno nazionale con un orgoglio fuori dal comune che non ho mai visto prima. Per le musiche tradizionali, allegre, eppure sempre intrise di un pizzico di nostalgia per i tempi passati.

Per tutto quello che mi hai insegnato, Multumesc Romania.

Se volete visitare la Romania, potreste trovare utile il mio articolo sull’organizzazione pratica del viaggio, partendo dalla Transilvania come base d’appoggio: Viaggio a Brasov: tutto quello che devi sapere per visitare la città