Categorie
Italia Viaggi

Itinerario religioso in Umbria: Gubbio, Assisi e Cascia

Articolo aggiornato il 16 Giugno 2021

itinerario religioso in Umbria

Oggi voglio parlare di tre posti molto famosi. Piccole città a cui sono profondamente legata in quanto andavo spesso a visitarle da bambina assieme alla mia famiglia e dove, anche adesso, torno sempre con piacere, perché ogni volta è come riscoprire un pezzo di me stessa. Gubbio, Assisi e Cascia, tre luoghi nel cuore del centro Italia legati tra loro dal fil rouge della spiritualità.

Vi porto a scoprirli attraverso un itinerario religioso in Umbria della durata di tre giorni.

Partiamo?

Come organizzare l’itinerario religioso in Umbria

Non è certo un segreto. Io amo tantissimo gli itinerari fai da te perché mi lasciano sempre una certa libertà di visitare le cose che mi interessano di più. Soprattutto, mi piace il fatto di poter gestire il tempo come meglio credo, magari fermandomi più giorni nello stesso luogo per scoprirne i dettagli, o semplicemente per respirare appieno l’atmosfera di un posto, senza dover rispettare per forza orari e programmi predefiniti.

Se la pensate come me e volete prendere spunto per organizzare questo itinerario in autonomia, la prima cosa da fare in assoluto è quella di procurarvi una bella cartina della regione, anche attraverso Google Maps.

La tappa iniziale del nostro itinerario religioso in Umbria è Gubbio, a Nord della regione. Passando poi per Assisi, la tappa intermedia, arriveremo a Cascia, situata più a Sud.

Io vi propongo il percorso così come lo abbiamo fatto noi.

L’itinerario è pensato in modo da poter inter scambiare le singole tappe, quindi, se vivete a Sud dell’Umbria, potete tranquillamente iniziare da Cascia e concludere l’itinerario a Gubbio. In teoria, vivendo in provincia di Roma, avremmo dovuto fare così anche noi, solo che ci siamo trovati a girovagare per la regione senza una meta precisa come spesso ci accade nei nostri viaggi on the road, così, trovandoci a Gubbio, abbiamo cominciato proprio dalla città più a Nord.

L’ideale sarebbe fermarsi almeno un paio di giorni in ogni città, in modo da poterle scoprire con calma. Non solo perché sono luoghi che meritano veramente, ma anche perché vi si respira un’atmosfera molto particolare. Non so se per via della componente religiosa, che per me è fondamentale, il fatto è che da queste parti il tempo sembra scorrere lentamente, e concedersi qualche giorno in più per visitarle ristora l’anima.

Purtroppo in questa occasione noi avevamo solo tre giorni a disposizione e ci siamo concentrati esclusivamente sull’aspetto religioso, ma sono certa che torneremo ancora, anche perché il marito è rimasto letteralmente estasiato dall’Umbria.

Anche avendo un tempo limitato, dovete comunque considerare di passare almeno una notte in ogni città, quindi vi serviranno tre alberghi, uno per ogni tappa. Se scegliete di fare questo itinerario in estate, è meglio prenotare con un po’ di anticipo perché, essendo appunto piccole località, i posti letto non sono infiniti.

Noi ci siamo sempre spostati in macchina e sicuramente in questo caso è la soluzione migliore per una questione di comodità. In questo periodo ci sono delle offerte molto interessanti su Expedia dove, prenotando auto e soggiorno in hotel insieme, si riescono a ottenere sconti molto interessanti.

Ma ora partiamo con l’itinerario vero e proprio.

Itinerario religioso in Umbria: alla scoperta di Gubbio, Assisi e Cascia

1 °giorno in Umbria: Gubbio e Sant’Ubaldo

itinerario religioso in Umbria, Gubbio

La città di Gubbio non ha bisogno di presentazioni. Secondo me è uno dei borghi medioevali più belli del centro Italia, grazie al fatto che ha conservato praticamente intatta tutta la struttura antica. Partendo dalla piazza principale, dove ci sono i parcheggi, ci si può inoltrare a piedi attraverso le antiche stradine oppure salire utilizzando gli ascensori. Sarete immediatamente accolti da vicoli in fiore, palazzi intrisi di storia e piccole botteghe dove si respira un profumo di bosco, tra miele e tartufi. A proposito, se volete saperne di più, vi consiglio di dare un’occhiata a questo articolo: Gubbio in due giorni: qualche idea per visitare la città

La parte religiosa, invece, è forse quella meno conosciuta. Gubbio è legata indissolubilmente alla figura di Sant’Ubaldo che divenne un vescovo amatissimo da tutto il popolo.

Ubaldo nacque proprio a Gubbio e amministrò la città con molta saggezza, spesso difendendola da innumerevoli attacchi stranieri, incluso quello di Federico Barbarossa. Le sue spoglie sono conservate nella Basilica che domina la città e che porta il suo nome.

La Basilica di Sant’Ubaldo si trova nel cuore della montagna, a oltre 800 metri di altezza. Potete raggiungerla in auto oppure salire con la funivia. Volendo, potete anche fare questa passeggiata a piedi come abbiamo fatto noi.

La prima cosa che noto ogni volta che mi avvicino a questa Basilica è l’imponenza dell’edificio, tuttavia, man mano che si prosegue con la visita, salta all’occhio la sua semplicità. A dispetto delle vetrate colorate all’interno, si tratta di un luogo spirituale molto sobrio, forse anche a causa della sua ubicazione. Trovandosi fuori città, in un contesto isolato, è infatti un luogo molto silenzioso e proprio per questo ancora più magico. Ogni anno, a Maggio, in città si svolge la Festa dei Ceri, ceri che gli egubini trasportano a piedi fin quassù, a dimostrazione di quanto la Basilica sia importante per la popolazione, che ancora oggi venera Sant’Ubaldo e lo considera il protettore della città.

2 °giorno in Umbria: Assisi, sulle tracce di San Francesco e Santa Chiara

Storia e curiosità su San Francesco d’Assisi

itinerario religioso in Umbria, Basilica di San Francesco d'Assisi

Mentre Gubbio è conosciuta anche per il folclore -pensiamo all’albero di Natale più grande del mondo, interamente realizzato grazie a un complicato intreccio di luci colorate- Assisi trova la sua linfa vitale nella spiritualità, soprattutto grazie a San Francesco.

Conoscete la storia, vero?

Francesco era il rampollo di una ricca famiglia di Assisi. Un giorno, illuminato dalla fede, decise di rinunciare alle ricchezze del padre. Destò molto scandalo il suo gesto di gettare via gli abiti e restare nudo tra la folla. Fu preso per pazzo, ma il suo altro non era che un gesto simbolico per lasciarsi alle spalle la vecchia vita e cominciare quella nuova. Povero tra i poveri. Qualche tempo dopo riuscì a ottenere da Roma il riconoscimento dell’Ordine Francescano. Oggi San Francesco è venerato in tutto il mondo cattolico ed è una delle figure più amate dai fedeli.

Ecco alcune curiosità su di lui:

  • Si dice che sapesse parlare con gli animali. Molto famoso è l’episodio del lupo, il quale smise di attaccare gli abitanti di Gubbio proprio grazie al suo intervento.
  • Si racconta che San Francesco abbia ricevuto le stigmate.
  • Compose il Cantico delle creature.
  • La tradizione cristiana vuole che sia anche l’autore del primo presepe nella storia.

La Basilica di San Francesco d’Assisi

La Basilica di San Francesco d’Assisi è un grandioso monumento che richiama ogni anno migliaia di fedeli da ogni angolo del mondo.

La struttura attuale si compone di 3 parti:

  • La cripta interna, che contiene la tomba di San Francesco. La tomba è perennemente illuminata da una lampada a olio. Ogni anno l’olio proviene da una regione italiana diversa e io amo pensare che, a Francesco, questa cosa sarebbe piaciuta molto.
  • La Chiesa inferiore, che è la parte più semplice di tutto l’edificio. In questa zona si trova la cappella con le reliquie del santo.
  • La Chiesa superiore. Tutti dovrebbero visitare questa chiesa. Credenti o meno, gli affreschi di Giotto sulla vita di San Francesco sono di una bellezza disarmante, una gioia per gli occhi. Purtroppo subirono danni gravissimi durante il terremoto del 1997. Io avevo 9 anni, eppure le immagini drammatiche della chiesa che crollava mentre le persone fuggivano terrorizzate sono rimaste impresse nella mia mente. I lavori di restauro sono durati anni e hanno richiesto la competenza dei migliori professionisti in circolazione.

Santa Chiara d’Assisi

Itinerario religioso in Umbria, statua di Santa Chiara

La storia di Santa Chiara è legata indissolubilmente a San Francesco.

Chiara rimase affascinata dalle parole di Francesco e dal suo stile di vita, così anche lei decise di rifiutare il denaro della famiglia e prese i voti. Avrebbe poi fondato l’Ordine delle Clarisse. La Chiesa di Santa Chiara ad Assisi è molto semplice, in stile tardo gotico, tuttavia merita sicuramente una visita in quanto ospita il corpo della santa e alcune reliquie.

3 °giorno in Umbria: Santa Rita da Cascia

itinerario religioso in Umbria, Cascia

Arriviamo così all’ultima tappa del nostro itinerario. Raggiungiamo la città di Cascia, famosa per la figura di Santa Rita.

Santa Rita, conosciuta come la santa delle cause impossibili, prese i voti a un’età non proprio giovanissima, dopo aver perso il marito ed entrambi i figli. A lei sono dedicati sia la Chiesa che il relativo Monastero. Queste strutture si trovano nella parte più alta di Cascia e sono facilmente raggiungibili grazie alle modernissime scale mobili.

La Chiesa di Santa Rita – che io amo tantissimo- si caratterizza per i marmi molto colorati, che le donano un’atmosfera vivace a dispetto della sacralità del luogo. Al suo interno si può ammirare la cappella di Santa Rita, dove sono rappresentate, grazie alla personificazione degli angeli, le 4 virtù cardinali: prudenza, fortezza, giustizia e temperanza.

La parte che amo di più di Cascia però è il monastero dove visse Santa Rita. Una zona è dedicata alla clausura. Nella porzione visitabile si possono ammirare la cella di Santa Rita e alcune reliquie come un rosario e il suo anello di nozze. A ricordo della santa c’è anche un bellissimo roseto, risalente al 1800. Il simbolo di Santa Rita, infatti, sono proprio le rose.

Questa santa è così amata che qualche anno fa la Rai trasmise un film sulla sua vita. La parte della protagonista fu interpretata da una bravissima Vittoria Belvedere.

Tra tutte le tappe di questo itinerario, mi risulta difficile dire quale amo di più. Forse Assisi, con San Francesco, oppure Cascia, con la sua atmosfera così mistica. Si tratta di una sensazione che non so spiegare bene a parole, so benissimo che sembra strano detto da una persona che scrive, ma è così. Soprattutto se penso alla grande sensazione di pace interiore che ho provato nel momento in cui ci trovavamo a Cascia.

Comunque la si voglia vedere, questo è un itinerario emozionante, dove la spiritualità fa da padrona. Anche nel caso in cui non foste religiosi, io vi consiglio comunque di visitare questi luoghi perché rappresentano una meraviglia storica e culturale del nostro Paese.

Non vedo l’ora di tornarci nuovamente per concentrarmi su altri dettagli, perché ogni città meriterebbe almeno un libro per poter raccontare tutto. Forse, un solo libro non sarebbe nemmeno sufficiente.

Categorie
Romania Viaggi

Cosa fare a Poiana Brasov in estate?

Articolo aggiornato il 4 Marzo 2021

Cosa fare a Poiana Brasov

In questo articolo parliamo di cosa fare a Poiana Brasov in estate.

Se amate gli sport invernali, saprete già che Poiana Brasov, in Transilvania, è una delle località sciistiche più famose di tutta la Romania. Noi l’abbiamo visitata in estate e vi assicuro che non abbiamo sentito affatto la mancanza della neve. Alla fine della pagina troverete il link al mio articolo sull’organizzazione pratica di un viaggio a Brasov, che dista solo qualche chilometro da Poiana Brasov.

Come arrivare a Poiana Brasov

Se state pensando di restare a Poiana Brasov per almeno una settimana, vi consiglio di arrivare da queste parti con una macchina; questo vi permetterà di spostarvi facilmente nei dintorni del territorio, ricchissimo di luoghi da visitare. Se arrivate dall’Italia con l’aereo, potete affittare l’auto direttamente a Bucarest.

Se invece vi fermate solo per una breve escursione e soggiornate a Brasov, potete raggiungere questa tranquilla località di montagna anche con i mezzi pubblici. Dal centro di Brasov si arriva direttamente con il bus n.20.

Perché visitare Poiana Brasov da Giugno a Settembre

Cosa fare a Poiana Brasov i

Se vi state ponendo questa domanda, pensate a foreste di alta montagna che si estendono per chilometri e chilometri. Gli abeti secolari fanno da cornice a sentieri che si interrompono su precipizi mozzafiato, mentre dalle rocce sporgono violette dai colori vivaci. In questi boschi incontaminati regnano aquile, cervi, orsi e scoiattoli e l’uomo è davvero solo un ospite. Per tutti questi motivi vale la pena visitare Poiana Brasov in estate.

Cosa fare a Poiana Brasov nel periodo estivo?

La funivia

Tra le prime cose da fare a Poiana Brasov c’è sicuramente una corsa in funivia. Il percorso dura circa 5 minuti e permette di raggiungere la cima della montagna. Sembra davvero di entrare in un altro mondo, nel giro di pochi istanti si lascia la civiltà alle spalle e si entra in un angolo di natura incontaminata.

Cosa fare a Poiana Brasov

La prima cosa che ho notato è il panorama, tanto bello da sembrare dipinto. Noi non abbiamo resistito alla tentazione di girare per ore tra quei sentieri abbarbicati sulle rocce. Ogni dettaglio sembrava un piccolo tesoro che attendeva solo di essere scoperto. Il vento infuriava intorno a noi mentre ci perdevamo a cercare le impronte fresche degli orsi e i sassi rotolavano sotto i nostri piedi.

Cosa fare a Poiana Brasov

Ci sono delle volte, però, in cui è necessario fermarsi e riconoscere i propri limiti. A me è accaduto qui.

Seguendo il sentiero principale si arriva a una sorta di punto panoramico. Per raggiungerlo, si deve salire su alcune rocce, per la verità non molto alte, ma ripide e scivolose. A dividerle dallo strapiombo c’è solo una piccola ringhiera in ferro, molto sottile -troppo-. La roccia più alta si trova a 1778 metri sul livello del mare e io, guardando lo strapiombo, mi sono fermata esattamente a 2 metri da quel punto. Non sono abituata a queste altezze e quello era il massimo che riuscivo a sopportare.

Mentre scendevamo, benedicevo in cuor mio il marito, appassionato di camminate in montagna, che mi teneva per mano e mi indicava dove poggiare i piedi. Ripensandoci, ricordo di aver visto diverse famiglie avventurarsi fino in cima con bimbi poco più che neonati in braccio. Io ve lo sconsiglio di cuore perché basta mettere un piede in fallo per scivolare sulle rocce. Se con voi ci sono bambini piccoli, potete passeggiare nelle radure intorno alla cima che sono comunque bellissime.

Aggiunta: Oggi, nel momento in cui sto aggiornando questo post sono mamma di una bimba di 8 mesi e confermo tutto. Non mi sognerei mai e poi mai di portare con me mia figlia vicino a un precipizio di questo genere. Troppo, troppo ripido, e ve lo dice una che comunque non è affatto iperprotettiva.

Prima di scendere, sicuramente avrete voglia di bere qualcosa di caldo al bar accanto alla funivia. A proposito, qui trovate il mio racconto del ristorante dove abbiamo mangiato: Dove mangiare a Poiana Brasov? Al Sura Dacilor!

Anche in estate le temperature sono molto rigide, quindi non dimenticate una giacca per ripararvi dal vento. La cosa migliore comunque è vestirsi a strati perché nelle ore centrali il sole scotta parecchio.

Il biglietto per la corsa in funivia ha un costo di 35 lei a persona (7,00 euro circa).

I sentieri

Cosa fare a Poiana Brasov

Come dicevo nei paragrafi precedenti, Poiana Brasov in estate è perfetta se amate il verde e gli animali. Se siete in forma, potreste anche scendere a piedi dalla cima della montagna. In questo caso arriverete vicino al centro del paese. Ma non fatevi ingannare. Noi l’abbiamo fatto e la discesa è ripida, quindi è molto faticoso, anche perché, una volta intrapresa la camminata a piedi, non c’è altro modo di arrivare a valle. Dopo una scarpinata di quasi 4 ore non sentivo più i muscoli.

Se amate le camminate in montagna ci sono anche sentieri più semplici che circondano Poiana Brasov, totalmente immersi nella natura. In ogni caso, non allontanatevi troppo dalle piste battute per evitare un faccia a faccia con gli orsi, da queste parti molto frequente.

Le biciclette

Vicino alla stazione di arrivo, è possibile noleggiare le biciclette per qualche ora o l’intera giornata. Questa è un’attività adatta a tutta la famiglia e potrete ammirare Poiana Brasov in tutta tranquillità.

Cosa fare a Poiana Brasov nei mesi estivi: le escursioni a cavallo!

Cosa fare a Poiana Brasov

Questa è stata una delle attività più divertenti che il marito e io abbiamo fatto a Poiana Brasov -precisamente a Poiana Mica, qualche chilometro fuori dal centro vero e proprio-. Entrambi amiamo molto le escursioni a cavallo e, durante il percorso, siamo stati accompagnati da un uomo di mezza età proveniente da Piatra- Neamt.

Ve ne parlo perché sono rimasta davvero colpita da questo signore, pensate che ci ha raccontato tutta la sua vita ma non sappiamo nemmeno il suo nome. A vederlo, potrebbe passare per un sessantenne, con il viso cotto dal sole di montagna. Le mani callose e un cappello in testa lo fanno sembrare un allevatore di altri tempi, mentre i suoi stivali slittano nel fango. Due occhi azzurri e luminosi raccontano del forte amore per la natura e di un legame mai visto prima con i cavalli. Mentre interagiva con loro, mi sembrava che usassero un linguaggio in codice per comunicare, quasi come se parlassero la stessa lingua.

Durante il percorso abbiamo incontrato scoiattoli, muli, cinghiali e persino una mucca con il suo vitellino appena nato. Alla domanda del marito se il piccolo non rischiasse di essere ucciso dagli orsi, il nostro accompagnatore ha alzato le spalle. Da buon fatalista ci ha spiegato che in montagna vince sempre la legge del più forte.

Dove dormire?

Cosa fare a Poiana Brasov

Trattandosi di una località turistica, ci sono molte strutture in cui poter alloggiare. Il vantaggio di visitare Poiana Brasov in estate sta nel fatto che, essendo una località sciistica, il periodo di alta stagione è quello invernale. Durante gli altri mesi, dunque, si possono trovare prezzi piuttosto scontati. Quasi tutti gli alberghi sono dotati di campi da tennis, sauna e piscina interna, quindi c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. A prima vista e a giudicare dal numero delle stelle esposto fuori, sembrano essere tutte strutture di buona qualità. Inoltre non preoccupatevi per la lingua perché, da queste parti, l’inglese è molto diffuso.

A noi non resta che tornare in inverno per scoprire la magia di Poiana Brasov ricoperta di neve.

Potrebbe interessarvi anche: Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

Categorie
Italia Viaggi

Come organizzare un itinerario perfetto in 3 semplici step

Articolo aggiornato il 29 Novembre 2020

come organizzare un itinerario

Vi piacerebbe programmare un viaggio in autonomia ma non l’avete mai fatto? Oggi andiamo a vedere come organizzare un itinerario fai da te dalla a alla z.

Quando si programma una vacanza, il punto interrogativo è sempre lo stesso. Rivolgersi a un’agenzia di viaggi oppure organizzare tutto da soli?

Personalmente, quando ho voglia di rilassarmi, mi rivolgo senza pensarci alla mia agenzia. A volte però mi piace organizzare tutto da sola, costruendo l’itinerario interamente sui gusti e le esigenze della mia famiglia.

Cominciamo subito a vedere come si procede. Alla fine dell’articolo troverete anche alcuni dei siti che uso più frequentemente per i viaggi che pianifico da me.

Itinerari diversi, organizzazione differente!

Partiamo da un punto fondamentale: l’organizzazione di un itinerario varia in base a quanto volete allontanarvi da casa.

Un itinerario a lungo raggio richiede una programmazione molto precisa perché ci sono diversi aspetti da considerare.

In questo caso, il primo passo è la ricerca dei voli. Inoltre bisogna pensare anche agli eventuali obblighi burocratici. Vediamo velocemente i più importanti.

  • Serve il passaporto?
  • Occorre un visto di ingresso?
  • Sono previste vaccinazioni obbligatorie?

Dopo aver approfondito questi punti, l’organizzazione del viaggio passa per 3 step, validi sia per gli itinerari lontano da casa che per quelli appena fuori regione.

Organizzare un itinerario: gli step da seguire

organizzare un tinerario

Questa secondo me è la parte più divertente di tutta l’organizzazione, perché è come avere davanti un foglio bianco e decidere quali colori usare per dipingerlo.

Scegliere la meta

Il primo passo per organizzare un itinerario fai da te è la scelta della destinazione. Cercate ispirazione. Pensate a un luogo che vi piacerebbe visitare, un posto che vi attira particolarmente. Siete all’inizio della progettazione, quindi potete dare libero sfogo alla fantasia.

  • Vi piace il caldo?
  • Preferite il mare o la montagna?
  • Vi piace passeggiare nella natura?
  • Praticate uno sport particolare?

Bene, ora chiudete gli occhi e visualizzate il luogo che rispecchia i vostri interessi. Dopo averlo individuato, cominciate a ragionare concretamente sulla meta del vostro itinerario, perché da questo momento comincerà l’organizzazione vera e propria.

Studiare la destinazione e la sua fattibilità

Dopo aver pensato a una meta ideale, è il momento di capire se questa sia fattibile o meno. Qua entrano in gioco diversi fattori, a partire dai soldi necessari fino al tempo che avete a disposizione.

Per esempio, quando ho un solo fine settimana libero, io evito di allontanarmi troppo perché passerei quasi tutto il tempo in viaggio e mi concentro su mete vicine.

Ecco come procedo.

  • Il primo passo è pensare al mezzo di trasporto. Se voglio restare a un paio d’ore da casa, la scelta varia tra la macchina o il treno. Quando posso, viaggio sempre in treno perché è un mezzo molto ecologico, inoltre spesso si trovano buonissime offerte che mi permettono di spostarmi a un prezzo davvero stracciato.
  • Se devo passare almeno una notte fuori inizio subito a dare un’occhiata ai prezzi degli alberghi. Cerco di essere flessibile con le date perché è un trucco che, di solito, fa risparmiare parecchio.

Organizzazione pratica dell’itinerario

A questo punto mi sento sempre una specie di artista perché, proprio come una sarta, cucio l’itinerario interamente su di me. Il risultato è un’esperienza unica che non si può trovare in nessuna agenzia di viaggi.

In questa terza fase, il viaggio comincia davvero a prendere forma.

Ecco cosa faccio.

  • Io sono decisamente vecchio stampo. Preferisco sempre la cara, antica e insostituibile carta alla tecnologia. Quindi mi procuro una cartina della regione che ho scelto di visitare, a volte stampandola da Google Maps. Poi prendo un pennarello colorato e segno le tappe dell’itinerario, cercando anche di calcolare le distanze.
  • Mi appunto su un quaderno le cose più interessanti da vedere e le attività che vorrei svolgere. Alcune vanno prenotate in anticipo, quindi lo faccio prima della partenza in modo da non doverlo fare durante il viaggio. Per sicurezza, stampo sempre una ricevuta cartacea.
  • Poco prima della partenza vado a ricontrollare tutte le prenotazioni e mi assicuro di non dimenticare i documenti.

A questo punto il viaggio può cominciare. Ma quali sono i siti internet migliori per organizzare un itinerario fai da te?

I migliori siti per costruire un itinerario in autonomia

Ultimamente ce ne sono parecchi in circolazione, ma io uso sempre gli stessi perché preferisco andare sul sicuro. Cominciamo dal trasporto.

Acquistare i biglietti di viaggio on-line

Vediamo le principali opzioni di trasporto che si possono prenotare sul web.

Biglietti aerei

  • Cominciamo da Skyscanner. Lo conoscete? Inserendo le informazioni di viaggio è possibile trovare l’offerta migliore per la destinazione che avete scelto.
  • Per i voli europei, di solito Ryanair è la compagnia che offre le soluzioni più economiche, ma consiglio di fare attenzione. Tutti i servizi accessori-incluso il bagaglio a mano- sono a pagamento, quindi il costo lievita in un attimo. Confrontate la tariffa con le classiche compagnie di bandiera, a volte riescono a essere pure più economiche di una low-cost.

Biglietti ferroviari

Di solito io prenoto su Trenitalia. Amo viaggiare sui Frecciarossa, ma se il viaggio è breve-fino a 100 km di distanza da casa- uso anche i classici treni regionali. Magari ci vuole un po’ di più, ma con 15/20 euro al massimo vado e torno.

Viaggiare in macchina con il car-shiring

Se vi recate in un luogo che non è servito dalla ferrovia, una soluzione può essere il car-shiring. Tra le varie alternative la più gettonata è Bla-bla car. Per il momento non l’ho mai usato, ma se sta prendendo tanto piede, significa che offre un buon servizio.

Scegliere un albergo sul web

Se non siete abituati a navigare sui siti di ricerca degli hotel, all’inizio forse vi sentirete spaesati perché esiste un’offerta gigantesca: dagli ostelli fino alle camere di lusso, con tutti i servizi e i prezzi immaginabili.

Cerchiamo di fare chiarezza.

Trivago

Sicuramente avrete visto la pubblicità. Con Trivago si può ottenere una camera al prezzo più basso possibile. Questo avviene perché si confrontano le tariffe delle varie strutture.

Come receptionist d’hotel, vi dico che se prenotate da soli per la prima volta può risultare complicato. Infatti, una volta scelta la camera, non resterete sulla piattaforma di Trivago, ma verrete inviati direttamente sul sito di ricerca che ospita quell’offerta, con una grafica e un sistema di prenotazione differenti. Quindi usatelo semplicemente per farvi un’idea sui prezzi.

Booking.com+Expedia

Sono due siti concorrenti. Di Expedia amo la possibilità di prenotare anche il volo, ma consiglio di fare attenzione perché spesso acquistare biglietto aereo + hotel separatamente risulta più economico.

Ecco qualche consiglio se vi avvicinate per la prima volta al mondo delle prenotazione on-line.

  • Quando iniziate la ricerca, usate sempre i filtri. Per il tipo di struttura che cercate -per esempio hotel o bed and breakfast- per il prezzo, la distanza dal centro città e i servizi accessori. Volete la piscina? Vi serve la lavanderia? Questo trucco vi permetterà di ottenere dei risultati sulla base delle vostre esigenze e risparmierete una marea di tempo.
  • I risultati di ricerca vengono influenzati da precisi criteri stabiliti durante la stipula del contratto tra Booking o Expedia e la struttura ricettiva. Questo significa che i primi risultati non sono necessariamente i migliori.
  • Per una serie di motivi che non sto qua a spiegare perché non è l’argomento di questo articolo, può anche accadere che sia più conveniente prenotare direttamente in hotel. Mi occupo da anni di questo settore, credetemi se vi dico di fare sempre un colpo di telefono all’albergatore.

Questi sono, in sostanza, tutti i passi che faccio quando organizzo un itinerario da sola.

Voi come fate? Conoscete altri trucchi? Oppure preferite prenotare il viaggio rivolgendovi a un’agenzia?

Categorie
Italia Viaggi

Torino esoterica: alla scoperta della magia della città

Articolo aggiornato il 18 Dicembre 2020

In questo itinerario vi porto alla scoperta della Torino esoterica.

La città nasconde molti segreti. Qui le leggende e i misteri si perdono nella notte dei tempi e a volte riescono a insinuare il dubbio nella razionalità umana, tanto che Torino si è guadagnata l’appellativo di città magica per eccellenza.

Il mistero della città

Torino esoterica

Secondo la tradizione, la magia a Torino è rintracciabile già a partire dalla nascita della città, situata in una collocazione molto particolare.

Vediamo perché.

  • Torino sorge al centro tra due fiumi, il Po e la Dora. Secondo un’antica tradizione, questi fiumi rappresenterebbero la contrapposizione tra il sole e la luna, cioè tra il potere maschile e quello femminile, conferendo alla città un grande potere spirituale.
  • Torino si trova sul parallelo numero 45. Proprio in questo punto confluirebbero potenti energie, in apparente equilibrio ma perennemente contrapposte.

Torino tra magia ed esoterismo: la leggenda

Secondo una leggenda, la città sarebbe polo di attrazione per due tipi di forze: la magia bianca -positiva- e la magia nera– dalle connotazioni negative-.

La magia bianca collega Torino alle città europee di Praga e Lisbona. Con la magia nera, invece, Torino forma il triangolo nero assieme a Londra e San Francisco.

Itinerario alla scoperta della Torino esoterica

Queste leggende si rincorrono da secoli e ci sono dei veri e propri tour tematici per gli appassionati dell’argomento. Di solito si snodano lungo il percorso che va dalla magia nera a quella bianca.

Vi consiglio assolutamente questa passeggiata per visitare Torino ammirandola da un punto di vista differente, tuttavia vi suggerisco di organizzare da soli il vostro itinerario alla scoperta della magia della città, proprio come ho fatto io.

Perché?

  • Un itinerario fai da te vi permette di soffermarvi sui luoghi che vi interessano di più;
  • Scoprire da soli gli indizi esoterici sparpagliati per la città è divertentissimo;
  • Potete invertire il percorso iniziando dalla magia bianca per terminare con i luoghi legati alla magia nera. Credetemi, è molto più interessante, si percepisce davvero quel pizzico di mistero in più che è difficile spiegare a parole, l’ho provato sulla mia pelle. D’altronde l’uomo è sempre stato attratto dai segreti dell’occulto, no?

Iniziamo con l’itinerario come l’ho percorso io. Facendolo di sera, è davvero una passeggiata da brividi! 🙂

Cosa vi serve?

  • Un paio di scarpe comode;
  • una macchina fotografica;
  • un binocolo per osservare i dettagli;
  • una cartina della città per spostarvi in autonomia.

Misteri e leggende a Torino: la magia bianca

Piazza San Carlo

Il punto di partenza di questo itinerario serale è Piazza San Carlo, legata alla magia bianca.

Il grande monumento equestre di Emanuele Filiberto di Savoia si trova proprio al centro della piazza, che ha un aspetto tipicamente seicentesco. Oggi è considerata il salotto di Torino.

Tutti i palazzi che si affacciano sulla piazza sono molto eleganti e i loro proprietari erano i nobili che ruotavano attorno alla vita di corte, fatta di intrighi e misteri.

L’elemento più interessante è la decorazione dei cornicioni. Ognuno raffigura volti di personaggi ultraterreni, con elementi decorativi ricorrenti.

A primo impatto si potrebbe pensare a una moda diffusa dell’epoca, ma forse quelle immagini rappresentano qualcosa di più. Le simmetrie sono davvero impressionanti. Chissà se queste decorazioni nascondono un segreto. Potrebbe trattarsi di un messaggio nascosto? Una sorta di codice decifrabile per la massoneria?

Torino esoterica

Il mistero non si esaurisce con le decorazioni, perché nella piazza c’è anche una statua della Vergine con la Sacra Sindone, un elemento dalla forte valenza simbolica.

A partire dal suo ritrovamento, la Sindone ha assunto subito una connotazione positiva, non solo nel mondo cristiano. Nel Medioevo si diceva che, chiunque vi fosse passato davanti, avrebbe avuto una vita colma di fortuna, un elemento estraneo al cristianesimo che però rappresenta un forte retaggio pagano. Il politeismo si incrocia al cattolicesimo in un filo sottile che è difficile districare, passato e presente si tengono per mano dando vita a misteri che restano irrisolti.

Piazza Castello

Piazza Castello è la seconda tappa dell’itinerario. Come si intuisce, il nome della piazza è dovuto alla presenza del Palazzo Reale, un imponente edificio tanto elegante da togliere il fiato. Furono proprio i Savoia a decidere di far realizzare, fuori dal castello, un’area da utilizzare per gli eventi di rappresentanza reale. Nel tempo gli architetti di corte hanno impreziosito lo spazio con statue e palazzi porticati.

Piazza Castello è considerata il luogo della luce, uno dei posti dove l’energia positiva di Torino sarebbe più forte. Secondo gli appassionati di esoterismo, la linea del cancello traccia il confine tra la magia bianca e quella nera.

Piazza Vittorio

Si arriva infine a Piazza Vittorio, con la chiesa Gran Madre di Dio. Proprio di fronte alla chiesa, c’è una grande statua di Emanuele I di Savoia, un’ulteriore testimonianza di quanto la famiglia reale abbia plasmato a fondo il territorio di Torino.

Torino esoterica

Secondo una leggenda, orientandosi in un punto preciso in base alla posizione della statua, si arriva all’esatta direzione da percorre per ritrovare il Santo Graal. Sono in molti a credere che questo si trovi proprio a Torino, nascosto da qualche parte dalla massoneria.

La Sindone e il Santo Graal sono due elementi importanti per molti cattolici e si legano indissolubilmente all’esoterismo di Torino. Non facendo altro che aumentare il suo carico di mistero.

Itinerario nella Torino esoterica: la magia nera

Leggende, fede e religione si intrecciano anche lungo il percorso della magia nera, che secondo me è quello più misterioso e pure un po’ inquietante.

La Porta del Diavolo

La prima tappa del percorso della magia nera è la Porta del Diavolo, in Via 20 Settembre.

Esistono tante leggende sull’origine di questa porta, alcune delle quali sembrano dei veri racconti del terrore.

Secondo uno dei racconti più oscuri, il particolare della porta, una specie di figura umana dall’espressione brutale, conterrebbe il volto di un apprendista stregone. Lo sventato studente sarebbe stato punito dal demonio per averlo infastidito con le sue continue invocazioni alle forze occulte.

Qui troviamo un legame interessante con molte teorie cospirazioniste. Oggi sono in molti a credere che il mondo sia governato da sette massoniche tramite l’economia e il lavoro. Sapete che il palazzo con la Porta del Diavolo è la sede della Banca Nazionale del Lavoro? Un particolare che sicuramente aumenta i misteri della città, non credete?

Rondò Forca

La tappa successiva di questa passeggiata è la zona di Rondò Forca.

L’area si trova tra Via Cigna e Corso Regina Margherita; una volta era il luogo dove avvenivano le esecuzioni dei condannati. Nel punto esatto dove sorgeva la forca, oggi c’è una statua che passa quasi inosservata.

Gli abitanti di Torino dicono che, nelle notti d’inverno, si sentono i lamenti dei condannati. Questa leggenda popolare calza a pennello a Rondò Forca perché si trova all’incrocio di due viali molto grandi, quindi c’è sempre molto vento. In passato deve essere stato facile associare il fischio del vento alla presenza dei fantasmi anche perché di sera la zona è davvero misteriosa. Non so spiegarvi il motivo, è qualcosa che si sente a pelle, provare per credere.

Piazza Statuto

L’ ultima tappa di questo itinerario tematico è Piazza Statuto, il punto culminante della magia nera.

Sapete che Piazza Statuto è l’anima nera di Torino?

Anticamente, il luogo dove ora sorge la piazza, era parte di un accampamento romano; però era un luogo di confine, riservato alla sepoltura dei morti.

Molti secoli dopo, durante il periodo di massimo splendore dei Savoia, fu realizzata la piazza, circondata dagli immancabili palazzi porticati che caratterizzano Torino.

Al centro della piazza c’è il Monumento dei caduti al traforo del Frejus, con i titani che circondano una sorta di genio alato.

Torino esoterica

Ci sono diverse interpretazioni sul significato di questo monumento. Secondo gli appassionati di esoterismo, l’opera rappresenta la vittoria della Ragione -il genio alato- sulla Forza -i titani-.

La parte più misteriosa però è l’ obelisco della piazza. In cima si trova una stella a 5 punte, uno dei più famosi e discussi simboli massonici. Molti credono che nella stella convergono le più potenti forze della magia nera e la considerano l’anticamera dell’inferno.

In passato questa teoria trovava terreno fertile nella popolazione a causa dell’atmosfera particolare che si respira a Piazza Statuto.

Ci sono dei luoghi che si prestano perfettamente a leggende di questo tipo, forse perché il fruscio del vento della sera, quando la piazza è rischiarata solo dai lampioni, rende Piazza Statuto un luogo dall’atmosfera davvero misteriosa.

Del resto, tutte le tappe riferite alla magia nera che abbiamo visto in questo itinerario si trovano nella parte Ovest della città. L’Ovest è dove tramonta il sole e il tramonto secondo alcune teorie esoteriche è associato all’inferno, dove i demoni danzano nell’oscurità. Ditemi, non sentite già un brivido lungo la schiena?

Questo itinerario su Torino esoterica è perfetto per adulti e bambini perché un po’ di mistero rende sempre un viaggio più interessante.

Se amate gli itinerari tematici fuori dalle solite rotte turistiche, vi lascio il link per un tour su due ruote alla scoperta della provincia di Torino: Torino in bicicletta: itinerario tra la Dora, laghi e castelli della provincia