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Il Bran Village Museum: alla scoperta delle case tipiche romene

Bran Village Museum

Una delle cose più interessanti da visitare in Transilvania è il Bran Village Museum.

Come suggerisce il nome, si trova nella cittadina di Bran, famosa per quello che è conosciuto come il castello di Dracula – alla fine del post troverete il link al mio articolo con tante curiosità e informazioni pratiche per visitarlo-.

Questo museo si trova a poca distanza dal castello ed è circondato dalle campagne e dai mercatini tipici di Bran, dove si possono acquistare dell’ottimo miele, grappe, formaggi e marmellate – provare per credere!-. Insomma, è un luogo dall’atmosfera davvero bucolica che vale la pena visitare. Noi lo abbiamo scoperto per caso proprio in occasione della nostra prima visita al castello e devo dire che si è rivelato una piacevole scoperta.

Se mi seguite, sapete che io non amo troppo i musei. Fatta eccezione per alcuni, come il Museo Egizio di Torino, preferisco immergermi in luoghi più vivaci. Il Bran Village Museum è un’altra di queste eccezioni, forse perché non si può definire un museo nel vero senso della parola.

Più che un museo, infatti, è un monumento a cielo aperto, un antico villaggio perfettamente conservato, che permette di avvicinarsi alla vita tradizionale nelle campagne della Romania. A partire dalle abitazioni tipiche fino ai lavori svolti dai contadini.

Vi racconto tutto nei prossimi paragrafi.

Com’è fatto il Bran Village Museum

Per farvi capire meglio di cosa si tratta, ho scelto di dedicare un paragrafo per ogni ambiente della casa.

Iniziamo.

Le case tradizionali in Romania

Lo stile che accomuna tutte le abitazioni è la prima cosa che si nota entrando nel villaggio.

I materiali da costruzione più utilizzati sono il legno e la pietra.

Da queste parti fa molto freddo e in inverno nevica spesso. I tetti quindi sono molto spioventi, in modo da evitare l’accumulo di troppo peso che potrebbe danneggiare la struttura.

Le case, inoltre, hanno tutte graziosi porticati, dove le famiglie si riunivano durante le sere d’estate.

Bran Village Museum

Questa caratteristica è diffusa anche oggi in molte case della Romania, soprattutto in campagna, che qui è ancora sconfinata.

La casa tipica romena si componeva di 2 ambienti:

  • la cucina -che veniva usata anche come salotto e sala da pranzo-;
  • la zona notte, con due o più stanze da letto.

La cucina

Avere un salotto in casa non era alla portata di tutti, certamente non dei contadini. Nelle loro case si viveva a stretto contatto e le stesse stanze venivano utilizzate nei diversi momenti della giornata.

Questa cucina, ad esempio, è un ambiente unico, un po’ come i moderni open space che oggi vanno tanto di moda.

Bran Village Museum

Chiaramente una volta il gas non arrivava nelle abitazioni, quindi si cucinava sul camino o sulla stufa, che serviva anche per riscaldare tutta la casa.

Pentole, bicchieri, piatti e posate trovavano il loro posto nell’unico mobile della cucina, con un tavolo al centro e uno o due divani, tradizionalmente riservati agli ospiti e agli anziani della famiglia.

I bambini giocavano sul pavimento, mentre dalle travi del soffitto pendevano le pellicce appena conciate, dalle quali si ricavavano i tappeti e le coperte.

Solo le famiglie più ricche avevano anche una stanza usata esclusivamente come salotto, in cui accoglievano gli ospiti e trascorrevano il tempo nelle giornate di festa.

Bran Village Museum

Pellicce e coperte in lana, ricamate a mano, erano gli oggetti ornamentali più diffusi, tanto che spesso si appendevano alle pareti non solo per trattenere il calore delle camere, ma anche per creare un’atmosfera più accogliente.

Io sono rimasta davvero incantata nell’osservare i dettagli dei ricami. Ecco un particolare:

Bran Village Museum

Per me che a malapena riesco a riattaccare un bottone, sono delle vere e proprie opere d’arte. Non so dire perché, ma a primo impatto mi hanno ricordato La Casa nella Prateria, dove tutto era fatto a mano e nulla andava sprecato.

La camera da letto

L’ultimo ambiente della casa era la stanza da letto. Si trattava della parte della casa più semplice, perché veniva usata solo per dormire, quindi non c’era bisogno di troppi fronzoli.

Di solito c’era una semplice panca di legno dove piegare gli abiti indossati durante il giorno, una cassettiera per conservare il corredo e il letto coperto di pellicce.

Bran Village Museum

Il contenitore di vimini che pende dal soffitto è una culla. In questo modo, la mamma poteva tranquillizzare il suo bambino durante la notte senza alzarsi dal letto.

Culle di questo genere si usavano i primi 3/4 mesi di vita dei piccoli. In Romania, soprattutto in campagna, fino all’anno e mezzo di vita, i bimbi dormivano nel letto con i genitori, per poi passare accanto ai fratellini maggiori.

Fino a qualche anno fa, le famiglie erano molto numerose e questo prendersi cura dei più piccoli contribuiva a far crescere il legame familiare e responsabilizzava i fratelli grandi, che aiutavano attivamente in casa.

Stalle, mulini, laboratori

Bran Village Museum

Come vi dicevo all’inizio, il Villaggio Museo di Bran racconta la vita tradizionale in Romania, vita rimasta praticamente immutata fino a qualche anno fa.

Accanto alle abitazioni, quindi, non potevano mancare gli ambienti che servivano al lavoro. Durante il percorso si possono osservare il laboratorio tessile, la bottega del fabbro, le stalle e il mulino.

Bran Village Museum

Questi ambienti venivano usati un po’ da tutti gli abitanti del villaggio ed era un’occasione importante non solo per condividere le risorse, ma anche per insegnare ai ragazzi i trucchi dei vari mestieri, quando le conoscenze venivano ancora trasmesse da padre in figlio.

La vita sociale nel villaggio

Proprio accanto al laboratorio tessile si trova una specie di caffetteria, che in realtà è una piccola struttura in legno porticato.

Oggi una bandiera romena sventola orgogliosa davanti all’entrata. Una volta, invece, qui ci si riuniva nel pomeriggio dopo il lavoro per parlare del più e del meno, mentre si beveva una birra o un bicchiere di grappa.

Bran Village Museum

Perché visitare il Bran Village Museum

Il biglietto di entrata al Villaggio ha un costo puramente simbolico: 10 lei, circa 1,00 euro a persona.

Visitare il Bran Village Museum significa avvicinarsi al lato più vero della Romania, quello della tradizione. Vuol dire osservare da vicino uno stile di vita legato alla terra, al lavoro nei campi e ai valori di comunità, che sempre più spesso, oggi, rischiano di essere dimenticati per sempre.

Per me è stata una visita emozionante anche per un altro motivo. Noi siamo di parte, ma non riesco a dimenticare gli occhi lucidi di nostalgia del marito, che, prendendomi per mano, diceva: ” Mi ricorda tanto il luogo dove sono cresciuto, prima di arrivare in Italia”.

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La casa di Dracula: la vera storia del castello di Bran

Casa di Dracula

La “casa di Dracula”, a Bran, è una delle attrazioni turistiche più visitate della Romania. Eppure, pochi conoscono ciò che davvero si nasconde dietro la leggenda del famoso vampiro e del suo castello. Oggi andiamo a scoprire la vera storia di questo luogo misterioso.

Oltre il mito

Come ho appena detto, tutti conoscono il castello grazie alla figura del conte Dracula.

Io stessa, per anni ho associato Bran alla casa del conte assetato di sangue, confondendo la realtà con la leggenda. Certo, non mi aspettavo di trovare un paio di canini pronti a mordermi il collo, ma ero davvero convinta che il conte Vlad avesse vissuto nel castello.

In realtà, l’equivoco è nato mescolando la letteratura al folklore popolare. Infatti, Stocker decise di ambientare il suo romanzo “Dracula” proprio nel castello di Bran. La figura del vampiro è un mito molto presente in tutta la cultura tradizionale romena, soprattutto in Transilvania, tanto da essere conosciuta come la terra dei vampiri.

Ben consapevoli di questo, gli Enti del Turismo romeni hanno favorito il binomio castello di Bran/casa di Dracula, creando quasi dal nulla una destinazione turistica che ogni anno conta migliaia di visitatori.

Leggende a parte, io vi consiglio di visitare il castello non solo perché è bellissimo, con gli arredi in stile gotico e un so che di misterioso, ma anche per la sua lunga storia. Una storia che racconta dell’amore di una principessa, poi diventata regina di Romania, per Bran e i suoi abitanti.

La vera storia della casa di Dracula

Gli inizi

Come sempre in questi casi, dobbiamo tornare indietro nel tempo e andare molto lontano. Nel 14° secolo, sotto la minaccia degli Ottomani, in Transilvania soffiavano venti di guerra. Per proteggere la popolazione, l’allora sovrano ungherese Luigi 1° d’ Angiò, decise di costruire una fortezza lungo il confine tra la Transilvania e la Valachia. La città di Brasov, grazie alla supremazia economica e commerciale di cui godeva nella regione, riuscì ad ottenere il diritto di dirigere i lavori. Non si conosce la data esatta di realizzazione, ma si presume che la costruzione – inizialmente doveva trattarsi di una cittadella- sia stata portata a termine entro il 1382.

Quella che nei secoli successivi sarebbe diventata nell’immaginario collettivo la casa di Dracula, nel tempo venne ampiamente utilizzata a scopi difensivi; in seguito risultano diversi passaggi di proprietà che si perdono tra i registri cittadini e i racconti popolari. Quel che sembra certa è, in qualche modo, la continua supremazia degli abitanti di Brasov sulla cittadella di Bran.

Nel 1600 circa, l’edificio perse il suo ruolo difensivo e cominciò a essere usato per scopi amministrativi. Nel 19° secolo, la città di Bran e il suo castello vennero posti sotto la gestione dell’ Ufficio Economico e Forestale di Brasov; il castello fu donato alla famiglia reale di Romania solo nel 1920. E qui inizia la parte più romantica della storia.

Maria, la regina che amava la Romania

Chi era la principessa Maria

Maria di Sassonia divenne regina nel 1914, dopo aver sposato il principe ereditario di Romania Ferdinando. I racconti dell’epoca parlano di tradimenti e di un matrimonio probabilmente non troppo felice, almeno per Maria.

La sovrana invece nutriva un amore sconfinato per la sua terra d’adozione, tanto che, come regina consorte, decise di rappresentare la Romania nel trattato di pace di Versailles alla fine della prima guerra mondiale. La sua presenza all’epoca destò molto scalpore, ma fu proprio grazie al suo intervento che la Romania riuscì a conservare la Transilvania e la Bucovina.

La vita di Maria a Bran

L’atto di donazione del castello alla famiglia reale di Romania risale al 1° Dicembre del 1920. Le mura esterne vennero lasciate invariate, quindi ancora oggi l’edificio esternamente appare come una cittadella fortificata. Gli interni invece si prestarono al buon gusto e alla fantasia di Maria. In breve tempo la sovrana trasformò il castello rendendolo degno di qualsiasi corte imperiale europea.

casa di Dracula

Gli appartamenti interni sono davvero splendidi. La regina inoltre, aggiunse al castello ulteriori costruzioni: la Tea-House, la Guest House e la Chiesa di Legno.

Per amore di Bran e dei suoi abitanti finanziò interamente i lavori per la costruzione degli impianti elettrici, aiutando la popolazione ad avere condizioni di vita migliori.

In seguito, la principessa Ileana seguì i passi di sua madre, fondando a Bran l’ospedale “The Queen’s Heart”, aiutando a curare i feriti durante gli anni del secondo conflitto mondiale. Nei decenni successivi la principessa fu costretta a lasciare il Paese e nel 1957 il castello fu trasformato in un museo. Negli anni ’90 tutto versava in grande abbandono e occorrerà attendere il 2009 prima che il castello sia restituito ai legittimi proprietari: i principi Dominic, Maria-Magdalena ed Elisabeth, figli di Ileana e nipoti della regina Maria.

Il castello di Dracula oggi

I principi si sono impegnati a restaurare gli ambienti, riportandoli al loro splendore originario e tutto continua a esprimere il gusto di Maria. All’interno, sono custoditi molti oggetti personali appartenuti alla sovrana e alla sua famiglia.

casa di Dracula

Più che come casa di Dracula, secondo me il castello dovrebbe essere conosciuto come la casa di Maria, una regina innamorata della Romania che andò contro le convenzioni dell’epoca pur di aiutare il suo popolo.

Vi lascio il link per organizzare la visita al castello: Il castello di Bran, oltre la leggenda di Dracula

Buon viaggio nella storia!

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Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

viaggio a Brasov

Oggi parliamo degli aspetti pratici per organizzare un viaggio a Brasov, la città della Transilvania che il marito e io abbiamo scelto come base per la nostra vacanza in Romania. Alla fine dell’articolo troverete il link con l’itinerario completo del nostro tour alla scoperta della Transilvania.

Perché scegliere Brasov come destinazione di viaggio

Brasov è una delle città più importanti della Romania e ogni anno attrae moltissimi visitatori. Perfetta da visitare in un fine settimana, è ideale anche come base da cui partire per un viaggio più lungo e conoscere le bellezze delle regione.

Si tratta di una città relativamente piccola, quindi, se avete più tempo, una volta visitato il centro, vi consiglio di avventurarvi nei dintorni per scoprire un angolo di Romania che mantiene inalterate le sue tradizioni, dove l’uomo è ancora amico della natura e il tempo sembra essersi fermato.

Prima, però, vediamo qualche informazione pratica.

Come arrivare a Brasov

Il modo più veloce per arrivare a Brasov dall’Italia è raggiungere l’aeroporto di Bucarest. Ci sono molte compagnie che dal nostro Paese volano verso la capitale romena. Noi abbiamo scelto di volare con Ryan Air, trovando i biglietti a un prezzo davvero stracciato.

Una volta arrivati a Bucarest, si deve raggiungere Brasov. A questo punto potete prendere un taxi fino alla stazione della capitale e viaggiare in treno oppure prendere un pullman.

Per me si trattava del primo viaggio in Romania e volevo assaporare senza fretta ogni piccolo dettaglio del paesaggio, per questo abbiamo scelto la soluzione del pullman.

Il percorso non è coperto dall’autostrada, dunque il viaggio fino a Brasov ha una durata di circa 3 o 4 ore. Al nostro arrivo in aeroporto ci hanno consigliato di attraversare il parcheggio e chiedere agli autisti, raggruppati accanto ai loro pulmini.

La mia prima impressione non è stata delle migliori, perché i mezzi in questione erano vecchi come il cucco, avevano decisamente visto giorni migliori. Con un po’ di ironia mi chiedevo come avremmo affrontato 200 km di strada su mezzi tanto vecchi, dopo ho capito che vengono usati solo per emettere le ricevute dei biglietti. I venditori infatti fanno da tramite per l’acquisto del viaggio, ma i pulmini veri e propri con cui raggiungere Brasov arrivano solo nel momento della partenza.

Per la tratta di ritorno Brasov-Bucarest invece è possibile acquistare i biglietti direttamente alla stazione di Brasov, nei vari gabbiotti esterni. I pagamenti sono accettati esclusivamente in Lei, la moneta locale, quindi non dimenticate di cambiare i soldi all’interno dell’aeroporto.

Il viaggio di sola andata ha un costo di 50 Lei a persona, circa 10 euro.

Cosa aspettarsi da un viaggio a Brasov

Se dovessi associare la città di Brasov a un oggetto, questo sarebbe sicuramente una perla. La zona nuova della città è il guscio. Un agglomerato infinito di abitazioni e condomini ancora divisi in blocchi, secondo l’usanza del periodo sovietico. In questa parte di Brasov ci sono lunghi marciapiedi che costeggiano strade moderne, dotate di almeno tre corsie. Non ci sono molti attraversamenti pedonali, ma da queste parti gli automobilisti sono molto più rispettosi dei pedoni rispetto all’Italia. Nella nuova Brasov abbondano farmacie, centri dentistici e supermercati, è soltanto nel centro storico, considerato un’eccellenza architettonica della Transilvania, che la città si mostra in tutta la sua bellezza.

viaggio a brasov

Uno degli accessi alla parte antica di Brasov è Piazza della Rivoluzione, dove comincia la zona pedonale.

Tutto il centro storico di Brasov è letteralmente abbracciato dalle montagne. I colori dei palazzi richiamano la tavolozza di un pittore impressionista. I toni delle facciate hanno toni molto delicati e sono presenti tutte le sfumature dei pastelli, dal rosa al verde, dal giallo all’ocra.

L’elemento che mi ha colpita di più sono i tetti: stretti e spigolosi, non avevo mai visto tetti tanto spioventi in nessun altra parte in Europa. Attorno alla piazza si respira un’aria informale, quasi festosa, come se Brasov e i suoi abitanti volessero lasciarsi alle spalle i duri anni della dittatura.

viaggio a Brasov

Camminando lungo le strade si incontrano piccoli chioschi che vendono cibo tipico da asporto, assieme al vino rosso bollito. In Romania il vino bollito è presente praticamente in tutte le case e mio marito racconta sempre che, quando era bambino, era l’unico rimedio con il quale curava il raffreddore.

La cosa più bella è che tutti i chioschetti sparpagliati nel centro storico si adattano incredibilmente ai palazzi circostanti, come se facessero parte del paesaggio. In realtà, non sono altro che vecchi carretti in legno con la forma dei vagoni di un treno, eppure non si può fare a meno di ammirarli e fermarsi a bere qualcosa.

Viaggio a Brasov: cosa visitare in città

Come dicevo all’inizio, il centro di Brasov non è molto grande e con molta calma si può visitare tutto in un paio di giorni. Ecco un elenco delle cose principali da vedere.

  • La Basilica Nera: è considerata una delle attrazioni principali. In stile gotico, la Basilica Nera fu costruita fra il 1300-1400. Ha assunto questo nome dopo l’incendio del 1600 che ne ha annerito le pareti. Vi consiglio di visitarla perché rappresenta una parte molto importante della storia di Brasov.
  • Casa Sfatului: è l’antico municipio della città, oggi ospita il Museo della Storia locale.
  • Monte Tampa: è raggiungibile grazie alla teleferica. Dall’alto si può ammirare uno splendido panorama di Brasov e fare un giro nei boschi che si estendono intorno alla città.
  • passeggiare per Piazza Sfatului: lo so, non si tratta propriamente di un’attrazione, ma è una delle cose che mi sono piaciute di più durante il viaggio a Brasov. Passeggiare lungo la piazza e perdersi tra i vicoletti è qualcosa di unico perché permette di respirare la vera aria della città. Si possono ammirare i negozietti di souvenir, scattare foto e fermarsi a mangiare in uno dei tanti ristoranti della zona. A proposito di cibo, in questo articolo vi parlo del mio ristorante preferito in città: Dove mangiare a Brasov? Da Sergiana, il top della cucina tipica romena!

Spostarsi a Brasov

Il centro di Brasov è quasi tutto zona pedonale, quindi si visita a piedi. Se alloggiate altrove, potete raggiungere Piazza Sfatului in taxi, dato che i prezzi sono molto accessibili. Noi però ci siamo spostati quasi sempre in pullman e devo dire che il sistema di trasporto urbano è davvero efficiente. I biglietti si comprano prima di salire, nelle biglietterie accanto alle fermate. Ricordate di timbrarli entro la fermata successiva perché i controllori sono molto severi.

Vi lascio con il link all’itinerario dettagliato del nostro viaggio in Transilvania: Itinerario in Transilvania: tour di 10 giorni

Se avete domande o curiosità sull’organizzazione del viaggio, scrivetemi pure e sarò felice di rispondervi.

Michela

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La basilica fortificata di Prejmer, patrimonio Unesco in Romania

Articolo aggiornato il 17 Marzo 2021

basilica fortificata Prejmer

Una delle escursioni più interessanti da fare nei pressi di Brasov è sicuramente una visita alla basilica fortificata di Prejmer. Questa località poco conosciuta della Transilvania si trova a circa 30 minuti di automobile da Brasov e rappresenta una delle attrazioni più importanti di tutta la regione.

Iniziamo con qualche informazione pratica perché, nonostante la sua bellezza, il luogo non è molto pubblicizzato, quindi si trovano poche informazioni in rete.

Dove si trova Prejmer e come arrivare

La basilica fortificata si trova a circa 20 km da Brasov, nella cittadina di Prejmer, che è formata a sua volta dall’unione di altri 2 villaggi: Lunca Câlnicului e Stupinii Prejmerului.

Se non avete la macchina, ci sono due modi per arrivare a Prejmer da Brasov:

  • con il treno –Romanian Railways effettua una corsa ogni 4 ore e il biglietto costa circa 3,00 euro a tratta per mezz’ora di viaggio;
  • con il pullman n.7 della linea urbana di Brasov.

La Basilica rimane chiusa il lunedì.

Ora vi racconto qualcosa della nostra visita.

La basilica fortificata di Prejmer

Personalmente considero questa basilica come uno dei luoghi più caratteristici che ho visitato in Romania. Nonostante tutta la Transilvania sia piena di cittadelle e fortificazioni, quella di Prejmer risulta tanto particolare che la foto di copertina non le rende affatto giustizia. A partire dalla sua posizione. La basilica e la sua fortificazione sono circondate da ampi spazi verdi. Di tanto in tanto si vedono spuntare case eleganti e chiese ortodosse che sembrano prese in prestito da una fiaba.

basilica fortificata Prejmer

La particolarità della basilica fortificata

La basilica fortificata di Prejmer è racchiusa da mura molto imponenti e invalicabili dall’esterno. Nella parte interna delle mura ci sono centinaia di stanze, anticamente pensate per organizzare la vita quotidiana degli abitanti del villaggio durante i periodi di assedio – soprattutto da parte dei soldati turchi-.

Per comprendere la disposizione di queste stanze, pensate a un alveare, o, meglio, a un apiario. Guardate questa foto:

basilica fortificata Prejmer

Ogni famiglia disponeva della propria stanza, alla quale si accedeva attraverso ripide scalinate in legno. Tutte le stanze dei diversi piani si sviluppano seguendo la capacità di contenimento delle mura di fortificazione. Infatti la particolarità è proprio questa; mura fortificate fuori e mini appartamenti nella parte interna in un’unica struttura.

Gli abitanti di Prejmer erano davvero organizzatissimi, tanto che gli ambienti includevano i magazzini, le cucine e una cantina per il vino. Inoltre, erano presenti diverse botteghe, dove lavoravano tessitori e calzolai. La stanza utilizzata come scuola risulta tra gli ambienti meglio conservati. Al suo interno si possono osservare i banchi degli studenti, la cattedra dell’insegnante, la lavagna e l’abaco per fare i conti. Insomma, un vero salto nel passato.

La basilica interna

La basilica ha una pianta a croce greca, alla quale venne aggiunta una torre ottogonale sulla navata nel 1461. In parole povere, immaginate un groviglio di tetti spioventi con inserti decorativi della tradizione bizantina.

Il suo interno invece è molto semplice. L’organo e l’altare gotico, perfettamente conservato, sono certamente gli elementi di spicco della basilica.

basilica fortificata Prejmer

Qualche curiosità + impressioni personali

  • La basilica fortificata di Prejmer include anche un museo, annesso alla costruzione. Al suo interno si possono osservare molte testimonianze sulla vita tradizionale romena.
  • La basilica è patrimonio dell’Unesco dal 1999.

Questo luogo racconta un pezzo importante della storia romena. Tutta la struttura è perfettamente conservata e rappresenta un’occasione unica per immaginare la vita quotidiana a Prejmer durante gli assedi. Ecco perché vi consiglio assolutamente di dedicare una giornata alla scoperta di questa meraviglia, unica o quasi nel suo genere. Si respira un’atmosfera talmente suggestiva che vi sembrerà davvero di tornare indietro nel tempo.

Noi abbiamo visitato la basilica fortificata durante un viaggio in Romania on the road, scegliendo Brasov come base per visitare la regione. In questo articolo trovate la nostra esperienza e come abbiamo organizzato da soli il viaggio in Transilvania: Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città.

Buona lettura!

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Il castello di Dracula: cosa troverete all’interno e nel parco

Articolo aggiornato il 20 Marzo 2021

Il castello di Dracula

Il castello di Dracula a Bran è presente in tutte le guide turistiche della Romania. Però mi sono resa conto che, una volta entrati, soprattutto durante gli orari di punta, il rischio è quello di seguire la calca senza comprendere appieno quello che si vede. Ecco perché ho pensato a questa piccola guida che vi aiuterà ad orientarvi meglio nella visita.

Se vi fosse sfuggito l’altro articolo sul castello, potete leggerlo cliccando il link che segue, dove ci sono tante informazioni pratiche come gli orari di apertura e il prezzo del biglietto: Il castello di Bran, oltre la leggenda di Dracula. – A dispetto dell’immaginario collettivo, infatti, il conte Vlad non ha mai vissuto qui-.

Inoltre, se date un’occhiata alla pagina Facebook del blog, troverete un album di foto sul castello, utili per avere un’idea più precisa di cosa osserverete durante la visita.

Cominciamo?

Gli interni del castello di Dracula

Piano terra

La prima cosa che si può osservare all’interno del castello dopo aver attraversato il corridoio è la camera di guardia. Come si intuisce dal nome, si tratta di una stanza che veniva utilizzata per controllare gli accessi del castello – che anticamente nacque come cittadella a scopi difensivi-. I corridoi successivi, lungo i quali si possono osservare fregi e dipinti nel tipico stile romeno, conducono all’antica sala da pranzo, decorata con pezzi della Francia neo-rinascimentale e motivi sinuosi e floreali. Dopo le cucine, in teoria, dovreste trovarvi di fronte alla cappella del principe Mircea, in stile bizantino. Di fatto, la visita proseguirà verso il primo piano, in quanto per accedere alla cappella si deve passare attraverso il cortile interno. Tuttavia, secondo i percorsi stabiliti, il cortile sarà l’ultima cosa che vedrete, dopo aver visitato gli altri piani.

Il primo piano

Da questo momento in poi vi troverete nel cuore del castello di Bran, dove ci sono gli appartamenti della regina Maria di Romania.

Il castello di Dracula

Ogni stanza richiama di volta in volta il gotico e il barocco, il tutto arricchito da oggetti orientali e dagli immancabili tappeti, che non possono mancare in nessuna abitazione romena. Gli appartamenti reali includono la stanza da letto della regina Maria, una stanza da disegno che la sovrana utilizzava per dedicarsi all’arte e perfino una scala segreta che collega le diverse torri del castello.

Il secondo piano

Il secondo piano è dedicato interamente agli appartamenti di re Ferdinando 1°. Gli appartamenti del re risultano più austeri rispetto a quelli della regina, forse a causa dei colori più sobri.

il castello di Dracula

Includono una camera da letto, la sala da pranzo e la “sala dei costumi”, dove sono conservati alcuni dei veri abiti indossati dai sovrani. Accanto a questa sala c’è la stanza delle armi, con una collezione prodotta in Transilvania in un periodo che va dal 15° al 17° secolo.

Il terzo piano

Gli ambienti del terzo piano sono forse i più particolari, infatti venivano utilizzati dalla famiglia reale durante il tempo libero. Gli arredi riprendono lo stile romeno tradizionale: pavimenti in legno, soffitti con travi a vista, camini incastonati negli angoli e gli immancabili tappeti. Questo piano ospita la libreria e la sala della musica, per la quale la regina aveva un amore profondo.

Il quarto piano

Al quarto e ultimo piano, infine, ci sono gli appartamenti del principe Nicolae, con la stanza dedicata al disegno e la camera degli ospiti.

Il castello di Dracula

Di solito veniva utilizzata dal principe per giocare a carte e discutere di politica. Questi appartamenti hanno tutti il tetto spiovente e, uscendo sul terrazzo, la vista abbraccia l’intero castello.

Il parco del castello di Bran

Il castello di Dracula

Il cortile straborda di fiori e i gerani si affacciano da ogni finestra. Intorno, risplendono giardini ricolmi di petali, migliaia di fiori con i quali adornare il castello. Nessuna dimora è amica dei fiori come il piccolo castello di Bran.

Regina Maria di Romania, “La mia casa dei sogni”.

Oggi il parco si riduce a un percorso con tanto di indicazioni per i turisti, una caffetteria e un negozio di souvenirs, ma le parole della regina lasciano intuire la bellezza di un tempo, quando la sovrana passeggiava tra gli archi di rose accanto al laghetto. Il parco conserva ancora la casa del te, usata dalla regina durante l’estate per la merenda pomeridiana e la depandance. Si tratta di una costruzione simile a uno chalet, utilizzata un tempo come alloggio per gli ospiti. La guest house della principessa Ileana, aperta solo durante l’inverno, oggi ospita gli uffici amministrativi del castello.

Come dicevo all’inizio, il conte Dracula -leggete Vlad- non ha mai vissuto nel castello. Io l’ho scoperto poco prima di entrare e per un attimo il mio viso doveva essere il ritratto della delusione. Mi aspettavo il solito posto acchiappa turisti, un luogo costruito ad arte per aumentare gli incassi del comune, invece mi sono dovuta ricredere.

Tutti arrivano immaginando chissà quali misteri, la verità è che vale la pena visitare questo luogo per la storia che racchiude e per gli arredi gotici, secondo me tra i più belli d’Europa.

Ora che avete tutte le informazioni per un tour al castello di Dracula, non mi resta che augurarvi buona visita!

Vi potrebbe interessare: Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

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Il castello di Bran, oltre la leggenda di Dracula

Articolo aggiornato il 19 Marzo 2021

Il castello di Bran

Oggi parliamo del castello di Bran.

Basta pronunciare il nome Dracula per calarsi in un mondo fatto di leggende, fascino e misteri. Tra il cinema e la letteratura c’è solo l’imbarazzo della scelta. Eppure, il castello di Bran, conosciuto appunto come la dimora del conte Dracula, va oltre la figura -leggendaria?- del crudele vampiro impalatore.

Dove si trova il castello di Bran e come raggiungerlo

Il castello prende il nome dal caratteristico centro abitato in cui si trova, il paesino di Bran.

Gli anziani del paese raccontano che il castello sia costruito nel punto esatto che marcherebbe il confine tra la Valachia e la Transilvania, secondo me due regioni tra le più suggestive di tutta la Romania.

Situato nel cuore dei Monti Carpazi, il Castello di Bran può essere raggiunto in automobile – da noleggiare presso gli aeroporti-. L’aeroporto più vicino a Bran è quello di Sibiu. In alternativa, c’è quello di Bucarest, che dista 170 chilometri ed è quello che io consiglio, perché ci sono voli molto più convenienti in termini di prezzo e frequenza per chi arriva dall’Italia.

La città di Bran vanta una posizione ideale, in quanto non è troppo lontana dalle altre località turistiche della Transilvania. Dopo aver fatto tappa al castello, quindi, è possibile pensare a un itinerario in Transilvania alla scoperta delle attrazioni regionali. Prima fra tutte, la città di Brasov. Ecco il link di riferimento con tutte le informazioni per organizzare un viaggio da queste parti:

Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

Dracula non c’entra nulla…

Nonostante il castello di Bran sia conosciuto come la casa del conte Dracula, in realtà i vampiri non hanno nulla a che fare con questa fortezza incastonata tra le montagne. L’equivoco nacque semplicemente dal fatto che Bram Stoker, l’autore del romanzo di Dracula, scelse questo luogo per ambientare la residenza del conte assetato di sangue. Quando l’ho scoperto per qualche istante mi è crollato un mito. Eppure questo non toglie nulla alla bellezza del castello, che resta comunque uno dei maggiori simboli della Transilvania.

Visitare il castello di Bran

Qualche informazione pratica

Trattandosi di un luogo simbolo della Romania, soprattutto al mattino ci sono tantissimi visitatori. Secondo me, l’orario migliore per visitare il castello di Bran è l’ora di pranzo, approfittando del momento in cui gli altri turisti vanno a mangiare. A proposito, in questo post, che vi consiglio di leggere, ci sono tante informazioni sulle specialità culinarie della Transilvania: Cosa mangiare in Transilvania?

Alla fine dell’articolo troverete tutte le indicazioni dettagliate sugli orari di apertura e i prezzi per visitare il castello.

Stile e ambientazione: come in una favola

Il castello di Bran

Il castello è davvero suggestivo fin dal primo momento. Si trova all’interno del centro abitato, ma la sua posizione permette di godere di una vista privilegiata dei Carpazi. L’edificio sorge infatti su uno sperone di roccia. Il marito e io lo abbiamo visitato in estate. Tuttavia ammirare i boschi, immaginare il fruscio del vento e la neve invernale aiuta a comprendere come il tutto abbia contribuito a rafforzare l’alone di mistero attorno al castello e come questo abbia alimentato, nel tempo, la leggenda del conte Dracula.

Gli interni hanno subito diverse restaurazioni. Oggi a prevalere è lo stile gotico, che si sposa perfettamente con l’atmosfera del luogo.

La visita si articola lungo un percorso che segue i vari piani della struttura ed è un tripudio di salottini, sale da pranzo con mobili imponenti e librerie. Gli ambienti sono collegati da scalinate ripide e tortuose. Inoltre è possibile ammirare gli appartamenti privati della famiglia reale, i cui discendenti sono oggi i proprietari del castello. Infatti, esiste una storia che va oltre la leggenda. La trovate qui: La vera storia del castello di Dracula, a Bran

Il percorso termina così, in un piccolo cortile interno realizzato interamente in pietra. Al centro, un piccolo pozzo dove, forse, anticamente veniva prelevata l’acqua.

Il castello di Bran

I prezzi e gli orari di apertura

Veniamo ora alle informazioni pratiche. Per quanto riguarda il prezzo, il costo del biglietto è di 35 lei a persona – circa 8,00 euro-.

Questi sono invece gli orari di apertura:

  • Dal 1° Maggio al 30 Settembre il castello è aperto dalle 9,00 alle 18,00, con eccezione del Lunedì, quando l’apertura è posticipata a mezzogiorno.
  • Dal 1° Ottobre al 30 Aprile il castello apre alle 9,00 e chiude alle 16,00; il Lunedì l’apertura è sempre a partire da mezzogiorno.

Molti dicono che in Romania ci sono castelli migliori e che Bran è un luogo troppo turistico. Al di là della leggenda, però, io vi consiglio di visitare il castello di Bran per la sua storia e il luogo in cui si trova, circondato da boschi e montagne. Solo allora capirete il motivo per cui è diventato un simbolo e ha contribuito a rafforzare il mito del vampiro nella cultura romena. Perché racchiude qualcosa di tanto misterioso che non avrebbe potuto essere altrimenti.

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La Fortezza Rasnov, tappa imperdibile di un viaggio in Transilvania

Articolo aggiornato il 9 Marzo 2021

la Fortezza Rasnov

La Fortezza Rasnov, in Transilvania, è sicuramente una tappa da non perdere durante un viaggio in Romania. Questa cittadella è tra le più belle d’Europa e racconta una storia antichissima, fatta di assalti e cavalieri, come un racconto medioevale.

Oggi vi parlo un po’ della nostra visita in questo punto di interesse storico, alla fine dell’articolo troverete un link con il mio post sull’organizzazione di un viaggio in Transilvania.

La fortezza Rasnov: una storia millenaria

La Fortezza Rasnov

Ho sempre pensato che qualche cenno storico sia fondamentale per farsi un’idea della località che si sceglie di visitare. In questo caso, la Fortezza Rasnov ha una storia di tutto rispetto, dalle origini antichissime.

Questa cittadella fortificata fu costruita nel 1215 ad opera dei Cavalieri Teutonici. Inizialmente, questo ordine di monaci-militari nacque a Gerusalemme -attorno al 1191- per ospitare i pellegrini che, dall’attuale Germania, approdavano in Terra Santa. La fortificazione fu realizzata in posizione strategica, su una collina che domina tutta la città, dalla quale si può ammirare un bellissimo panorama.

Le alte mura, spesse quasi due metri, avevano il compito di proteggere la popolazione, che si rifugiava all’interno della Fortezza di Rasnov ogni volta che si presentava un pericolo. La cittadella vanta il primato di essere stata espugnata solo una volta nella storia, attorno al 1600. L’attacco, peraltro, avvenne con l’inganno; di notte, quando la popolazione, stremata, aprì le porte della fortezza in cerca di acqua.

In seguito, per evitare un secondo assalto, fu realizzato un pozzo profondo oltre 100 metri. In questo modo gli abitanti non avrebbero più dovuto correre il rischio di aprire le porte per andare in cerca di acqua. Da quel momento, la fortezza divenne inespugnabile.

Una fortezza dall’aspetto particolare

Come scrivevo nel paragrafo precedente, la Fortezza Rasnov domina la città ed è ben visibile dalle campagne circostanti.

Tutta la struttura, a partire dalla torre di fortificazione fino alle abitazioni interne, è realizzata in pietra. Oltrepassando le mura difensive esterne, si attraversa un grande spiazzo in salita, con tornanti circondati da manti erbosi come un tappeto di velluto verde.

La Fortezza Rasnov

Quando con il marito abbiamo deciso di spostarci da Brasov per visitare questo luogo ero molto curiosa, ma non immaginavo uno spettacolo così. Salendo verso l’interno della costruzione, mi sembrava di essere sul set del Signore degli Anelli, mentre il cielo screziato di bianco si mescolava ai mazzi d’erica nell’erba incolta.

la Fortezza Rasnov

Del resto non è un caso che, alcune scene del film Ritorno a Cold Mountain, con Nicole Kidman, siano state girate proprio all’interno della Fortezza Rasnov.

Gli interni della Fortezza Rasnov + consigli pratici per la visita

Non appena si oltrepassano le porte di entrata, sovrastate dalle torri di guardia, la fortezza si erge altera, in tutta la sua bellezza.

Il villaggio è realizzato interamente in pietra, con le casette dai tetti appuntiti e le stradine scoscese. Si entra davvero in un luogo dall’atmosfera fiabesca e quasi ci si aspetta di vedere un folletto da un momento all’altro.

la Fortezza Rasnov

A rendere il luogo ancora più caratteristico sono i negozietti di souvenir all’interno delle abitazioni meglio conservate.

La Fortezza Rasnov

Gli abitanti del luogo avevano pensato davvero a tutto; all’interno della cittadella c’era persino un edificio che veniva utilizzato come scuola.

La Fortezza Rasnov

Insomma, la Fortezza Rasnov è davvero uno dei luoghi più caratteristici che abbiamo scoperto durante il nostro viaggio in Romania.

Ora vi lascio qualche dritta su come organizzare al meglio la visita.

Qualche consiglio per visitare la fortezza

Secondo me, per scoprire ogni dettaglio di questo luogo serve sicuramente una guida. Noi non siamo riusciti a prenotare una visita guidata perché abbiamo deciso di andare a Rasnov all’ultimo momento, ma a Brasov abbiamo comprato una guida cartacea. Ci è stata molto utile per capire l’importanza del sito. La sua struttura e il contesto, infatti, sono talmente belli che rischiano di offuscare la parte storica, che a noi interessava molto.

La zona in cui si trova la Fortezza Rasnov oggi è molto turistica, quindi è dotata di parecchi servizi. Per esempio potete acquistare cibo e bevande in uno dei tanti chioschi delle vicinanze e parcheggiare l’auto nel grande piazzale sotto la montagna. Per raggiungere l’entrata della cittadella potete fare una passeggiata e attraversare la collina in 20 minuti. Oppure, potete salire sui trenini per turisti e scendere alla seconda fermata -la prima è per il Dino Park, il parco tematico per bambini dedicato al mondo dei dinosauri-.

Ora non mi resta che lasciarvi il link all’articolo sull’organizzazione pratica del viaggio in Transilvania. Noi abbiamo scelto di fermarci a Brasov per poi spostarci in tutta la regione. Buona lettura! Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

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Cosa fare a Poiana Brasov in estate?

Articolo aggiornato il 4 Marzo 2021

Cosa fare a Poiana Brasov

In questo articolo parliamo di cosa fare a Poiana Brasov in estate.

Se amate gli sport invernali, saprete già che Poiana Brasov, in Transilvania, è una delle località sciistiche più famose di tutta la Romania. Noi l’abbiamo visitata in estate e vi assicuro che non abbiamo sentito affatto la mancanza della neve. Alla fine della pagina troverete il link al mio articolo sull’organizzazione pratica di un viaggio a Brasov, che dista solo qualche chilometro da Poiana Brasov.

Come arrivare a Poiana Brasov

Se state pensando di restare a Poiana Brasov per almeno una settimana, vi consiglio di arrivare da queste parti con una macchina; questo vi permetterà di spostarvi facilmente nei dintorni del territorio, ricchissimo di luoghi da visitare. Se arrivate dall’Italia con l’aereo, potete affittare l’auto direttamente a Bucarest.

Se invece vi fermate solo per una breve escursione e soggiornate a Brasov, potete raggiungere questa tranquilla località di montagna anche con i mezzi pubblici. Dal centro di Brasov si arriva direttamente con il bus n.20.

Perché visitare Poiana Brasov da Giugno a Settembre

Cosa fare a Poiana Brasov i

Se vi state ponendo questa domanda, pensate a foreste di alta montagna che si estendono per chilometri e chilometri. Gli abeti secolari fanno da cornice a sentieri che si interrompono su precipizi mozzafiato, mentre dalle rocce sporgono violette dai colori vivaci. In questi boschi incontaminati regnano aquile, cervi, orsi e scoiattoli e l’uomo è davvero solo un ospite. Per tutti questi motivi vale la pena visitare Poiana Brasov in estate.

Cosa fare a Poiana Brasov nel periodo estivo?

La funivia

Tra le prime cose da fare a Poiana Brasov c’è sicuramente una corsa in funivia. Il percorso dura circa 5 minuti e permette di raggiungere la cima della montagna. Sembra davvero di entrare in un altro mondo, nel giro di pochi istanti si lascia la civiltà alle spalle e si entra in un angolo di natura incontaminata.

Cosa fare a Poiana Brasov

La prima cosa che ho notato è il panorama, tanto bello da sembrare dipinto. Noi non abbiamo resistito alla tentazione di girare per ore tra quei sentieri abbarbicati sulle rocce. Ogni dettaglio sembrava un piccolo tesoro che attendeva solo di essere scoperto. Il vento infuriava intorno a noi mentre ci perdevamo a cercare le impronte fresche degli orsi e i sassi rotolavano sotto i nostri piedi.

Cosa fare a Poiana Brasov

Ci sono delle volte, però, in cui è necessario fermarsi e riconoscere i propri limiti. A me è accaduto qui.

Seguendo il sentiero principale si arriva a una sorta di punto panoramico. Per raggiungerlo, si deve salire su alcune rocce, per la verità non molto alte, ma ripide e scivolose. A dividerle dallo strapiombo c’è solo una piccola ringhiera in ferro, molto sottile -troppo-. La roccia più alta si trova a 1778 metri sul livello del mare e io, guardando lo strapiombo, mi sono fermata esattamente a 2 metri da quel punto. Non sono abituata a queste altezze e quello era il massimo che riuscivo a sopportare.

Mentre scendevamo, benedicevo in cuor mio il marito, appassionato di camminate in montagna, che mi teneva per mano e mi indicava dove poggiare i piedi. Ripensandoci, ricordo di aver visto diverse famiglie avventurarsi fino in cima con bimbi poco più che neonati in braccio. Io ve lo sconsiglio di cuore perché basta mettere un piede in fallo per scivolare sulle rocce. Se con voi ci sono bambini piccoli, potete passeggiare nelle radure intorno alla cima che sono comunque bellissime.

Aggiunta: Oggi, nel momento in cui sto aggiornando questo post sono mamma di una bimba di 8 mesi e confermo tutto. Non mi sognerei mai e poi mai di portare con me mia figlia vicino a un precipizio di questo genere. Troppo, troppo ripido, e ve lo dice una che comunque non è affatto iperprotettiva.

Prima di scendere, sicuramente avrete voglia di bere qualcosa di caldo al bar accanto alla funivia. A proposito, qui trovate il mio racconto del ristorante dove abbiamo mangiato: Dove mangiare a Poiana Brasov? Al Sura Dacilor!

Anche in estate le temperature sono molto rigide, quindi non dimenticate una giacca per ripararvi dal vento. La cosa migliore comunque è vestirsi a strati perché nelle ore centrali il sole scotta parecchio.

Il biglietto per la corsa in funivia ha un costo di 35 lei a persona (7,00 euro circa).

I sentieri

Cosa fare a Poiana Brasov

Come dicevo nei paragrafi precedenti, Poiana Brasov in estate è perfetta se amate il verde e gli animali. Se siete in forma, potreste anche scendere a piedi dalla cima della montagna. In questo caso arriverete vicino al centro del paese. Ma non fatevi ingannare. Noi l’abbiamo fatto e la discesa è ripida, quindi è molto faticoso, anche perché, una volta intrapresa la camminata a piedi, non c’è altro modo di arrivare a valle. Dopo una scarpinata di quasi 4 ore non sentivo più i muscoli.

Se amate le camminate in montagna ci sono anche sentieri più semplici che circondano Poiana Brasov, totalmente immersi nella natura. In ogni caso, non allontanatevi troppo dalle piste battute per evitare un faccia a faccia con gli orsi, da queste parti molto frequente.

Le biciclette

Vicino alla stazione di arrivo, è possibile noleggiare le biciclette per qualche ora o l’intera giornata. Questa è un’attività adatta a tutta la famiglia e potrete ammirare Poiana Brasov in tutta tranquillità.

Cosa fare a Poiana Brasov nei mesi estivi: le escursioni a cavallo!

Cosa fare a Poiana Brasov

Questa è stata una delle attività più divertenti che il marito e io abbiamo fatto a Poiana Brasov -precisamente a Poiana Mica, qualche chilometro fuori dal centro vero e proprio-. Entrambi amiamo molto le escursioni a cavallo e, durante il percorso, siamo stati accompagnati da un uomo di mezza età proveniente da Piatra- Neamt.

Ve ne parlo perché sono rimasta davvero colpita da questo signore, pensate che ci ha raccontato tutta la sua vita ma non sappiamo nemmeno il suo nome. A vederlo, potrebbe passare per un sessantenne, con il viso cotto dal sole di montagna. Le mani callose e un cappello in testa lo fanno sembrare un allevatore di altri tempi, mentre i suoi stivali slittano nel fango. Due occhi azzurri e luminosi raccontano del forte amore per la natura e di un legame mai visto prima con i cavalli. Mentre interagiva con loro, mi sembrava che usassero un linguaggio in codice per comunicare, quasi come se parlassero la stessa lingua.

Durante il percorso abbiamo incontrato scoiattoli, muli, cinghiali e persino una mucca con il suo vitellino appena nato. Alla domanda del marito se il piccolo non rischiasse di essere ucciso dagli orsi, il nostro accompagnatore ha alzato le spalle. Da buon fatalista ci ha spiegato che in montagna vince sempre la legge del più forte.

Dove dormire?

Cosa fare a Poiana Brasov

Trattandosi di una località turistica, ci sono molte strutture in cui poter alloggiare. Il vantaggio di visitare Poiana Brasov in estate sta nel fatto che, essendo una località sciistica, il periodo di alta stagione è quello invernale. Durante gli altri mesi, dunque, si possono trovare prezzi piuttosto scontati. Quasi tutti gli alberghi sono dotati di campi da tennis, sauna e piscina interna, quindi c’è soltanto l’imbarazzo della scelta. A prima vista e a giudicare dal numero delle stelle esposto fuori, sembrano essere tutte strutture di buona qualità. Inoltre non preoccupatevi per la lingua perché, da queste parti, l’inglese è molto diffuso.

A noi non resta che tornare in inverno per scoprire la magia di Poiana Brasov ricoperta di neve.

Potrebbe interessarvi anche: Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

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Cosa vedere a Brasov: visita al Monte Tampa

Articolo aggiornato il 17 Febbraio 2021

Monte Tampa, Brasov

Il Monte Tampa a Brasov è una delle attrazioni più belle che abbiamo visitato durante il nostro viaggio in Transilvania. Oggi voglio parlarvi un po’ di questa escursione, una delle più caratteristiche che si possono fare in zona.

Il Monte Tampa si trova in una posizione privilegiata e abbraccia tutta la città. Proprio sulla cima è situata la scritta “Brasov” visibile da tutta la vallata. La notte brilla orgogliosamente, quasi a voler sfidare la fama e il primato della sua scritta gemella hollywoodiana, negli Stati Uniti.

Il Monte Tampa e il legame con Brasov: qualche curiosità

Il Monte Tampa rappresenta da sempre uno dei simboli più forti per la comunità di Brasov. Anticamente, il monte era protetto da una fortificazione di origine medioevale, realizzata tra il 13° e il 15° secolo. Questa fortificazione doveva servire come rifugio per la popolazione in caso di invasioni straniere.

Gli abitanti di Brasov erano molto previdenti e non avevano lasciato nulla al caso, tanto da immaginare la fortificazione non soltanto come un luogo puramente difensivo, ma anche come centro di resistenza ai lunghi assedi.

A testimonianza di questo, secondo le fonti riportate nel progetto di sviluppo turistico dell’Agentia Metropolitana di Brasov ci sarebbero resti di abitazioni e persino una cappella, dedicata a San Leonardo. La fortificazione, di forma trapezoidale, aveva diverse vie di uscita pensate per la fuga. Fu demolita nel 1455, al termine dei lavori delle mura fortificate che circondavano la città di Brasov, nel fondovalle.

Come raggiungere la cima del monte

Monte Tampa, Brasov

Dal centro di Brasov, il Monte Tampa è raggiungibile grazie alla teleferica.

Ecco gli orari di apertura estivi:

  • dal lunedì al venerdì la teleferica è aperta al pubblico dalle 09,30 alle 17,00
  • il sabato e la domenica apre alle 09,30 e chiude alle 18,00 del pomeriggio.

Il costo per salire sul Monte Tampa è di 10 lei a persona, circa 2,00 euro.

Dove mangiare durante l’escursione

Una volta arrivati in cima, la prima cosa che si nota è il ristorante-bar completamente realizzato nel tipico stile di montagna. Eccolo:

Monte Tampa, Brasov

Il caminetto acceso anche in estate, il legno delle pareti e le invitanti poltrone nei pressi del fuoco fanno subito venire voglia di mangiare qualcosa, rapiti dall’atmosfera della montagna.

Purtroppo noi non abbiamo potuto provare la cucina del ristorante, perché quel giorno c’era stato un fortissimo temporale. I gestori ci hanno spiegato che la cucina è aperta solo quando c’è bel tempo. Infatti si deve fare i conti con la difficoltà di portare le provviste alimentari fino in cima e tutto viene cucinato all’aperto, nei barbecue accanto al ristorante, proprio come vuole la tradizione. Se piove quindi non conviene cucinare e in questo caso funziona solo il servizio bar all’interno.

L’alternativa può essere quella di pranzare al ristorante vicino alla teleferica, subito dopo la discesa. Non potete sbagliare, vi basterà guardare l’immensa struttura in legno per essere sicuri di trovarvi nel posto giusto. Noi qui abbiamo preso solo un caffè perché non avevamo prenotato prima e non c’erano tavoli liberi, quindi non so come sia il cibo. Però se il posto è tanto rinomato da dover prenotare in anticipo credo che valga la pena pranzare in questo ristorante.

Il Monte Tampa, Brasov

Il Monte Tampa tra sentieri, panorami mozzafiato e…animali!

Adesso arriva la parte del racconto che mi emoziona di più. Quando abbiamo raggiunto la cima sono rimasta talmente affascinata che in quei momenti non mi passava nemmeno per la mente di cercare la posa giusta per uno scatto da pubblicare sui social.

Il Monte Tampa, Brasov

Ricordo la meraviglia per i sentieri che si perdono tra boschi fittissimi. Rocce secolari si abbarbicano lungo la cima della montagna, mentre i fiori spuntano timidamente tra gli spiazzi erbosi. Il profumo del muschio si diffondeva nell’aria, accompagnato da un vento frizzante di montagna, mentre si intravedeva l’azzurro del cielo dopo il temporale. Lungo il sentiero principale sono sparpagliati tanti cartelli scritti chiaramente in due lingue, in romeno e in inglese, che ricordano di non allontanarsi dai sentieri tracciati. Perché il Monte Tampa, come molti altri luoghi nei dintorni di Brasov, in fondo appartiene agli animali.

Su questo monte vivono moltissime specie di farfalle, scoiattoli, ma anche volpi, gatti selvatici, linci e orsi.

L’orso bruno è talmente diffuso da essere considerato una sorta di re della foresta e non sempre la convivenza tra l’uomo e l’orso è stata semplice, almeno da queste parti della Romania.

Qui mi trovavo sul punto panoramico del Monte Tampa.

Il Monte Tampa, Brasov

Il marito e io avevamo appena oltrepassato la base dove è posizionata la scritta “Brasov”, quella che si vede dal fondovalle e dal centro della città.

Trovarmi lassù era un’emozione. Come incantata, mi ero persa ad ammirare un panorama mozzafiato. In basso. sotto i miei occhi, c’era Brasov, con le case dai tetti rossi, incastonate come gemme nel verde delle vallate circostanti. Sotto i miei occhi si estendevano le colline della Transilvania e le immense distese verdi della Romania, con le sue zone rurali, che rappresentano la parte più vera di tutto il Paese.

Gli orsi del Monte Tampa

Il marito ha faticato non poco per convincermi a scendere e tornare alla realtà. Ero davvero tentata di fare la discesa a piedi, ma è meglio non rischiare e usare la teleferica. Gli abitanti del posto dicono che è raro incontrare un orso sul Monte Tampa, ma proprio quella mattina alcuni escursionisti avventurosi raccontavano di aver trovato tracce fresche di orso lungo il cammino.

Chissà se davvero, scendendo a piedi, avremmo incontrato l’orso. Ci comportiamo sempre come se fossimo i padroni del mondo, ma per fortuna esistono ancora luoghi riservati solo agli animali. La natura è casa loro e a volte è meglio non rischiare di essere troppo invadenti. I boschi del Tampa appartengono all’orso bruno, che in Romania continua a prosperare e vive ancora allo stato selvaggio, grazie a una presenza poco invasiva dell’uomo.

Negli ultimi anni il Paese sta conducendo una campagna senza precedenti per limitare il contatto diretto tra l’uomo e l’orso, nel tentativo di preservare la specie. Nelle zone turistiche come il Monte Tampa l’orso non viene disturbato, mentre nelle campagne la situazione è più difficile. Ancora una volta, la Romania si mostra in tutta la sua bellezza e complessità di un Paese dalle mille sfaccettature e, mentre scrivo, mi ripeto che si, presto tornerò in Romania.

Vi lascio alla lettura del mio post su come organizzare un viaggio in Transilvania, partendo da Brasov: Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

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La Chiesa Nera di Brasov, l’anima e il simbolo della città

Articolo aggiornato il 16 Febbraio 2021

chiesa nera Brasov

Se vi state chiedendo da che parte cominciare per “fare conoscenza” con Brasov, il mio suggerimento è di partire dalla Chiesa Nera, l’anima e il simbolo della città.

La Chiesa Nera (Biserica Neagra in lingua romena) è uno dei simboli di Brasov e di tutta la Transilvania. Famosa in tutto il Paese, ogni anno accoglie moltissimi visitatori. Secondo il parere del bigliettaio, sarebbe l’edificio più fotografato di tutta la Romania. Con queste premesse, dunque, si tratta di un’attrazione davvero imperdibile!

Alla fine dell’articolo, troverete le informazioni pratiche per organizzare la visita alla chiesa, con gli orari di apertura, il prezzo del biglietto e i tempi di visita.

La Chiesa Nera di Brasov: un po’ di storia

La costruzione della Chiesa Nera di Brasov cominciò verso gli anni ottanta del 1300. Inizialmente si trattava di una basilica dedicata al culto cattolico. Questo spiega il perché, negli anni successivi, i fondi per il completamento dei lavori arrivassero direttamente da Roma. La discussa pratica della vendita delle indulgenze, insomma, doveva fruttare parecchio.

I lavori vennero completati soltanto verso la metà del 1400. Immagino che in seguito, a fronte di tutti i soldi inviati, i papi successivi debbano essersi sentiti beffati. Circa un secolo più tardi, infatti, la chiesa divenne la casa del culto evangelico.

Il 21 Aprile del 1689 fu una data che avrebbe segnato per sempre la storia di questa chiesa. In questo giorno, nel mezzo dell’invasione asburgica, si sviluppò -o, forse, fu appiccato- un incendio di proporzioni enormi. In seguito la parte interna fu restaurata, tuttavia la facciata e tutta la struttura esterna, vennero segnate indelebilmente. Il fuoco marchiò le mura, lasciandole annerite e bruciate dal calore delle fiamme. Da questo momento, la chiesa assunse il nome di Chiesa Nera.

chiesa nera Brasov

Gli interni: in bilico tra oriente e occidente

Ora comincia la parte difficile da raccontare. Già, perché, una volta entrati, è vietato girare video e scattare fotografie, ecco perché non posso mostrarvi nessuna foto degli interni. Una donna non lontana da me ha provato a fare qualche scatto ed è stata sgridata severamente. Proverò allora a descrivere come è la chiesa all’interno e cosa si può ammirare. Pronti? Datemi la mano e chiudete gli occhi.

Dimenticate tutto ciò che di gotico avete potuto osservare nella foto copertina di questo post. Preparatevi ad immergervi nel barocco più puro. Un barocco fatto di sinuosità, morbidezza delle forme, opulenza e colori.

Le immense navate cancellano il senso degli spazi e delle proporzioni. L’occhio è immediatamente catturato dal pulpito, il luogo forse più importante durante la celebrazione della messa. Il pulpito della Chiesa Nera di Brasov è un dono risalente al 1695. Si tratta di un piccolo capolavoro realizzato con i materiali più naturali per eccellenza, il legno e la pietra, abbelliti da colori vivaci. Una figura misteriosa, al centro del dipinto, viene identificata come Mosè. Su di lui ci sono, in pietra, i simboli dei quattro evangelisti: il leone, l’aquila, l’angelo e il toro.

Il fonte battesimale

Il fonte battesimale è realizzato in bronzo, risale alla tarda metà del 1400 ed è, probabilmente, l’elemento più semplice di tutta la Chiesa Nera, nonostante la posizione di primaria importanza. E’ custodito gelosamente, come il più importante dei segreti, da una grata in ferro, decorata con motivi floreali. Non so perché ma, osservandolo, torna alla mente il Liberty italiano. Quante testoline di bimbi battezzati avrà visto passare, nel corso della storia, questo oggetto, solo in apparenza così semplice?

La pittura muraria della Vergine Maria

All’interno della Chiesa Nera ci sono molti tesori, nascosti negli angoli più remoti della struttura. Questa pittura muraria si trova in posizione secondaria, nella parte più alta di una piccola cappelletta laterale, non lontana dall’altare maggiore. Rappresenta la Vergine Maria seduta su un trono. Due angioletti circondano la Vergine per onorarla e, forse, confortarla. A lato della Vergine infatti compare Santa Caterina d’Alessandria da una parte e, dall’altra, Santa Barbara. Proprio lei porge alla Vergine un ramo di rosa, il simbolo delle future sofferenze di Gesù. Probabilmente, prima dell’incendio, la Chiesa Nera era caratterizzata da molte pitture murarie simili a questa.

L’organo

Per ammirare l’organo si deve girare la testa verso la parte più alta dell’entrata. Difficile descriverlo senza essere riduttiva. Pensate alla forma di un grande tempio greco, poi, aggiungete torri dalle forme alte e spigolose. Infine mescolate il bianco a un capolavoro di dettagli decorativi oro e blu cobalto. Riuscite a immaginare il risultato?

I tappeti orientali, il tesoro più prezioso della Chiesa Nera di Brasov

chiesa nera Brasov

Come dicevo prima, all’interno della chiesa non si possono scattare fotografie. Tuttavia, non potevo non aggiungere un’immagine simile all’incredibile collezione di tappeti orientali che si possono ammirare all’interno della chiesa.

Grazie all’ampia rete commerciale dell’epoca, i tappeti arrivavano a Brasov direttamente dal cuore dell’Impero Ottomano. La collezione presente nella chiesa proviene tutta dall’Anatolia e comprende una produzione che parte dalla metà del quindicesimo secolo. I tappeti oggi sono esposti senza nessuna barriera, protetti dalla penombra e dall’umidità della chiesa. Nonostante il tempo, hanno conservato i loro colori straordinari ed è ancora possibile osservare la raffinatezza degli intrecci e l’alta qualità dei tessuti. Le decorazioni più ricorrenti sono gli uccelli e gli scorpioni. In passato questi tappeti venivano utilizzati nella Chiesa Nera durante le cerimonie importanti.

Aldilà e arte funeraria: le tombe

Il plus decorativo della Chiesa Nera di Brasov sono sicuramente le tombe. Anticamente, i sacerdoti venivano sepolti nei pressi della Chiesa Nera. Quelli più amati e meritevoli, trovavano posto all’interno delle mura. A un certo punto, tuttavia, le cose cambiarono. Nel diciannovesimo secolo, si decise di interrompere le cerimonie funebri all’interno della chiesa. Quasi tutte le tombe furono rimosse e vennero lasciate soltanto le più belle, o quelle più importanti. Alcune tombe sono decorate con semplici iscrizioni, mentre quelle più ricche sono dei veri capolavori. I ritratti a rilievo dei defunti sono talmente particolareggiati da risultare persino inquietanti.

La Chiesa Nera di Brasov: orari di apertura,prezzo del biglietto, tempi di visita

Per concludere questo “tour virtuale”, se così vogliamo chiamarlo, ecco tutte le informazioni utili per visitare la Chiesa Nera di Brasov.

  • Orari di apertura. In estate la Chiesa è aperta dal martedì al sabato dalle 10,00 alle 19,00. La domenica e il lunedì apre alle 12,00. In inverno invece ci sono i seguenti orari: dal martedì al sabato apertura dalle 10,00 alle 16,00, la domenica dalle 12,00 alle 16,00. Attenzione, in inverno, il lunedì la Chiesa Nera è chiusa.
  • In alcuni periodi dell’anno è anche possibile acquistare i biglietti per assistere ai concerti e ascoltare l’organo. Potete chiedere informazioni dettagliate alla biglietteria prima di accedere in Chiesa.
  • Il prezzo dei biglietto per la visita della Basilica Nera è di 10 lei a persona, circa 2,00 euro.
  • Il mio consiglio è di prendervi almeno un’ora e mezza -anche due- per scoprire tutti i dettagli racchiusi all’interno. Entrare per un’occhiata veloce sarebbe riduttivo, la Chiesa Nera merita di essere visitata con calma per scoprire tutta la sua bellezza.

Spero davvero di avervi incuriosito a visitare la Basilica Nera di Brasov durante un viaggio in Transilvania. Se è così, significa che sono riuscita nel mio intento. Non solo informare chi legge, ma anche, e soprattutto, ispirarvi, emozionarvi, utilizzando la forza delle parole senza fotografie.

Intanto vi lascio questo link. Cliccandoci sopra, troverete tante informazioni pratiche su Brasov: Organizzare un viaggio a Brasov: consigli utili per visitare la città

Michela