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Cosa mangiare a Gubbio e dintorni

Articolo aggiornato il 22 Aprile 2021

cosa mangiare a Gubbio

Se state organizzando un viaggio a Gubbio, probabilmente vi starete chiedendo anche cosa si può mangiare in questa splendida città medioevale.

Inizio subito col dirvi che, se amate il buon cibo, Gubbio è davvero il luogo che fa per voi. La cucina tipica egubina, infatti, è molto conosciuta per la sua bontà.

Io l’apprezzo tantissimo perché include piatti semplici, che richiamano l’antica tradizione contadina. Da queste parti, il cibo ha conservato l’amore per la tradizione e il suo territorio. Quasi tutti gli ingredienti, quindi, provengono dai dintorni della città, proprio perché si tratta di prodotti tipici dell’Umbria.

Un pranzo o una cena a Gubbio permette di gustare cibi di prima qualità a km 0, un plus che rende il cibo di questo luogo, e, più in generale, di tutta la regione, davvero eccezionale.

Scopriamo allora cosa mangiare a Gubbio.

Cosa mangiare a Gubbio: gli antipasti

Come in ogni pranzo o cena che si rispetti, vi consiglio di cominciare dall’antipasto.

Secondo me, la scelta migliore è rappresentata dalle preparazioni più semplici perché sono le più tipiche e genuine.

Per noi, ogni volta che torniamo a Gubbio, è tradizione iniziare dalle bruschette.

Le bruschette croccanti sono un piatto davvero frugale e veloce, molto diffuse nel mondo contadino, dove il pane rappresentava spesso la base dell’alimentazione. Vi suggerisco di provare quelle condite semplicemente con un pizzico di sale e un cucchiaino di olio d’oliva. Proprio l’olio d’oliva, infatti, è un prodotto tipico della regione e molte qualità si producono nelle colline che abbracciano Gubbio. Si dice che l’olio extravergine d’oliva umbro sia tra i più pregiati d’Italia e si caratterizza sempre per il suo sapore deciso, che richiama il territorio dove crescono gli ulivi.

Primi piatti della cucina egubina

Per i primi piatti, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Se amate la pasta, sicuramente gli Strangozzi vi faranno venire l’acquolina in bocca. Si tratta di un tipo di pasta artigianale, spessa e porosa, dalla forma allungata, simile agli spaghetti grossi. Gli Strangozzi sono tipici di Gubbio, ma in ogni ristorante si possono assaggiare anche delle ottime fettuccine e pappardelle.

Ecco gli abbinamenti che vi consiglio:

  • fettuccine al tartufo;
  • fettuccine funghi, piselli e tartufo;
  • fettuccine salsiccia e tartufo;
  • pappardelle al ragù di cinghiale;
  • pappardelle al sugo e tartufo.

Proprio il tartufo è l’alimento principe della città. Si utilizza molto sulle bruschette e sulla carne, ma secondo me, abbinato alla pasta, dona quel sapore deciso al retrogusto di bosco, come io amo definirlo, che sa di Umbria e che per il marito è inconfondibile. Soprattutto grattugiato sulla pasta al sugo.

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Vi dico solo una cosa: non importa quale tipo di pasta sceglierete. Sappiate solo che sarà impossibile evitare la scarpetta.

Sarà pure poco educato, ma lasciare tutto il condimento nel piatto è peccato. Punto. A proposito, sapete di cosa sto parlando, vero? No? La scarpetta è la tipica tradizione romana e, credo, di tutto il centro Italia, di raccogliere ciò che resta del condimento con una o più fette di pane. Che a Gubbio è rigorosamente senza sale, quindi contribuisce ulteriormente a risaltare i sapori.

Cosa mangiare a Gubbio: secondi piatti

Se l’antipasto e il primo non vi hanno saziato, è d’obbligo continuare con un secondo, anche solo per provare quanto di meglio ha da offrire la cucina tipica di Gubbio.

La carne di maiale e quella di cinghiale, più asciutta e selvatica rispetto alla prima, sono molto diffuse e vengono servite in forma di arrosti e spezzatini.

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Per gli amanti dei legumi, non perdetevi le lenticchie di Castelluccio. Questo tipo di lenticchie sono piccole e arrotondate. Devono la loro fama anche al fatto che tengono bene la cottura, quindi si possono utilizzare non solo come secondo, ma anche nelle zuppe, senza trovarsi una poltiglia nelle preparazioni più lunghe.

Se invece preferite qualcosa di più veloce, vi consiglio di provare i taglieri assortiti che sono il fiore all’occhiello di ogni ristorante della città. Del resto, salumi e formaggi sono un pezzo forte non solo di Gubbio, ma di tutta l’Umbria.

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Ora vi svelo una piccola curiosità. Sapete che la parola “norcineria” deriva dal nome della città di Norcia, famosa per i suoi negozietti tradizionali, dove si vendono insaccati di produzione propria?

Quindi o come antipasto o per secondo, non perdete l’esperienza del tagliere, accompagnato da un buon calice di vino.

Io vi consiglio questi:

  • il bianco dei Colli Perugini DOC;
  • il rosso dei Colli Orvietani DOC;
  • l’Assisi DOC -io preferisco il rosso perché trovo il bianco troppo dolce, secondo me è più ideale per un aperitivo-;
  • il Torgiano Riserva DOCG – un vino rosso eccezionale che richiede un invecchiamento di almeno 3 anni-.

Provateli, poi magari fatemi sapere cosa ne pensate.

Cosa mangiare a Gubbio: il plus imperdibile

Per finire, arriviamo a una chicca: una pietanza imperdibile da mangiare a Gubbio che nella sua semplicità racchiude la storia di una tradizione molto antica. Sto parlando della Crescia. Eccola:

cosa mangiare a Gubbio

La Crescia è una focaccia molto conosciuta a Gubbio e arriva direttamente dalla tavola contadina. La si può trovare farcita in molti modi; verdura e salsiccia, prosciutto cotto e formaggio stagionato, stracchino e speck.

Se dovessi suggerirvi come magiare la Crescia a Gubbio, vi consiglierei con del semplice prosciutto crudo. Si tratta del ripieno più semplice, ma secondo me in questo modo si esalta meglio il sapore dell’impasto.

Fine pasto a Gubbio: il Brustengolo

Per concludere la lista dei cibi imperdibili da mangiare a Gubbio, parliamo di dolci.

Io vi consiglio di provare il Brustengolo, una torta tipica della città. Un signore del posto ci ha spiegato che viene preparato usando la farina di mais, per questo è senza lievito. -Comunque, in caso di allergie o intolleranze, chiedete sempre ai camerieri, perché magari gli ingredienti possono essere modificati rispetto alla ricetta tipica-. Dopo l’impasto, il Brustengolo viene arricchito con mele, uvetta, noci e pinoli. Pensate che una volta questa prelibatezza era considerata il dolce dei poveri. Oggi la frutta secca al supermercato costa tantissimo, ma prima questi prodotti si raccoglievano nei boschi, quindi erano a disposizione di tutti e i contadini se ne servivano liberamente.

Se invece preferite un fine pasto più leggero, anche se non sono sicura che questo sia il termine esatto, vi consiglio di provare i Tozzetti. Sono biscotti simili ai cantucci, ma più morbidi, da inzuppare in un bicchiere di vino bianco. Insomma, frugale si, ma poco calorico certamente no.

A breve, scriverò un altro post dove vi parlerò dei migliori ristoranti della città.

Per ora, vi lascio il link al mio articolo su cosa visitare in un fine settimana a Gubbio: Gubbio in due giorni: qualche idea per visitare la città