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Travel Blogging

Come cambierà il blog

come cambierà il blog

In questo primo articolo del 2022 ho deciso di raccontarvi il mio nuovo progetto, che porterà un cambiamento all’interno del blog.

Riflessioni sul travel blogging

Non è stata una scelta maturata in fretta e non si tratta nemmeno di un colpo di genio.

Diciamo che è una strada che voglio percorrere dopo aver riflettuto a lungo su due punti.

Il Covid-19 e il crollo del settore viaggi

Il primo riguarda la pandemia. Non posso negare che l’arrivo del Covid19 abbia condizionato pesantemente il mio progetto, perché non è facile scrivere di viaggi stando chiusi in casa.

Inoltre, diciamocelo, a parte forse per i fine settimana a cavallo di Pasqua e durante il mese di Agosto, in questi due anni il turismo è il settore che ha risentito di più di questa situazione.

Il che ha portato il blog a perdere tantissimo, proprio nel momento in cui stava cominciando a ingranare.

Ho resistito per quasi due anni, giocando d’anticipo. Ho continuato a scrivere, aspettando che il momento passasse, in modo da farmi trovare pronta al termine della pandemia.

Nel frattempo, sono anche diventata mamma di Elisa Maria, l’amore della mia vita. 🙂

Questo mi porta al punto successivo.

Essere una mamma travel blogger

Essere madre è un dono bellissimo, ma si tratta anche di un ruolo totalizzante.

Poi è chiaro che, con il passare del tempo, le cose diventano più semplici, ma, a meno che non si abbia un marito con una certa libertà di orari, bisogna fare i conti con la realtà.

Ora che mia figlia ha quasi un anno e mezzo, diciamo che è ancora gestibile, nel senso che, a parte mangiare-giocare-dormire- non ha ancora grandi esigenze, tant’è che noi la portiamo sempre ovunque. Basta solo saper rispettare i suoi tempi.

Ma quando Elisa Maria comincerà l’asilo e poi in seguito la scuola – con i relativi compiti- e il catechismo, come farò a seguirla stando sempre in viaggio?

Se avessi un marito freelance o qualcosa del genere forse sarebbe fattibile, anche perché quando lui è a casa si occupa di nostra figlia tanto quanto me e lo sa fare alla perfezione. Il punto è proprio questo: quando è a casa.

Perché lui è in un settore che lo porta a stare fuori molte ore durante il giorno, quindi sono arrivata alla conclusione che sarebbe a dir poco complicato viaggiare in lungo e in largo per lavoro, come appunto si richiede a un travel blogger. Per la mia famiglia, almeno, non sarebbe fattibile.

Fatte queste considerazioni, visto che non ho alcuna intenzione di rinunciare né al blog né a una carriera come freelance, mi sono detta che dovevo inventarmi un’alternativa.

Quindi il blog cambierà.

Tempo di tirare le somme

come cambierà il blog

Lo ammetto, tutto è nato da una chiacchierata con una mia ex professoressa che stimo tantissimo.

Stavamo bevendo un caffè insieme, quando mi ha detto: “Tu, Michela, sai fare tante cose che solo apparentemente sono diverse.”

Tornando a casa, ho cominciato a riflettere sul serio sulla questione.

La mia passione per i viaggi e la scrittura si sono sviluppate anche grazie alla formazione all’università, dove ho studiato lingue e turismo. A questo, e alla mia esperienza, devo sia la conoscenza del mondo alberghiero che l’interesse per i Paesi dell’Est Europa e del Medio Oriente, con un occhio particolare al tema delle migrazioni.

Se poi aggiungiamo che ho sempre svolto lezioni private, costruendo nel tempo un metodo di insegnamento tutto mio, ne viene fuori che, in effetti, mi occupo di cose diverse.

Chiaramente, non posso inserire tutto questo nel blog, perché perderei quel fil rouge che collega i vari contenuti. Il blog diventerebbe un contenitore di tante informazioni diverse e per qualche giorno sono stata molto indecisa sul da farsi.

Poi, il consiglio di una professionista che stimo tantissimo è stata la chiave di svolta: “punta su ciò che sai fare meglio e ti caratterizza di più.”

Come cambierà il blog

Ora, pensandoci bene, la mia esperienza nel campo delle strutture ricettive e della promozione turistica può davvero essere quel quid in più che andavo cercando da tempo, senza capire che ce lo avevo sotto il naso.

Quindi ho fatto una scelta: da oggi, questi saranno gli argomenti chiave del mio blog, con un’attenzione speciale alla categoria “Lavoro in hotel”, che, fino ad oggi, non ho mai curato come si deve, trascurandone tutte le potenzialità.

Il blog contiene già una sezione molto ricca relativa alle destinazioni di viaggio, quindi questi articoli continueranno ad avere un’importanza fondamentale, ma saranno più specifici e meno frequenti proprio perché, come dicevo prima, al momento non ho la possibilità di muovermi come vorrei.

Perché a tutto c’è un rimedio e io penso che, alla fine, aggiustare il tiro e modificare un progetto, provando a percorrere nuove strade, sia qualcosa che arricchisce sempre.

Io non posso essere solo una travel blogger perché, al momento, la mia situazione familiare non mi permette di stare fuori a lungo costantemente, ma posso essere un consulente alberghiero professionista e continuare a lavorare nel campo della promozione turistica.

In sostanza, mi concentrerò su meno argomenti, ma saranno trattati meglio e più approfonditamente.

Ammettere i propri limiti, valorizzando ciò che si può fare, anziché intestardirsi su quello che non è possibile, può essere un’opportunità. Basta solo vedere il bicchiere mezzo pieno.

Per questo, oggi brindo alla mia e al mio nuovo progetto.

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Pensieri sul 2021 e progetti per il nuovo anno

progetti per il nuovo anno

Questo articolo contiene una serie di pensieri sparsi sull’anno appena trascorso.

Io non amo autocelebrarmi, ma penso che fare una specie di bilancio sia importante, perché vuol dire mettere le cose sul piatto della bilancia e valutare onestamente il mio progetto lavorativo.

A che punto sono arrivata? Come sta andando?

Pensieri sul blog e sul 2021

Io posso dire che, per me, a livello lavorativo, quest’anno è stato fondamentale. Non perché abbia ottenuto chissà quali opportunità, ma il 2021 mi ha regalato una strada da seguire.

Forse, ora come non mai intravedo una lucina che mi porta a rimboccarmi le maniche e continuare a studiare.

Non è semplice farsi conoscere nel mondo della scrittura, soprattutto per chi sceglie, come me, di farlo on-line.

Perché se da una parte, ormai, non si fa in tempo a contare i blog che nascono ogni giorno, è anche vero che fare di tutto questo un lavoro resta comunque un sogno che solo in pochi riescono a realizzare.

Posso dire, allora, che il 2021 per me è stato l’anno della consapevolezza, che di certo non è arrivata come un’illuminazione. Anzi, proprio il contrario.

Quando ho aperto questo blog è stato per pura passione, una passione che continuo ad alimentare ogni giorno, accompagnata, ora, dalla ferrea volontà di farne un lavoro a tempo pieno.

Quello dei blogger, e più in generale, dei freelance, è un mondo avvincente. Di fatto non offre alcuna garanzia a livello economico perché il lavoro può sempre diminuire, ma non riesco a ignorare gli stimoli che mi offre.

Tutta la parte creativa lascia ben poco spazio, anzi, nessuno, alla noia, perché è un continuo mettersi in gioco.

Il fatto è che, alla fine, dentro di te senti che hai scelto questa strada perché sapevi di non voler fare altro.

Ecco, allora, che pian piano acquista un senso il quaderno dalla copertina rossa dove raccontavo le mie giornate di adolescente. E diventa chiaro anche il significato del blog aperto su Myspace, nel 2008, che forse si trova ancora disperso nell’oceano del web.

Quando all’epoca il blog in Italia era pressoché sconosciuto, io lo usavo per recensire i miei libri preferiti e parlare di sirene, mischiando la quotidianità alla fantasia.

Ovviamente non avrei mai pensato che il blog un giorno potesse essere un lavoro, ma oggi tutto acquista un senso, è come se avessi iniziato un percorso che solo oggi riesco a mettere a fuoco.

Amo la libertà di poter gestire i miei orari, seguendo la mia piccola. Essere una mamma presente è un privilegio che non tutte possono permettersi, anche se va detto che questo non arriva certo per grazia ricevuta.

A livello lavorativo non posso dire di vivere di blogging, ma, se qualcosa sembra muoversi, lo devo alla mia testardaggine che mi porta a scrivere di notte e in ogni raro momento libero della giornata, trascurando cose che forse sarebbero altrettanto importanti. Alla fine a qualcosa si deve rinunciare.

Questa testardaggine mi porta a non mollare nemmeno dopo quasi due anni di pandemia, che ha portato il mio blog, nel momento in cui aveva appena cominciato a crescere, praticamente sotto zero. Certo, me lo aspettavo, anche perché i viaggi sono uno degli argomenti chiave, però questo periodo è stato comunque fondamentale. Perché mi ha concesso il tempo di riflettere su chi sono, cosa so fare e come voglio presentarmi sul web. Tempo per trovare la mia voce e maturare come blogger. Tempo per capire in che direzione muovermi e creare un calendario editoriale che copre tutto il 2022.

Quest’anno ho avuto il tempo per lavorare a un nuovo progetto che inizierò a sviluppare tra pochissimo, mentre ho ripreso pure con le lezioni private, l’altra parte fondamentale del mio lavoro.

Insomma, questo blog cambierà, serve una ventata di freschezza e ci sono i presupposti per parlare -anche- di nuovi argomenti, che spero apprezzerete.

Ora non vi svelo nulla, ma vi racconterò tutto nel prossimo articolo.

Grazie, 2021, per avermi regalato consapevolezza e ispirazione.

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Considerazioni sulla comunicazione di un travel blogger professionista

comunicazione di un travel blogger professionista

In questo articolo analizziamo la comunicazione di un travel blogger professionista.

In particolare, come dovrebbe comunicare un travel blogger e da che parte iniziare per imboccare la strada giusta?

Di recente ho iniziato ad affrontare il tema comunicazione relativo al mondo degli hotel. Scrivendo su questo blog, dove i viaggi sono l’altro tema principale, mi sembra utile analizzarlo anche sotto il profilo del blogger, nello specifico del travel blogger.

Cosa significa essere travel blogger professionista

Secondo il vocabolario Treccani, professionista è chi

esercita una professione […] come attività economica primaria.

Una definizione, questa, che stabilisce un confine tra chi scrive per hobby e chi, invece, si muove per farne un lavoro.

Scrivere per il piacere di farlo non significa avere un blog di poco valore. Ma rendere la scrittura di viaggio una professione richiede un salto di qualità che, prima o poi, chi è davvero determinato a farcela si trova ad affrontare.

In rete circolano migliaia di articoli su come diventare travel blogger e affinare la comunicazione. Se alcuni sono validi, altri – molti- trattano l’argomento in modo del tutto superficiale, come se gli autori temessero di svelare chissà quali segreti. Sono articoli che dicono e non dicono, lasciando i lettori, in questo caso gli aspiranti blogger, con più dubbi che risposte.

Io vorrei provare a dire la mia, raccontandovi di come sono maturata come blogger e concludendo con due esempi di buona comunicazione da parte di travel blogger professionisti italiani.

Certamente non riuscirò a offrire tutte le risposte, ma forse sarò capace di andare oltre la superficie della questione, per un minimo di consapevolezza in più.

Come dovrebbe comunicare un blogger di viaggi?

La comunicazione è un’arte sottile. Il compito di un travel blogger di professione è cercare la sua voce e usarla per rendersi unico e riconoscibile.

Creare qualcosa di diverso quando tutto sembra essere stato fatto è difficile, ma non impossibile.

Com’è cambiato il mio approccio al blogging

Io ho sempre amato scrivere e viaggiare. Per anni l’ho fatto solo per me stessa, poi, quasi per gioco, ho dato vita a questo blog. Solo con il tempo ho capito che potevo farne un lavoro.

Ma non ero pronta.

Nel momento in cui cominciai a fare sul serio avevo la testa infarcita di nozioni tecniche: Seo, motori di ricerca, risultati in prima pagina. Ero talmente presa dalla voglia di riuscire che commettevo l’errore più grande che un blogger possa fare: snaturare se stesso e il suo stile comunicativo.

Nello scrivere un articolo, stentavo a trovare le parole. Il mio stile di scrittura era banale, ingessato. Parlavo di destinazioni e località quasi come elencassi gli effetti indesiderati di una medicina. Il risultato erano freddi elenchi di cose da fare e luoghi da visitare senza un briciolo di personalizzazione. Non sarei andata lontana, perché inconsapevolmente cercavo di amalgamarmi agli altri, somigliando a tutti e a nessuno allo stesso tempo.

Strano a dirlo, ma per me, sotto questo punto di vista, la pandemia è stata una sorta di risveglio.

Chiusa in casa e attaccata a Internet, iniziai a non apprezzare più la visibilità a tutti i costi e la voglia di fare numeri cavalcando gli argomenti di tendenza.

L’atteggiamento di tanti blogger che fino a quel momento stimavo, mi ha portata a rivedere completamente il mio modo di pormi. Se vi interessa, ne parlo qui: Blogger ai tempi del coronavirus? Si, a modo mio

A partire dallo scorso anno le cose sono diventate più chiare.

Mi sono staccata dagli stereotipi che vogliono i travel blogger sempre presenti e sulla cresta dell’onda. Ritrovando me stessa, ho trovato anche la mia voce. Ora ho ben chiaro chi sono e cosa voglio, so cosa scrivere e so anche come lo devo scrivere.

Non mi chiedo più come gli altri affrontano un certo argomento, penso invece a cosa potrei dire io e come renderlo interessante per i miei lettori. Voglio dire, è chiaro che, parlando di Roma, tutti sanno che è un must visitare il Colosseo. Fare la differenza significa allora raccontare un ricordo, un aneddoto che nessuno conosce, fosse anche perché appartiene alla mia storia personale.

Io credo che la chiave per differenziarsi dalla massa e comunicare come un vero professionista del settore sia proprio questa. Smettere di pensare agli altri e concentrarsi sulle proprie qualità e sul proprio modo di essere.

Capire da dove partire è l’inizio, poi sono fondamentali lo studio e l’esercizio, abituandosi a pensare in modo creativo. Qui vi racconto come faccio: Esercitare la creatività per scrivere sul blog

La comunicazione di un travel blogger professionista: esempi pratici

Come vi anticipavo prima, inserisco due esempi di blogger di viaggi che, grazie al loro stile, riescono a comunicare differenziandosi dagli altri. Perché un conto è parlare in teoria, mettere tutto in pratica però è un altro paio di maniche.

Pimp my trip

Pimp my trip è il blog di Martina Santamaria, la pioniera dei viaggi avventura nel nostro Paese.

Anche se all’interno del blog Martina non disdegna l’Italia, con un occhio di riguardo per la sua Liguria, gli articoli che preferisco riguardano le mete esotiche.

Ve ne cito uno per rendere l’idea.

[…] Quando comprai, ormai qualche mese fa, i biglietti aerei per questo affascinante Paese Mediorientale, la prima reazione di amici e parenti fu: “Ma siete pazzi? Viaggiare in Iran è pericoloso![…] questo è davvero un Paese che stupisce e lascia a bocca aperta per la quantità di cose meravigliose da vedere, di esperienze da vivere ma soprattutto di persone da incontrare. […] “Ma l’Iran è sicuro?” Probabilmente il giorno che ci metterete piede vi sentirete nel Paese più sicuro al mondo: gli iraniani sono persone di un’ospitalità incredibile e quando incontrano un viaggiatore lo trattano più come una persona preziosa e importante che come un semplice turista: inviti a pranzo, a cena, a dormire nelle loro case sono all’ordine del giorno. […] Il mio pensiero è che se l’Iran ha davvero dei luoghi che assolutamente ogni viaggiatore dovrebbe visitare almeno una volta nella vita, sono davvero le esperienze che potrà vivere qui a rendere questo viaggio davvero speciale. [… ]

Tratto da “Iran fai da te: guida di viaggio nella nuova Persia (2020)”, pimpmytrip.it, di Martina Santamaria.

Vi consiglio di leggere l’articolo completo sul blog di Martina.

Analizzandolo dal punto di vista di un travel blogger, possiamo dire che:

  • essendo molto dettagliato, fornisce un’idea precisa del luogo di cui si parla, in questo caso l’Iran.
  • Le informazioni pratiche – come arrivare, dove dormire e come vestirsi- sono sapientemente mixate ai pensieri personali.
  • Martina arricchisce l’articolo rendendolo unico nel suo genere. Si espone in prima persona con ricordi, idee e sensazioni.

Proprio per questi motivi ne viene fuori un contenuto unico, con uno stile comunicativo irripetibile, capace di trasmettere ben altro rispetto alle singole informazioni pratiche. Ecco un esempio perfetto di come dovrebbe comunicare un travel blogger professionista.

La bussola e il diario

La bussola e il diario è il blog di Claudia Boccini, dove si parla di arte, borghi ed enogastronomia, con un’attenzione speciale per le gite fuori porta. Il suo focus, dunque, è un turismo a portata di tutti.

Anche in questo caso vi cito un articolo tratto dal blog e vediamo come e perché Claudia riesce a fare la differenza.

Visitare la Rocca di Gradara è stato un grande premio che è valso tutto il tempo impiegato a deviare dall’itinerario che- da San Marino- ci ha portato a percorrere la bellissima strada panoramica che corre lungo il territorio del Parco Naturale di San Bortolo fino alla città di Pesaro. […] Nonostante fosse un lunedì mattina di uno dei primi giorni di libertà post pandemia, la via principale […] era vivace di visitatori, attratti dalla particolarità del luogo, dalla sua struttura architettonica immutata nel tempo e, di sicuro, anche dai numerosi bar, ristoranti e rivendite. […] La gestione della Rocca, che è un bene demaniale, è stata affidata alla Direzione Regionale Musei Marche ed ovviamente, come tutti i siti pubblici che si rispettano e nonostante il bene storico fosse stato chiuso per mesi a causa della pandemia, il lunedì era rigorosamente chiuso per riposo settimanale. […]

Tratto da “Visitare la Rocca di Gradara, tra storia e leggenda”, bussoladiario.com, di Claudia Boccini.

Anche in questo caso vi invito a leggere l’articolo per intero sul blog di Claudia, articolo molto dettagliato in cui ci sono informazioni pratiche e notizie storiche, senza nascondere ciò che non funziona – la Rocca chiusa per riposo settimanale-.

In questo modo Claudia non solo analizza il luogo sotto ogni punto di vista, ma dimostra affidabilità senza tacere i lati negativi della sua esperienza. Tutto questo, unito a uno stile di scrittura molto simile al racconto, la rendono una delle figure più interessanti fra i travel blogger italiani.

Se anche voi riscontrate le mie stesse difficoltà, vi invito a dare un’occhiata alla mia pagina Diventare Travel Blogger professionista, dove troverete nel dettaglio tutti i modi in cui possiamo lavorare insieme per far decollare il vostro blog di viaggi portandolo al successo.

Fin ora ho parlato io, dando sfogo alle mie opinioni e cercando di dimostrare che distinguersi è possibile, anche in un settore inflazionato come quello dei viaggi. Mi piacerebbe però sentire il vostro parere. Se vi va, aspetto i vostri commenti.

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Il blog e i social network: l’importanza di esserci (e non)

Articolo aggiornato il giorno 8 Settembre 2021

Il blog e i social network

Oggi parliamo di blog e social network.

Questo è uno di quei post scritti di getto, nel senso che non avevo affatto programmato.

Nasce dalle mie riflessioni dopo aver letto un annuncio sponsorizzato -l’ennesimo- su Facebook, dove il guru di turno promette 800.000 visite mensili al blog.

Come? Basta acquistare il suo corso sulla gestione professionale dei social. Beato lui che riesce a fornire una stima tanto precisa dei futuri visitatori, mi viene da dire.

Pensare che io non ancora capito se i social sono davvero necessari per il blog, e, se lo sono, in che misura.

Proprio per questo vorrei provare a ragionare un attimo sulla questione.

Prima di entrare nel vivo dell’argomento, preciso che io, a differenza dei guru che promettono miracoli, non ho convinzioni assolute. Quindi non voglio convincere nessun blogger – o aspirante tale- a un uso più o meno frequente dei social.

Detto questo, chiarisco che ammiro quei professionisti che, essendo davvero esperti, aiutano i blogger e le aziende nella gestione dei loro profili e insegnano strategie che, nel corso del tempo, si rivelano realmente efficaci.

Però, da qui a promettere un numero esatto di visitatori mensili, arrivando alla cifra di 800.000, diciamo che ce ne passa. Mi sa tanto di fuffa, anche perché, nessuno sa esattamente quali risultati si possono raggiungere, considerando una marea di variabili e gli algoritmi che cambiano in continuazione.

Blogger senza blog, i social sono un blog e altre bizzarrie varie

Parto con una domanda che non è per niente banale, vista la confusione che circola ultimamente. Che rapporto c’è tra blog e social?

Oggi basta davvero poco per definirsi blogger. Uno o più profili social, qualche manciata di seguaci – veri o presunti che siano- e qualche foto ammiccante del blogger in questione. Tutto perfetto, insomma. Peccato che poi, non sempre, certo, ma spesso, il blogger non ha neppure un blog.

In altri casi magari il blog esiste ma non viene aggiornato da mesi, proprio perché si concentrano tutte le energie sulla gestione dei social network.

Tutto questo non fa che screditare la figura del blogger, soprattutto nel settore travel, che al momento è uno dei più inflazionati. Spesso chi scrive di viaggi viene paragonato a un arrampicatore sociale atto a scroccare cene e vacanze gratis. Inutile dirlo, ma il classico profilo di chi assume questo atteggiamento – che purtroppo nel mondo dei social è sempre più diffuso- è quello di chi cerca visibilità.

Visibilità che, soprattutto nel mondo dei viaggi, si misura in base a due criteri: apparenza e presenza sui social – che fanno pure rima-.

Ne parlo approfonditamente nel mio saggio, pubblicato con la casa editrice Luoghi Interiori, di cui vi racconto in questo articolo: Miti e leggende sul Travel Blogging: chi è e come lavora un blogger di viaggi

Il male dei nostri tempi: l’arte di apparire a tutti i costi

L’altro giorno stavo scorrendo la Home di Instragram. Uno degli hastag che seguo si chiama “Borghi d’Italia”. Il suo focus dovrebbe essere abbastanza scontato, no? Così non è, dato che mi sono imbattuta in uno scatto, a dir poco molto provocante, di una ragazza in riva al mare. Con uno costume ai minimi termini e il lato b in bella mostra.

A parte il fatto che non capisco dove fosse il borgo in quella foto e già su questo si potrebbe aprire una discussione molto interessante. Ma la domanda che mi pongo è a cosa serve tutto questo apparire. Da quando è necessario spogliarsi per parlare di viaggi? Che poi, se proprio si vuole postare una foto al mare, esistono costumi dignitosissimi che servono allo scopo per cui sono stati inventati: fare il bagno e prendere il sole. Stop.

Esserci sempre e comunque

A me sembra che questo mettersi continuamente in mostra, usando il corpo come un feticcio, risponda al bisogno esasperato che ci vuole sempre presenti. Ogni giorno, purché si abbia qualcosa da far vedere, poco importa che dietro non ci sia nulla da raccontare. Perché proprio il racconto e la condivisione dovrebbero essere i presupposti alla base di un blog, a prescindere dal tema trattato. Sempre con una buona dose di coscienza, perché non dobbiamo mai dimenticare che siamo responsabili di ciò che pubblichiamo. Ne parlo qui: Blogger ai tempi del coronavirus? Si, a modo mio

A cosa servono – davvero- i social newtork

Una volta per tutte, allora, chiariamo una cosa.

I social sono molto utili per far crescere un blog, per almeno tre motivi.

  • Permettono la condivisione di foto e articoli. Far circolare i contenuti significa poter aumentare le visite al blog;
  • Aiutano a creare una community di persone interessate ai temi del blog;
  • Consentono di intercettare gli esperti del settore, prendendo spunto, imparando da loro e magari creare delle relazioni virtuose.

Quindi possiamo dire che i social network rappresentano uno strumento fondamentale per far conoscere il blog, soprattutto all’inizio.

Ma, almeno secondo me, il blog deve ricevere maggiori attenzioni e non viceversa. Un blog senza i social resta un progetto vivo, aggiornato continuamente grazie a contenuti freschi. Un profilo social senza un blog resta un insieme di foto, stati e informazioni, nulla di più. Per carità, c’è chi ha fatto la sua fortuna proprio grazie ai social, ma per favore, non definiamo blogger chi non ha nemmeno un blog, seppure amatoriale.

Il blog e i social network

Il blog e i social network: è possibile senza?

Detto questo, conosco diversi blogger talmente bravi da avere numeri altissimi pur non avendo i social.

Secondo me si tratta di una strada fattibile. Certo, è chiaro che dipende anche dalla strada che si vuole percorrere. Per esempio, se si parte per hobby, scrivendo solo per il gusto di farlo, magari non c’è la necessità di comparire tra le prime pagine dei motori di ricerca, quindi i social potrebbero anche non servire.

Inoltre ci sono molti blogger che usano i profili social a scopo personale, senza legarli al loro progetto di scrittura. Altri sono molto riservati e non amano apparire troppo.

Io, ad esempio, ho una sorta di odio-amore per Facebook, Instagram e tutte le altre piattaforme di questo genere. Ammetto che spesso sparisco per un po’, ma allo stesso tempo trovate nuovi articoli su questo blog che però non pubblicizzo. Quindi nel mio caso, le due cose non vanno di pari passo, anche se sto provando a lavorarci.

Il fatto è che a volte mi sembra una seccatura interrompere il momento che sto vivendo per scattare una foto e aggiornare il mio stato, quindi finisco per non pubblicare nulla sui social.

Con il blog ho un rapporto profondamente diverso. Per me la scrittura non è solo un lavoro, mi permette di stare bene, organizzare i pensieri ed esprimere me stessa al meglio. Cercare la parola più adatta per descrivere un luogo o per raccontare una situazione, è una soddisfazione che nessun social potrà mai darmi. Forse anche per questo seguo tanti profili ma poi quelli con cui interagisco si contano davvero sulle dita di una mano, mentre non perdo nemmeno un articolo dei miei blogger d’ispirazione.

Se anche voi siete dell’idea che il blog sia la chiave per farsi conoscere nel mondo del web e vorreste portarlo a un livello più alto, vi invito a dare un’occhiata alla mia pagina Diventare Travel Blogger professionista. Qui troverete tutti i modi in cui posso aiutarvi a spiccare il volo come travel blogger, arrivando a monetizzare la vostra passione. Scrivetemi pure per una chiacchierata senza impegno e vedremo come possiamo lavorare insieme creando un percorso cucito su misura per voi.

Voi che rapporto avete con i social network? Secondo voi, quanto sono importanti per avere un blog di successo?

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Perché ho rallentato e cosa sto facendo in questo periodo

perché ho rallentato

Credo di aver scelto un titolo fuorviante e poco onesto, almeno nei confronti di me stessa. Rallentare, infatti, fa pensare a un momento di stop, un periodo in cui riprendere fiato e, magari, dedicarsi ad altro.

La verità è che io non ho affatto rallentato. Anzi, a essere sincera, mi sono cimentata in una vera e propria maratona che ha messo a dura prova le mie forze, sia fisiche che mentali. Mi sono buttata con tutto il cuore in un progetto in cui credo tantissimo e, nel frattempo, ho continuato a fare la mamma, gestire la casa e ho anche provato a portare in tavola qualcosa, non dico di accettabilmente sano, ma almeno commestibile tutte le sere per cena.

Per il momento non posso svelarvi di cosa si tratta. Per la verità, non so nemmeno se avrà mai un seguito e se tutta la fatica sarà valsa la pena Però io sono dell’idea che provarci è un primo passo per riuscire. E poi, diciamocelo, quanto è bello mettersi in gioco e cercare di migliorarsi, sempre e comunque?

Ad ogni modo, se mi seguite un po’ sui social, forse avevate già intuito che qualcosa bolliva in pentola, dato che sono letteralmente sparita per tre settimane.

Tanti blogger inorridirebbero al pensiero, del resto ormai va di moda essere sempre presenti e sempre on-line, ma io, per mia fortuna, non sono mai stata ossessionata dalla paura di perdere follower solo per il motivo di non postare alcunché per qualche tempo.

Del resto, probabilmente l’avrete capito, ormai. Per me i social network rappresentano un plus, uno strumento – nemmeno sempre piacevole- che ruota attorno al mio spazio virtuale e nulla di più. Il cuore pulsante del mio progetto era e resta sempre il blog.

Comunque, ora che ho concluso il progetto a cui mi sono dedicata nell’ultimo mese e mezzo, sono pronta a tornare in pista con diverse novità che ho deciso di accennarvi, anche per far capire un po’ cosa sto combinando in questo periodo. Periodo in cui le notti continuano a essere un ricordo confuso e la mancanza di sonno inizia a farsi sentire.

Evidentemente, la mia piccola non deve avere questo problema dato che, passato ormai il periodo delle poppate ogni tre ore, si ricarica decisamente in fretta. Al momento, la nostra normalità consiste nel saltare sul letto – lei salta, noi la sorreggiamo – lanciando ovunque ciuccio e Coniglio -il suo peluche preferito-. Questo non succede solo di giorno, ma anche all’una di notte, come pure alle due o alle tre del mattino. Per poi addormentarsi giusto un paio d’ore prima che la sveglia inizi ad emettere quella dolce melodia, che alle nostre orecchie appare più come un suono diabolico.

Io però sorrido, perché non sarebbe così bello se tutto filasse sempre liscio e ogni giorno continuo a meravigliarmi della bellezza della vita.

Comunque, ecco a grandi linee cosa sto facendo in questo periodo.

  • Sto procedendo poco per volta ad aggiornare tutti i vecchi articoli, in modo da fornirvi informazioni fresche su ogni luogo di cui parlo in questo blog. 🙂
  • Non solo a causa della mancanza di tempo, ma anche per altri motivi di cui vi racconterò non appena mi sentirò pronta per farlo, sto seriamente accarezzando l’idea di prendere una lunga pausa dai social network.
  • Continuerò a raccontarvi qui tutte le mie – le nostre- avventure di viaggio.

Soprattutto ora che è finalmente arrivata l’estate, abbiamo in programma tantissime escursioni e gite fuori porta.

Anche quest’anno, abbiamo deciso di restare nelle vicinanze di casa. Nonostante la situazione dei contagi da Covid-19 stia migliorando, non ci sentiamo di prendere l’aereo, dato che la nostra bimba ha appena compiuto un anno e non possiamo proteggerla utilizzando la mascherina.

Un po’ mi dispiace, perché mi mancano tantissimo i lunghi viaggi, però voglio approfittarne per vedere il lato positivo della situazione. Mi sono data l’obiettivo di usare il tempo delle vacanze estive nel miglior modo possibile, considerandolo come un’occasione per rilassarci e ricaricarci in vista dei tanti impegni che ci aspettano a Settembre.

Comunque, tra giornate in spiaggia, cene in giardino ed escursioni all’aria aperta, sicuramente non avremo di che annoiarci e non vedo l’ora di raccontarvi tutto qui sul blog.

Non ho rallentato, ma sto iniziando a farlo, come sempre, a modo mio. Concentrandomi su ciò che per me conta davvero.