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Medio Oriente e dintorni

Perché ho riaperto il profilo Instagram -e i motivi per cui ne parlo qua-

riaprire profilo instagram

Da qualche parte ho letto che, riguardo all’uso dei social, esistono tre gruppi di persone.

Ci sono quelli che non possono farne a meno, per lavoro o passione personale. Poi, ci sono i profili inattivi o quasi, che pubblicano ogni tanto o che non pubblicano affatto, ma controllano cosa avviene sulle varie piattaforme – della serie tu non mi vedi, ma ci sono e ti guardo- Infine, esiste un gruppo di persone, nemmeno poche, dando un’occhiata alle statistiche, che non sono affatto interessate ai social. Tra questi, c’è chi aveva un profilo e lo ha cancellato e chi invece non ha mai avuto un account.

Io non so esattamente in quale categoria rientro. Ho sempre usato i social ma, pur lavorando on-line, nutrivo una sorta di odio amore per loro. Non per lo strumento in se, più che altro mi infastidiva che nel mio ambiente la pubblicazione quotidiana, a qualsiasi costo, andasse per la maggiore. Forse sarebbe corretto dire che io dei social odiavo l’imposizione, come se le competenze e l’autorevolezza fossero direttamente proporzionali al numero dei post, o peggio, alle metriche.

Comunque, quando ero stanca di quel gioco, come sempre ho fatto di testa mia e da un giorno all’altro ho chiuso tutto.

Non ho mai avuto dipendenza dai social perché vanno presi per quel che sono: uno strumento e nulla più, che diventa negativo solo se si utilizza in un certo modo.

Non sono tornata su Instagram nemmeno per la paura di restare fuori dal giro, o di perdermi qualcosa.

Ho fatto questa premessa per raccontare che io, per tanto tempo, ho avuto un profilo IG dove il mio nome utente era Libertà per Siria -del resto, credo che la mia posizione sia abbastanza chiara-

Quando ha iniziato a starmi stretto ho deciso di chiuderlo e continuare a lavorare dietro le quinte.

Solo che qualche giorno fa, un mio amico siriano che vive a Idlib, zona franca del regime, mi ha scritto per raccontarmi del bombardamento nella sua città da parte di Iran e Russia – fedele alleata di Assad da tantissimi anni-

Lui, che l’Italia la conosce, mi ha chiesto di tornare e raccontare la verità sulla tragedia siriana.

Mentre fumavo nel cuore della notte, continuavo a rivedere le immagini scioccanti che il mio amico aveva allegato assieme alla documentazione dell’attacco. Purtroppo non ci si abitua mai a tanto orrore.

Allora ho capito che non potevo tirarmi indietro e all’alba ho riattivato il profilo.

Continuerò a parlare di Siria, come ho sempre fatto. Se riuscirò a insinuare il dubbio anche in una sola persona, potrò dirmi soddisfatta. Ovviamente andrò a toccare anche altri temi legati al mio lavoro che mi stanno molto a cuore: l’Africa, la Palestina e la mediazione, senza dimenticare il razzismo, che combatterò a tutti i costi cercando di divulgare più informazioni possibili.

Io considero il blog la mia casa, ebbene, il profilo IG tornerà a esserne il giardino.

Grazie, M. per avermi dimostrato che quello che faccio conta. Grazie, per avermi spinta a ritornare quando mi sono persa.

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