Categorie
Travel Blogging

Monetizzare un blog di viaggi: tutte le possibilità

monetizzare un blog di viaggi

Questa è una domanda che, prima o poi, si pone chiunque voglia rendere il blog parte integrante del suo lavoro: come monetizzare un blog di viaggi?

In altre parole: come guadagnare con un travel blog?

Per farlo, esistono tantissime possibilità che cercherò di raccontarvi. Nell’ultima parte dell’articolo, poi, vi parlerò di come ho iniziato io e del perché ho scelto una strada ben precisa.

Iniziamo.

Il travel blogger è un libero professionista

Gestire un blog di viaggi è un lavoro che tocca aspetti diversi, motivo per cui ho scelto di iniziare parlando dell’inquadramento fiscale e professionale del travel blogger.

In Italia i blogger sono considerati liberi professionisti, quindi per essere in regola a livello fiscale devono lavorare con Ritenuta d’Acconto o Partita Iva.

Nulla di questo riguarda chi gestisce un blog amatoriale, ma è indispensabile essere ben informati nel momento in cui decidete di rendere un blog una fonte di introiti. Altrimenti si rischia di incorrere in sanzioni senza nemmeno sapere perché.

Nel nostro Paese la Partita Iva è obbligatoria non solo quando si supera un fatturato di 5.000 euro annui, ma anche quando viene a mancare il principio dell’occasionalità del lavoro.

Quindi, prima di muovervi, fate una bella chiacchierata con un commercialista per capire se avete subito bisogno della Partita Iva o se, invece, potete sfruttare il sistema della Ritenuta d’Acconto.

In pratica, il commercialista deve diventare il vostro punto di riferimento.

Monetizzare un blog di viaggi

Fatta questa premessa, vediamo tutte le possibilità per iniziare a lavorare con un blog.

Le informazioni che riporto in questo articolo valgono per tutti i settori, ma noi le decliniamo al mondo dei viaggi per rendere il discorso il più completo possibile.

Guadagnare con la pubblicità

monetizzare un blog di viaggi

Una delle tecniche più utilizzate in assoluto per monetizzare un travel blog è l’inserimento delle pubblicità all’interno del vostro spazio virtuale.

Di solito le inserzioni appaiono all’interno degli articoli, nel corpo del testo oppure nella parte finale.

Ma come funziona tutto questo?

Google Adsense

Come suggerisce il nome, Google AdSense è il programma di annunci pubblicitari gestiti da Google.

Non tutti possono accedervi, perché, dopo aver fatto l’iscrizione, sarà Google a decidere il responso, sulla base dell’analisi di alcuni parametri del blog. In genere vengono presi in considerazione l’anzianità del dominio, la fiducia che il motore di ricerca ripone nel blog e il numero di visitatori mensili.

Nel momento in cui si riceve un feedback positivo, è possibile cominciare a inserire le pubblicità mostrandole agli utenti.

Gli introiti che derivano dalle inserzioni si basano sul calcolo di due criteri differenti.

  • Il blogger riceve una percentuale ogni volta che un lettore vede l’inserzione –pay per view-;
  • oppure, si guadagna nel momento in cui l’utente clicca sull’annuncio per saperne di più –pay per click-.

Fin qui sembrerebbe tutto molto semplice, in realtà bisogna fare attenzione ad almeno due punti.

  • Il primo riguarda la quantità di banner presenti sulla pagina. Bisogna assolutamente trovare un equilibrio, altrimenti si rischia di infastidire i lettori che potrebbero sentirsi surclassati di pubblicità ed esserne talmente infastiditi da abbandonare la pagina.
  • Il secondo punto è il tema di questi annunci che, ovviamente, devono -o dovrebbero- rispettare non solo i valori del blog, ma anche le sue peculiarità. Infatti, sarebbe incoerente parlare di viaggi low-cost e poi inserire un banner sui gioielli di lusso. Coerenza quindi è la parole d’ordine 🙂

Le affiliazioni

Spesso vengono confuse con la pubblicità vera e propria, ma in realtà sono un’altra cosa.

Diventare affiliato di un’azienda, significa promuoverla sul blog al proprio pubblico, ricevendo una percentuale sulla vendita ogni volta che un utente acquisterà un suo prodotto/servizio cliccando sul link o sull’annuncio presente nel blog.

Quindi è un po’ diverso dal mostrare un banner pubblicitario.

Con quali aziende potrebbe affiliarsi un blog di viaggi?

Le soluzioni sono tantissime, ma io consiglio sempre di restare in tema.

Se parlate di viaggi, cercate di stringere accordi con aziende che ruotano attorno al nostro settore, come:

  • compagnie di viaggi
  • strutture ricettive
  • tour operators

Qualche considerazione personale

Questi sistemi di monetizzazione vengono spesso demonizzati da alcuni blogger.

Personalmente non ci vedo nulla di male nell’inserire un banner pubblicitario, soprattutto se, come dicevo prima, questo viene fatto con una certa coerenza.

Sicuramente si tratta di un buon modo per iniziare a guadagnare con un blog perché sono rendite passive che non portano via tempo e questo è già un ottimo motivo per prendere in considerazione la pubblicità.

Io non l’ho ancora fatto perché ho da poco chiuso una Partita Iva che non c’entrava niente con il mio lavoro da blogger. Se tutto andrà come spero, a breve dovrei aprirne una nuova collegata a questa attività.

L’unico neo, se così vogliamo definirlo, di tutto questo infatti è proprio la Partita Iva.

Inserire un banner pubblicitario su un blog significa promuovere una certa azienda continuamente, quindi viene a mancare l’elemento dell’occasionalità del lavoro e, come dicevo all’inizio, comporta la regolarizzazione della situazione fiscale.

Quindi è un sistema di guadagno poco adatto agli inizi ma sicuramente da non scartare in seguito, anche perché -questo è un altro punto da valutare- c’è la legge dei grandi numeri. Più alto è il numero di visitatori mensili del blog, maggiori saranno i ricavi che derivano da pubblicità e affiliazioni.

Scrivere articoli sponsorizzati

monetizzare un blog di viaggi

L’altra strada da seguire per monetizzare un blog di viaggi passa per le sponsorizzazioni.

In sostanza, significa scrivere articoli sul proprio blog per recensire un prodotto o servizio di un’azienda, a cui aggiungere solitamente un link di riferimento.

Anche in questo caso c’è chi demonizza i post sponsorizzati perché, secondo molti, una recensione a pagamento non è veritiera.

Personalmente non sono d’accordo, perché quando un blogger consiglia un brand o un servizio, sa perfettamente di esporsi in prima persona. Quindi, se è un professionista, lavorerà per redigere un articolo dove esprime sicuramente la sua opinione, elencando anche eventuali criticità e debolezze di ciò che recensisce. Certo, ci sono pure le eccezioni perché conosco gente che si è svenduta per 20,00 euro, ma questo accade in tutti i settori, non solo nel travel blogging.

Quindi il trucco è puntare su aziende di un certo valore e trovare un equilibrio, perché il blog non può e non deve trasformarsi in un contenitore pubblicitario, con il rischio di far scappare i lettori a gambe levate.

Quanti articoli sponsorizzati accettare?
Non c’è un numero stabilito, ma per evitare di perdere in professionalità, questi devono essere in proporzione molto inferiore rispetto ai contenuti gratuiti.

Vogliamo sbilanciarci?

Diciamo allora che, secondo me, 1 a 10 è la scala ideale, fermo restando che tutto quello che sponsorizzate deve essere in linea con i vostri valori e l’argomento del blog.

Ad esempio, accettate un articolo sponsorizzato sui passeggini solo se avete figli e viaggiate con i bambini, altrimenti, non solo non ha senso, ma perdete anche in credibilità.

Ne vale la pena?

Fin ora non ho mai accettato nessun articolo sponsorizzato perché i prodotti di cui avrei dovuto parlare non c’entravano nulla con i viaggi -tipo cerotti e cibo per animali-. Magari avrò perso qualche centinaio di euro, ma almeno non ho snaturato il mio lavoro.

Sulla base di queste considerazioni, è chiaro che un blogger non può vivere solo di articoli promozionali. Questi sono di contorno, ma il guadagno che deriva da un travel blog -quello serio- è altro.

Ve ne parlo nei prossimi paragrafi.

Monetizzare un blog di viaggi: lavorare con aziende ed Enti del turismo

monetizzare un blog di viaggi

Adesso arriviamo al cuore del lavoro di un travel blogger, ovvero la collaborazione con gli Enti e le aziende turistiche.

Funziona così.

A fronte di un profilo interessante – dato da elementi come un blog ben posizionato e una community attiva- si viene ingaggiati per promuovere una destinazione o una struttura ricettiva.

In base agli obiettivi da raggiungere si creano progetti e campagne promozionali, tra le quali rientrano ad esempio i blog tour.

Un blog tour è un viaggio organizzato che verte su una precisa località, un viaggio al quale vengono invitati a partecipare diversi blogger in linea con quella tipologia di viaggio.

I travel blogger, dopo aver visitato il luogo e partecipato alle varie escursioni, raccontano poi tutto sul blog sottoforma di articoli, video o guide di viaggio, in riferimento al loro target.

Altre volte capitano invece progetti singoli, come nel caso di un travel blogger chiamato a promuovere una struttura ricettiva.

Gli accordi in questo caso si prendono direttamente con l’azienda e il risultato può essere un articolo, una o più foto sui social network o uno sconto da offrire ai clienti nel caso l’obiettivo sia un aumento delle prenotazioni.

Spesso le aziende si limitano a offrire gagets o soggiorni gratuiti in struttura, io dico sempre di valutare volta per volta cosa fare.

Se siete all’inizio e il vostro obiettivo è quello di farvi conoscere, a fronte di un progetto interessante, uno o due lavori di questo tipo potete anche accettarli, ma poi dovete svincolarvi perché le bollette non si pagano con la visibilità.

Chiaramente, più siete conosciuti, maggiori sono le possibilità di ricevere un compenso adeguato, quindi lavorate sempre di personal branding, dando il massimo per offrire contenuti degni di questo nome sul vostro blog.

Il segreto, comunque, sta nel differenziare le entrate e nel prossimo paragrafo vi racconto come ho fatto io.

Come sono riuscita a guadagnare con il mio travel blog

Come ho detto altre volte, il mio primo anno di blogging non mi ha portata praticamente nessun risultato.

Nonostante la tanta teoria studiata, non riuscivo a mettere in pratica nulla, le cose sono cambiate solo quando mi sono concentrata davvero sulle mie potenzialità e ho studiato un progetto più strutturato.

Come ho fatto?

Mi sono seduta a tavolino e ho semplicemente messo nero su bianco cosa mi differenzia dagli altri e cosa so fare davvero bene.

Analizzando la mia figura ho capito che:

  • posso adattare il mio stile di scrittura a contesti diversi;
  • il mio primo anno è stato un fallimento , ma avendo fatto tesoro di quell’esperienza sono in grado di aiutare gli altri a non ripetere gli stessi errori;
  • più di una persona ha definito i miei racconti di viaggio come emozionali, un punto secondo me non trascurabile perché il viaggio in sé non è qualcosa di meccanico, bensì un’esperienza che tocca in primis una serie di emozioni e aspettative in ognuno di noi;
  • la mia esperienza nel settore alberghiero mi qualifica in un mix tra tecnica e creatività.

Sulla base di questo, sono riuscita a monetizzare il mio blog di viaggi creando servizi ad hoc, cuciti su quello che so fare, non sulla moda del momento.

Quindi ecco come guadagno io:

  • lavoro come ghostwriter;
  • aiuto i blogger in erba a personalizzare il loro servizio scegliendo la nicchia giusta e creando calendario editoriale e dei contenuti;
  • gestisco blog aziendali che si muovono all’interno del settore turistico;
  • promuovo il territorio raccontando soprattutto le piccole realtà;
  • lavoro come consulente alberghiero, aiutando le strutture ricettive a esprimere tutto il loro potenziale.

Solo dopo aver capito questo ho realizzato la pagina Lavora con me e ho iniziato a scrivere articoli davvero in target per la mia nicchia.

Monetizzare con un blog di viaggi: la vostra opinione

Il punto è che, secondo me, nulla arriva per caso, ci vuole tempo e tanta determinazione per non buttare tutto all’aria, specie quando i risultati tardano ad arrivare e la stanchezza -sia fisica che mentale- prende il sopravvento.

In un settore come quello travel, dove la concorrenza è sempre più forte, io credo che la chiave sia differenziarsi e questo si può ottenere solo partendo dalle vostre competenze e dal proprio bagaglio culturale, in modo da offrire un servizio difficilmente replicabile.

Se vi state chiedendo come mettere in pratica tutto questo, vi lascio il link alla mia pagina Diventare Travel Blogger professionista. Qui troverete alcuni dei modi in cui posso aiutarvi a monetizzare la vostra passione per i viaggi. Vedrete che ho creato diversi pacchetti, diversi per prezzi ed esigenze. Se non trovate quello che fa al caso vostro, contattatemi per una chiacchierata conoscitiva. Dopo aver rotto il ghiaccio, studieremo insieme una strategia per far crescere il vostro travel blog e iniziare a monetizzarlo. Il tutto con un percorso su misura interamente cucito sugli obiettivi che volete raggiungere.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *