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Medio Oriente e dintorni

Nuova rubrica “Medio Oriente e dintorni”: il perché di questa scelta

medio oriente e dintorni

Scrivo questo post di getto, quasi non riuscissi a trattenere le parole, per raccontarvi una cosa che mi sta molto a cuore. Quindi immaginatemi davanti a voi, come se fossimo intenti in una chiacchierata tra amici di vecchia data, davanti a una coppa di gelato visto il caldo di questi giorni.

Oggi voglio parlarvi del motivo per cui ho deciso di inserire questa nuova rubrica, dal titolo Medio Oriente e dintorni, all’interno del blog.

I dubbi iniziali

So perfettamente cosa state pensando. In questo spazio metto a disposizione la mia conoscenza relativa al mondo alberghiero, offro consulenze alle strutture ricettive, parlo di travel blogging e racconto i miei viaggi. Di primo acchitto, viene da pensare che il Medio Oriente non c’entra nulla con tutto questo.

Difatti, sono stata a lungo indecisa sul da farsi. Dentro di me sapevo che sarebbe stata la scelta giusta, ma vi confesso di aver tentennato per un po’, facendomi frenare da stupide esigenze di marketing.

Perché chi lavora nell’ on-line e ha un blog, lo sa. Esiste una legge non scritta secondo la quale, per aumentare il numero di lettori, una volta scelto il tema da trattare, si deve parlare sempre dello stesso argomento. Al limite si può scrivere qualcosa di correlato, senza mai uscire dal settore di riferimento.

Vi chiedo scusa

Lo confesso, io stavo cadendo in tutto questo e vi chiedo scusa. Mi scuso con voi perché ho sempre promesso trasparenza assoluta e, questa volta, stavo per rinnegare l’impegno che ho preso.

Per fortuna, esistono molti professionisti con cui è possibile fare rete. Quando gli ho raccontato le mie intenzioni, ho ricevuto tantissimo sostegno. Perché la verità è che io avevo paura. Paura di non essere compresa e di snaturare il mio blog.

” Medio Oriente e dintorni”: il perché di questa scelta

Per farvi capire meglio, facciamo un passo indietro.

Pochi di voi sanno che io lavoro -anche- come ghostwriter. Ovvero “scrittore ombra”. Il che significa essere pagati per scrivere dei pezzi senza firmarli. A qualcuno potrebbe sembrare discutibile, ma vi assicuro che nel mondo della scrittura è una pratica molto diffusa. Essere ghostwriter mi ha consentito di arrotondare le entrate lavorando dalla mia scrivania, permettendomi di essere una mamma presente con mia figlia piccolissima.

Come ghostwriter, scrivo soprattutto di Medio Oriente. Per motivi contrattuali non posso dirvi cosa ho scritto. Ma, se vi interessa l’argomento, sono certa che avrete già letto qualcosa di mio, perché tanti articoli pubblicati in diversi portali e magazine on-line sono i miei.

Di cosa scrivo, esattamente?

Molto dipende dalle richieste, mi capita di realizzare saggi, articoli di blog o editoriali, tutti relativi appunto a quella zona.

Qualche esempio?

  • la questione Israelo-Palestinese
  • Iran
  • Iraq e Afghanistan
  • tematiche relative all’immigrazione

Se ve lo state chiedendo, sì, ultimamente ho lavorato anche a pezzi relativi alla guerra in Ucraina.

Il fatto è che, proprio per questo, qualcosa dentro di me mi spingeva a cambiare. E non è solo perché ho il desiderio di leggere la mia firma sotto quello che scrivo. Alla base di tutto c’è una motivazione più profonda.

Il mio amore per questi luoghi arriva da lontano e ho sempre voluto comprendere certe dinamiche. A essere onesti, almeno in Italia, non è facile riuscirci guardando solo la tv.

L’occasione per toccare le cose con mano è arrivata all’Università.

Io studiavo Scienze del Turismo, ma il mio corso era abbastanza eterogeneo e avevo la possibilità di inserire diversi esami a scelta. Questo mi ha permesso di avvicinarmi alla storia della Palestina, della Siria, ma anche dell’Europa Orientale, che io tanto amo. Ovviamente, oltre ai conflitti e all’intricata storia di questi Paesi, sono venuta a contatto per la prima volta con la tematica dell’immigrazione.

Certo, è chiaro che quello che ho imparato all’Università è stato solo il primo passo, perché poi ho continuato ad approfondire tutto per anni.

Le domande che mi pongo e cosa voglio fare

Tante volte mi sono chiesta il motivo per cui, dal punto di vista occidentale, una vita spezzata sembra avere molto più valore in Europa rispetto a questi altri Paesi.

Perché non abbiamo la stessa attenzione per tutte le guerre?

Queste domande sono andate a scontrarsi con un razzismo a volte esplicito, a volte più sottile, ma pur sempre presente. E con tanta, troppa ignoranza -nel senso di non conoscenza- su questi argomenti, affrontati troppo superficialmente dai media.

Perché la maggior parte delle persone tende ad associare, quasi come fosse scontato, il binomio Islam-terrorismo? Dov’è la verità e dove questa si fonde alla paura e agli stereotipi?

Così, appoggiata da chi ha dimostrato entusiasmo per la mia idea, mi sono detta che devo fare qualcosa per contribuire a cambiare tutto questo. Dicendo la mia e, soprattutto, dando voce a chi voce non ne ha.

Cosa troverete nella rubrica “Medio Oriente e dintorni”

Ora che vi ho spiegato un po’ meglio, ecco cosa troverete all’interno di questa rubrica.

  • approfondimenti sul conflitto tra Israele e Palestina
  • editoriali e articoli sulla Siria
  • analisi del conflitto ucraino, molto simile a quello siriano
  • interviste tematiche sull’Islam e sui Paesi di fede musulmana

Perché conoscere le cose è il primo passo per capirle e oggi viviamo in un mondo tanto globalizzato che ci obbliga a prendere posizione e a lavorare – ciascuno a suo modo- per la pace e l’integrazione tra i popoli. Senza permettere ai pregiudizi di trasformare in un oceano quel braccio di mare che ci separa dall’altra sponda del Mediterraneo.

Per fornirvi un minimo di materiale da leggere, in questo primo periodo troverete un articolo a settimana, poi, probabilmente da Settembre, aggiornerò la rubrica una volta al mese.

Ora che sapete tutto, scrivetemi per dirmi cosa ne pensate, perché sarei davvero felice di ascoltare la vostra opinione e magari ricevere i vostri suggerimenti.

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