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Israele: non si ferma la politica del terrore

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Fonte immagine: Adnkronos

Israele non si ferma e continua a gettare benzina sul fuoco. Lo fa con una politica che punta tutto sul terrorismo -in questo caso psicologico ma, proprio per questo, potenzialmente più dannoso- minacciando il cuore dell’Europa.

Con un obiettivo non dichiarato. Favorire un intervento europeo nei confronti dell’Iran, tutto a suo vantaggio.

Israele: continua la politica del terrore

L’immagine in copertina sembra arrivare dall’anteprima di un film fantascientifico, invece ha fatto il giro del mondo, con le foto apocalittiche diffuse su X, di Roma e Parigi sotto attacco. Immagini corredate dalle parole di Israel Katz, Ministro degli Esteri israeliano:

Il recente attacco a Israele è solo un’anteprima di quello che le città di tutto il mondo possono aspettarsi se il regime iraniano non verrà fermato.

Fortunatamente, i dati raccontano di un’Italia contraria alla guerra.

Quasi 3 italiani su 4, il 74%, guardano con favore alla recentissima risoluzione delle Nazioni Unite per una tregua nella Striscia di Gaza, nell’auspicio che possa fermarsi l’uccisione di civili e che Hamas liberi gli ostaggi israeliani.

Ilfattoquotidiano.it 31/03/2024

Piuttosto azzeccata la risposta di Tajani, che sottolinea la necessità di non disseminare il panico, eppure, a ben guardare, lo scopo di Israele è proprio questo, creando nei civili europei la percezione di essere sotto attacco, nel tentativo di manipolare l’opinione pubblica contro Teheran, storico antagonista dello Stato ebraico.

Continuando, nel frattempo, a uccidere i civili palestinesi ai quali è stato tolto tutto. Dalla terra fino alla libertà di circolazione, relegandoli in un territorio sempre più esiguo, al fine di cancellarne l’identità. Termine questo che provoca un brivido lungo la spina dorsale in chi è ancora dotato di un minimo di capacità critica, poiché è impossibile non tracciare un parallelo con quanto avvenuto nei lager nazisti, tanto che si può parlare di genocidio palestinese senza margine di errore.

Israele continua a pretendere, a dettare legge, rifiutando qualsiasi ipotesi di sanzioni da parte del suo miglior alleato, gli Stati Uniti. Proseguendo in un vittimismo che lo ha reso carnefice, quanto – e forse peggio- dello stesso Hitler.

Il che non basta certo a trasformare Teheran in un santo senza peccato -il regime iraniano è uno dei peggiori esistenti- tuttavia Israele pare non conoscere il detto non svegliare il can che dorme. Poiché andrebbe ricordato che colpire un’ambasciata – è del 1° Aprile l’attacco dell’ambasciata iraniana a Damasco- è un atto terroristico e una dichiarazione di guerra a tutti gli effetti.

Allo stato attuale, sembrano non esistere i presupposti perché si verifichi un attacco in Occidente da parte dell’Iran, cosa che peraltro l’Europa ha tutti gli interessi ad evitare.

Smettere di armare Israele non basta. Serve una presa di posizione forte che, alla luce del malcontento interno allo Stato ebraico -l’ex capo del Mossad Danny Yatom accusa Netanyahu di impedire il rilascio degli ostaggi, fonte: Avvenire- porterebbe di fatto Israele a sentirsi isolato, percependo la sua vulnerabilità. Impossibilitato, dunque, a proseguire il conflitto. Un’eventualità, questa, che potrebbe già essere vagliata in gran segreto dallo stesso Natanyahu, altrimenti, difficilmente si spiegherebbe il far leva sul timore di attacchi in Europa da parte dell’Iran.

Solo in questo caso, forse, potrebbe aprirsi lo spiraglio per un cessate il fuoco e una trattativa. Non prima, però, di un profondo mea culpa da parte di Israele sugli ultimi 70 anni. Un’ipotesi, questa, che al momento non sembra contemplata.

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