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Cosa ho fatto quest’anno in cui ho smesso di scrivere sul blog

scrivere sul blog

La domanda se la sono posta in tanti e io non posso che ringraziare per ogni messaggio ricevuto. Quando lavori on-line, anche se personalmente sono sempre stata molto attenta a quanto e come condividere la mia vita privata, le domande fanno parte del gioco e una spiegazione è d’obbligo.

Se avete letto il mio articolo Perché ho scelto di diventare mediatore culturale, forse qualcuno si sarà già fatto un’idea, ma oggi voglio entrare più nel dettaglio anche per raccontare come cambierà il blog.

Ho già detto che il mio lavoro mi portava spesso a stare fuori. Io credo che i bambini abbiano bisogno di presenza e assentarsi spesso da casa, stando fuori anche la notte durante le trasferte, non garantiva più a mia figlia quella routine quotidiana che le permetteva di crescere serenamente.

Per carità, io non giudico le situazioni e le scelte degli altri, ma io mi sono rifiutata di trattare mia figlia come un pacco e di affidarla 15 ore al giorno a una baby-sitter, perché nel mio caso c’è poco da girarci intorno, il risultato alla fine sarebbe stato questo.

L’altra parte della storia è che io già scrivevo come ghost-writer di immigrazione e conflitti in Medio Oriente e questo lavoro, che portavo avanti parallelamente al blog e alle consulenze, lo sentivo altrettanto mio, quindi ho iniziato il corso come mediatore culturale.

Certo, è stata durissima, perché l’Ente Formatore si trovava nelle Marche e io abito vicino Roma, ma ho stretto i denti e oggi posso dire che ne è valsa la pena.

Ovviamente, tra il lavoro e le lezioni, spesso, di nuovo, ero fuori casa, quindi a qualcosa ho dovuto rinunciare perché la giornata è fatta per tutti da 24 ore e io non ci tengo a essere una wonder woman, soprattutto se questo significa mettere a rischio il mio equilibrio personale.

Di riprendere il blog durante il tirocinio non se ne parlava, nel frattempo ho superato l’esame e ho preso la qualifica.

Oggi ho un lavoro con orari stabili e la sera la passo a casa. Riprendere fiato mi ha permesso anche di chiedermi cosa voglio farne di questo blog.

Io scrivo da sempre, il blog fa parte di me e continuerà a esistere, ma non voglio mentire. Certo alla base c’è una passione grandissima, ma non è solo questo. Il blog per me è stato da sempre anche uno strumento di lavoro, quindi a partire da questo momento sarà incentrato soprattutto sui temi della mediazione linguistica e culturale.

Resterà on-line la parte relativa ai viaggi, perché, se parliamo di lavoro, io provengo dal turismo e voglio lasciare disponibili tutte le informazioni che ho già pubblicato, che comunque rimangono una parte fondamentale del mio percorso e continuerò a raccontare i miei viaggi nel momento in cui avrò da dire qualcosa di interessante.

Certo, tanti storceranno la bocca, perché ovviamente on-line o sei monotematico oppure non conti niente, ma il blog è praticamente il mio spazio e io voglio gestirlo come meglio credo.

Rinunciare totalmente ai viaggi significherebbe mettere da parte un pezzo di me stessa, quindi io vado controcorrente e scelgo questa strada.

A proposito, per il momento sui social non esisto più. Ho cancellato tutti i profili non perché credo che Ig, Facebook e compagnia bella siano il male, anzi a livello lavorativo sono strumenti molto utili, solo che io non avevo proprio tempo di gestirli. Questione di priorità, insomma.

Ricapitolando, ho una nuova qualifica, non sono più sui social e ricomincio dal blog. Ho cambiato vita, eppure sono sempre io.

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