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Come vivere viaggiando con un lavoro su misura

Articolo aggiornato il 5 Agosto 2022

come vivere viaggiando

Una delle richieste che ricevo più frequentemente da chi mi segue o arriva sul mio blog è proprio questa: come vivere viaggiando?

In questo articolo cercherò di rispondere esplorando le varie strade percorribili, perché non c’è un metodo universale per inventarsi un lavoro partendo dalla passione per i viaggi.

Iniziamo?

Lavori legati al viaggio

Partiamo da una considerazione: benché il mondo dei viaggi sia uno dei settori più gettonati, esistono ancora molte possibilità per ritagliarsi un proprio spazio. Quello che conta è partire da ciò in cui siete bravi.

Ma andiamo per ordine.

Quali sono i principali lavori -seri- legati al viaggio?

Cerchiamo di analizzarne qualcuno, perché oggi esistono davvero tantissime possibilità, soprattutto se l’obiettivo è creare da zero un business tutto vostro.

Fotografo di viaggio

come vivere viaggiando

Il fotografo di viaggio scatta fotografie relative a una particolare nicchia di una destinazione. In questi casi, più si è specializzati, meglio è.

Ad esempio c’è chi si concentra solo sul cibo, chi sui paesaggi naturali, altri ancora fotografano solo dettagli urbani.

Queste foto possono poi essere inserite nei cataloghi di vendita e cedute a Enti turistici, aziende e creatori di contenuti dietro un corrispettivo economico.

Documentarista

Spesso, chi ama fotografare, si occupa anche di riprese video.

Realizzare documentari può essere un ottimo punto di partenza per farvi strada in questo mondo e vendere i video delle destinazioni persino alle trasmissioni televisive.

Se siete bravi, ma proprio bravi bravi, potreste perfino proporvi a queste aziende come collaboratori, magari inviando un video di prova che potrebbe spalancarvi le porte per un lavoro sul piccolo schermo.

Giornalista di viaggio

Un giornalista di viaggio racconta le destinazioni, magari declinandole all’arte, alla cultura e all’enogastronomia di un luogo sulle riviste di settore, cartacee oppure on-line.

Contrariamente ai precedenti, questo lavoro trova il suo focus centrale nella scrittura e prevede un percorso più strutturato perché, in Italia, per diventare giornalista, si possono seguire due strade, in quanto esiste la distinzione tra giornalista pubblicista e professionista.

I giornalisti pubblicisti, in sostanza, esercitano altre professioni contemporaneamente all’attività giornalistica, a differenza, invece, dei giornalisti professionisti.

Per diventare pubblicista occorre svolgere un’attività costante e retribuita per due anni presso una testata giornalistica che deve essere regolarmente registrata in tribunale.

Per diventare giornalista professionista si deve frequentare un corso biennale riconosciuto dall’Ordine dei Giornalisti o, in alternativa, svolgere 18 mesi di praticantato prima di superare l’esame che accerta l’idoneità alla professione e permette l’iscrizione all’albo e il rilascio del tesserino.

Travel blogger

Il travel blogger è un professionista che viaggia e poi racconta tutto sul suo blog.

Guadagna grazie alle pubblicità, agli articoli sponsorizzati e alle collaborazioni con le aziende che gravitano nel campo del turismo, almeno in linea generale. Infatti, ognuno ha il suo modo di personalizzare le proprie entrate, ma questo discorso è tanto complesso da meritare un articolo a parte.

In realtà, c’è così tanto da dire che ho pubblicato un saggio al riguardo con la casa editrice Luoghi Interiori. Anche se non si tratta di un vero e proprio manuale per diventare travel blogger, al suo interno troverete tantissime dritte per fare della vostra passione un lavoro, il tutto corredato da casi studio e analisi della strategia social dei principali travel blogger italiani. Ne parlo qui: Miti e leggende sul Travel Blogging: chi è e come lavora un blogger di viaggi

Come riuscire a vivere viaggiando?

Dopo aver visto i principali lavori che si possono svolgere viaggiando, il primo punto su cui riflettere è:

cosa vi piace fare?

Ragionare su questo non è cosa da poco, perché significa iniziare da una base di partenza, che poi può essere ampliata e modificata, ma vi servirà comunque per muovere i primi passi a livello professionale.

Adesso arriva la parte più difficile, ma anche quella che secondo me è la più entusiasmante: farsi conoscere dagli altri.

Presentarsi al pubblico

come vivere viaggiando

Non importa che vogliate lavorare alle dipendenze di qualcuno o crearvi una carriera come freelance.

Indipendentemente dall’inquadramento che andrete a scegliere, nessuna azienda oggi investe tempo e soldi su un perfetto sconosciuto -da una parte, vista l’enorme concorrenza, è anche comprensibile. Pensateci bene, voi lo fareste?-

Quindi, prima di proporvi per lavorare viaggiando, è importante farsi un nome.

Dovete lavorare di personal branding, mostrando chi siete, cosa fate e perché dovrebbero scegliere proprio voi.

A questo punto si aprono diverse strade, che è meglio percorrere contemporaneamente. Anche perché la fiducia degli altri- aziende e persone- non si conquista dall’oggi al domani, ma va curata giorno dopo giorno.

Scelta dei canali su cui proporsi

Questo dipende tantissimo da cosa volete fare, perché non è detto che ogni mezzo funzioni per tutti allo stesso modo.

Amate la fotografia? Allora Instagram potrebbe essere il canale che fa per voi.

Realizzate video? Potreste puntare tutto su You Tube, amatissimo dagli utenti che preferiscono sempre di più i contenuti interattivi e facilmente fruibili anche dai vari dispositivi mobili.

Da questo punto di vista, non dovreste trascurare TikTok. Io non ho un profilo su questo social perché non rientra nella strategia comunicativa del mio blog, ma conosco professionisti che ne stanno traendo tantissime soddisfazioni e appartengono proprio al mondo dei viaggi e del settore turistico.

Usare i social network per fare personal branding
come vivere viaggiando

La scelta ideale sarebbe quella di avere un profilo su tutti i canali social per una questione di visibilità. Poi però diventa difficile gestire tutto in modo ottimale, specie se, nel frattempo, portate ancora avanti il vostro lavoro principale.

Secondo me, anziché essere presenti ovunque senza esserci davvero, è meglio scegliere un paio di social network e usarli bene, lavorando per rafforzare la vostra immagine. Ne parlo qui: Usare i social network per lavoro? Si, ma con astuzia!

Aprire un blog per farsi conoscere

Personalmente, a chi vuole vivere viaggiando consiglio sempre di aprire un blog.

Si tratta di una strategia a lungo termine che contribuisce ad aumentare la vostra presenza on-line, grazie ai contenuti che andrete a scrivere in target per il vostro pubblico.

Con una pubblicazione costante, riuscirete ad affinare le capacità di scrittura e a prendere confidenza con una serie di nozioni che dovete avere per lavorare come blogger, ad esempio la Seo -per essere trovati dai lettori- e la formattazione degli articoli, in quanto scrivere per il web è molto diverso rispetto alla scrittura su carta.

Una tecnica utilissima per aumentare la visibilità è il guest-blogging.

Vi state chiedendo cos’è?

Fare guest-blogging significa scrivere articoli come ospite su un blog simile al vostro, al fine di intercettare più persone e facendovi conoscere, grazie al link sulla firma dell’articolo.

Questa strategia si chiama, in termini tecnici, link building.

In pratica, quando dei siti autorevoli linkano il vostro blog, è come se vi concedessero una raccomandazione e si tratta di un vero e proprio atto di fiducia che ha un valore importantissimo agli occhi di Google. Più questi siti saranno autorevoli, maggiore sarà la vostra visibilità.

Ora però facciamo una precisazione.

Negli anni scorsi sono state messe in atto pratiche di link building molto discutibili, con articoli dalla dubbia qualità e link piazzati a caso.

Il che ha portato Google a non vedere di buon occhio tutto questo, tanto che, abusandone, si rischia una penalizzazione.

In realtà, se lavorate come si deve, fare link building non è affatto rischioso, purché i link inseriti siano effettivamente utili ai lettori e in tema con il blog che vi ospita, a fronte di articoli davvero di qualità. Io l’ho fatto diverse volte e non è mai successo niente, anzi, ho anche stretto amicizia con i colleghi.

Il ruolo di Linkedin

Parlando di visibilità e relazione, è d’obbligo citare Linkedin.

Lo scopo di questo social è proprio entrare in contatto con i clienti e le aziende del settore.

In Italia ci sono milioni di iscritti, quindi avere un profilo su Linkedin significa accedere a un bacino di utenti molto importante.

Il trucco sta nel targettizzare il vostro profilo, inserendo le parole chiave con le quali vorreste essere trovati.

Se sognate di vivere viaggiando e aspirate a un lavoro in questo settore, le keywords giuste potrebbero essere, ad esempio, travel, ma anche blogger, travel photographer e content creator.

A differenza di altri social network, Linkedin distingue tra i vari tipi di pubblicazione, come i post e gli articoli.

  • I post possono essere usati per condividere risorse del blog o altri contenuti interessanti relativi al vostro settore di riferimento.
  • L’opzione “pubblica un articolo” permette di redigere un contenuto corposo, ottimizzato anche dai motori di ricerca. Quasi come un blog parallelo, molto utile per aumentare la credibilità agli occhi dei followers, che su Linkedin si chiamano collegamenti.

Vivere viaggiando: il percorso sintetizzato in 3 punti

Ricapitolando, per muovere i primi passi nel settore travel e rendere il viaggio un vero e proprio lavoro, dovete:

  • creare un progetto vostro, sulla base di ciò che amate e sapete fare;
  • farvi conoscere attraverso l’uso dei social e mostrando le vostre competenze;
  • rendere il blog una vetrina e stabilire relazioni anche con gli altri colleghi.

Proporsi alle aziende

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A questo punto, potete pensare di proporvi alle aziende e ai vari Enti del Turismo.

Come fare?

Io sconsiglio sempre di mandare proposte a pioggia, perché fidatevi che gli addetti alla scelta dei collaboratori se ne accorgono subito.

Molto meglio è cercare un’azienda in target con la vostra figura professionale, e solo dopo averne studiato le peculiarità, redigere un’offerta ad hoc.

Siete esperti di trekking? Allora potrebbe avere senso una collaborazione con un’agenzia che organizza escursioni in montagna.

Amate parlare di mete esclusive? Bene, cercate strutture ricettive specializzate in un servizio di lusso. Evitate di proporvi a un ostello, perché è un target troppo diverso e non verrete mai presi in considerazione.

Creare un portfolio

Per rendere più completa la vostra proposta di collaborazione, allegate anche il portfolio, cioè i lavori svolti in precedenza.

Come creare un portfolio?

Dipende dalla nicchia in cui lavorate.

Siete fotografi? Mettete insieme i vostri scatti più belli, magari disponendoli in modo artistico.

Se invece scrivete, preparate una presentazione con i pezzi più significativi, specificando dove e quando sono stati pubblicati.

Per rendere il tutto più professionale, lavorate sui colori. Per esempio, nero, rosso, blu e oro danno sempre un tocco di eleganza. Avete un blog? Realizzate tutto, anche i biglietti da visita, negli stessi toni del template.

Inquadramento fiscale dei professionisti del viaggio

come vivere viaggiando

Dopo aver svolto i primi lavori, arriva il momento in cui tutti si chiedono come regolarizzare la situazione fiscale.

Non è semplice ne immediato, quindi cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su un argomento che spesso mette in crisi anche i commercialisti, perché -lo sappiamo- in Italia siamo molto indietro rispetto a queste nuove professioni che sconfinano nell’on-line.

Andiamo per ordine.

Lavorare viaggiando come dipendenti

L’essere assunti da un’azienda comporta indubbi vantaggi -in primis, un’entrata fissa sicura- e nessun grattacapo a livello fiscale.

I lavoratori dipendenti nel settore dei viaggi -come negli altri settori – non devono preoccuparsi di nulla, perché a fronte di un regolare contratto, le tasse saranno trattenute direttamente dallo stipendio. Dovrete solo fare la dichiarazione dei redditi una volta all’anno.

Ve detto, però, che vivere viaggiando assunti a tempo indeterminato è difficilissimo, perché spesso si lavora a progetto grazie agli eventi promozionali.

Non a caso, tutti i professionisti che conosco hanno la Partita Iva e affiancano altre attività alla collaborazione con le aziende.

Lavorare con la Partita Iva come freelance

Per i motivi accennati nel paragrafo precedente, questa è la situazione più diffusa.

In Italia, fotografi, documentaristi e blogger sono inquadrati come liberi professionisti.

Ma quando aprire la Partita Iva?

Questa diventa obbligatoria quando si verificano due casi:

  • il superamento del limite di 5,000 euro annui;
  • il lavoro perde la caratteristica dell’occasionalità e diventa la fonte di reddito principale.

Finché non si apre la Partita Iva, è possibile lavorare con la Ritenuta d’Acconto. Cerco di spiegarlo in parole povere, ma tenete presente che non sono un’esperta di tasse e regimi fiscali.

In pratica, al termine di un lavoro, presentate una ricevuta in duplice copia all’azienda con cui avete collaborato, scorporando la cifra incassata tra utile netto e la percentuale Irpef che andrete a pagare allo Stato -il 20% della prestazione-.

Dovete poi consegnare una copia della ricevuta al commercialista, con il quale vi consiglio sempre di farvi una bella chiacchierata. Anche perché, nel caso abbiate già una Partita Iva che usate per il vostro lavoro principale, è possibile in alcuni casi adeguare il codice Ateco, in quanto per legge si può avere una sola Partita Iva.

Vivere viaggiando: la vostra esperienza

Come vi state muovendo per farvi conoscere nel settore?

Avete altro da aggiungere?

Se vi va, raccontatemi tutto nei commenti.

Prima di chiudere, vi invito a dare un’occhiata alla pagina Diventare Travel Blogger professionista, dove troverete alcuni dei modi in cui posso aiutarvi a intraprendere un percorso professionale nel settore del travel blogging. Per dubbi e domande, contattatemi pure per una chiacchierata senza impegno.

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