Categorie
Consulenze alberghiere

Cinque punti per scegliere un consulente alberghiero

scegliere un consulente alberghiero

Scegliere un consulente alberghiero significa affidare la propria struttura a un professionista.

Nel mondo del web fioccano video e articoli in cui si promettono risultati miracolosi e non è facile orientarsi sulla figura giusta.

In questo articolo parliamo delle caratteristiche che rendono un consulente un vero esperto del settore e i punti da considerare prima di affidargli un incarico.

Guida alla scelta del consulente alberghiero

Un consulente conosce il mondo dell’ospitalità a 360°, ma come scegliere quello giusto data la tanta offerta sul mercato?

Iniziamo.

scegliere un consulente alberghiero

Curriculum

Parlando con diversi albergatori, ho notato che spesso si fa fatica a definire le competenze e il lavoro stesso del consulente alberghiero, proprio perché si tratta di una figura che opera in una gamma di situazioni molto diverse.

Chissà perché, molti pensano che il consulente abbia un passato come direttore d’hotel.

Certo, può essere, ma non per forza, anche perché chi gestisce una struttura, soprattutto di proprietà, difficilmente la abbandona.

In realtà, il consulente proviene dal mondo dell’ospitalità, ma è più facile che abbia lavorato in varie strutture nei diversi reparti per formarsi sotto tutti i punti di vista, prima di offrire le sue competenze come libero professionista.

Ad esempio, può avere un passato come receptionist, aver ricoperto le mansioni di capo settore o manager, ma difficilmente si tratta di un albergatore nel vero senso della parola.

Il mio consiglio, dunque, è di non soffermarsi unicamente sul curriculum, che, intendiamoci, è importante, ma non è certo l’unica misura per valutarne la preparazione.

Esperienza

Secondo me, molto più importante è la sua esperienza sul campo.

In quali reparti ha lavorato e che mansioni ricopriva prima di fare il consulente?

Ci sono dei segmenti in cui è specializzato?

Come dicevo nell’articolo precedente, una delle competenze oggi più richieste è la vendita delle camere on-line, ma molti sono specializzati nell’area economica come ad esempio il Revenue Management.

Fatevi sempre una bella chiacchierata, andando oltre il freddo elenco del curriculum e valutate la persona per ciò che davvero sa fare e come può farlo per voi.

Portfolio

Questo è un punto fondamentale che può aiutare non poco nella scelta di un consulente alberghiero.

Il portfolio è uno strumento che ogni libero professionista dovrebbe avere. Certo, cambiano il formato e la tipologia in base al ramo in cui si opera, ma resta un punto di partenza che permette, almeno in fase di presentazione, di fare una buona scrematura.

Primo perché, con l’avvento del web, oggi sono in molti a spacciarsi per quello che non sono. Inoltre, un consulente specializzato nell’area economica, potrebbe essere bravissimo ma poco adatto a voi se vi interessa, ad esempio, creare una strategia per emergere on-line.

Ma come dovrebbe essere il portfolio di un consulente?

A questa domanda non esiste una risposta univoca e vi dico subito il perché.

Il consulente alberghiero è certamente una figura tecnica, su questo non c’è dubbio, ma spesso lavora in situazioni talmente diverse che finisce per essere, in qualche modo, anche un creativo.

Secondo il mio punto di vista, questa è la parte più bella del lavoro, intervenire su più fronti, andando anche un po’ fuori dagli schemi.

Perché se il consulente fosse solo un esperto di gestione, sarebbe più simile a un commercialista, ma in questo modo verrebbe a mancare la parte più stimolante del lavoro, quella che rende la struttura ricettiva simile a un quadro da dipingere a due mani, assieme all’albergatore.

Il portfolio del consulente, quindi, può essere una raccolta di case-history, o un servizio fotografico che, come in un foto racconto, narra passo passo il lavoro realizzato e il risultato raggiunto in una o più strutture.

Ad esempio, una parte del mio portfolio è racchiusa in questo blog, perché io credo che offrire contenuti gratuiti, sia un modo molto efficace di presentarsi -ma se mi sbaglio, correggetemi-. Così, avrete sicuramente una prima idea di chi sono e come lavoro. La parte più tecnica -ovvero l’elenco dei lavori svolti- la riservo a chi mi contatta con un’esigenza specifica.

Anche perché sono convinta che un blog dovrebbe in primis essere utile ai lettori, tutto il resto viene dopo e personalmente non amo gli articoli autocelebrativi dove il focus è la bravura di chi scrive. Anche perché questo non devo dirlo io ma siete voi a deciderlo. Inoltre, non credo che in rete ci sia davvero bisogno di una certa tipologia di articoli.

Reputazione on-line

Uno dei vantaggi del web è sicuramente la tracciabilità di cosa facciamo, nel senso che ogni foto, commento o reazione è facilmente reperibile.

Digitare su Google il nome del professionista sul quale volete saperne di più, vi darà tantissime informazioni per capire se quel consulente può davvero fare al caso vostro.

Ha un sito web?

Come gestisce i social?

Come si relaziona con gli altri- clienti, colleghi, utenti-?

Può sembrare banale, ma una persona arrogante con gli utenti, tenderà a replicare lo stesso atteggiamento con i suoi clienti, quindi, forse, è meglio starne alla larga.

Per arroganza, non intendo rispondere per le rime alle cattiverie e ai commenti maleducati, personalmente mi è capitato più di una volta di discutere anche animatamente, la cosa importante è non cadere mai nel volgare, nemmeno se si viene provocati.

Voglio dire, voi vi rivolgereste a un consulente che prende a male parole chi non la pensa allo stesso modo?

Atteggiamento

Arriviamo così all’ultimo punto, fondamentale per orientarsi nella scelta del consulente alberghiero, ovvero il suo modo di porsi.

Potete trovarvi davanti la persona più preparata del settore, ma se percepite un’aria di saccenteria, lasciate stare.

Vi faccio l’esempio di un professionista con cui mi è capitato di parlare. Se mi leggete, sapete che io mi occupo anche di viaggi e promozione turistica, quindi sui social seguo molti profili legati a questo settore.

Un po’ di tempo fa sono incappata in un blogger che si occupa di una nicchia molto affascinante perché esotica, quindi ha migliaia di followers. La persona in questione crea dei video fantastici, capaci di far sognare a occhi aperti, ma sono scappata a gambe levate dai suoi profili quando ho letto insulti e parolacce nei suoi commenti, rivolti a chi azzardava qualche critica o semplicemente una perplessità. Non ho nessun interesse a collaborare con chi si comporta in questo modo.

Essere fuori dalle righe, accompagnando tutto questo alla maleducazione, non è un buon modo per farsi pubblicità.

Il mio consiglio, dunque, è di stare alla larga da un consulente che dimostra un atteggiamento di superiorità. Primo perché, dato che lo pagate, avete il sacrosanto diritto di esprimere tutti i vostri dubbi, ponendo anche le domande più scontate.

Secondo punto, che per me è anche il più importante, il consulente non è migliore di nessun albergatore. Semplicemente, fornisce un aiuto, una guida, analizzando la vostra situazione con lucidità grazie alle sue competenze umane e tecniche, ma il suo ruolo non è certo quello di sparare a zero sul vostro lavoro.

Quindi, fidatevi del vostro istinto, perché l’istinto difficilmente sbaglia, e non esitate a rivolgervi altrove se fin da subito percepite qualcosa che non vi piace.

Albergatore e consulente devono lavorare a braccetto e la fiducia è il primo passo per portare una ventata di freschezza nella vostra struttura ricettiva. Ma, come sempre, la fiducia va conquistata, non è qualcosa che accade come per magia. Un consulente questo lo sa bene e, prima ancora di chiedervi la parcella, lavorerà proprio per costruire questo rapporto che è alla base del successo di ogni consulenza.

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *