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Diventare receptionist d’albergo: cosa studiare?

Articolo aggiornato il 29 Giugno 2022

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Il percorso per diventare receptionist d’albergo qualificato include un’ottima formazione, spiccate capacità comunicative e tanta intraprendenza nella ricerca del lavoro.

In questo articolo andiamo ad analizzare singolarmente le materie da studiare per lavorare in albergo e diventare receptionist d’hotel professionista.

Le caratteristiche del receptionist d’hotel

Come altri impieghi a contatto con il pubblico, anche quello del receptionist d’hotel è un lavoro poliedrico.

Tra prenotazioni di musei on-line, consigli sulle escursioni nei dintorni e la scelta del vino migliore, per essere davvero professionali servono competenze molto diverse tra loro.

Competenze interpersonali

Di solito tutti si concentrano sull’esperienza, io, però, non sono d’accordo. Tutta la preparazione del mondo, infatti, diventa inutile se non è supportata da un insieme di capacità comunicative e comportamentali. Quali? Ecco, secondo me, le più importanti:

  • predisposizione al contatto con le persone;
  • capacità di ascolto;
  • buona gestione dello stress – ovvero, saper mantenere calma e compostezza anche davanti agli imprevisti-.

Certo si tratta di caratteristiche intrinseche al carattere, però, con il tempo, possono essere sviluppate e migliorate. A questo proposito, vi consiglio di leggere il mio articolo sugli skills fondamentali per un receptionist d’hotel: Essere un buon receptionist d’hotel: le capacità da coltivare

Capacità tecniche

Le capacità tecniche includono tutte le mansioni tipiche di un receptionist d’albergo: non solo -dunque- l’accoglienza degli ospiti, ma anche la gestione delle prenotazioni. Detto questo si apre un mondo, nel senso che molto dipende dal tipo di struttura in cui lavorate. Potreste dover inserire le prenotazioni nel programma di gestione aziendale, occuparvi dell’overbooking, della gestione reclami, della fatturazione eccetera. Tutto quello che, in gergo tecnico, si chiama back-office e andremo ad approfondire in seguito.

Chiaramente, non ci si può improvvisare e una buona preparazione di base è indispensabile.

Tutte le materie fondamentali per diventare receptionist d’albergo si studiano nei percorsi scolastici e universitari di settore. Tuttavia, se provenite da un percorso formativo diverso, si possono anche studiare singolarmente.

Diventare receptionist d’albergo: le materie base da studiare

Lingue

Iniziamo proprio dalla materia fondamentale, ovvero, le lingue. Chiaramente, occorre saperle parlare bene per potersela cavare in ogni situazione. In genere, per diventare receptionist d’hotel, si richiede la conoscenza di due lingue straniere.

Se vi state chiedendo quali lingue studiare, partite sempre dall’inglese, che non può mancare per chi vuole lavorare nel mondo del turismo. Le altre lingue maggiormente utilizzate-almeno in Italia- sono il francese, il tedesco e lo spagnolo. Tuttavia, l’arabo e le lingue orientali come il cinese e il giapponese, diventano sempre più apprezzate, per non parlare del russo.

Consiglio: se non avete la possibilità immediata di imparare queste lingue emergenti, partite da quelle europee, per poi scegliere una lingua extra come specializzazione -magari studiandola privatamente-. Non è mai tardi, è qualcosa che potrete fare negli anni e un ottimo modo per dare visibilità al vostro curriculum.

Tecnica turistica

Lo so, il nome è molto generico e, detto così, non dice molto. In sostanza, si tratta di una materia vastissima che studia e analizza il fenomeno turistico da ogni angolazione.

Riassumendo, la tecnica turistica può essere suddivisa in diverse macro aree, ognuna delle quali contiene tanti sotto argomenti.

A livello macro, volendo semplificare parecchio, troveremo:

  • l’economia, con la gestione finanziaria delle aziende turistiche;
  • la parte legislativa, con le varie definizioni e tipologie delle aziende;
  • il marketing, con le strategie comunicative e promozionali a breve, medio e lungo periodo.

Con il termine aziende turistiche, si intendono tutte le imprese che, pur nella loro diversità, si relazionano al fenomeno turistico. Quindi, ad esempio, rientrano nella categoria tour operator, agenzie di viaggio ed enti del turismo.

Anche se a prima vista tutto questo potrebbe allontanarsi dall’ottica alberghiera, studiare bene la tecnica turistica è fondamentale per una conoscenza del turismo a 360°.

Informatica

Oggi, gran parte del lavoro organizzativo del receptionist d’hotel si svolge tramite computer. Anche se non bisogna certo essere dei geni informatici, una buona preparazione può essere utile.

Da dove partire? Secondo me, le basi sono:

  • i vari programmi di posta elettronica;
  • il pacchetto Office – Word, Excel, Power Point-.

Dopodiché, si deve imparare ad utilizzare il software di gestione alberghiera -diverso in ogni struttura- e le varie interfacce dei colossi come Booking ed Expedia.

Consiglio: dato che le conoscenze digitali sono sempre più richieste, se questo mondo vi appassiona, potreste orientarvi su qualche competenza specifica. Per esempio in linguaggi di programmazione, oppure in gestione dei programmi grafici, non si sa mai cosa potrebbe venirne fuori.

Diventare receptionist d’albergo: quel quid in più

Come abbiamo visto fin ora, lingue, tecnica turistica e informatica sono le materie base da studiare per diventare receptionist d’albergo. Tuttavia, per distinguersi realmente, dovete puntare su qualcosa di diverso che possa attirare l’attenzione su di voi.

Cosa studiare per differenziarsi: le materie extra

Secondo me, ci sono almeno tre materie fondamentali per diventare un receptionist d’albergo esperto, capace di lavorare nelle strutture di lusso di qualsivoglia Paese.

Geografia turistica

Ovvero, la conoscenza delle attrazioni turistiche e delle peculiarità storiche e artistiche dei luoghi. Questo, è essenziale per due motivi:

  • vi permetterà di essere ben preparati sul vostro territorio di riferimento;
  • potrete conversare con gli ospiti sulle bellezze di casa loro.

Vi consiglio assolutamente di non sottovalutare il secondo punto. I vostri ospiti, infatti, saranno felici se dimostrerete una conoscenza di questo tipo e vi renderà molto competenti agli occhi del vostro capo. Soprattutto quando sarete in grado di argomentare su una destinazione fuori dalle grandi rotte turistiche.

Geografia culturale

Per definizione si tratta della disciplina che studia la simbologia attribuita ai luoghi. In sostanza, studiare questa materia significa conoscere bene la storia, la religione e le pratiche socio-culturali di un popolo, da un punto di vista anche antropologico.

Qual è la sua utilità nel campo del mondo alberghiero? Vi faccio un esempio in base alla mia esperienza. Avendo studiato geografia culturale del Medio-Oriente, ho saputo cavarmela in situazioni potenzialmente spinose con diversi ospiti di cittadinanza israeliana di religione sia ebraica che musulmana. Nell’hotel in cui ho lavorato si trattava di una situazione frequente, e credetemi se vi dico che i dirigenti della struttura apprezzavano tantissimo. Se non avessi studiato la geografia culturale di questi luoghi, probabilmente non avrei saputo rispondere con il giusto tatto alle considerazioni di questi ospiti.

Tecniche di ospitalità alberghiera

Questa materia è legata alla geografia culturale, ma è più pratica.

Le tecniche di ospitalità alberghiera sono tante e dipendono dal tipo di struttura in cui si lavora -che può essere più o meno di lusso, quindi, anche l’accoglienza può essere più o meno formale-.

Il fil rouge, però, è sempre l’attenzione al bagaglio socio-culturale degli ospiti. Chiaramente, è molto diverso avere a che fare con persone di provenienza occidentale oppure orientale, perché il loro back-ground è differente. Parlo del modo di approcciarsi al personale dell’hotel, alle aspettative verso il soggiorno e alle eventuali richieste extra.

Avere un occhio di riguardo in questo senso significa, di fatto, due cose:

  • mostrare considerazione per gli ospiti che si sentono apprezzati e non trattati come un numero;
  • dimostrare una profonda conoscenza nel campo dell’ospitalità alberghiera.

Siete d’accordo con quanto ho scritto? Avete altre materie da suggerire?

Ora, non vi resta che cominciare a studiare per diventare degli ottimi receptionist d’albergo.

Buon percorso di studi,

Michela

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Essere un buon receptionist d’hotel: le capacità da coltivare

Articolo aggiornato il 12 Dicembre 2020

essere un buon receptionist d'hotel

Per essere un buon receptionist d’hotel servono qualità ben precise. Alcune di queste sono sicuramente innate e rispecchiano il nostro modo di essere, tuttavia ci sono capacità che si possono sviluppare, permettendoci di essere dei veri professionisti dell’accoglienza.

In questo articolo andiamo ad analizzare i punti su cui lavorare per distinguerci nel mondo dell’ospitalità.

Le capacità di un buon receptionist d’hotel

Chiaramente, tutte le persone che lavorano a contatto con il pubblico dovrebbero sviluppare delle buone competenze nell’ambito della comunicazione, per non parlare di un certo savoir-faire che non guasta mai.

Tuttavia per essere un buon receptionist d’hotel servono degli accorgimenti in più. Il receptionist infatti ha spesso a che fare con persone provenienti da altri Paesi. Persone che possono avere una mentalità e un modo di porsi differenti. Spulciando in giro per il web, ci sono diversi corsi di menagement alberghiero, molti dei quali propongono delle strategie di accoglienza personalizzate in base alla cultura di provenienza dell’ospite. Competenze che certamente possono risultare fondamentali per accrescere la propria professionalità. Prima di puntare in alto, però, credo che occorra partire dalle basi.

Come essere dunque un buon receptionist d’hotel? Quali capacità si dovrebbero coltivare per diventare davvero bravi in questo lavoro?

Come essere un buon receptionist d’hotel: gli skills fondamentali

essere un buon receptionist d'hotel

Empatia

La prima qualità fondamentale per spiccare nel lavoro di receptionist è l’empatia. In parole povere, significa sapersi calare nei panni degli ospiti dell’hotel.

Chi arriva in albergo, pagherà per alloggiare da voi e magari ha affrontato anche un lungo viaggio. Può trattarsi di un soggiorno per motivi di lavoro o semplicemente per una vacanza, non importa. In ogni caso, chi ha prenotato ha delle aspettative molto alte e pretende giustamente che tutto sia perfetto.

Provate voi a immaginare di arrivare in albergo e avere problemi con la prenotazione o trovare una servizio che non è all’altezza del prezzo pagato.

Ovviamente, non tutto dipende dal receptionist, ma chi lavora all’accoglienza è l’immagine dell’hotel. Significa che l’ospite tenderà a rivolgersi a voi per ogni tipo di problema, anche su ciò che in teoria non vi compete.

Vi faccio un esempio. Una volta un signore americano ospite dell’hotel in cui lavoravo venne da me disperato perché aveva perso tutti i documenti. Avrei potuto dargli semplicemente l’indirizzo dell’ambasciata, ma era talmente sconsolato che decisi di fissargli io un appuntamento per risolvere il problema più in fretta. Non spettava a me passare mezza giornata al telefono per parlare direttamente con qualcuno, ma entro sera riuscimmo a trovare la soluzione, salvando così la sua vacanza. Da allora ogni volta che torna in Italia alloggia sempre nello stesso albergo e lo consiglia a tutti i suoi conoscenti che vogliono visitare Roma.

Cercate sempre di essere empatici con chi avete di fronte, vi aiuterà a svolgere il vostro lavoro con più pazienza e consapevolezza.

Sorriso

Questo punto potrebbe apparire abbastanza scontato, ma non è così.

Provate a pensarci un attimo. Voi consigliereste a un vostro amico un hotel dove vi hanno accolto con la faccia lunga?

Per voi può essere una giornata storta, tanto nera da far paura. Ma gli ospiti non devono subire il vostro cattivo umore. So che è difficile, ma bisogna imparare a non lasciar trasparire le emozioni negative davanti agli altri, soprattutto in un lavoro che è anche di immagine, come quello del receptionist d’albergo.

Fino a qualche anno fa trovavo tutto questo estremamente difficile, ma poi ho iniziato a migliorare. Ho imparato a essere settoriale e a concentrarmi su una cosa per volta, in questo modo riesco a dare tutta la mia attenzione alla persona che ho davanti. Magari l’umore nero resta, ma riesco comunque a cavarmela senza trasmettere negatività.

Accogliete sempre con un sorriso chiunque passi per la reception, anche per una semplice informazione. Come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera.

Molti clienti arrivavano da noi in questo modo. Magari si trovavano a Roma di passaggio e alloggiavano altrove. Venivano a chiedere il prezzo di una stanza per le prossime occasioni e spesso tornavano perché si ricordavano della disponibilità con cui venivano accolti.

Gli ospiti sono come una pianta, vanno curati costantemente. Anche se non c’è un ritorno economico immediato.

Capacità organizzativa

Questo è un punto dove ci sarebbe moltissimo da scrivere. Chi lavora in reception svolge potenzialmente tanti compiti diversi. Dal check-in alla gestione dei pagamenti, dalle telefonate al controllo di chi entra in camera.

Nonostante io odi il multitasking, spesso mi è capitato di dover svolgere più cose nello stesso momento oppure di essere interrotta mentre facevo qualcosa. A volte è inevitabile, perché se squilla il telefono mentre registrate i dati degli arrivi bisogna rispondere. Però spesso la cosa si può gestire con una buona organizzazione.

Serve un po’ di tempo per sperimentare come suddividere il lavoro, però potete provare a lavorare a blocchi. Cominciate dalle questioni più urgenti e lasciate il grosso del lavoro nel momento più tranquillo del turno. Magari dopo le partenze del mattino.

Iniziate appuntando su un’agenda tutti i compiti da portare a termine in giornata e cercate di concentrarvi su una cosa per volta.

Elasticità mentale

Questa qualità è molto importante e, nell’ottica di essere un buon receptionist d’hotel, dovrebbe andare di pari passo con la capacità organizzativa.

Avete a che fare con le persone, quindi l’imprevisto può essere sempre dietro l’angolo. Questo significa che non sempre riuscirete a fare tutto nei tempi stabiliti. Magari avete programmato un controllo delle fatture ma ecco che arriva una comitiva numerosa che vi chiede se avete camere per tutti. Vi occorre un’ora per stabilire il prezzo, controllare i documenti, inserire le voci nel tableau delle prenotazioni e mostrare a ognuno la propria stanza. E tanti saluti alle fatture.

Per esperienza vi dico che, se siete alle prime armi, imprevisti come questo disorientano parecchio. Il trucco è non perdere la calma e lavorare in base alle priorità. Pensate prima alle questioni più importanti, rimandate tutto il resto in un secondo momento. Se avete una buona organizzazione e portate avanti il lavoro secondo questa ottica, non ci saranno scadenze immediate, quindi non sarà un problema controllare le fatture per esempio il giorno successivo.

Diplomazia

Sul questo punto ci sarebbe da scrivere un libro e forse nemmeno basterebbe. Ripetete questa frase come un mantra: “Mantenere la calma”.

Ripetetela, memorizzatela e fatela vostra, qui è la mia esperienza a parlare.

Ci saranno dei giorni talmente frustranti che il vostro unico pensiero sarà quello di prendere a calci la scrivania.

Restare calmi durante le situazioni critiche

Lamentele ingiustificate: è sempre colpa del receptionist!

Vediamo se riesco a farvi sorridere.

  • Siamo nel bel mezzo della primavera romana, le temperature sono miti e il sole splende nel cielo da 15 giorni, tanto che chiunque può trascorre le giornate sul litorale. In hotel arrivano continuamente prenotazioni last-minute, ma ecco che arriva una specie di ciclone rovinando a tutti il fine settimana. Con chi se la prende il cliente di turno? Con il receptionist, ovviamente! Perché dovevamo avvisarlo in anticipo delle condizioni meteo avverse, of course!
  • Altro esempio emblematico. Decidono improvvisamente di chiudere la metropolitana per qualche problema tecnico, proprio il giorno in cui è previsto uno sciopero dei pullman. Di conseguenza, l’ospite non sa come raggiungere il museo dall’altra parte della città e non vuole prendere il taxi perché costa troppo. Per quale motivo non abbiamo telefonato all’ospite almeno un mese prima per avvisarlo dello sciopero? Razza di receptionist incompetente, of course!
  • Ultimo esempio di un’esperienza realmente vissuta. Arriva una prenotazione per una camera doppia standard, senza particolari richieste. Riserviamo la stanza, peccato che gli ospiti in questione sono una maxi taglia e non entrano nel letto matrimoniale che è troppo piccolo perché possano dormirci entrambi. Ovviamente, la colpa è del receptionist perché lavora in un hotel dove ci sono letti per barbie, non degli ospiti che avrebbero dovuto richiedere un letto king size!

Ecco, quando parlo della voglia di prendere a calci la scrivania mi riferisco a situazioni di questo genere. Alla fine oltre che cercare di restare calmi e prendere la cosa con un pizzico di umorismo, non potete fare altro. Se siete fortunati alla fine del turno il vostro capo vi offrirà un caffè forte come succedeva a me, perché lavorare a contatto con il pubblico non è affatto semplice.

Criticità e problemi reali

Poi ci sono situazioni dove è necessario dimostrare tutta la vostra professionalità.

Vi faccio un paio di esempi sempre sulla mia esperienza personale.

  • Siamo nel ponte dell’Immacolata e l’hotel è al completo. Improvvisamente arriva un gruppo di 15 persone che non risulta tra le prenotazioni in arrivo. Con un colpo al cuore vi rendete conto che siete in overbooking e neanche ve ne eravate accorti. Non importa chi ha sbagliato, fatto sta che è successo. Ricordate il mantra “Mantenete la calma”? Ripetetelo 10, 20 o 50 volte e fate un respiro profondo. Intanto fate accomodare gli ospiti e contattate quell’hotel vicino con cui ci sono accordi per gestire situazioni di questo genere. Perché ne avete uno, vero? Se non sapete dove sbattere la testa o non siete sicuri del vostro operato, rivolgetevi al vostro capo o superiore. In una situazione critica come questa, è meglio chiedere un aiuto piuttosto che fare tutto da soli senza l’ok di chi di dovere.
  • Altra situazione carina. Nel mese di Agosto, con 40° all’ombra, salta improvvisamente l’intero impianto dell’aria condizionata. Non è colpa del receptionist, ma tutti si riversano all’entrata dell’hotel chiedendo una soluzione immediata. Chiamate immediatamente la manutenzione e offrite un drink fresco agli ospiti infastiditi, pure giustamente perché in questo caso si trovano in una situazione di disagio.

In tutte queste situazioni che, ripeto, ho vissuto realmente, non andrete lontani se non riuscirete a mantenere la calma. Dovete usare tutto il tatto che avete per tranquillizzare gli ospiti arrabbiati e mordervi la lingua per evitare rispostacce, anche quando non è oggettivamente colpa vostra. Il vostro obiettivo è di evitare il caos in reception. Ricordate: siete l’immagine dell’hotel, rappresentate l’azienda.

Alla fine, una volta risolto il problema, imparerete pure a riderci su e situazioni come queste saranno esperienze preziosissime. Una scuola sul campo che vi permetterà di distinguervi e diventare veri professionisti del settore.

A questo proposito, vi lascio il link del mio articolo dove parlo del miglior percorso per diventare receptionist professionista: 5 passi per diventare receptionist d’hotel

Adesso però lascio la parola a voi. Quali sono le qualità fondamentali per essere un buon receptionist d’hotel? Avete qualche aneddoto divertente al riguardo? Raccontatelo nei commenti!

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5 passi per diventare receptionist d’hotel

Articolo aggiornato il 20 Novembre 2020

diventare receptionist d'hotel

Per chi vorrebbe lavorare nel mondo del turismo, quella del receptionist d’hotel è una figura molto ambita. Lavorare in un ambiente elegante e avere a che fare con persone provenienti da ogni parte del mondo, o quasi, è davvero stimolante. Ma come diventare receptionist d’hotel? Quali sono i percorsi da seguire e, soprattutto, come ci si muove per trovare lavoro?

Non esiste una formula magica. Se l’avessi avuta sarebbe stato facile, invece il mio percorso è stato lungo.

Con questo post voglio raccontarvi i passi che ho seguito per lavorare in hotel come receptionist. Per farlo, voglio concentrarmi su 5 aspetti che secondo me sono fondamentali.

Costruire la propria carriera: formazione e ricerca del lavoro per diventare receptionist d’hotel

Formazione scolastica

Mi è capitato spesso di leggere gli annunci di ricerca per il personale e rendermi conto che non sempre si da la giusta importanza alla formazione di base.

A mio parere gli studi nel settore del turismo non sono preferibili ma fondamentali. Questo perché se volete lavorare in un alberghetto dove le conoscenze non sono apprezzate o considerate è un conto. Ci sono tante strutture che pagano quattro soldi e non chiedono altro che mostrare le stanze ai clienti. In questo modo chiunque può imparare i fondamenti del lavoro direttamente sul campo.

Tuttavia, diventare un receptionist con la R maiuscola e lavorare in strutture davvero qualificate è un altro paio di maniche. In questo caso bisogna assolutamente concentrarsi sul percorso di studi migliore. Ne parlo dettagliatamente in questo articolo: Diventare receptionist d’albergo: cosa studiare?

Personalmente alle superiori ho frequentato un percorso professionale a indirizzo turistico. Questo mi ha permesso di muovermi sin da subito nei vari campi del settore attraverso gli stage scolastici, ma anche di prendere confidenza con la base dell’economia turistica, che ho poi studiato per bene all’università.

Se provenite da studi differenti dovete assolutamente approfondire alcune materie perché, se si vuole diventare esperti in qualsivoglia settore, lo studio e la formazione contano eccome. In questo caso quindi, diventa d’obbligo mettersi in pari. Come? Frequentando, ad esempio, un corso di economia e management alberghiero. In giro ce ne sono tanti e molti prevedono il superamento di un esame prima del rilascio della certificazione finale. Certo, in questo caso si spenderanno dei soldi, ma sono convinta che niente avviene per caso. Per ottenere risultati concreti nella propria carriera è necessario investire nella formazione, altrimenti non possiamo pensare di avere successo. Su https://www.corsiturismo.it/ trovate una vasta scelta di corsi, lezioni e specializzazioni sulle varie figure che ruotano attorno al mondo degli hotel e del turismo.

Le lingue straniere

Per lavorare nel settore ricevimento di un hotel è d’obbligo parlare fluentemente almeno due lingue straniere.

Questo è un punto da considerare molto seriamente. Quando mi occupavo della selezione del personale, mi è capitato di incontrare persone che si presentavano ai colloqui con un livello di conoscenza della lingua scolastico. Magari conoscevano le regole della grammatica ma non riuscivano a sostenere una conversazione con un madrelingua perché non erano abituati ad ascoltarla nella vita reale. Inoltre, cosa non da poco, parlare fluentemente una lingua significa saper argomentare di cose che vanno oltre il lavoro di accoglienza vera e propria. Non basta saper mettere insieme due frasi di benvenuto e impararle a memoria.

Per perfezionarsi, un ottimo modo è quello di passare un periodo all’estero. Secondo me non è obbligatorio iscriversi a una scuola di lingue. Basta trovare un lavoro e cominciare a integrarsi con le persone intorno per fare progressi da gigante in qualche mese.

Se poi avete qualche soldo da spendere, allora può essere utile ottenere un certificato che attesti la conoscenza della lingua. Ad esempio il Trinity per l’inglese o il Delf per il francese, ogni lingua ha il suo. Questo è molto importante soprattutto all’inizio, quando il curriculum sarà vuoto. Avere un certificato di questo tipo infatti, potrebbe rappresentare quel punto a favore ed essere scelti per uno stage.

La ricerca del lavoro

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Quello dello stage è un punto controverso. Per come la vedo io, frequentare uno stage serio può essere un’ottima occasione per dimostrare il proprio valore. Anche perché spesso gli hotel assumono lo stagista più promettente alla fine del percorso. Si, lo so, non è sempre così. Conosco molti hotel che hanno un ricambio continuo di stagisti, garantendosi il personale senza spendere un euro, o quasi. Dico senza giri di parole che questo è sfruttamento allo stato puro, ma fortunatamente la situazione non è la stessa ovunque.

Di solito consiglio sempre di non accettare più di 2 stage consecutivi, altrimenti si rischia di restare impanatati nella situazione dello stagista a vita.

Per sfruttare al massimo un’opportunità di stage seguite questi punti:

  • concentratevi sulle catene più conosciute;
  • assicuratevi che ci sia una possibilità concreta di assunzione al termine del periodo concordato;
  • muovetevi ampliando il vostro raggio di azione e inviate il curriculum fuori dalla vostra città e regione e, perché no, anche all’estero.

La gavetta

Per diventare un receptionist d’hotel qualificato serve tempo, ma anche tanta pazienza.

Magari arriva un’occasione ma non era esattamente quello che volevate. Per esempio potrebbero chiedervi di lavorare solo il sabato e la domenica, oppure di sostituire il personale fisso quando è in ferie.

Se siete all’inizio e non avete altro in mano, accettate. Dovete farvi conoscere e dimostrare la vostra professionalità. Quando avrete raggiunto questo obiettivo e dimostrato quanto valete, allora potrete chiedere delle condizioni diverse. Se questo non dovesse accadere, non fossilizzatevi su un unico hotel. Significa che non è il posto giusto per voi e, in questo caso, continuate a cercare altrove.

Un ultimo consiglio: continuare a studiare, sempre

Il quinto passo per diventare un receptionist qualificato è quello di continuare a studiare. Non bisogna mai sentirsi arrivati, questo vale in tutti i campi, ma nel turismo ancora di più.

Il settore turistico è influenzato da una marea di fattori diversi. Pensiamo per esempio alle guerre, al terrorismo e alla tecnologia. Questo significa che cambiano le destinazioni, cambia il modo di viaggiare e le aspettative dei turisti, quindi anche il lavoro di receptionist si evolve in continuazione.

Continuate sempre a investire nella formazione, magari imparando a usare un nuovo software per gestire le prenotazioni. Restare al passo con i tempi e comprendere le dinamiche che ruotano attorno al mondo del turismo e dell’ospitalità è fondamentale.

Riassumendo: Come diventare receptionist d’hotel qualificato

Ricapitolando, i 5 punti sui quali concentrarsi per diventare un ottimo professionista dell’accoglienza e puntare a una carriera nel mondo del turismo sono:

  • formazione scolastica nel settore;
  • approfondimento di almeno 2 lingue straniere parlate fluentemente;
  • stage qualificati per farsi conoscere nell’ambiente;
  • fare gavetta accettando impieghi anche temporanei;
  • aggiornamento costante delle conoscenze;

Questa è la strada che ho seguito io, tra incertezze e battute d’arresto perché poi, nella vita, difficilmente è tutto così lineare. Però avere le idee chiare e costruire un percorso, pianificando gli obiettivi, è fondamentale per arrivare a dei risultati.

Voi che ne pensate? Quale percorso avete seguito per diventare receptionist d’hotel? Colleghi, avete altri suggerimenti da aggiungere?