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Weekend a Cork: cosa vedere nella capitale culturale irlandese

weekend a Cork

In questo articolo vi parlo di cosa visitare in un weekend a Cork, la vivace cittadina nel Sud dell’Irlanda, conosciuta come la capitale culturale del Paese.

Perché visitare Cork

Veniamo subito al dunque e scopriamo i motivi per cui vale davvero la pena visitare Cork, città che non ha nulla da invidiare alla più conosciuta Dublino, che tanto amo.

I motivi per un viaggio a Cork sono tanti, e io li riassumo così:

  • è una città magnifica dal punto di vista architettonico;
  • è un luogo cosmopolita, che attira ogni anno tantissimi giovani provenienti da tutta Europa, cosa che la rende vivace e sempre in movimento;
  • rappresenta bene il tipico stile di vita irlandese;
  • vanta un’eccezionale tradizione enogastronomica.

Inoltre, le sue dimensioni sono molto ridotte, il che rende Cork un luogo perfetto da visitare in un paio di giorni, soprattutto se abbinati in un viaggio che include anche Dublino.

A proposito della capitale, in questo articolo trovate molte informazioni pratiche per scoprire la città in un viaggio a misura di italiani. Se vi va, date un’occhiata: Vacanza a Dublino: consigli da expat nella capitale irlandese

Come molte altre città irlandesi, Cork ha una storia molto antica e spesso si intreccia al commercio e alle scorribande vichinghe.

Una storia costellata di incendi e distruzioni che nel tempo hanno plasmato l’anima della città e oggi si presenta come un affascinante mix tra gotico, georgiano e moderno, con il fiume Lee testimone silenzioso di tutti questi eventi.

Oggi Cork è una città universitaria che vive di commercio e turismo, rivalutata dopo essere stata scelta come capitale culturale irlandese nel 2005.

Weekend a Cork: cosa vedere in due giorni

Come dicevo all’inizio, la città non è molto grande, dunque un fine settimana è perfetto per scoprire le attrazioni principali.

Nei paragrafi successivi vi parlo di:

  • architettura gotica
  • un magnifico castello con giardini da favola
  • un mercato tra i più famosi d’Europa
  • una visita alla principale distilleria del posto

Iniziamo?

Chiese e cattedrali

Cork si caratterizza essenzialmente per due edifici religiosi, molto diversi tra loro e che, per questo, riassumono bene l’anima cosmopolita della città.

St. Anne Church

Questa Chiesa in stile neogotico si trova nel quartiere di Shadom ed è dedicata al culto cattolico.

La sua struttura imponente, caratterizzata dalle onnipresenti guglie appuntite, è sicuramente tra le più pregevoli in termini architettonici, ma gli abitanti della città la amano per due motivi.

  • Il primo è legato alla storia. Sulle facciate della Chiesa ci sono 4 orologi, e, soprattutto in passato, segnavano sempre orari diversi a causa del forte vento che spesso soffia in città, tanto che le persone del posto chiamano la Chiesa the four facede liar, la bugiarda dai quattro volti.
  • Il secondo è che tutti hanno la possibilità, ancora oggi, di suonare le campane della Chiesa accedendo alla torre del campanile attraverso una rapida scalinata. Questa attività è considerata molto divertente e consigliata a tutti i turisti perché una leggenda popolare racconta che suonare le campane porterebbe fortuna e felicità.

St. Finbarr’s Cathedral

La cattedrale è dedicata a San Finbarr, il patrono della città che trascorse gli ultimi giorni della sua vita trasmettendo agli ordini monastici tutta la sua conoscenza.

La cattedrale di St. Finbarr è dedicata al culto anglicano e il simbolo è un angelo dorato che tiene in mano una tromba. L’angelo, posizionato sul pinnacolo principale, è considerato il protettore di Cork. Secondo una tradizione popolare, si unirà agli angeli del Paradiso quando annunceranno la fine del mondo.

Weekend a Cork: il castello Blarney

weekend a Cork

Una tappa imperdibile in un fine settimana a Cork è sicuramente il Castello Blarney.

Viene considerato uno dei più importanti di tutta l’Irlanda e fu costruito circa 600 anni fa da Cormac MC Carthy, una delle figure più famose di tutto il Paese.

Oggi è possibile visitare molte stanze all’interno del castello, però va detto che in realtà gli elementi famosi, le vere attrazioni del luogo, sono due:

  • la Pietra dell’Eloquenza
  • i giardini

Ve ne parlo nei prossimi paragrafi.

La Pietra dell’Eloquenza

Si tratta di una pietra, nemmeno tanto grande per la verità, che in epoca pre-Covid veniva baciata da ogni turista che si avventurava nella visita al castello.

Esistono tante leggende sulla sua origine, tutte legate ai racconti biblici.

Ecco le più famose.

  • Secondo alcuni, sarebbe la pietra dietro la quale Davide si nascose da Saul, arrivata in Irlanda durante il periodo delle Crociate.
  • Secondo altri, si tratterebbe invece del cuscino di Giacobbe e sarebbe arrivata sull’isola grazie al Profeta Geremia.

Non si conosce la sua vera origine, fatto sta che i racconti biblici si mescolano alle tradizioni pagane. Un racconto locale, infatti, dice che l’antico signore del castello ne avrebbe scoperto il potere magico grazie alla rivelazione di una strega che aveva salvato.

Baciare la pietra significherebbe avere in dono l’arte dell’eloquenza, con la promessa di non restare mai più a corto di parole in qualsiasi situazione.

I giardini

Leggende a parte, il pezzo forte del castello di Blarney sono i giardini che si estendono per chilometri.

Ogni giardino ha una storia tutta sua, con delle caratteristiche talmente diverse tra loro da offrire delle vere e proprie esperienze tematiche.

Nel castello è possibile ammirare:

  • il Giardino dei Veleni
  • il Giardino delle Felci e dei Ghiacci
  • il Bosco Erbaceo
  • il Giardino delle Paludi
  • la Giungla
  • il Giardino dei Fiumi e dei Laghi
  • il Giardino delle 7 Sorelle
Informazioni pratiche per la visita al castello

Il biglietto per visitare il castello e i giardini ha un costo di:

  • 18,00 euro per gli adulti
  • 8,00 euro dagli 8 ai 16 anni
  • 14,00 euro per gli over 60
  • 40,00 euro il carnet famiglia -per famiglia si intendono 2 adulti e 2 bambini-

Una volta effettuata la prenotazione, c’è un mese di tempo per usufruirne, in quanto si tratta di biglietti aperti.

Per info e prenotazioni potete scrivere a questo indirizzo e-mail:

info@blarneycastle.ie

L’English Market, il vanto culinario di Cork

weekend a Cork

Probabilmente il nome non gli rende piena giustizia, perché siamo pur sempre in Irlanda, dunque non è dato sapere perché questa meraviglia enogastronomica sia conosciuta come il mercato inglese.

Appellativi a parte, credetemi se vi dico di non lasciarvi scappare una sosta qui durante un fine settimana a Cork.

Si tratta del mercato coperto più grande e famoso d’Irlanda, dove è possibile degustare tutte le specialità tipiche.

Da provare subito:

  • le salsicce
  • i formaggi
  • la cioccolata

Weekend a Cork: visita alla distilleria James Midleton

weekend a Cork

Eccoci arrivati all’ultima attività che vi consiglio durante una visita da queste parti: il tour alla distilleria Midleton, tra le più antiche e famose di Cork.

Questa distilleria ha alle spalle l’esperienza e la passione per il lavoro di tante generazioni, che hanno tramandato l’arte della produzione del whisky di padre in figlio.

Durante la visita, che va prenotata in anticipo, è possibile acquistare i prodotti più rinomati all’interno del negozio, che porta il nome della famiglia Midleton.

Ma non solo.

Si può scegliere tra una vasta gamma di visite guidate, ognuna caratterizzata da un diverso tipo di esperienza.

Ecco le più famose.

Premum Whiskey Tasting

” Arrive as an appreciator, depart as an expert”, così recita lo slogan associato a questo mini tour. Già, perché il suo fulcro è la chiacchierata con un Jameson Ambassador, ovvero una delle figure di spicco della distilleria che vi poterà alla scoperta della storia dell’azienda.

Costo: 30,00 euro a persona per circa 30 minuti.

Behind The Scene

In questo tour andrete alla scoperta degli edifici principali della distilleria, per concludere con una degustazione di whisky scelti dalla casa.

Costo: 60,00 euro a persona per circa 2 ore.

James Experience Tour Premium Whiskey Tasting

Questa visita guidata propone, infine, la proiezione di un cortometraggio dopo il giro all’interno della fabbrica. Si conclude con una degustazione a scelta fra 4 tipi di whisky diversi ed è il tour che vi consiglio perché secondo me è il migliore per rapporto qualità prezzo.

Costo: 48,00 euro a persona per circa un’ora.

All’interno del sito jamesonwhiskey.com troverete tutti i tour spiegati in dettaglio per scegliere quello che più fa al caso vostro.

Weekend a Cork: che ne pensate?

Si conclude così il fine settimana alla scoperta di Cork, tra storia, gastronomia ed esperienze al profumo di whisky, per fare amicizia con una città che, seppur piccola, offre davvero tanto ed è l’ideale per conoscere un pezzo d’Irlanda. Una città forse meno conosciuta, ma altrettanto affascinante.

Siete mai stati a Cork? Vi piacerebbe visitarla?

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La notte di Samhain, la vera origine di Halloween

La notte di Samhain,

Cosa significa Samhain?

Dove nasce la festa di Halloween?

Esiste un legame tra Halloween e il Satanismo?

Cosa c’entrano le streghe con Halloween?

Questo articolo risale a un paio di anni fa, ma amo riproporlo ogni volta che si avvicina Halloween. Quest’anno ho deciso di arricchirlo con alcune considerazioni di carattere storico e culturale scaturite da alcune ricerche che ho fatto in rete.

Il web è pieno di articoli che raccontano l’origine di Halloween, io però ho scelto di affrontare l’argomento da un punto di vista diverso, portando alla luce un problema serio e anche un po’ scabroso. Ne è uscito un articolo lunghissimo che spero leggerete fino alla fine.

Considerazioni su Halloween

Halloween è una festività controversa. O si ama o si odia.

Nel sentire comune, la notte del 31 Ottobre oscilla tra il divertimento sfrenato e un “Vade retro, Satana”, in quanto sono tantissimi coloro che vedono in questa ricorrenza un’anticamera al Satanismo.

Eppure, all’origine, non era nessuna delle due cose.

Cosa significa davvero la notte di Samhain e come la ritroviamo nella tradizione celtica

La notte di Samhain

“Samhain” è una parola di derivazione gaelica, l’antica lingua parlata dalle tribù celtiche irlandesi. Traducendola nell’inglese moderno, significa “end of summer”, dunque “fine dell’estate”.

Nel calendario di questi popoli, infatti, la notte del 31 Ottobre rappresentava il Capodanno ed era un’occasione per festeggiare l’inizio dell’autunno.

Per queste tribù si trattava di una notte di passaggio, un equinozio appunto, con la speranza di sopravvivere all’inverno.

In passato, i contadini avevano un rapporto davvero simbiotico con la natura e la loro esistenza dipendeva dalla buona riuscita dei raccolti.

Gli inverni, illuminati solo dal fuoco e dalla luna, erano lunghi e rigidi e il cibo spesso scarseggiava. Arrivare alla primavera successiva era una sfida e non di poco conto. La notte del 31 Ottobre era l’inizio di un lungo periodo chiusi in casa.

Tenendo conto di tutto questo, è chiaro che l’equinozio d’autunno rappresentava la speranza e si rivestiva, quindi, di forti elementi propiziatori.

Le tribù irlandesi credevano che, in questa notte di fine estate, gli spiriti dei morti avessero il potere di tornare sulla terra. Per accogliere i loro antenati, quindi, si accendevano fuochi nelle campagne e ai margini dei boschi.

La notte di Samhain

Gli spiriti ostili andavano calmati e i contadini cercavano di ingraziarseli lasciando davanti alle porte delle case piatti colmi di cibo.

Questo rituale serviva per evitare la malasorte ed è all’origine della celebre frase “Dolcetto o scherzetto?” che siamo abituati a sentire dai bambini in cerca di caramelle. Lo “scherzetto”, infatti, altro non era che la maledizione degli spiriti in caso fosse stato negato loro il cibo.

Quindi, le popolazioni celtiche irlandesi non adoravano affatto gli spiriti nel senso che intendiamo noi, ma convivevano con la presenza delle anime amiche e cercavano di spaventare quelle ostili. Ad esempio, intagliare una rapa – e non una zucca- ponendovi dentro una candela era una tradizione comune a tutte le tribù, qualcosa di molto diverso dal mascherarsi da fantasmi come avviene oggi.

Samhain, quindi, all’origine era la notte in cui si festeggiava l’autunno e si propiziavano gli spiriti degli antenati nella speranza di superare l’inverno.

Maschere, dolcetti e scherzetti: come e quando Halloween arriva negli Stati Uniti

Ora facciamo un salto molto avanti nel tempo e arriviamo a cavallo tra 700 e 800.

In questo periodo, molti irlandesi lasciarono la loro terra per raggiungere gli Stati Uniti, concentrandosi soprattutto tra l’estremo Nord del Paese e il Canada.

Gli irlandesi erano – e sono tutt’ora- gente molto fiera delle loro tradizioni e partivano con un bagaglio culturale millenario, fatto di balli, canti in gaelico e feste che affondavano le radici nella leggenda. Fu così che la festa di Samhain arrivò negli Stati Uniti, diventando l’Halloween che oggi conosciamo.

L’industria del cinema ha dato ampio spazio ai temi horror legati a questa festività. In particolare, l’associazione con i fantasmi e il Satanismo si riscontra a partire dagli anni 80.

Quello che un tempo era un rituale di buon auspicio, oggi assume i contorni di un grande affare commerciale che si intreccia all’occultismo e la notte di Samhain ha perso il suo significato originario.

La notte di Samhain oggi: Halloween e Satanismo

La festività di Samhain viene spogliata delle sue origini soprattutto nel momento in cui si associa all’esoterismo di un certo tipo.

Il termine “esoterismo” si riferisce a tutto ciò che è nascosto e, dunque, misterioso. Fin qui non c’è nulla di nuovo. Del resto, l’uomo è sempre stato attratto dagli spiriti, chiedendosi, soprattutto, cosa ci sia dopo la morte e se esiste un Aldilà, tanto che ogni religione offre risposte diverse.

Ma dove nasce esattamente il nesso tra Halloween e il Satanismo e perché la Chiesa cattolica si oppone tanto a questa festività?

Considerazioni storiche

Proviamo a mettere insieme i fatti riflettendo sulla storia e vediamo cosa dice la Bibbia.

Chi erano i Celti

Con il termine Celti si intendono un insieme di popoli che vivevano nei territori dell’attuale Europa.

Anche se risultano insediamenti in Italia, in Spagna e in Portogallo, sappiamo che la maggior parte di loro vivevano nei Paesi del Nord, concentrandosi nell’alta Francia, in Germania e nelle Isole Britanniche.

La festa della notte di Samhain nasce e si sviluppa, in particolare, all’interno delle tribù irlandesi. I Celti irlandesi praticavano il paganesimo, anche perché parliamo di un’epoca pre-cristiana. Consideriamo che i Celti vissero il loro periodo di massimo splendore fino al 3° secolo A.C. Il cristianesimo in Irlanda arrivò grazie a San Patrizio, vissuto tra il 385 e il 461 D.C, dunque bisognerà attendere ancora diversi secoli prima che il Vangelo arrivi a toccare questi territori.

Chi è Satana

La Bibbia ci dice che Satana è l’angelo decaduto, colui che per superbia si ribellò al progetto di Dio e fu scaraventato all’Inferno. Questo angelo era il più bello tra tutti, infatti il suo nome era Lucifero, ovvero “Angelo della Luce”.

Ora, se analizziamo le cose con un minimo di spirito critico, è facile capire che si tratta di concetti totalmente estranei alle antiche popolazioni celtiche, che nulla avevano a che fare con il demonio.

Detto in altri termini: come potevano adorarlo se, semplicemente, non lo conoscevano?

Ma andiamo avanti.

La Chiesa e le festività pagane

Il giorno di Natale, il 25 Dicembre, è una data puramente convenzionale. Fu scelta sulla base di una festività pre-cristiana, per mostrare una sorta di continuità tra i due culti e invogliare i pagani ad accettare il Cristianesimo.

Non si tratta di un caso isolato perché, con la diffusione del Cristianesimo nei territori del Nord Europa, la Chiesa si avvalse proprio della festa di Samhain per legittimare la sua presenza.

Come?

Stabilendo il culto della commemorazione dei defunti proprio il 31 Ottobre e quello di Ognissanti il 1° Novembre. La parola inglese Halloween, infatti, è la forma contratta dell’espressione “All hallows’Eve”, che significa proprio “Vigilia di tutti i Santi”.

Nel corso dei secoli, dunque, la tradizione cristiana si è fusa a quella pagana, tanto che una delle festività più sentite nel cristianesimo , soprattutto fino a poco tempo fa, coincide con la notte di Samhain.

Perché, dunque, questa ritrosia da parte della Chiesa cattolica nei confronti di Halloween?

Il corto circuito, se così vogliamo chiamarlo, nasce nel momento in cui si perde il significato originario della notte di Samhain.

Se all’origine si trattava di una ricorrenza in cui si esorcizzava la paura della morte, l’Halloween moderno si avvale di questo elemento, ricreando un significato diverso, specchio della società dei nostri tempi.

L’uomo attuale non teme più la morte, anzi, vive credendosi immortale.

Il risultato è che se molti vedono in Halloween semplicemente una specie di Carnevale americano, altri si divertono a sfidare l’occulto e compiono violenze e omicidi proprio durante la notte del 31 Ottobre.

Se il Satanismo non ha nulla a che vedere con i riti celtici praticati anticamente nella notte di Samhain, purtroppo esiste un legame molto forte con l’Halloween moderno che non si può ignorare.

Intendiamoci, i ragazzini mascherati che vanno per i negozi chiedendo “Dolcetto o scherzetto?” non sono certo consapevoli di tutto questo -io stessa lo facevo alle elementari -, ma non possiamo negare che sette di un certo tipo si siano appropriate di questa festa, rimodellandola a loro uso e consumo.

Triste a dirlo, certi temi sembrano esercitare un fascino smisurato soprattutto tra i più giovani, che sono proprio i più facilmente influenzabili.

La situazione si complica non poco se a tutto questo ci aggiungiamo la stregoneria.

Halloween e la stregoneria

Mentre facevo alcune ricerche per approfondire questo articolo, mi sono imbattuta in cose allucinanti.

Cercavo notizie sulle streghe, pensando di trovare solo riferimenti alle fiabe o, al massimo, al periodo dell’Inquisizione.

Credetemi se vi dico che, leggendo certe cose, sono rimasta scioccata e non oso immaginare al male che quelle stupidaggini potrebbero fare alle persone più fragili. Non citerò le fonti perché non voglio che qualcuno possa esserne influenzato, neppure per sbaglio.

Ma fatemi dire due parole.

Come abbiamo visto, la notte di Samhain ha origini precise rintracciabili a livello sia storico che culturale nei popoli celtici, soprattutto tra le tribù irlandesi, cosa che ne spiega perfettamente la diffusione negli Stati Uniti. Perché, allora, Halloween è definita anche la notte delle streghe?

Prima di tutto, dobbiamo metterci d’accordo sul significato della parola strega.

La storia ci insegna che, secondo la Chiesa, le streghe erano donne responsabili di aver stretto un patto con Satana. Oggi non si crede più alle streghe, ma per i cristiani Satana è reale, tanto che la Chiesa continua ad autorizzare gli esorcismi e le preghiere di liberazione dal demonio.

Secondo altri, le streghe erano in prevalenza donne anticonformiste, spesso sole, appartenenti a determinate categorie che spesso era facile associare all’occulto e, quindi, alla magia: parliamo soprattutto di levatrici e guaritrici, che girovagavano tra i boschi per raccogliere le erbe curative.

Il mio parere è che una corrente non esclude l’altra. Se analizziamo la società e le credenze dell’epoca, è plausibile che le donne venissero accusate di stregoneria sia per ipotetici patti con il diavolo che per eventuali poteri curativi.

Fin qui abbiamo parlato di elementi storici.

Ora, invece, tiro in ballo quei blog che, spesso in forma anonima, riportano istruzioni per filtri magici e altre amenità del genere.

Blog in cui, spesso, si inneggia alla Wicca, religione neopagana in cui, per stessa ammissione dei seguaci, si pratica la stregoneria.

Purtroppo mi sembra che, almeno on line, manchi del tutto una documentazione con un minimo di storicità sull’argomento. Comunque, da quanto sono riuscita a capire da Wikipedia e da altre fonti di dubbia affidabilità, pare che i wiccan pratichino quella che definiscono “Vecchia Religione”, una serie di rituali pagani in cui trova posto anche la notte di Samhain. Da qui deriverebbe il collegamento tra Halloween e le streghe, figure che, come abbiamo visto all’inizio, non c’entrano nulla con gli antichi riti celtici.

Io di solito rispetto tutte le idee, però fatemi dire una cosa. Essere pagani significa semplicemente onorare tanti dei, non certo avere il potere di scatenare temporali o causare la morte di una persona con il pensiero o l’energia.

Smettetela di dire baggianate simili, affermando di avere chissà quali poteri solo perché dite di amare la natura -in tal caso, comunque, sarei una strega anche io-.

La notte di Samhain: come riscoprirne il vero significato?

La notte di Samhain

Per tutti questi motivi, basta giocare a essere immortali e proviamo a riscoprire il vero significato, quello antico, della notte di Samhain.

Come?

Re-impariamo a connetterci con la natura, vivendo in modo lento e sostenibile.

Rispettiamo la terra, proteggendo la sua bellezza e acquistiamo prodotti di stagione.

Respiriamo il bosco e il profumo del mare, camminando a piedi nudi.

Accendiamo una candela, perdendoci nel silenzio della sua fiamma.

Ma, per favore, smettiamo di giocare a fare Dio.

Se siete arrivati a leggere fin qui, significa che sono riuscita a catturare la vostra attenzione anche su un tema poco attinente a questo blog, che però mi sembrava importante trattare.

Dato che qui parlo principalmente di viaggi, forse potrebbe interessarvi scoprire di più sull’Irlanda, il Paese in cui è nata la festa di Samhain.

In questo caso, cominciate da qui: Vacanza a Dublino: consigli da expat nella capitale irlandese

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Weekend a Dublino: sulle orme di James Joyce e Oscar Wilde

Articolo aggiornato il 13 Ottobre 2021

weekend a Dublino

Nell’articolo di oggi parliamo di cosa fare in un weekend a Dublino.

Vi propongo una sorta di itinerario che, per una volta, sfiora soltanto gli immancabili pub della capitale irlandese, concentrandosi maggiormente sulla parte culturale.

Vi porto alla scoperta dei luoghi di James Joyce e Oscar Wilde.

Perché un itinerario letterario

La Dublino moderna è una città dove convivono passato e presente, in un connubio speciale in cui il primo nulla toglie all’altro. Anzi, il risultato è un fascino indiscutibile, tanto che ogni anno tantissimi giovani approdano nella capitale irlandese non solo in cerca di lavoro, ma attratti anche da quel lifestyle tanto caratteristico da sembrare il set di un film.

Tra il verde dei parchi cittadini e l’intimità dei pub, io ho un debole per la Dublino storica, legata indissolubilmente alla letteratura.

Se mi seguite, sapete che ho vissuto qui per un periodo di tempo lavorando come ragazza alla pari. In fondo alla pagina troverete il link all’ articolo con tutti i miei consigli – sperimentati in prima persona- per organizzare una vacanza a Dublino.

Iniziamo?

Weekend a Dublino: cosa visitare in città?

La Cattedrale di San Patrizio

Weekend a Dublino

Nel nostro itinerario letterario iniziamo con un pezzo da novanta nella storia della capitale irlandese.

Parliamo della Cattedrale di San Patrizio, legata a quel Santo che è il patrono di tutto il Paese.

La Cattedrale è dedicata al culto protestante e alle sue spalle ha una storia complessa, costellata di incendi e ristrutturazioni.

Pare che, anticamente, al suo posto sorgesse una chiesa in pietra, edificata dai normanni. Secondo la tradizione cristiana, l’edificio sarebbe stato costruito nel punto esatto in cui San Patrizio battezzava i primi fedeli, introducendo il cristianesimo in un territorio pagano, legato al culto della terra e degli spiriti.

Quando la visitai per la prima volta, già dall’esterno rimasi davvero impressionata dalle sue dimensioni, ma entrando questa sensazione diventa più forte perché si perde davvero il senso delle misure.

Le navate altissime e gli archi a sesto acuto danno all’edificio un’altezza ancora più pronunciata, un effetto ottico acuito dall’austerità tipica dello stile gotico. L’elemento più bello è dato dalle vetrate colorate, che ingentiliscono l’aspetto della Cattedrale, rendendola una delle più alte espressioni architettoniche di tutto il Nord Europa.

Il Trinity College

Weekend a Dublino

Fondato dalla regina Elisabetta I, il Trinity College è conosciuto come “l’università” e Oscar Wilde studiò proprio qui.

L’intento della regina era creare un centro culturale di eccellenza per la formazione dei giovani protestanti. In questo modo sperava di tenere gli studenti irlandesi lontani dalle influenze cattoliche. A noi oggi sembra strano, ma non dobbiamo dimenticare che all’epoca i maggiori centri culturali erano sotto il potere del papato di Roma. Riservare il Trinity ai protestanti significava cercare di allontanarsi da questo giogo, in cui la religione andava a braccetto con la politica e dipendeva da Roma.

Per fortuna oggi le cose sono cambiate. Il Trinity College infatti è aperto a tutti a prescindere dal credo religioso. Comunque, la regina riuscì nel suo intento, perché l’università è il fiore all’occhiello non solo di Dublino, ma dell’intero Paese.

Il complesso del Trinity è immenso, praticamente una città nella città, fatto di giardini e antichi edifici riccamente decorati.

Alcune aree del campus sono aperte ai visitatori, quindi c’è la possibilità di osservare la vita quotidiana degli universitari a Dublino. Sicuramente è una vita in stile anglosassone, molto diversa da quella che conducono gli studenti in Italia. Voglio dire, io non ho mai giocato a cricket all’università, ma a essere sincera, non ci ho proprio mai giocato, non so se mi spiego 🙂

Il libro di Kell: il diamante del Trinity College

All’interno del Trinity, precisamente nell’area a pagamento della Old Library, si trova il libro più importante di tutta l’Irlanda e non solo.

Mi riferisco al libro di Kell, realizzato dai monaci irlandesi verso l’800 D.C. Contiene la trascrizione latina dei Vangeli e la parte più preziosa sono le miniature realizzate con una perizia quasi impensabile per l’epoca, dove tutto veniva ancora fatto a mano. Ve ne parlo qui: Il libro di Kells: viaggio nei racconti dei Vangeli

Il quartiere e la statua di Oscar Wilde

Weekend a Dublino

Arriviamo poi a Marrion Square, una zona molto caratteristica della città.

Io ci andavo due volte a settimana perché qui si trovava la mia scuola di inglese, e non credo ci sia a Dublino un quartiere più tipico.

L’elemento di spicco sono le porte delle case, con i colori a dir poco sgargianti. Fanno da padroni il blu, il rosso e il giallo, ma se ne trovano un po’ in tutti i colori, incluso il rosa.

Qui si trova la casa di Oscar Wilde, che sconvolse la borghesia della Dublino bene nel momento in cui dichiarò pubblicamente la sua omosessualità.

Forse proprio per questo la sua opera più famosa, “Il Ritratto di Dorian Gray”, fu accolta in malo modo, collezionando critiche feroci. In molti, infatti, vedevano nel protagonista riflessi autobiografici. Dorian vendette l’anima al diavolo per restare eternamente giovane e bello, quindi incarnava perfettamente la decadenza dei valori morali dell’epoca. In un periodo in cui l’essere omosessuale era considerata una maledizione, Oscar Wilde divenne un capro espiatorio perfetto, tanto che fu letteralmente massacrato dalla società dell’epoca.

Oggi, a poca distanza dalla sua casa, ci si imbatte nella statua che lo ritrae. Non è una statua solenne, Wilde infatti viene ritratto in una posa giocosa, quasi irriverente. Come a voler sbeffeggiare quella società che ha tanto infierito su di lui.

Ecco la statua:

Weekend a Dublino

Il museo di James Joyce

Arriviamo così all’ultima parte del nostro itinerario di un weekend a Dublino.

La città è legata anche alla figura di James Joyce, lo scrittore ribelle e anticonformista che lavorò in Italia, diventando grande amico di Italo Svevo.

L’opera più famosa di Joyce si intitola “Ulisse”. Il nome richiama alla tradizione omerica, ma non c’è nessun eroe, perché si parla dei problemi comuni di una normalissima famiglia di Dublino, che fa da cornice a tutto il romanzo.

Mentre nel caso di Wilde la borghesia si impegnò a trovare analogie tra lui e l’immoralità di Dorian Gray, qui abbiamo davvero una forte simmetria tra i personaggi di Ulisse e la vita reale di James Joyce, sempre sobbarcato di debiti e molto spesso dedito all’alcol. In questo caso, possiamo davvero dire che si intrecciano genio e follia.

Oggi a Dublino c’è un museo dedicato a Joyce. All’ interno ci sono dei percorsi interattivi, con i filmati della sua vita e vari approfondimenti sulle opere.

Una cosa molto carina, almeno per me, è la ricostruzione della sua camera da letto. Sarà che io ho sempre amato le ricostruzioni perché, anche solo superficialmente, permettono di sbirciare nell’intimità dei personaggi storici, immaginandone la vita. Entrando, non ho potuto fare a meno di pensare a James Joyce intento a lavorare, seduto alla sua scrivania illuminata da una lampada a olio.

Chiaramente ci sarebbero tantissime altre cose da visitare in un fine settimana a Dublino, ma per oggi ho scelto di concentrarmi sulla parte storica strizzando l’occhio alla letteratura.

All’interno del blog, trovate altri articoli su Dublino e cosa visitare in un weekend.

Intanto, come promesso, vi lascio il link con tante informazioni per organizzare il viaggio: Vacanza a Dublino: consigli da expat nella capitale irlandese

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Il libro di Kells: viaggio nei racconti dei Vangeli

libro di kells

Il libro di Kells è uno dei tesori più importanti di tutta l’Irlanda.

Io ho avuto la fortuna di poterlo ammirare quando vivevo a Dublino, ma è un oggetto tanto fragile da non poter essere fotografato. Per questo proverò a raccontarvi la sua storia usando solo la forza delle parole. Le immagini contenute in questo post, infatti, sono evocative e ho deciso di inserirle per dare un’idea, ma non riguardano ciò di cui vi parlerò.

Partiamo dall’inizio.

Cos’è il libro di Kells

libro di kells

Leabhar Cheanannais in gaelico, il libro di Kells è una raccolta dei 4 Vangeli cristiani.

L’opera fu realizzata molti secoli fa, nell’800 d.C, prima dell’avvento della stampa, grazie al lavoro magistrale dei monaci emanuensi.

Gli Emanuensi, nel raccoglimento dei loro monasteri, si occupavano di trascrivere su pergamena le testimonianze più importanti del mondo classico. Quindi dobbiamo a loro gran parte della nostra conoscenza, perché in molti casi gli scritti originari sono andati perduti.

Il codice di Kells

Spesso si usa la parola codice per riferirsi al libro. Ecco perché.

  • Alcune pagine sono scritte con una calligrafia fittissima, tanto che risulta difficile leggerne il contenuto.
  • Le pergamene che compongono l’opera contengono delle bellissime illustrazioni che spesso vanno interpretate. A questo proposito esistono anche alcuni racconti popolari.

Il folclore irlandese ne riporta almeno due.

  • Secondo alcune leggende, il libro non avrebbe origine umana, ma, trasportato dagli angeli, sarebbe arrivato direttamente dal Paradiso.
  • Esiste poi un’altra interpretazione, secondo cui le decorazioni contenute nell’opera nasconderebbero il segreto per comprendere l’origine della musica celtica.

Secondo me, l’ultima è una delle leggende più interessanti. Scoprire un segreto, infatti, richiede un lavoro di analisi da parte di chi va a vedere il libro. Un lavoro il cui premio è la conoscenza di antichi misteri che, nonostante il messaggio cristiano, si intrecciano alla mitologia celtica.

La storia

Il libro di Kells ha una storia incerta.

Si presume che sia stato realizzato a Iona, in Scozia. Tuttavia sarebbe arrivato in Irlanda trasportato dai monaci del Nord, che tentavano di fuggire dai feroci attacchi vichinghi.

Sappiamo con certezza che deve il suo nome all’omonimo monastero irlandese di Kells, dove fu conservato fino al 1654, anno in cui arrivò a Dublino.

In seguito, più precisamente nel 1661, Henry Jones, il futuro vescovo della città di Meath, portò il libro di Kells al Trinity College, dove è conservato tutt’ora.

I contenuti

libro di kells

Come dicevo prima, questo libro contiene le trascrizioni dei Vangeli. Sicuramente in passato è risultato fondamentale per il messaggio di evangelizzazione, perché deve aver contribuito largamente a rafforzare la figura di Gesù in un mondo ancora legato al paganesimo.

Oggi il valore dei contenuti è nella perizia con cui gli Emanuensi copiarono i testi, attingendo direttamente dalle trascrizioni classiche.

Oltre ai Vangeli, il manoscritto comprende altre due parti: gli Argumenta e le Breves Causae.

I primi sono i racconti che ruotano attorno alla vita degli evangelisti, mentre le Breves Causae includono le traduzioni della Vetus Latina, ovvero la vecchia versione della Bibbia in latino prima della Vulgata. Quest’ultima è la traduzione aggiornata, sempre in latino, realizzata da Eusebio De Girolamo, conosciuto nel mondo cristiano semplicemente come San Girolamo.

Anche se riprendono alcune parti della Vetus Latina, i Vangeli sono scritti secondo la versione della Vulgata. Tutto questo ha contribuito a dare una testimonianza fondamentale della lingua latina, che rischiava di scomparire senza lasciare traccia -o quasi- con la diffusione del Volgare.

libro di kells

Insomma, i motivi che ho elencato sarebbero già sufficienti per preservare il libro di Kells, ma non vi ho ancora parlato della parte forse più preziosa: le decorazioni.

Lo faccio nel paragrafo successivo.

Le illustrazioni

Una leggenda vuole che le tonalità usate nelle miniature sarebbero una trasposizione dei colori del Paradiso. Certo, è difficile descriverne l’intensità, ma questo rende bene l’idea del valore di ogni singola decorazione.

Le illustrazioni si distribuiscono su tutte le pergamene. Alcune sono minuscoli motivi geometrici in stile celtico che accompagnano le parole, altre invece sono più grandi e ricoprono l’intera pagina.

Accanto ai simboli associati agli evangelisti – l’angelo per Matteo, il leone per Marco, il bove per Luca e l’aquila per Giovanni- ci sono due illustrazioni molto famose: la miniatura della Vergine Maria e il monogramma di Cristo.

Quest’ultimo merita un discorso a parte perché ha una simbologia molto importante. Occupa una pagina intera e riporta la scritta “Chi Rho“, ovvero l’abbreviazione del nome di Gesù Cristo in lingua greca. In pratica si possono osservare, in maiuscolo, le lettere dell’alfabeto greco X e P sovrapposte tra loro. Ai lati, in minuscolo, compaiono anche le lettere Alfa e Omega. Questo è un chiaro riferimento all’Apocalisse di Giovanni, nel punto in cui si riportano le parole di Gesù:

Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine.

Il monogramma di Cristo è un’illustrazione molto controversa. Infatti, il simbolo con le due lettere contrapposte non era conosciuto ai primi cristiani dell’antica Palestina. In Occidente fu usato soltanto dopo l’Editto di Milano, quando l’imperatore Costantino permise il culto della religione cristiana. Per questo, il simbolo non si usa in tutte le comunità: i protestanti ad esempio non lo hanno mai approvato perché lo ritengono un elemento troppo legato alle tradizioni pagane.

libro di kells

Informazioni pratiche per vedere il libro di Kells

Purtroppo, il libro oggi risulta incompleto perché mancano all’appello alcuni fogli.

Quando si dice “libro” si intende tutto il manoscritto, ma in realtà sarebbe più appropriato parlare di libri. Nel corso del tempo, infatti, l’opera è stata rilegata più volte e oggi risulta suddivisa in 4 libri diversi.

All’interno del Trinity College è possibile vederne soltanto due, che di tanto in tanto vengono sfogliati passando alla pagina successiva -quindi potrete vedere soltanto due pagine, ma vi assicuro che ne vale la pena-. Gli altri due sono oggetto di studio riservati agli storici. Il libro di Kells è conservato nella Long Room, una sala della Old Library.

libro di kells

Le visite includono l’audioguida con le spiegazioni dettagliate della storia del libro e delle illustrazioni.

Se vi trovate a Dublino, vi consiglio di fare un salto al Trinity College e soffermarvi qualche minuto a dare un’occhiata. Mentre ascoltavo la storia con le cuffiette nelle orecchie, riuscivo quasi a immaginare il silenzio di un antico monastero, mentre un monaco, a lume di candela, trascriveva a mano il Vangelo. Dobbiamo davvero ringraziare gli Emanuensi, perché, senza il loro lavoro, probabilmente il panorama attuale della letteratura classica non sarebbe tanto ricco come noi lo conosciamo.

Vi lascio il link di riferimento al sito del Trinity College, dove, tra l’altro, potete fare un breve tour virtuale della Old Library, la stanza che custodisce questo tesoro che ha contribuito a fornire una testimonianza fondamentale della vita di Gesù: https://www.tcd.ie/visitors/book-of-kells/

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Come si vive a Dublino: mamme italiane vs mamme irlandesi, famiglia, tempo libero

Articolo aggiornato il 30 Marzo 2021

come si vive a Dublino

In questo articolo vi parlo di come si vive a Dublino in base a quello che io ho visto e percepito sulla mia pelle durante la mia esperienza come ragazza alla pari.

Chiaramente, non pretendo di sapere tutto sulla vita a Dublino, anche perché, quando si parla di queste cose, è facile cadere nei luoghi comuni. Alla fine, ognuno vive a modo suo, seguendo i ritmi e gli schemi di vita che preferisce.

Io ci tengo però a raccontare il mio personale punto di vista, perché vivendo a stretto contatto con una famiglia del posto, un’idea credo di essermela fatta.

Oggi vi racconto un po’ del tempo libero e di come ci si rapporta con la famiglia in Irlanda. Alla fine del post, troverete il link alla seconda parte dell’articolo, che ho pensato di dividere per evitare di scrivere un mattone.

Iniziamo proprio con le differenze tra la famiglia italiana e quella dublinese.

Come si vive a Dublino: le famiglie irlandesi

come si vive a Dublino

Forse sarà una mia fissazione, ma ho sempre pensato alla famiglia come allo specchio della società.

Dopo aver lavorato come ragazza alla pari, penso che i dublinesi abbiano una vita molto più organizzata rispetto agli italiani, soprattutto nelle famiglie dove ci sono bimbi piccoli.

In Irlanda e in particolare a Dublino, le famiglie sono numerose, con una media di 3 o 4 figli per coppia. In città è normale avere una ragazza alla pari in casa, mentre in Italia -a parte forse nei centri più grandi- sembra essere ancora una specie di tabù. Forse perché da noi esistono una serie di aiuti che spesso includono i nonni e gli zii, in Irlanda invece la famiglia estesa è molto meno sentita.

In questo senso possiamo dire che gli irlandesi sono più individualisti di noi. Il giorno di Natale, per esempio, si trascorre solitamente con la propria famiglia, ovvero moglie, marito e figli, senza nessun altro parente.

Non so da voi, ma io sono abituata alle feste piene di confusione e difficilmente noi lasciamo i nostri pargoli alle cure della baby-sitter per non disturbare il pranzo di Natale.

Il tempo libero a Dublino

A Dublino la vita è scandita in modo piuttosto rigido tra lavoro e tempo libero.

Non ho mai visto nessuno fare telefonate di lavoro da casa oppure portarsi le varie incombenze tra le mura domestiche. Insomma, se il lavoro è importante, il relax è sacro.

Fanno benissimo, mi viene da aggiungere, perché si lavora per vivere e mai il contrario, un concetto che sembra sfuggire a molti datori di lavoro italiani.

La vita tipica degli studenti a Dublino

Chiaramente lo stile di vita cambia molto in base all’età e al lavoro. Nel caso degli studenti, si esce solo nel week-end. Di solito i ragazzi vanno al cinema o trascorrono la serata al pub.

Durante la settimana praticano molto sport oppure restano a casa a fare i compiti.

Una differenza molto forte che ho notato rispetto ai ragazzi che vanno a scuola da noi è che qui non esiste l’abitudine di fare colazione al bar prima del suono della campanella. Al mattino non si fermano neppure a comprare la merenda.

Di solito per il pranzo ci sono le mense scolastiche perché molti si fermano a lezione anche il pomeriggio. Quando non c’è questo servizio, gli studenti, anche quelli più grandi di 17 o 18 anni, portano il pranzo da casa. A Dublino sono tutti super organizzati con il lunch box. Si tratta di un portapranzo rettangolare, la nostra “schiscetta” per intenderci, contenente, di solito, un sandwich al burro e prosciutto cotto e un frutto. Come snack si usano yogurt o i Digestive, i classici biscotti anglosassoni semplici o al cioccolato.

C’è da dire che da queste parti la merenda e il pranzo sono frugali, perché è difficile avere fame a mezzogiorno dopo una tipica English Breakfast a base di toast, uova e pancetta. In compenso la sera si cena molto presto e questo permette di avere un sacco di tempo libero in più, che i ragazzi usano per fare i compiti o dedicarsi a qualche attività extrascolastica.

Prima del college, qui tutti indossano la divisa. Ogni scuola ha la sua e quelle delle ragazze sono molto belle, con le gonne fino al ginocchio di colore verde, nero o rosso. Fossi in loro, io morirei di freddo, soprattutto quando sotto la gonna non portano le calze, nemmeno in pieno inverno.

Il relax degli adulti

Qui entriamo nel vivo delle differenze con gli italiani. A Dublino fanno tutti sport all’aperto, anche sotto la pioggia.

Inoltre, le coppie con i figli che hanno in casa una ragazza alla pari, due sere a settimana si organizzano per uscire senza figli al seguito. Queste serate vengono programmate in anticipo e non sono semplici passeggiate come faremmo da noi. Qui mamma e papà si trattano bene, tra cene al pub con gli amici -dove comunque non si può entrare fino a 21 anni compiuti- , cinema e concerti.

Da noi questi spazi riservati alla coppia spesso vengono persi e secondo me è un gran peccato. In Italia sembra sempre difficile uscire da soli dopo essere diventati genitori. Un po’ perché (r)esiste il pensiero che una mamma debba necessariamente rinunciare a tutto e annullarsi per i figli, ma anche perché, diciamocelo, spesso i parenti tendono a essere disponibili solo se un genitore lavora, mentre per il tempo libero prevale la tendenza del tipo “hai voluto la bicicletta, ora pedali!”. Come se una coppia fosse egoista nel cercare di riprendersi degli spazi tutti suoi. Così, anche mangiare una pizza a due diventa un’impresa quasi impossibile.

Beh, a Dublino tutto questo non esiste e forse proprio da qui nasce la più grande differenza tra mamme italiane e mamme irlandesi.

Lo vediamo nel prossimo paragrafo.

Come si vive a Dublino: donne e mamme

come si vive a Dublino

Come dicevo all’inizio dell’articolo, quando si parla di “come si vive a”, è facile cadere nei luoghi comuni.

Non starò qui a ripetere quanto siano chiocce le mamme italiane, anche perché all’epoca non avevo figli e forse non riuscivo a percepire davvero la differenza.

Però, oggi che ho una bimba, mi salta subito all’occhio e vi assicuro che non si tratta di un cliché.

Diciamo così. In Italia possiamo essere donne con un lavoro prestigioso e centomila interessi diversi. Alla fine, però, siamo mamme sempre e comunque, qualsiasi cosa facciamo.

Vi porto come esempio la mia mattinata tipica che sono sicura risulterà tremendamente familiare a tantissime madri italiane.

Sul fuoco c’è il pranzo per Elisa Maria e la cena per me e il marito -perché cerco sempre di organizzarmi in anticipo-. Nel frattempo con un piede cullo la piccola e tento di lavorare al blog -vi dico solo che sto provando ad aggiornare questo articolo da 3 giorni-.

Se poi per miracolo si addormenta, corro da un capo all’altro della casa alla ricerca dei panni sporchi da infilare velocemente in lavatrice, prima di rifare i letti e portarla fuori per un’ora d’aria, dato che mia figlia sembra indemoniata dentro casa ma poi, magicamente, diventa un angioletto non appena vede la luce del sole.

Noi dobbiamo fare i salti mortali per ritagliarci un quarto d’ora, mentre a Dublino c’è un tempo per fare la mamma e un tempo per continuare a essere donna. Ci sono invitati a cena? Le mamme in Irlanda possono concentrarsi esclusivamente sulla cena, affidando senza nessun senso di colpa i pargoli alla baby-sitter. Pargoli che spesso, alle 21,00, sono già a letto, cosicché la mamma possa prepararsi senza essere disturbata.

Ora, sinceramente non lascerei mai la mia bimba alla tata durante la cena di Natale -ci mancherebbe altro!- però ammettiamolo, quanto farebbe comodo un aiuto ogni tanto? Tra un estremo e l’altro, forse l’equilibrio sta nel mezzo.

D’altronde in Irlanda, nonostante la vita sia cara, gli stipendi sono alti e in famiglia lavorano sempre in due, perché almeno a Dublino non esiste il concetto secondo cui una madre è fuori dal mondo del lavoro. Ecco perché le famiglie sono tutte numerose e possono comunque permettersi un aiuto fisso. Se fosse così anche dai noi, sarebbe più facile e tante mamme italiane non sarebbero costrette a scegliere tra la famiglia e la carriera.

Sotto questo aspetto siamo tremendamente indietro e, forse, dovremmo cominciare a prendere esempio. Il modello irlandese non è perfetto, ma io a Dublino non ho mai visto una madre stressata, nemmeno con 4 o 5 figli al seguito. Forse la chiave di tutto sta semplicemente nell’avere un aiuto e, per ora, chiudo qui l’argomento perché all’inizio non ero partita con l’intenzione di scrivere un post sull’essere genitori. Però, davvero, non penso che possiamo dire di vivere bene in un Paese che non è in grado di aiutare le mamme.

Se volete approfondire altri aspetti sulla vita quotidiana nella capitale irlandese, vi lascio il link alla seconda parte dell’articolo, dove vi racconto tante altre curiosità su come si vive a Dublino: Vivere a Dublino da expat

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Vacanza a Dublino: consigli da expat nella capitale irlandese

Articolo aggiornato il 25 Marzo 2021

vacanza a Dublino

In questo articolo parliamo di come organizzare e vivere al meglio una vacanza a Dublino.

In particolare vedremo:

  • come arrivare;
  • dove dormire a Dublino;
  • cosa mangiare nella capitale irlandese.

I consigli che troverete sono il frutto della mia esperienza da expat; qualche anno fa infatti ho avuto la fortuna di vivere a Dublino lavorando come ragazza alla pari.

Dopo la prima settimana passata ad ambientarmi, mi sono profondamente innamorata di questa città multiculturale eppure, allo stesso tempo, tanto tipica da rappresentare perfettamente lo stile di vita anglosassone.

Un concentrato di eleganza, birre spumose e tazze di tè fumanti alle cinque del pomeriggio.

Seguitemi.

Come arrivare a Dublino

La compagnia di bandiera irlandese è l’Aer Lingus. L’Irlanda però è anche la patria della Ryan-Air, quindi ci sono collegamenti frequentissimi con molte città europee e spesso si trovano i biglietti aerei a prezzi davvero stracciati. Dall’aeroporto ci sono tre modi di raggiungere il centro di Dublino.

Il taxi

Viaggiare dall’aeroporto fino al centro della città in taxi è la soluzione ideale per chi vuole spostarsi comodamente e senza preoccuparsi di nulla. Come le altre grandi città europee, Dublino è piena di taxi dall’alba fino a tarda sera, quindi non sarà un problema trovarne uno a qualsiasi ora del giorno.

La corsa dall’aeroporto fino al centro costa circa 30,00 euro. Però fate attenzione perché non è una tariffa fissa. Le corse sono calcolate con il tachimetro, quindi specialmente nelle ore centrali della giornata, quando c’è molto traffico, il prezzo può aumentare a dismisura. Una volta ho dovuto sborsare quasi 150,00 euro e da lì ho pensato :- Ok, mai più!-.

Ora vi parlo un po’ delle soluzioni più economiche.

Pullman urbani

Se non avete fretta di raggiungere il centro, ci sono anche i pullman urbani della Dublin Bus.

Giustamente però effettuano tantissime fermate e spesso non ci sono posti a sedere, quindi ve li sconsiglio se viaggiate con tanti bagagli. Se invece non avete con voi molte valigie, sono sicuramente l’alternativa più economica e poi -diciamocelo- quanto è bello immergersi completamente nella vita vera della città fin dal primo momento?

Leggendo un po’ di recensioni su Google, sono rimasta sorpresa dal fatto che molte persone trovano questi pullman lenti e poco puntuali. Sarà che io sono abituata al traffico di Roma, dove spesso per spostarsi da una parte all’altra della città ci vogliono ore -con lo stesso tempo si potrebbe tranquillamente arrivare a Milano prendendo un Frecciarossa- ma io li ho usati spessissimo. Devo dire che ho trovato il servizio molto efficiente, sicuramente più che in molte grandi città italiane.

Comunque sia, i pullman urbani sono l’alternativa più economica. A Dublino il biglietto si compra quando si sale a bordo, quindi vi basterà chiedere all’autista qual è la vostra fermata e pagherete la corsa direttamente a lui.

Pullman privati della Air Coach

Ho sempre adorato i pullman di questa compagnia. Sono comodissimi e hanno molto spazio per sistemare i bagagli. Il biglietto di sola andata cosa 7,00 euro a persona, 12,00 euro se invece si compra anche il ritorno. Potete acquistare i biglietti direttamente dal conducente al momento della partenza, nelle varie rivenditorie di Dublino o direttamente sul sito della compagnia a questo link: http://aircoach.ie.

Tra l’altro la compagnia effettua il servizio anche da Dublino verso le altre città irlandesi, quindi se volete visitare i dintorni della città o partire alla scoperta del territorio, la Air Coach rappresenta un’ottima soluzione per muoversi senza problemi.

Se dovete raggiungere l’aeroporto dal centro di Dublino, vi consiglio di prenotare qualche giorno prima, perché nelle ore di punta può succedere di non trovare posto. Come vi raccontavo prima, un giorno ho dovuto prendere il taxi e pagare una cifra astronomica, con gli stessi soldi avrei potuto tranquillamente pagare un biglietto aereo di andata e ritorno da Roma.

Esiste anche un’altra compagnia di pullman privati, la Air Link, io però non me ne sono mai servita, quindi non so dirvi se il servizio sia conveniente o meno.

Ora continuiamo con i consigli per una vacanza a Dublino e vediamo dove dormire in città.

Dove dormire a Dublino

Dublino offre sistemazioni di tutti i tipi e prezzi. Le tariffe variano molto a seconda del periodo e della zona.

Io vi consiglio 3 strutture, simili per prezzo ma diverse per tipologia, tutte sperimentate personalmente o dai miei familiari. Eccole.

Jurys Inn Dublin

Il Jurys Inn è un hotel e si trova nel cuore della città, a pochi minuti a piedi dal Trinity College. Trattandosi di un 4 stelle, lo standard del servizio è molto elevato.

Il suo punto di forza è il ristorante interno che offre piatti tipici della cucina irlandese, devo dire tra i più buoni che abbia mai mangiato. Nel momento in cui scrivo questo articolo, una camera doppia parte da 77,00 euro a notte.

Vi consiglio il Jurys Inn sia per l’ottima posizione che per il buon rapporto qualità- prezzo.

Indirizzo: Moore Street Plaza, Parnell Street, Dublin 1.

Staycity Aparthotels Dublin Castle

Questi appartamenti si trovano nella zona di Temple Bar, quindi sempre in centro. La mia famiglia ha alloggiato qui per una settimana quando io vivevo a Dublino e si sono trovati benissimo.

C’è una reception aperta anche di notte e gli appartamenti, arredati in stile moderno, sono dotati di ogni comodità, dalla lavatrice alla lavastoviglie. Ve li consiglio soprattutto per la pulizia minuziosa.

Al momento un monolocale costa 77,00 euro a notte.

Indirizzo: Chancery Lane, Dublin.

Leeson Bridge Guesthouse

Il Leeson Bridge è un tipico B&B che salta subito all’occhio grazie alla sfavillante porta rossa che si affaccia sulla strada principale. Si trova nel quartiere georgiano della città ed è ben collegato alle altre zone di Dublino grazie ai mezzi pubblici; le fermate si trovano a pochi minuti a piedi della struttura.

Ho dormito qui un paio di notti prima di tornare a casa e ve lo consiglio per l’atmosfera familiare e la magnifica colazione irlandese a base di prodotti artigianali.

Una camera in questo momento costa 65,00 euro a notte.

Indirizzo: 1 Upper Leeson Street, Dublin 4.

Consigli per una vacanza a Dublino: cosa mangiare in città?

vacanza a Dublino

Tra i miei consigli su come organizzare una vacanza nella capitale irlandese, non poteva certo mancare una sezione dedicata al “cosa mangiare”.

Come potrete immaginare, qui c’è l’imbarazzo della scelta. La città è piena di locali e caffetterie dove fermarsi a mangiare qualcosa.

Vi consiglio comunque di non andare troppo tardi a cena, altrimenti rischiate di non trovare posto, soprattutto nel week-end. L’orario ideale è quello tra le 18,00/ 18,30 circa.

Adesso vediamo i cibi da non perdere.

Vacanza a Dublino: un viaggio tra i sapori irlandesi

Voglio iniziare parlando del Fish and Chips, il tradizionale spuntino a base di pesce e patine fritte. In Irlanda è lo street food per eccellenza e sicuramente è molto sfizioso, io però vi consiglio di consumarlo solo per una merenda o un pranzo veloce. Credetemi, qui ci sono piatti infinitamente più buoni da assaggiare.

Questa è la mia lista personale di cosa mangiare a Dublino.

Il pesce

Parliamo di pesce. Non dimentichiamo che l’Irlanda è un’isola, quindi questo alimento rappresenta la base di molte ricette tipiche. Un piatto tradizionale da gustare assolutamente è il salmone affumicato.

Sicuramente non ha bisogno di presentazioni, viene servito in tranci tanto grandi che uno basta per due, spesso accanto a un mix di verdure e salse al pomodoro.

vacanza a Dublino

La carne

L’ Irish Stew invece è un piatto di carne. In città ne esistono moltissime interpretazioni, ma la versione tradizionale prevede un arrosto di agnello che viene stufato per ore fino a diventare morbidissimo, tanto da sciogliersi in bocca. Di solito viene accompagnato da un contorno a base di patate e cipolle.

Infine troviamo il roast-beef. In pratica è uno stufato di manzo dal taglio alto almeno 3 centimetri. Prevede una cottura piuttosto lunga, quindi la carne rimane molto morbida. Per tradizione si accompagna sempre a una pinta di birra.

Dove mangiare nella capitale irlandese

Ora vi lascio qualche consiglio su quelli che- secondo me- sono i migliori ristoranti della città.

Darkley Kelly’s Bar & Restaurant

Adoro questo locale e per me è una garanzia. Nel periodo in cui ho vissuto a Dublino cenavo qui almeno due volte a settimana e non sono mai rimasta delusa. Si trova proprio in centro nella zona di Temple Bar e rappresenta perfettamente il tipico pub irlandese.

Al Darkley si respira un’atmosfera molto accogliente, quasi di famiglia, riscaldata dalle serate di musica dal vivo. Se fate una sosta qui, vi consiglio di non perdere lo stufato alla Guinness che è il piatto forte della casa.

Il Darkley è in Fishamble Street, ChristChurch;

Questo invece è il numero per prenotare in anticipo un tavolo: (0035)383-346-4682

FX Buckley Steakhouse

Il Buckley è l’altro locale di cui sono letteralmente innamorata. Come suggerisce il nome, tutte le specialità sono a base di carne. Da provare assolutamente l’agnello e il filetto di manzo alla salsa di erbe cipolline. Qui il personale è altamente qualificato e saprà consigliarvi una birra diversa da abbinare a ogni piatto -io vi consiglio di provare quella scura-.

Oltre al ristorante c’è anche il bar, che prevede portate più veloci come il Fish and Chips e i classici panini che ricordano molto quelli americani. Anche qui è sempre meglio prenotare perché spesso c’è il pienone.

Indirizzo: 5/7 Lord Edward Street Christchurch;

Telefono: (0035) 31-475-11-22

Qualche ultimo consiglio per una vacanza a Dublino

In questo ultimo paragrafo vi lascio qualche altra dritta. Ecco di cosa parliamo:

  • differenza negli orari dei pasti;
  • costo delle sigarette per i fumatori;
  • adattatori elettrici.

Viaggiare con i bambini: consigli per il cibo

Dublino è una città fornitissima, quindi non vi sarà difficile trovare alimenti adatti ai neonati. Se invece vi trovate nella fase dello svezzamento, serve un po’ di organizzazione in più perché gli orari dei pasti in Irlanda sono molto diversi da quelli italiani.

In sostanza il pranzo è un break veloce e di solito si cena intorno alle 18,00, quindi può essere complicato adattarsi a questi orari con i bambini che si stanno abituando al cibo. In questo caso la soluzione migliore è pernottare negli appartamenti, in modo da preparare ai bimbi tutti i pasti senza stravolgere i loro orari.

Quanto costano le sigarette a Dublino?

Le sigarette in Irlanda costano un occhio della testa, sicuramente più che da noi. Se siete fumatori, vi suggerisco di portarle direttamente dall’Italia perché, a Dublino, un pacchetto costa circa 9,00 euro.

Adattatori elettrici

Le prese di corrente in Irlanda sono diverse rispetto alle nostre perché hanno 3 fori di tipo rettangolare, quindi non è possibile collegare nulla senza un adattatore.

Di solito quasi tutti gli hotel ne mettono a disposizione uno per camera, ma se siete anche 2 o 3 persone potrebbe non bastare. Quindi vi consiglio di tenerne a portata di mano qualcuno in più, magari acquistandolo all’aeroporto o al supermercato.

Spero che questi consigli vi siano utili per organizzare la vostra vacanza a Dublino.

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Vivere a Dublino da expat

Articolo aggiornato il 27 Marzo 2021

vivere a Dublino

Vivere a Dublino mi ha permesso di immergermi completamente nella cultura locale. Ho scoperto tanti modi di fare, consuetudini e tradizioni che difficilmente si riescono a toccare durante una semplice vacanza. Oggi voglio parlarvi di tutto ciò che riguarda…il cibo!

Ecco cosa vedremo in questo articolo:

  • come si mangia in Irlanda;
  • i miei consigli per una serata in un tipico pub irlandese;
  • una chicca su dove fare la spesa.

Iniziamo?

Vivere a Dublino: si, ma come si mangia?

Si sa, noi italiani amiamo il cibo.

Per noi mangiare non è solo mangiare. Lo ammetto, questa frase l’ho sentita in tv e non è farina del mio sacco, però rende bene l’idea.

Sedersi attorno a una bella tavola imbandita, circondati dalle persone che amiamo, rappresenta una parte importante della nostra cultura.

I pasti assumono un senso di condivisione e diventano un modo per socializzare e stare insieme. Ecco perché, da italiana, non potevo evitare di raccontarvi del cibo a Dublino e di tutto quello che vi ruota intorno.

Breakfast? Of course!

vivere a Dublino

Iniziamo dal pasto più importante, ovvero la colazione, la regina delle colazioni, la tipica English Breakfast.

Si pensa sempre che sia riservata alla domenica. Eppure, nella famiglia dove vivevo, ci si alzava un’ora prima tutte le mattine pur di prepararla. Ogni giorno cominciava con il profumo delle uova e della pancetta che invadeva la cucina e non poteva mai mancare una tazza del tipico caffè all’americana.

La domenica la colazione diventava ancora più ricca e la tavola strabordava di porridge e pane tostato. Nelle giornate molto fredde bevevamo persino la cioccolata calda, tanto per restare leggeri.

Per carità, probabilmente tutto questo è molto discutibile a livello nutrizionale, però che bello riunirsi tutti insieme a tavola e iniziare la giornata con un sorriso. Giuro che mi venivano in mente le pubblicità della Mulino Bianco e sarebbe bello riprendere questa abitudine anche da noi, magari con gli alimenti della nostra cucina mediterranea.

Passare un po’ di tempo tutti insieme, anche solo un quarto d’ora prima di uscire di casa, è infinitamente più allegro che bere un caffè solitario e poi ingurgitare un cornetto e un cappuccino al bar, magari prima di correre a lavoro.

Il pranzo? Veloce, grazie!

Dopo tante calorie di prima mattina, in Irlanda, almeno a Dublino, il pranzo è un piccolo snack, tanto che potremmo paragonarlo alla nostra merenda.

Si mangia spesso solo un trancio di pizza o un tramezzino, magari accompagnato da uno yogurt o un dolcetto.

Il mio pranzo tipo in quel periodo era un toast al burro d’arachidi e un bicchiere di latte. Quando pranzavo fuori, adoravo trascorrere il tempo in un locale in zona Rathmines, l’Insomnia Café. Ricordo che non era molto grande, però era frequentatissimo e io restavo per ore a scrivere sul mio vecchio quaderno, cullata dallo scroscio della pioggia sulle vetrine.

Un café è profondamente diverso dai bar, almeno per come li conosciamo in Italia. Da noi o si prende un tavolo per l’aperitivo o si beve un caffè veloce al banco. A Dublino questo non esiste, o, per lo meno, non hanno questa tradizione.

Del resto, cambia totalmente il rituale del bere il caffè, a partire da come viene preparato. Per noi il caffè espresso è una bevanda veloce, mentre in Irlanda il caffè tradizionale viene preparato per infusione, quasi come un tè. Quindi parliamo di qualcosa da bere con calma, non importa se da soli o in compagnia. Ecco perché a Dublino si può restare per ore seduti al tavolo senza che nessuno dica nulla.

L’espresso italiano si può trovare soprattutto nei locali del centro, che in questo caso assomigliano molto di più ai nostri bar perché riprendono la tradizione italiana. Chiaramente, è inutile aspettarsi lo stesso caffè, perché per quanto siano attrezzati con le miscele e le macchine, l’espresso italiano è un’altra cosa.

Io sono dipendente dal caffè e un giorno mi mancava particolarmente l’espresso. Ero in un locale con una mia amica e stavamo parlando proprio di questo. Dieci minuti dopo, come per magia, ecco apparire la proprietaria con un caffè appena preparato. Questa signora, Leila, di origine egiziana, aveva vissuto in Italia per anni prima di trasferirsi a vivere a Dublino con il marito e aveva portato in valigia una moka che teneva nella cucina del suo ristorante. Inutile dire che per me diventò un punto di riferimento e ancora oggi ci sentiamo in occasione di feste e compleanni.

Insomma, colpi di fortuna a parte, io penso che quando si va in un altro Paese bisogna adattarsi e provare i cibi locali, è inutile andare alla ricerca delle cose italiane quando, per la maggior parte, saranno solo imitazioni.

La cena è servita!

Adesso arriviamo al momento della cena, che a Dublino si fa molto presto, diciamo intorno alle 18,30 al massimo.

All’inizio questa abitudine mi sembrava stranissima. Io vivo in provincia di Roma e di solito noi ceniamo alle 20,30, qualche volta anche alle 21,00, soprattutto in estate. I primi giorni più che cenare mi sembrava di fare merenda, soprattutto quando mi capitava di sentire i miei amici in Italia che a quell’ora si preparavano per l’aperitivo.

In realtà devo dire che è tutta una questione di abitudine, anche perché dopo pochi giorni ero sincronizzata con gli orari degli irlandesi. Dopo una colazione più che abbondante, mangiavo poco a pranzo, quindi la sera avevo fame molto presto.

Inoltre ho scoperto che mi piace moltissimo cenare presto, soprattutto durante la settimana, perché poi resta molto tempo per uscire, guardare un film oppure coltivare un hobby. In Italia ho iniziato a replicare questa abitudine con l’apericena a casa del sabato sera: panini alle noci -che per me sono una tradizione-, salame, formaggio e un calice di vino prima di avere il resto della serata completamente libera senza dover cucinare e poi pulire tutto.

L’alternativa alla cena a casa a Dublino è rappresentata dal pub. Vi racconto tutto nel prossimo paragrafo.

Cenare in un pub a Dublino

vivere a Dublino

Il pub, luogo a metà strada tra una birreria e un ristorante, è sicuramente uno dei simboli della città.

Il legno e i colori caldi degli arredi sono un invito irresistibile ad entrare e sembrano fatti apposta per lasciarsi alle spalle la pioggia e la nebbia che spesso, in Irlanda, avvolgono le strade. Magari trascorrendo la serata a suon di musica o semplicemente per rilassarsi davanti a una birra e parlare del più e del meno.

Quasi tutti i menù prevedono una vasta scelta che va ben oltre il classico panino imbottito e patatine fritte. Io vi consiglio di provare assolutamente le zuppe, gli stufati di carne e la birra al sidro.

I miei locali preferiti a Dublino sono il F.X. Buckley Steakhouse – lo trovate in Lord Edward Street ChristChurch- e il Darkley Kelly – in Fishamble Street, ChristChurch-.

Il quartiere più famoso di Dublino, dove si concentra il cuore della movida dublinese è Temple Bar.

Vi lascio qualche consiglio per evitare di incappare in qualche grattacapo.

Cenare al pub: a che ora?

Se volete cenare in un pub, soprattutto nel fine settimana, evitate di uscire troppo tardi. L’ora giusta è attorno alle 18,00, altrimenti rischiate di non trovare posto.

Controlli e limitazioni

In molti locali, soprattutto in centro, è vietata l’entrata ai minori di 21 anni. Per assicurarsi che il divieto venga rispettato, davanti le porte di entrata ci sono i buttafuori che, in caso di dubbio, chiedono un documento di identità.

Garda, Garda!

Nonostante Dublino sia la città della Guinness, è assolutamente vietato bere alcolici per strada. Soprattutto il sabato sera.

La polizia irlandese si chiama Garda e qui fanno sul serio. Di solito si muovono a gruppi di tre facendo dei veri e propri giri di ronda.

Io avevo sentito diverse volte questa parola, ma non riuscivo proprio a capire cosa caspita potesse significare Garda. Poi, una sera, ho visto dei ragazzi scappare via alla velocità della luce inseguiti dai poliziotti, mentre qualcuno gridava :-Garda, Garda!- nome che poi era scritto anche sulla loro macchina, quindi ho capito che si trattava della polizia.

Capisco che magari le ronde sembrano eccessive, ma vi assicuro che il sistema funziona. Io a Dublino non ho mai visto nessun ubriaco per strada, bottiglie gettate a terra o schiamazzi, tutte cose purtroppo molto frequenti da noi.

Io sono stata fermata una volta sola il sabato sera. Ero con degli amici e stavamo tornando a casa, quando una macchina si ferma e mi dicono che è vietato bere in strada. Dopo aver appurato che stavo si bevendo da una bottiglietta, ma si trattava di semplice acqua minerale, hanno controllato i miei documenti e, molto gentilmente, ci hanno lasciato andare. Insomma, rispettando le regole non si ha nulla da temere.

Vivere a Dublino: dove e come fare la spesa?

vivere a Dublino

Vivere a Dublino significa anche dover fare quotidianamente la spesa nei negozi del luogo.

Ecco qualche consiglio.

Per fare la spesa a Dublino, immediatamente fuori dal cuore turistico della città, ci sono diversi grandi supermercati dove è possibile acquistare qualsiasi cosa. Purtroppo ammetto che i prodotti italiani contraffatti sono frequenti e, ovviamente, di italiano non hanno proprio nulla. I veri prodotti italiani importati sono molto costosi. La pasta più diffusa per esempio è marchiata Barilla e la si trova nei formati principali. Ogni confezione costa circa 3,00/ 4,00 euro.

Per quanto riguarda la carne, vi sconsiglio quella confezionata dei supermercati. Il motivo è semplice: ogni cosa è ipercondita, troppo! Una volta o due va bene, ma poi, se siete abituati alla dieta mediterranea, ne risentirete parecchio. Al mio ritorno in Italia avevo il colesterolo alle stelle e le gengive tanto infiammate da chiedere pietà. La vera carne irlandese, che è davvero ottima, la trovate nelle piccole macellerie fuori dal centro, che di solito chiudono alle 18,00.

Il pesce invece è meglio acquistarlo nei vari mercati rionali perché si trova a buon prezzo e sempre freschissimo. Se avete tempo di fare una passeggiata, a mezz’ora da Dublino c’è Howth, un villaggio di pescatori che sembra uscito da un quadro di un pittore nordico. Il Sabato mattina è possibile comprare del pesce fantastico, appena pescato. Io facevo sempre la scorta per tutta la settimana.

Per ora mi fermo qui, ma ho ancora tantissime cose da raccontare sulla mia vita da expat a Dublino.

Intanto, se volete scoprire qualcosa in più su questa magnifica città, visitandola sotto un punto di vista diverso, vi lascio il link al mio itinerario letterario: La Dublino letteraria di James Joyce e Oscar Wilde