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Rafforzare il brand di una struttura ricettiva: il caso Starthotels a Firenze

rafforzare il brand di una struttura ricettiva

Ogni tanto, soprattutto con il caldo di questi giorni, ci vuole un articolo più leggero. Per questo ho deciso di parlare di una news che arriva direttamente dalla crème del settore alberghiero italiano. Ovvero, il caso Starthotels a Firenze. Notizia che dimostra come fare network e partecipare al benessere del proprio territorio, contribuisce a rafforzare il brand di una struttura ricettiva.

La mia fonte

Era la settimana scorsa quando stavo scorrendo la Home del mio profilo Linkedin e mi sono imbattuta in un post molto interessante.

Come vi dicevo nel paragrafo precedente, parliamo di una notizia che mi ha fatto molto piacere perché dimostra che, a dispetto della crisi, il settore alberghiero italiano ha la capacità di reinventarsi, con tutti i presupposti per resistere a questo periodo difficile per mille motivi.

Rafforzare il brand di una struttura ricettiva: il progetto

Vi riporto direttamente la citazione che ho letto e che lascia ben sperare per il futuro.

Starthotels ha finalizzato l’accordo di management con Itines, player a livello globale nella real estate, e l’investitore Blu Noble per la gestione di oltre 150 appartamenti ospitati negli spazi dell’ex Teatro del Maggio fiorentino, a Firenze.

La nuova proposta residenziale di alta gamma in affitto, che si chiamerà il Teatro Luxury Apartments-Starthotels Collezione, comprende appartamenti di varia tipologia e dimensioni, fa parte del più ampio progetto di riqualificazione dell’area di Corso Italia che verrà valorizzata e restituita alla città come destinazione di interesse.

Fonte: Linkedin.com

I risultati nel lungo periodo

Grazie a questo nuovo accordo commerciale, dunque, non solo è stata rimessa in funzione una struttura inutilizzata, ma l’intera città si prepara a diventare potenziale destinazione specializzata nel settore luxury. Cosa che, tra l’altro, porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Starthotels ha scommesso sulla sua immagine, partecipando attivamente al benessere del tessuto socio-economico di Firenze.

Questo è senz’altro il miglior investimento che potesse fare in termini di pubblicità, un investimento a lungo periodo che porterà benefici nel corso del tempo, permettendogli di imporsi come leader di settore nell’intera città.

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Come creare il calendario dei contenuti per il blog di un hotel

calendario dei contenuti per il blog di un hotel

La scorsa settimana abbiamo visto come redigere un calendario editoriale per il blog di una struttura ricettiva -nello specifico, di un albergo-.

Prima di passare al punto successivo, ovvero la creazione di un calendario dei contenuti, riepiloghiamo i vantaggi di questa programmazione.

Stilare un calendario editoriale è importante per almeno 3 motivi:

  • aiuta a rispettare la frequenza di pubblicazione;
  • permette di tenere sotto controllo a colpo d’occhio i titoli, che non devono essere troppo simili per evitare la concorrenza in Serp;
  • aiuta nei momenti in cui c’è poca ispirazione o si è oberati di lavoro, per non restare mai a corto di argomenti.

Oggi vediamo cos’è il calendario dei contenuti e come declinarlo al blog di un albergo -o di qualsiasi struttura ricettiva, perché il discorso si può applicare a qualunque tipo di azienda nel settore dell’ospitalità turistica-.

La differenza tra calendario editoriale e piano dei contenuti

Spesso, calendario editoriale e calendario dei contenuti vengono confusi perché hanno due nomi molto simili. In realtà si tratta di due strumenti diversi, ma entrambi fondamentali.

  • Il calendario editoriale è l’insieme degli articoli da pubblicare su un blog in un certo periodo di tempo. La sua caratteristica principale è la data di pubblicazione che affianca ogni articolo programmato, in quanto serve come bozza di lavoro per portare avanti il tema del blog a 360°.
  • Il calendario dei contenuti è più specifico, perché serve a organizzare più dettagliatamente i contenuti presenti sul piano editoriale e tiene conto di una serie di variabili come le tendenze degli utenti, i periodi dell’anno e la propria nicchia di mercato.

Nel paragrafo precedente ho detto che il calendario dei contenuti rappresenta il punto successivo al piano editoriale. Infatti, per una programmazione attenta, è utile prima concentrarsi sul progetto generale, per poi aggiustarlo in una fase successiva. Fase in cui, appunto, si delineano i dettagli.

Come creare un piano dei contenuti per il blog di un hotel: esempio pratico

calendario dei contenuti per il blog di un hotel

Redigere un calendario dei contenuti, significa organizzare gli argomenti degli articoli in modo equilibrato. In sostanza, si prendono i titoli presenti sul calendario editoriale e si decide per una pubblicazione a ruota che, periodicamente, tocchi le varie categorie del blog.

Per capire meglio, riprendiamo l’esempio dell’articolo precedente, relativo al piano editoriale.

Nell’esempio si parlava di cosa visitare a Roma e avevo riportato un elenco simile a questo:

  • Piazza di Spagna
  • Basilica di San Pietro
  • Musei Vaticani
  • Basilica di Santa Maria Maggiore
  • Colosseo
  • Fori Imperiali

Per creare un ritmo di pubblicazione vincente, si devono suddividere gli articoli senza tralasciare nessuna categoria del blog.

Ipotizziamo che il vostro blog sia suddiviso nelle sezioni:

  • Chiese
  • Piazze
  • Musei
  • Tour

Nella categoria “Chiese” rientreranno la Basilica di San Pietro e quella di Santa Maria Maggiore, in “Musei” troveremo i Musei Vaticani, in “Piazze” Piazza di Spagna e, nella sezione “Tour” si potrebbero inserire il Colosseo e i Fori Imperiali.

Dopo aver categorizzato gli articoli, si deve stabilire ogni quanto tempo aggiornare le sezioni, quindi, se avete deciso di scrivere due post a settimana, una soluzione potrebbe essere quella che segue.

1° settimana:

  • Piazze: Piazza di Spagna
  • Chiese: Santa Maria Maggiore

2° settimana:

  • Musei: Musei Vaticani
  • Tour: Colosseo e Fori Imperiali

In questo modo parliamo di argomenti diversi ma correlati, dando una ventata di freschezza al blog che offrirà contenuti sempre differenti e nessuna categoria resterà vuota a scapito di altre.

Strumenti utili alla redazione

Anche in questo caso, esistono diversi programmi per creare un piano dei contenuti e secondo me il più valido resta Google Docs, ma io preferisco sempre realizzarlo a mano, su carta, e tenerlo a portata di mano nel mio planner – a proposito, qui trovate la mia recensione su un ottimo prodotto pensato appositamente per i blogger e no, non è un articolo sponsorizzato perché nessuno mi ha pagata per scriverlo: Inspiration, il planner i per blogger: la mia opinione+esperienza-.

Per controllare a colpo d’occhio che tutto sia equilibrato nel suo insieme, uso il sistema dei colori, associandone uno a ogni categoria del blog.

Si tratta dello stesso metodo di cui mi avvalgo quando le strutture ricettive mi contattano per creare insieme un piano editoriale, anche se poi può essere personalizzato, per esempio molti trovano comodo riportare tutto in un sistema a tabelle.

Recentemente un cliente mi ha chiesto di realizzare un calendario dei contenuti per il suo B&B usando un grafico a torta, quindi i metodi di personalizzazione sono davvero infiniti – se avete un’idea da propormi, vi invito sempre a dare uno sguardo alla pagina Lavora con me e a contattarmi per una chiacchierata senza impegno-.

Criticità del piano dei contenuti

Spesso accade che, mettendo mani al piano dei contenuti, questo vada a scontrarsi con il calendario editoriale, soprattutto per quanto riguarda le date.

Se, ad esempio, c’è in programma un articolo sul Colosseo per una certa data, ma avete già parlato di un altro museo nell’articolo precedente, tutto deve essere ritoccato.

La difficoltà maggiore sta proprio nel trovare un equilibrio, ecco perché è fondamentale usare questi due strumenti come base di partenza, ma per funzionare non devono essere troppo rigidi, altrimenti si finisce per esserne schiavi, perdendo opportunità di crescita per il blog.

Il discorso è molto ampio e non può ridursi allo stilare un elenco di titoli.

Creare un calendario editoriale che proceda di pari passo al piano dei contenuti significa tenere conto di una serie di variabili.

Quali?

  • Nicchia di mercato
  • tendenze della ricerche
  • stagionalità

Sono elementi validi in ogni settore, ma noi li decliniamo al mondo dell’ospitalità.

Nicchia di mercato

Per sapere cosa e quando scrivere, serve una perfetta conoscenza del target di riferimento. Nel caso del blog di una struttura ricettiva, la nicchia dei lettori deve combaciare con il segmento di mercato in cui si opera.

Un hotel di lusso si rivolgerà a un certo tipo di lettori, mentre un agriturismo in campagna dovrà lavorare attorno agli argomenti del settore green e del relax.

In pratica, il calendario dei contenuti va redatto sulla base degli interessi del proprio pubblico di riferimento, altrimenti ci vuole un attimo ad andare fuori tema, parlando di cose che non porteranno mai nuovi clienti.

Tendenze delle ricerche

Ancora una volta, abbiamo gli utenti in primo piano.

Capire cosa cercano è importante per indirizzare il piano dei contenuti.

Se viene fuori che la parola chiave “escursioni a cavallo” è in crescita o comunque ha un volume interessante, potrebbe essere un’ottima idea parlare dei maneggi della vostra zona e rimandare a un altro momento la pubblicazione dell’articolo che avevate in programma.

Il tutto va gestito e programmato senza però diventare schiavi del trend di ricerca. In sostanza, ci vuole equilibrio.

Stagionalità

Su questo punto si potrebbe davvero scrivere un libro, perché il concetto di stagionalità applicato alle strutture ricettive apre un mondo di considerazioni.

Per sintetizzare, diciamo che le ricerche degli utenti sono molto influenzate dagli eventi nei vari periodi dell’anno.

Facciamo qualche esempio pratico.

  • Se nella vostra città organizzano un concerto, sicuramente si registrerà un aumento nel volume di ricerca non solo sulle informazioni pratiche dell’evento, ma anche su una serie di query correlate come “dove mangiare/dormire a…”. Questa potrebbe essere l’occasione per realizzare una guida sui migliori ristoranti della città, magari creando, parallelamente, una promozione ad hoc per chi soggiorna da voi, da promuovere sui canali social e sul vostro sito web -ecco perché blog e sito, pur essendo diversi, devono lavorare di pari passo-.
  • Il settore degli sport invernali rappresenta una quota importante degli introiti turistici soprattutto in Nord Italia. A partire da Novembre, si registra un aumento delle ricerche relative agli impianti sciistici e ai corsi di scii. Anche in questo caso, se vi trovate in zona, approfittatene e scrivete una serie di articoli che ruotano attorno a questi argomenti. Se poi riuscite a offrire uno sconto ai vostri clienti su un dato corso di scii, state certi che, molto probabilmente, avrete fatto bingo.

Ricapitolando:

  • il calendario editoriale precede il piano dei contenuti;
  • entrambi questi strumenti devono essere flessibili;
  • la fase di redazione presuppone una conoscenza approfondita del mercato e del web.

Si tratta, dunque, di uno strumento base per gestire un blog professionale, ovvero in grado di portare introiti diretti e indiretti, accrescendo il valore della vostra azienda.

Voi come realizzate il piano dei contenuti? Avete considerazioni da aggiungere?

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Piano editoriale per il blog di un hotel: cos’è e come si fa

piano editoriale per un blog d'hotel

Il calendario editoriale è uno strumento importantissimo per gestire un blog professionale. Oggi decliniamo l’argomento al mondo dell’ospitalità e vediamo come creare un piano editoriale per il blog di un hotel.

Contenuti e formato del calendario editoriale

Il calendario, o piano editoriale, è utile per la gestione dei contenuti, quindi include tre sotto argomenti:

  • il tema di cui parlare nel blog;
  • il titolo degli articoli;
  • la data di pubblicazione.

In rete esistono tantissimi strumenti da usare per facilitare il lavoro, a partire dalla primissima fase di redazione.

Ad esempio, una delle soluzioni più gettonate è creare un documento Excel da stampare e tenere sulla scrivania. Altri preferiscono strumenti dalle multifunzionalità, come Google Docs, il programma di videoscrittura che permette di creare documenti allegando immagini e condividendoli con altri utenti.

Io ho una memoria molto fotografica e appartengo alla vecchia scuola, quindi, per me, nonostante l’utilità di questi strumenti, nulla può sostituire carta e penna. Quindi ho scelto di creare il mio calendario editoriale in forma cartacea ed è la stessa cosa che faccio spesso anche con chi si rivolge a me.

In questo modo è più semplice avere tutto sotto controllo con un solo colpo d’occhio, senza dover aprire nessuna finestra sullo schermo del pc, cosa che comporta, inevitabilmente, una lettura più distratta e superficiale.

Ma partiamo dall’inizio.

Creare un piano editoriale per il blog di un hotel: le fasi di realizzazione + esempio

piano editoriale per un blog d'hotel

Redigere un calendario editoriale significa partire dalla raccolta delle informazioni, per poi organizzarle in modo sempre più specifico.

Cercare le informazioni implica capire quali sono gli argomenti di tendenza del settore.

In sostanza, bisogna comprendere quali informazioni gli utenti cercano sul web e come lo fanno.

Un primo lavoro di scrematura si fa con Google Trends, uno strumento gratuito che analizza il volume di ricerca delle parole chiave, quelle che, per intenderci, gli utenti digitano sulla tastiera nel momento in cui fanno una determinata ricerca.

Ad esempio, provando a inserire la query “hotel di lusso a Roma”, Google Trends mostra l’andamento degli ultimi 12 mesi in Italia, suddividendo il volume di ricerca anche regione per regione e include le ricerche correlate, simili all’argomento chiave.

Se la query è popolare, significa che gli utenti sono probabilmente interessati a soggiornare in certi tipi di strutture. Quindi, se avete un hotel a 5 stelle nella capitale, potreste redigere un articolo spiegando il vostro concetto di lusso, magari creando una promozione ad hoc sul sito web, da promuovere parallelamente all’articolo sul blog.

Strumenti come Google Trends sono utilissimi, ma lasciatemi dire che sono di contorno, perché la redazione di un piano editoriale deve basarsi su un progetto più articolato. Se il vostro albergo si trova in una città d’arte e scegliete di parlare delle attrazioni turistiche del luogo, le pubblicazioni devono basarsi sui monumenti e gli eventi culturali a prescindere dal volume di ricerca delle parole chiave.

Esempio di redazione di un piano editoriale per il blog di un hotel

Facciamo un esempio concreto e creiamo una bozza di calendario fingendo di avere una struttura ricettiva a Roma.

Ricerca delle informazioni

Il primo passo è cercare le informazioni giuste, ovvero capire cosa visitare a Roma e stilare un elenco.

  • Colosseo
  • Fori Imperiali
  • Altare della Patria
  • Musei Vaticani
  • Piazza San Pietro
  • Trastevere
  • Piazza di Spagna
  • Basilica di Santa Maria Maggiore

Titolo degli articoli

Dopo aver trovato degli argomenti di cui parlare, occorre creare un titolo accattivante, in grado di catturare l’attenzione dei lettori.

Volete parlare del Colosseo? Bene, in quale chiave? Il titolo serve a indicare proprio questo, anche qui faccio alcuni esempi perché scrivere un post intitolato “Visitare il Colosseo” non funzionerebbe.

Alcune soluzioni potrebbero essere:

  • La storia segreta del Colosseo: i dettagli che nessuno conosce.
  • Visite guidate al Colosseo: prezzi e consigli.
  • Quando visitare il Colosseo: gli orari migliori.
  • Colosseo con bambini: tour e visite guidate.

Il trucco è andare in profondità, sviscerando a fondo un argomento e targettizzarlo per una nicchia definita di lettori.

Chiaramente si deve rispettare ciò che si anticipa perché gli utenti si aspettano di trovare quello che si indica nel titolo. Rompere questa promessa significa deludere i lettori, che difficilmente torneranno sul blog, quindi dovete essere onesti. Se dite di affrontare un argomento, poi dovete farlo, non si può barare.

Ogni quanto pubblicare nel blog?

L’ultimo passo è stabilire le date di pubblicazione. Qui entriamo in un discorso molto complesso, perché non c’è una risposta univoca.

Ogni quanto tempo pubblicare su un blog?

C’è chi dice tutti i giorni, almeno il primo anno, chi una volta a settimana, chi due, c’è persino chi pubblica una volta al mese.

Io preferisco pubblicare meno ma farlo bene, quindi non esiste una regola fissa. Personalmente, dico di pubblicare quando si ha qualcosa di interessante da raccontare, perché non ha senso riempire il blog di articoli che servono solo a tappare i buchi.

Dunque, dopo aver stabilito la vostra frequenza di pubblicazione, assegnate una data a ogni articolo.

Esempio:

  • Colosseo 4 Gennaio;
  • Fori Imperiali 12 Gennaio;
  • Altare della Patria 19 Gennaio.

A questo punto, la bozza del calendario editoriale è pronta.

Ma a cosa serve, esattamente, tutto questo?

Perché redigere il piano editoriale

Il piano editoriale è indispensabile per:

  • rispettare la frequenza delle pubblicazioni;
  • controllare i titoli;
  • avere una programmazione del lavoro da svolgere.

Vediamo meglio questi punti.

Rispettare la frequenza delle pubblicazioni

Anche se ognuno decide la propria, che come abbiamo visto può essere molto variabile, pubblicare a giorni definiti invoglia gli utenti a tornare perché sanno di trovare materiale sempre nuovo.

Inoltre, pubblicare costantemente, aiuta il blog a ottenere migliori risultati in termini di Serp. Significa che Google tende a mostrare più facilmente gli articoli dei blog aggiornati con una certa frequenza rispetto a quelli dove si scrive una volta ogni tanto.

Controllare gli articoli per titolo e argomento

Scrivere titoli troppo simili -o peggio, duplicati- è controproducente in quanto si danneggiano a vicenda a livello di Serp -cioè delle posizioni in cui vengono mostrati all’interno dei motori di ricerca-.

Il consiglio è quello di declinare un argomento sotto diverse angolazioni, in modo da ottenere titoli dalle sfumature differenti.

Riprendiamo l’esempio del Colosseo:

  • Visite guidate al Colosseo: prezzi e consigli
  • Quando visitare il Colosseo: gli orari migliori

Abbiamo due articoli molto somiglianti a livello di contenuto, ma le parole chiave sono diverse, quindi entrambi i post hanno la possibilità di ottenere buoni risultati in termini di visualizzazioni, perché non entrano in competizione tra loro.

Programmare il lavoro

Infine, l’utilità indiscussa del piano editoriale, sta nella programmazione, perché vi aiuterà ad avere un elenco di argomenti da portare avanti anche nei periodi in cui vi mancherà l’ispirazione. O, semplicemente, per non restare a corto di idee nel momento in cui non avrete il tempo di cercare nuovo materiale.

Insomma, il piano editoriale è alla base di ogni blog professionale perché portare tutto avanti senza un minimo di programmazione equivale a costruire una casa senza le fondamenta e basta un imprevisto per mandare tutto in tilt.

Avete bisogno di un aiuto per la redazione del vostro calendario editoriale? Non esitate a scrivermi. Dopo una chiacchierata senza impegno, lavoreremo a braccetto per creare un piano editoriale interamente cucito sul vostro blog. Per saperne di più, vi rimando alla pagina Lavora con me

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Tre alternative per gestire il blog di un hotel

gestire il blog d un hotel

Siete alla ricerca di una strategia a lungo termine per rafforzare la vostra presenza sul mercato e distinguervi dai competitors. La scelta di aprire un blog aziendale è un ottimo punto di partenza.

Il dietro le quinte di un blog, però, è un lavoro a tutti gli effetti, dunque è fondamentale stabilire chi si occuperà di gestire il blog del vostro hotel.

Occuparsi di un blog aziendale non è uno scherzo, perché se questo funziona, contribuisce direttamente al successo di un’impresa. Se tutti possono scrivere su un blog amatoriale senza particolari aspettative, le cose cambiano drasticamente quando dietro c’è un progetto di business.

Mandare avanti un blog, infatti, è un lavoro dalle mille sfaccettature che richiede competenze diverse.

Vediamone insieme qualcuna partendo dalle basi.

Per gestire un blog professionale occorrono:

  • perfetta conoscenza della grammatica e della lingua italiana;
  • uno stile di scrittura fluido e coinvolgente, capace di catturare e mantenere l’attenzione del lettore;
  • capacità di attingere alle varie fonti, distinguendo i dati e le notizie reali dalle fake news;
  • competenze di scrittura per il web -molto diversa da quella su carta-;
  • studio delle tecniche di ottimizzazione per i motori di ricerca;
  • conoscenza della piattaforma su cui si opera.

Come possiamo vedere, si tratta di una serie di competenze molto precise che non tutti hanno. Quindi, delegare la gestione del blog al parente di turno perché – citazione- “ci sa fare con Internet”, equivale a buttare dalla finestra soldi, tempo ed energia.

Perché il blog possa funzionare, deve essere mandato avanti con tutti i crismi.

Io vi propongo 3 alternative, valutandone i pro e i contro.

Gestire il blog di un hotel: tutte le soluzioni

gestire il blog d un hotel

Dato che stiamo parlando di blog aziendali, potete occuparvi di tutto voi albergatori, delegare la gestione a un dipendente o assumere un professionista esterno.

Vediamo queste soluzioni nel dettaglio.

Quando a gestire il blog è il titolare dell’albergo

Se lavorate con una buona squadra, potete delegare alcuni dei vostri compiti allo staff e gestire tutto voi, in quanto non siete solo i titolari dell’hotel, ma anche del blog.

Almeno, potete pensare di farlo se ne avete le capacità, quelle elencate nel paragrafo precedente.

Certo, si tratta di una buona soluzione a livello economico perché in questo modo non avete nessun costo da affrontare, però, a lungo andare, difficilmente funziona.

Perché?

I compiti di un albergatore sono altri. Mandare avanti il blog -che per essere redditizio deve funzionare- vedrebbe aumentare considerevolmente le vostre mansioni. La redazione dei contenuti può essere delegata, ma la vostra presenza e le attività che svolgete no.

Perché la verità è una. Anche se lavorate a fianco di persone preparatissime, ci sono delle cose delle quali dovete necessariamente occuparvi in quanto titolari, attività che non possono svolgere i receptionist e nemmeno i capi area, se non in caso di emergenza.

Pensate solo alla questione contabile, fino alla ricerca dei migliori contratti per riempire le camere con TO e agenzie. Senza contare, poi, la presenza attiva sul territorio, nel caso decideste -saggiamente- di uscire dall’ufficio e fare un po’ di pubbliche relazioni per aumentare la visibilità della vostra struttura ricettiva.

Io non credo si possa avere il tempo di fare tutto e a qualcosa bisogna rinunciare. Ma trascurare mansioni di questo genere equivale a mettere da parte i fondamenti del vostro lavoro.

Un hotel non vive di solo blogging, il blog è uno strumento in più, utile a promuovere l’albergo, ma non vi porterà da nessuna parte se alla base non c’è un’ottima gestione, cosa di cui potete e dovete occuparvi voi personalmente.

Affidare la gestione del blog al personale

Magari all’interno dello staff c’è un elemento che spicca sugli altri, dotato delle capacità per svolgere questo compito? Non è una cosa insolita, perché oggi molti receptionist hanno competenze informatiche che vanno ben oltre il pacchetto Office, quindi potrebbe sembrarvi la soluzione ottimale.

Ma c’è da considerare una variabile di non poco conto.

Occuparsi di un blog non significa mettere insieme quattro frasi ogni tanto.

Occorre programmare un calendario editoriale, stabilendo cosa e quando scrivere sul blog, rispettare la frequenza di pubblicazione, redigere gli articoli in chiave SEO e formattarli per il web. Il tutto tenendo conto delle immagini, dei video e della diffusione stessa degli articoli, che vanno pubblicizzati per avere un ritorno in termini di visibilità.

Un receptionist non può avere tutto questo tempo durante il turno, altrimenti come fa a svolgere le mansioni tipiche della sua professione?

Diciamoci la verità. Io ho lavorato tempo tempo come receptionist in strutture diverse per tipologia e servizio. Non dico che non ci siano momenti morti, soprattutto in bassa stagione. Però questo tempo potrebbe essere usato per fare altro, come rispondere alle recensioni, modificare disponibilità e prezzo delle camere, oppure creare eventi e promozioni particolari.

Inoltre, il receptionist è l’immagine dell’hotel e non importa quanto possa essere impegnato nel lavoro di back-office. La sua priorità è occuparsi degli ospiti, in primis dandogli la giusta attenzione. Vi immaginate un receptionist che liquida i clienti in due minuti perché è alle prese con la pubblicazione di un articolo?

Ecco perché nemmeno questa soluzione può funzionare nel lungo periodo.

Delegare un professionista esterno

Delegare la gestione del blog dell’hotel a un professionista esterno è la soluzione ottimale che consiglio sempre.

Qual è il professionista ideale?

Sicuramente un creatore di contenuti, meglio ancora se specializzato nel blogging, orientato a una scrittura nella sfera del comparto turistico.

Certo, ci sono molti blogger che scrivono di svariati settori, ma il turismo è una nicchia molto tecnica che presuppone un bagaglio culturale multipotenziale.

Chi scrive attorno al mondo del turismo parla di:

  • viaggi
  • attrazioni turistiche
  • storia e tipicità del territorio e molto altro

Il tutto accompagnato da un linguaggio evocativo, capace di suscitare emozioni e curiosità nei lettori.

Rivolgersi a un professionista esterno significa pagarlo, ma se il risultato è egregio, il denaro che tirate fuori non è un costo, bensì un investimento a lungo termine, che rientra nel lavoro di promozione della vostra struttura.

Inoltre, cosa non da poco, assumere qualcuno per scrivere significa avere una figura concentrata unicamente sul blog, che si occuperà di tutto, senza dividersi per portare a termine altre mansioni, trascurando dettagli fondamentali per il servizio ai clienti.

Voi quale soluzione avete scelto per gestire il blog della vostra struttura ricettiva? Se vi va, raccontatemelo nei commenti.

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Cosa scrivere sul blog di una struttura ricettiva

cosa scrivere sul blog di una struttura ricettiva

Avete scelto di fare il grande passo, decidendo di aprire un blog aziendale per promuovere la vostra struttura? Bene, ora passiamo al punto successivo e cerchiamo di capire cosa si può scrivere nel blog di un’azienda che lavora nel campo dell’accoglienza.

Negli articoli precedenti ho parlato soprattutto di progetti legati a blog d’hotel, oggi invece vediamo come sia possibile declinare tutto alle peculiarità di qualsiasi struttura ricettiva.

Popolare di contenuti il blog di una struttura ricettiva

Partiamo da un presupposto: scrivere contenuti per il blog di una struttura ricettiva è un po’ più difficile rispetto ad altre realtà aziendali.

Per capire il motivo di questa affermazione, dobbiamo ricordare un fatto molto semplice, ovvero la necessità di rivolgersi ai lettori in quanto possibili clienti, intercettandone bisogni e aspettative. Quindi, nel caso ad esempio di un hotel, parlare del servizio offerto non è sufficiente, perché per questo esiste già il sito web della struttura.

Blog o sito web?

A proposito, riepilogo un attimo la differenza tra i due, perché sono strumenti che devono sì lavorare di pari passo, ma molto diversi per natura e funzionalità.

  • Il sito web è un insieme di pagine statiche che contengono la presentazione della struttura e l’elenco dei servizi. Serve per raccogliere le prenotazioni dirette, quindi va bene per quei clienti già decisi a soggiornare dalle vostre parti.
  • Il blog è una raccolta di contenuti utili al lettore, che arriva in cerca di informazioni. In altre parole, non è detto che un lettore sia anche un cliente. Potrebbe diventarlo in seguito, solo dopo che avrete costruito con lui un rapporto di fiducia, grazie alla vostra credibilità e autorevolezza. In un certo senso quindi, lavorare con il blog per farsi conoscere, rappresenta il passo precedente alle prenotazioni dirette sul sito web.

Detto questo, è chiaro che riportare sul blog le stesse informazioni presenti sul sito non funziona. Nemmeno raccontare come smacchiate le lenzuola vi porterà lontano.

Gli articoli, infatti, devono essere appetibili per chi legge, quindi occorre prima impostare una buona base di lavoro da cui partire. Per base intendo la scelta di un argomento chiave, per poi sviscerarlo sotto ogni punto di vista e riempire il blog di contenuti utili.

Ma come fare?

Lo vediamo nel prossimo paragrafo.

Cosa scrivere sul blog aziendale nel campo della ricettività

cosa scrivere sul blog di una struttura ricettiva

Scegliere cosa pubblicare sul blog di una struttura orientata all’accoglienza dei turisti, significa soprattutto analizzare le peculiarità dell’azienda e capire cosa vi differenzia dagli altri.

Si può iniziare lavorando su quattro macro aree:

  • tipo di azienda
  • servizio offerto
  • fascia di clientela
  • realtà del territorio

Analizziamole più nel dettaglio

Tipologia della strutture ricettiva

Questa è la base da cui iniziare perché vi aiuterà a focalizzarvi meglio anche sui punti successivi.

Ad esempio, in media, un B&B si caratterizza per una presenza più breve degli ospiti rispetto a un agriturismo, che invece basa la sua attività sul concetto del relax.

Nel caso dei soggiorni brevi significa che, molto probabilmente, gli ospiti sono interessati a informazioni spicciole e concrete, come la frequenza dei mezzi di trasporto, a scapito di altre, come potrebbe essere la storia del territorio.

Il servizio offerto

Chiaramente, un hotel di lusso offre un servizio molto diverso rispetto ad un ostello, dove nessuno si aspetterà di trovare il concierge o il servizio in camera. Tenere conto del servizio che vi caratterizza è fondamentale, perché vi aiuterà a comprendere meglio di cosa parlare all’interno del blog, fornendo informazioni utili a chi vi legge. Questo si collega direttamente al punto successivo.

Tipologia degli ospiti

Analizzare chi sono i vostri clienti è importantissimo perché vi permette di capire:

  • la fascia media di età;
  • il background culturale;
  • gli interessi e le aspettative.

Accogliete persone che viaggiano soprattutto per affari? Bene, allora concentratevi sui ristoranti e gli orari delle banche ed evitate di parlare del Festival della Porchetta.

La realtà del territorio

Arriviamo a un altro punto chiave per capire cosa scrivere sul blog, perché territorio e contenuti devono andare a braccetto.

Se siete al mare, non parlate di escursioni in montagna.

Il trucco è concentrarvi su ciò che offre la vostra zona, raccontandolo al meglio.

Ora che abbiamo analizzato l’argomento dei contenuti, vi lascio degli esempi pratici da cui partire.

Se poi volete approfondire il tutto o parlarmi in dettaglio della vostra idea, contattatemi e sarò felice di aiutarvi. Nel frattempo, per avere un’idea più chiara di come posso aiutarvi, vi rimando alla pagina Lavora con me.

Esempi pratici di contenuti per le strutture ricettive

In questo elenco troverete qualche dritta per capire la tipologia di articoli da scrivere per il blog della vostra impresa in base alle sue caratteristiche.

Gli esempi vertono su sei tipi di aziende turistiche:

  • hotel sul mare
  • hotel di montagna
  • strutture nelle città d’arte
  • hotel nei piccoli centri
  • campeggi
  • agriturismi

Hotel in città di mare

Chi gestisce una struttura sulla costa è avvantaggiato perché dispone di una risorsa preziosa che attira gente in qualsiasi periodo dell’anno.

Soprattutto in estate, spesso gli ospiti sono talmente presi dal mare che tendono a lasciare in secondo piano tutto il resto. Eppure, anche in questo caso gli albergatori possono fare molto per offrire contenuti interessanti. Come? Basta parlare del mare, declinandolo sotto tutti gli aspetti.

Ecco qualche esempio:

  • le spiagge più belle;
  • le spiagge adatte ai bambini;
  • le spiagge libere;
  • i migliori ristoranti di pesce della città;
  • gli eventi legati al mare – regate e gare sportive-;
  • la presenza di scuole di windsurf e kitesurf;
  • i riconoscimenti ottenuti dal comune per la qualità dei servizi.

Va da sé che i contenuti devono essere adattati alla vostra tipologia di clientela. Ad esempio, una fascia di età media elevata non troverà interessanti gli articoli dove si parla di attività per bambini.

Piccolo hotel di montagna

Gestite una piccola struttura in montagna? Chiedetevi cosa si aspetta di trovare chi soggiorna da voi.

Di solito, possiamo sintetizzare queste aspettative in due fasce di interessi:

  • gli sport invernali
  • il relax

Partite da questi punti e sviscerateli per bene.

Esempi:

  • scuole di scii nel territorio;
  • corsi di scii per principianti;
  • corsi di scii per bambini;
  • come iniziare a sciare;
  • piste sciistiche in zona;
  • trekking e itinerari naturalistici;
  • cosa fare la sera in paese – a sua volta declinato in attività/escursioni/palestre/cibo/prodotti tipici da acquistare.

Strutture ricettive nelle città d’arte

Anche in questo caso siete fortunati perché partite da una scelta vastissima.

Cosa fare? Raccontate il territorio sotto tutti i punti di vista, magari suddividendo gli articoli del blog in base ai periodi storici o artistici:

  • Medioevo
  • Gotico
  • Rinascimento
  • storia moderna

Volendo, potete anche creare degli itinerari letterari o, comunque, basati sugli interessi degli ospiti.

Hotel nei piccoli centri

In questo caso partiamo da una difficoltà in più rispetto ad altre situazioni, almeno per due motivi:

  • le strutture ricettive dei paesini spesso soffrono a causa della vicinanza con le grandi città, che mettono in ombra le realtà più piccole;
  • non sempre i piccoli centri hanno risorse fruibili a livello turistico.

Eppure, la soluzione esiste. Guardate al vostro territorio allargando la visione e parlatene in scala provinciale o regionale. Il segreto è concentrarsi sulle specificità.

Qualche esempio?

  • Eventi storici
  • sagre e festival
  • eventi religiosi
  • cucina locale

Campeggi

Se gestite un campeggio e non avete proprio idea di come popolare il blog di contenuti, il vostro target può diventare l’elemento chiave.

Per esempio potreste parlare di attrezzatura da campeggio, recensire i prodotti della vostra nicchia oppure indicare le migliori assicurazioni per camper e roulotte.

Si tratta di argomenti molto settoriali che però saranno sicuramente interessanti per i campeggiatori abituali e, perché no, anche per chi è attratto da questo tipo di vacanza slow ma non l’ha mai provata.

Agriturismi

Come dicevo all’inizio dell’articolo, chi soggiorna in agriturismo di solito è alla ricerca di una vacanza o di un fine settimana all’insegna del relax e della natura. Quindi sarà molto propenso a scoprire anche gli aspetti meno conosciuti del territorio.

In questo caso:

  • parlate degli itinerari più suggestivi della zona;
  • indicate i tour enogastronomici più rappresentativi;
  • raccontate il cibo in chiave esperienziale, spiegando da dove viene, come vengono coltivati i prodotti della terra e la loro storia in cucina.

Come abbiamo visto, scrivere sul blog di una struttura ricettiva significa -in sostanza- raccontare il territorio.

Alcuni tipi di strutture sono avvantaggiate, soprattutto nel caso si trovino in contesti molto turistici, ma con un po’ di ingegno è possibile trovare argomenti interessanti anche nel caso di realtà meno conosciute. Soprattutto per queste ultime, il blog non solo è fattibile, ma anche consigliabile, perché rappresenta un’ottima strategia di promozione aziendale.

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Hotel Marketing

Come strutturare il blog di un hotel

strutturare il blog di un hotel

In questo articolo parliamo di come strutturare e personalizzare il blog di un hotel.

Com’è fatto un blog

strutturare il blog di un hotel

Prima di passare alla pratica, vediamo cos’è un blog e quali sono gli elementi principali.

Possiamo definire -molto semplicemente- un blog come un contenitore virtuale di articoli. Si compone di 3 sezioni principali.

Quali?

Per capire meglio, pensiamo alla prima pagina di un quotidiano, dato che ci sono elementi davvero simili.

La testata superiore

Corrisponde grossomodo allo spazio riservato al titolo del giornale. Si tratta di una striscia che contiene il nome del blog, più, eventualmente, il logo dell’azienda proprietaria. Appena sotto al titolo, in molti casi troviamo anche uno slogan o una frase d’impatto che va a sintetizzare gli argomenti trattati.

La parte centrale

Si rifà al corpo della pagina di un giornale ed è quella in cui vengono mostrati gli articoli pubblicati. Possono essere semplicemente in ordine cronologico – come nel caso di questo blog- oppure in base al numero di letture degli utenti.

La sidebar

Questa terza sezione si trova in genere lateralmente o a piè pagina. Possiamo dire, sempre prendendo come riferimento la prima pagina di un giornale, che corrisponde alla sezione degli approfondimenti. Nel mondo del blogging ha un nome specifico, appunto “sidebar” e include quegli elementi accessori che completano la home page, come, ad esempio, i contatti, i pulsanti di condivisione social e i collegamenti ai canali social collegati al blog.

Pagine o menù?

Parlando di blog, è fondamentale la differenza tra le pagine e il menù. Vediamola insieme.

  • Le pagine sono elementi statici che comprendono informazioni basilari come la presentazione. Volendo, è possibile creare più pagine e suddividerle per argomento. Ad esempio, se guardate la mia homepage, ho scelto di utilizzare 3 pagine: la prima è il Manifesto del blog – che è già una sorta di presentazione- poi, più in basso, trovate anche la pagina Lavora con me, e, per finire, la Privacy Policy che è obbligatoria per legge.
  • I menù sono invece gli argomenti in cui si suddivide il blog e ognuno racchiude una categoria di articoli. Per esempio, io ho diviso i miei viaggi in “Centro Italia” e “Romania” perché sono le mete di cui parlo più frequentemente, poi c’è l’altra categoria che include tutte le altre destinazioni e una sezione riservata solo agli itinerari veri e propri.

Come strutturare il blog di un hotel

Ora che a grandi linee abbiamo visto com’è fatto un blog, vediamo punto per punto come personalizzarne uno nel caso di un piccolo hotel.

strutturare il blog di un hotel

Scelta del template

Tutti gli elementi indicati nei paragrafi precedenti – titolo, corpo centrale, sidebar, pagine e menù- sono comuni a ogni tipo di blog.

Ciò che spesso fa davvero la differenza è la grafica.

Ora, non tutti siamo web designer, almeno non io:-) , per fortuna quindi il web oggi propone tante alternative per venire incontro ai blogger che non hanno competenze tecniche in questo campo. Basta acquistare un tema e personalizzarlo, scegliendo tra le opzioni predefinite, per avere un blog professionale sotto tutti i punti di vista.

Ma cos’è, esattamente, un tema?

Un tema -o template- è un pacchetto grafico che sarà visibile agli utenti che approderanno sul blog per leggere gli articoli, un po’ come gli arredi di una casa, insomma.

Come scegliere il tema?

Oggi si può scegliere davvero tra migliaia di temi, ma ci sono almeno due caratteristiche di cui tener conto.

Il tema dovrebbe sempre essere:

  • a pagamento, per il semplice motivo che quelli professionali hanno molte più opzioni di personalizzazione rispetto a quelli gratuiti;
  • responsive, ovvero in grado di adattarsi ai dispositivi mobili come tablet e smartphone. Questo secondo punto è fondamentale, perché un tema non responsive crea problemi di visualizzazione agli utenti, che tendono ad abbandonare il blog per non farvi più ritorno.

Dopo aver scelto il tema si passa alla personalizzazione vera e propria. Vediamo nel dettaglio gli elementi indispensabili nel blog di un hotel.

Le pagine

Iniziamo dalle pagine che, come accennavo prima, devono essere una presentazione a tutti gli effetti.

A mio parere, quelle che non possono mancare sono tre:

  • Chi siamo;
  • Mission aziendale;
  • Contatti.

Vediamo come impostarle.

La pagina “Chi siamo”

Questa pagina è importantissima perché chi legge si farà un’idea del blog- e quindi di voi e del vostro hotel- in pochi secondi. Quindi, senza inventare nulla, dovete colpire nel segno, presentandovi nel migliore dei modi.

Facciamo qualche esempio.

  • hotel familiare: “siamo una famiglia innamorata dell’ospitalità”;
  • società alberghiera con idee innovative -start up e simili-: “il nostro obiettivo è rivoluzionare il concetto di ospitalità offrendo servizi alternativi”;
  • hotel storico: “siamo un piccolo hotel con una lunga storia alle spalle”.

Mission aziendale

Raccontare la vostra mission aziendale significa parlare dei vostri valori, non solo dell’hotel, ma anche di voi in quanto persone.

Potete farlo con una singola frase a effetto, oppure, ancora meglio, raccontando la vostra storia. In questo caso, potrebbe interessarvi: Creare una cultura d’impresa in hotel

Se ben scritta, questa pagina può includere anche la nicchia di mercato a cui vi rivolgete – turismo di lusso? Sportivo? Familiare?-

Pagina “Contatti”

La pagina dei contatti è fondamentale.

In molti blog si trova quasi nascosta e questo è un grosso errore. Gli utenti devono poterla trovare facilmente, perché sarà la molla che li spingerà a scrivervi e li trasformerà in possibili clienti per l’hotel.

Una pagina dei contatti ben fatta deve contenere:

  • e-mail
  • telefono
  • indirizzo
  • fax
  • canali social

La barra del menù

Il menù è un altro elemento di primaria importanza all’interno di un blog perché raggruppa le categorie dei vari articoli.

Prima della sua realizzazione, quindi, dovete sapere:

  • cosa scrivere sul blog;
  • a chi rivolgervi.

In altre parole, studiate il vostro segmento di mercato e pensate quali argomenti potrebbe apprezzare.

Nel caso di un piccolo hotel in una città d’arte, ad esempio, si potrebbe raccontare il territorio declinandolo in:

  • storia
  • opere a cielo aperto
  • musei

Il tutto va adattato poi in base alla nicchia scelta perché un pubblico maturo avrà esigenze e aspettative diverse rispetto a una fascia under 40.

Il consiglio è di non lasciare mai categorie vuote, semmai è meglio cominciare da due o tre per poi ampliarle nel tempo.

Altri elementi di personalizzazione nel blog di un hotel

Ciò che abbiamo visto fin ora sono i minimi, ovvero gli elementi base da cui partire.

Per rendere un blog più professionale, si deve puntare su elementi aggiuntivi capaci di fare la differenza. Non dimentichiamo, infatti, che il fine ultimo di un blog aziendale è farsi conoscere. Nel caso di una struttura ricettiva, lo scopo è attrarre gli attori del turismo e nuovi clienti.

Ecco cosa aggiungere al blog:

  • sito web
  • mappa
  • galleria fotografica
  • organigramma aziendale

Sito web dell’hotel

Serve a dare tutte quelle informazioni che, se inserite direttamente all’interno del blog, stonerebbero in quanto avrebbero un non so che di troppo pubblicitario.

Aggiungere al blog il link al sito dell’hotel significa invogliare gli utenti a saperne di più e nel tempo questo aumenterà le prenotazioni dirette.

Mappa

Il blog aziendale deve contenere articoli informativi, in grado di risolvere dubbi o problemi degli utenti, o anche fornire ispirazione. Se però mancano gli elementi aggiuntivi che vanno di pari passo al blog, il rischio è quello di mettere troppo in ombra l’hotel, invece è importante che gli utenti capiscano chi scrive i contenuti. Aggiungere quindi la mappa della struttura, serve a localizzare l’hotel, rendendolo un elemento concreto nel tempo e nello spazio, ovvero un luogo fisico facilmente raggiungibile, non un’entità astratta.

Fidatevi se vi dico che funziona, perché si tratta di un piccolo trucco che però invoglierà gli utenti a rivolgersi a voi nel momento in cui avranno bisogno di un hotel nella vostra città.

Galleria fotografica

Va inserita per lo stesso motivo della mappa.

Aggiungere al blog aziendale qualche foto dell’hotel invoglierà gli utenti a visitare il sito web, magari usufruendo dell’offerta appena pubblicizzata per il weekend.

Non serve riempire il blog di foto, ne bastano 5 o 6 tra le più rappresentative della struttura, magari inserite in un carosello per non rubare troppo spazio ai contenuti, che sono e devono restare il pezzo forte del blog.

Organigramma aziendale

Inserire l’organigramma nel blog aziendale è indice di trasparenza, ma non solo.

Nel caso di una piccola struttura ricettiva, è un modo semplice e intuitivo per raccontare ai lettori – possibili clienti- la vostra piccola squadra, che vi renderà reali, a dispetto dello schermo del pc.

A questo proposito vi consiglio di leggere: Come organizzare un organigramma alberghiero

Qui, invece, trovate la seconda parte di questo articolo: Cosa scrivere sul blog di una struttura ricettiva

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Hotel Marketing

Aprire un blog per un hotel? Si, ecco perché!

aprire un blog per un hotel

Aprire un blog per un hotel può rivelarsi una scelta vincente sotto tanti punti di vista, soprattutto per le piccole e medie strutture ricettive.

Differenza tra blog e sito web

A questo proposito, una delle obiezioni che mi capita di ascoltare più frequentemente dagli albergatori è: “Ma io ho già il sito web”.

In realtà, un blog e un sito web sono due strumenti complementari ma diversi.

  • Un sito web è statico, quindi possiamo definirlo come un contenitore di informazioni. Serve per presentare l’hotel e, se ben fatto, porta prenotazioni dirette.
  • Un blog è uno strumento che si evolve. Aggiornandolo costantemente con nuovi contenuti, offre informazioni utili ai lettori, portando a un processo di fidelizzazione difficile da ottenere con il solo sito.

La situazione ideale, dunque, è avere un buon sito web e un blog attivo in modo che lavorino di pari passo. Il blog per informare e il sito per raccogliere le prenotazioni.

Sotto questo punto di vista, il blog serve a rafforzare l’immagine della struttura alberghiera. Si tratta di un lavoro lungo e complesso che, gestito in ottica professionale, aumenta l’autorevolezza del vostro nome.

Come aprire un blog per un hotel

Chiarito questo punto, vediamo i principali passi da fare per aprire un blog aziendale.

Se vi approcciate al blogging per la prima volta, sarete sicuramente disorientati dalle tante alternative in circolazione, quindi cercherò di spiegare tutto molto semplicemente. All’inizio, per me la difficoltà è stata la parte tecnica e non sapevo proprio che pesci prendere.

Intanto, ecco una slide che riassume i punti principali:

aprire un blog per un hotel

Come possiamo vedere, l’apertura di un blog prevede 4 passaggi:

  • acquisto del dominio;
  • acquisto dell’hosting;
  • scelta della piattaforma da utilizzare;
  • acquisto del tema.

Ci sono poi una serie di passaggi altrettanto importanti che però servono a personalizzare il blog, quindi li vedremo in un prossimo articolo. Per il momento concentriamoci sulle basi e vediamo come creare un blog per un hotel.

Acquisto del dominio

Il dominio è il nome del blog.

Una volta scelto non può essere cambiato – o meglio si può, ma è molto difficile- quindi vi consiglio di pensarci bene, scegliendo un nome che vi rappresenti o che, comunque, racconti del vostro progetto.

Siete un ostello? Non sarebbe molto coerente scegliere un dominio del tipo “cameredilusso”.

La scelta migliore secondo me? Usate il nome dell’hotel come dominio per il blog, poi vedremo bene perché.

Acquisto dell’hosting

L’hosting è un servizio che si compra da specifici fornitori ed è il luogo in cui si caricano gli articoli del blog.

Ci sono tante opzioni tra cui scegliere. Nei paragrafi successivi vi parlerò del servizio che uso, per ora mi limito a dire di trovarne uno con assistenza h24 perché, soprattutto all’inizio, i problemi tecnici sono all’ordine del giorno.

Scelta delle piattaforme

Le piattaforme sono rappresentate dai servizi di blogging da caricare sull’hosting. In parole povere sono il dietro le quinte del blog perché è grazie a loro che si possono fisicamente scrivere gli articoli.

Ce ne sono tantissime e ognuna ha le sue caratteristiche, ma le più diffuse sono tre.

Blogger

Si tratta della più semplice perché permette davvero di essere on line in pochi minuti. Lo svantaggio è la poca personalizzazione e un aspetto molto amatoriale in quanto al nome del blog segue l’estensione blogspot.com che va ad appesantire il dominio.

WordPress.com

Funziona come Blogger, quindi è ottimo per gli amatoriali, ma non lo consiglio per chi aspira a una gestione professionale del blog.

WordPress.org

Si tratta di un software che permette di gestire il blog sotto ogni aspetto. Tra l’altro, è l’ideale per chi, come me, non conosce i linguaggi di programmazione, quindi, per esempio, non serve impazzire studiando l’Html.

A questo punto, vi consiglio assolutamente l’acquisto del libro di Andrea Petroni “Professione Travel Blogger”. Essendo un travel blogger, Andrea ha declinato tutto al mondo dei viaggi. Nonostante questo, troverete tantissimi spunti per avvicinarvi al blogging professionale perché i suoi consigli si possono applicare a qualsiasi settore. Inoltre all’interno del libro c’è un intero capitolo dove si parla approfonditamente di tutti i passaggi per aprire un blog, molte informazioni contenute in questo articolo si rifanno proprio alle spiegazioni di Andrea, chiare e semplici come poche altre.

Acquisto del tema

Il tema è il pacchetto grafico che riveste il blog. Esistono temi sia gratuiti che a pagamento.

Per un progetto lavorativo è meglio iniziare da subito con qualcosa a pagamento per avere una personalizzazione maggiore anche riguardo ai colori, che dovrebbero richiamare il più possibile il logo dell’hotel.

Fate attenzione a scegliere un tema responsive, cioè in grado di adattarsi ai dispositivi mobili, che oggi sono lo strumento di connessione principale.

Cosa consiglio io

Dopo aver scelto il nome del blog, per esperienza vi dico di affidarvi a Siteground, dove potete acquistare insieme hosting e dominio.

Potete scegliere fra diversi pacchetti:

  • Start-up è il piano base per iniziare. Ottimizzato per sostenere fino a 10.000 visite mensili, costa 12,99 euro al mese più Iva.
  • Growbig è il pacchetto intermedio, per circa 25.000 visitatori mensili e un costo di 22,99 euro al mese più Iva.
  • GoGeek è il piano per chi ha grandi numeri – è pensato per 100.000 visitatori mensili- e costa 34,99 euro al mese più Iva.

Per non caricarvi di spese inutili, partite con il piano Start-Up e modificatelo in base alla crescita del blog.

Riguardo alla piattaforma, io mi trovo benissimo con WordPress.org perché è personalizzabile al 100% e permette di scegliere tra tantissimi temi grafici. Ho comprato il mio da Cyberchimp perché cercavo qualcosa di minimalista senza troppi fronzoli, ma le scelte sono davvero infinite e ce n’è per tutti i gusti.

Ricapitolando, per aprire un blog:

  • scegliete il nome;
  • acquistate hosting e dominio;
  • caricateci sopra WordPress.org.

Sembra un procedimento difficile, ma in realtà seguendo attentamente i passaggi è fattibile.

Io che a livello tecnico sono pari a zero ho chiesto aiuto a mio cognato e nel giro di un pomeriggio il mio blog era on line.

Se avete qualche soldino a disposizione potete anche far realizzare tutto da un professionista ma chiaramente così aumentano i costi, quindi valutate bene se vi conviene farlo subito o pensare a un aiuto in più solo in un secondo momento.

Perché aprire un blog per un hotel

Ora che abbiamo visto come aprire un blog, vediamo anche perché vale la pena, per una struttura ricettiva, imbarcarsi in questa avventura.

aprire un blog per un hotel

Posizionamento sui motori di ricerca

Prima ho detto che consiglio di scegliere un dominio corrispondente al nome dell’hotel.

Sapete perché?

Il dominio è quello che compare sulla barra dei motori di ricerca. Quindi, ogni volta che gli utenti leggeranno un vostro articolo, avranno davanti il vostro nome.

Scrivere costantemente contenuti di valore significa aumentare le possibilità di finire in prima pagina su Google & co. Con il tempo, il blog- che porta il nome dell’hotel- diverrà familiare consentendo ai lettori di fidarsi di voi. Non solo come scrittori, ma anche come albergatori.

Diventare una fonte affidabile porta alla promozione del nome. Per fare questo, è importante posizionarsi sui motori di ricerca con precise parole chiave, scrivendo per una nicchia ben definita che deve corrispondere alla vostra tipologia di clienti. In altre parole, bisogna sapere cosa e come scrivere, redigendo un buon calendario editoriale.

Aumento della visibilità

Diventare un riferimento per una nicchia di mercato porta visibilità alla struttura, ma tutto deve essere supportato da strategie mirate.

Non serve fare chissà cosa, partite da un paio di punti e concentratevi su quelli.

Qualche esempio?

  • Sfruttate i canali social, cominciando a usarli in modo più professionale. Qui trovate qualche consiglio per iniziare: Usare i social network per lavoro? Si, ma con astuzia!
  • Inserite il nome del blog sui biglietti da visita dell’hotel. Questo modo di promuoversi off line non è affatto scontato perché invoglia gli ospiti a dare un’occhiata al blog e tornare per leggere i nuovi contenuti. Così non solo aumentate il traffico del blog, ma anche la condivisione degli articoli perché chi legge, se trova cose interessanti, tende a postare tutto sui suoi profili social.

Aumento del valore dell’hotel

Aprire un blog per un hotel significa presentarsi come professionisti che non temono di regalare tempo e risorse.

In altre parole, vi allontanate dal “voglio riempire le camere” per intraprendere una strategia di marketing più strutturata.

Facendovi strada a suon di contenuti, offrite un’immagine di alto livello. Con il tempo, diventerete un vero e proprio marchio nel campo dell’ospitalità alberghiera.

Secondo il vocabolario Treccani, il marchio è un

contrassegno originale, grafico o figurativo, applicato ai prodotti di un’impresa per distinguerli dai prodotti simili […] con la finalità di garantire agli acquirenti l’origine […] o la qualità […]; […] si hanno marchi nominativi, emblematici e misti, a seconda che riproducano il nome […] o la sigla dell’impresa, una frase, un motto o un disegno di fantasia […].

Lavorare per diventare un marchio vuol dire imprimere nei lettori un senso di esclusività, qualcosa che non troveranno altrove e vi distingue dagli altri hotel, trasmettendo la vostra unicità.

Aumento delle prenotazioni dirette

Distinguersi dalla concorrenza attraverso contenuti di valore pubblicati sul blog, a lungo andare porterà un aumento delle prenotazioni dirette.

Questo perché si invogliano i clienti, senza ossessionarli con messaggi pubblicitari, bensì fornendo risposte ai loro dubbi/quesiti o semplicemente ispirandoli.

Dare prima di ricevere porta risultati tangibili perché si crea un rapporto di fiducia con i lettori, che solo in un secondo momento diventano possibili clienti. Nel momento in cui avranno bisogno di un hotel, state certi che non andranno dalla concorrenza, ma verranno da voi, scavalcando i portali di prenotazione. Vi scriveranno per e-mail, vi contatteranno telefonicamente o passeranno dal sito. Da qui deriva l’importanza del sito aziendale, che, come dicevo all’inizio, è complementare al blog.

Aprire un blog per una struttura ricettiva, dunque, significa pensare a una gestione a lungo termine e fare personal branding. Due elementi fondamentali per le piccole e medie imprese dell’ospitalità che, a fronte di una concorrenza sempre al ribasso, devono trovare strade alternative per differenziarsi.

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