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Visitare l’Albania tra storia e natura

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In questo articolo vi parlo di cosa visitare in Albania, andando alla scoperta dei siti storici più importanti e della sua natura incontaminata.

Dicono che, sul web, non si dovrebbe mai scrivere troppo per evitare di annoiare i lettori. Io invece vi propongo un articolo molto lungo perché penso sia importante, se state organizzando un viaggio da queste parti, avere una guida il più dettagliata possibile, perché abbiamo a che fare con luoghi legati a stereotipi difficili da cancellare.

Di seguito trovate l’indice per orientarvi tra i vari luoghi citati.

Perché visitare l’Albania

L’ho detto più volte. Come tutti i Paesi che appartenevano alla cortina di ferro, l’Albania convive con una storia complessa, spesso dolorosa, nel tentativo di modernizzarsi senza dimenticare il passato.

Purtroppo, risente -ancora- di molti pregiudizi, forse perché, essendo poco conosciuta, è circondata da un alone di mistero.

Eppure visitare l’Albania significa immergersi in un mondo caratterizzato da una storia millenaria e una natura talmente bella che lascia a bocca aperta.

Vi racconto tutto nei prossimi paragrafi.

Cosa visitare in Albania

Cominciamo proprio dalla storia, che nel Paese delle Aquile si lega a un crocevia di popoli e civiltà.

Data la sua posizione geografica, i contatti e le contaminazioni più frequenti avvennero con i greci, i romani e con i turchi -gli antichi ottomani- che ne hanno influenzato le sorti fino al secolo scorso.

I siti storici di cui vi parlo testimoniano il passato di una terra che ha sempre ingolosito gli antichi, una terra che rappresentava la porta per l’Oriente.

I siti storici

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Nei prossimi paragrafi vi racconto di Butrint e Apollonia, due luoghi simbolo del Paese che non potete perdere in un viaggio in Albania.

Butrint

Butrint è uno dei siti storici più importanti. Questa cittadina ha rivestito un ruolo fondamentale in passato, grazie alla sua posizione strategica poco lontana da Corfù.

Secondo una leggenda, Butrint fu fondata dal principe troiano Eleno, figlio di Priamo, e ha alle spalle una lunga storia di dominazioni straniere.

Da protettorato romano, fu poi conquistata dai bulgari e poi dagli ottomani, diventando ufficialmente albanese solo nel 1912.

I primi scavi al sito archeologico videro la partecipazione di molti studiosi internazionali, anche perché iniziarono negli anni 30 del 900, periodo in cui tutti gli Stati europei, inclusa l’Italia, cercavano di espandere il loro dominio anche attraverso la prevaricazione culturale. In seguito, quando Enver Hoxha salì al potere, cacciò via gli stranieri, inclusi gli archeologi, dando il via al periodo isolazionista albanese.

Butrint, quindi, si è sviluppata turisticamente solo dopo la fine della dittatura e l’Unesco ha dichiarato il sito archeologico Patrimonio dell’Umanità. Dal 2000, inoltre, l’area fa parte del Parco Nazionale di Butrint.

Da non perdere:

  • il teatro
  • il Palazzo Triconico
  • Il Battistero cristiano
  • il Santuario di Asclepio
  • la Villa di Diaport
  • la necropoli

Apollonia

Si tratta del secondo sito storico più importante del Paese ed è il mio preferito. Infatti, non solo ci sono ancora molte cose da scoprire, alimentandone il mistero, ma anche la sua posizione è molto particolare. L’area archeologica si trova praticamente in mezzo al nulla, circondata dalla campagna. Visitare Apollonia dunque significa davvero essere a tu per tu con la storia.

La città fu fondata dai greci in onore del dio Apollo e presto divenne uno snodo centrale per il commercio, purtroppo, sembra, anche degli schiavi.

Trovandosi in un luogo sperduto, l’area non è segnalata ed è molto poco valorizzata, ma io vi consiglio di visitarla proprio perché appartiene a quell’Albania ancora sconosciuta al turismo di massa.

Da vedere:

  • l’agorà
  • l’acropoli
  • il centro monumentale, che include i resti del Tempio Ionico, del teatro e dell’arco di trionfo.

I parchi nazionali in Albania

Pur essendo un Paese piccolo, l’Albania pullula di parchi nazionali, dove la natura è protagonista indiscussa.

Io ve ne consiglio 4 perché sono quelli che ho visitato personalmente:

  • parco del Monte Dajti
  • Divjake
  • Thethi
  • parco nazionale di Valbona
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Parco Nazionale del Monte Dajti

Iniziamo con il parco più conosciuto e più facilmente raggiungibile. Si trova a un quarto d’ora da Tirana e ci si arriva in un batter d’occhio grazie alla funivia.

Trovandosi a due passi dalla capitale, è uno dei più sfruttati a livello turistico e ve lo consiglio soprattutto se viaggiate con bimbi al seguito. All’interno del parco, infatti, ci sono varie attività ricreative pensate appositamente per i più piccoli, come le cavalcate a cavallo e il tiro con l’arco.

I sentieri, poi, conducono all’interno di boschi bellissimi popolati da aquile e orsi. Essendo camminate piuttosto semplici, il Monte Dajti è adatto a tutta la famiglia.

Parco Nazionale Divjake

Si trova a circa due ore di macchina da Tirana ed è uno dei parchi più belli dell’Albania.

All’interno dei suoi quasi 5000 ettari c’è la splendida laguna di Karavasta, un punto di osservazione privilegiato per osservare gli uccelli, soprattutto il pellicano.

Questo luogo è una sorpresa continua. La forza delle maree modifica il paesaggio senza sosta, dando vita a dune di sabbia dalle forme sempre diverse. I punti forti del Divjake sono le escursioni in barca e le passeggiate tra le dune.

L’ultima volta che ci sono stata, all’interno del parco si respirava molta preoccupazione perché una grande multinazionale svizzera voleva costruire un mega villaggio proprio a ridosso dell’area protetta. Ancora una volta, tutto questo deve farci riflettere sull’importanza di un turismo responsabile, che non deve sfruttare il territorio ma valorizzarlo. Forse questa è la sfida più grande per l’Albania, come per tutti i Paesi dove il turismo è un fenomeno recente.

Parco Thethi

Situato vicino al lago di Scutari, al Thethi la storia strizza l’occhio alla natura.

Le grotte e le cascate naturali fanno da cornice a importanti edifici storici, come la Chiesa Francescana e l’antica Torre di Isolamento, oggi trasformata in un punto di accoglienza turistica e un centro culturale.

Da visitare all’interno del parco:

  • il laghetto dell’Occhio Blu
  • la cascata di Grunes

Questo luogo è molto importante non solo a livello naturalistico, ma anche per il sostentamento delle famiglie del posto, presso le quali si possono fare delle vere esperienze di ecoturismo.

Parco Nazionale Valbona

Nella lista sulle cose da visitare in Albania non poteva mancare il Valbona, un luogo dalla bellezza disarmante dove ho davvero lasciato il cuore.

Questo parco meriterebbe un articolo a parte perché è impossibile raccontare tutto in poche battute.

Si trova all’estremo Nord del Paese, a confine con il Kosovo e il Montenegro. Dalla capitale sono circa 8 ore di viaggio. Nonostante ci siano diversi mezzi per raggiungerlo, vi consiglio di noleggiare una macchina perché il percorso per arrivare è davvero impegnativo, soprattutto se viaggiate con i bambini.

Eppure, credetemi, non ve ne pentirete.

Da vedere:

  • le Valli Ghiacciate, a Kukaj;
  • le sorgenti e i pini di Valbona;
  • la grotta, a Dragobia.

Valbona è uno di quei luoghi dove l’uomo si sente insignificante a cospetto di una natura tanto selvaggia.

Da queste parti le aspre cime delle Alpi sono abitate solo dalle aquile e, soprattutto una volta, le condizioni di vita erano talmente difficili che la gente parlava di “Montagne Maledette”.

Oggi, nonostante una vita ancora legata alle tradizioni, gli abitanti di Valbona vivono soprattutto di turismo, anche in questo caso praticato in modo eco. Le uniche soluzioni per dormire, infatti, sono gli ostelli o le stanze messe a disposizione dai residenti.

Se cercate lusso e comodità, Valbona non fa per voi. Se invece volete scoprire un pezzo della vera Albania, allora la gente del posto vi accoglierà a braccia aperte.

Attività consigliate:

  • pesca
  • kayak
  • trekking

Visitare l’Albania: i laghi

Una vacanza al lago non è solo relax, ma anche scoperta. Soprattutto in Albania, avrete la possibilità di assaggiare i cibi locali e toccare con mano borghi talmente piccoli che difficilmente troverete nelle guide turistiche.

Io vi parlo di 3 laghi, uno più bello dell’altro, dove sono stata nel corso degli anni:

  • Scutari
  • Prespa
  • Ocrida
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Lago di Scutari

Restiamo al Nord del Paese, con il lago più famoso di tutta l’Albania.

Chi si definisce viaggiatore- mettendo distanze inutili dai turisti, distinzioni che in realtà non servono a nessuno- tende a evitare il lago di Scutari perché è molto frequentato.

Io che ci sono stata alcuni anni fa, posso dire che, soprattutto in settimana, una gita da queste parti fa rima con tranquillità. Tra escursioni in barca e passeggiate in bicicletta, si possono anche ammirare gli uccelli e visitare fortezze e monasteri disseminati lungo la riva del lago.

Quindi non solo vi consiglio Scutari, ma dico convintamente che è un luogo molto suggestivo, ideale per adulti e bambini.

Lago di Prespa

In realtà sono due laghi differenti, uno più grande e l’altro più piccolo, situati tra Grecia, Macedonia e Albania- siamo infatti nella parte più orientale del Paese-.

Grazie alle acque tranquille e alle spiagge sabbiose, questi laghi sono adatti anche ai bambini. Quando ci sono stata io, la parte albanese non era molto organizzata. Per questo, se volete passare la giornata in spiaggia, vi consiglio di portare con voi teli, asciugamani e pranzo al sacco.

Da vedere: isola di Maligrad, dove si trovano i resti di una chiesa bizantina dichiarata Monumento Culturale d’Albania.

Lago di Ocrida

Orhid in albanese, questo lago è il più antico d’Europa e abbraccia anche una parte di Macedonia.

Patrimonio Unesco dal 1979, è un ottimo punto di partenza per visitare le attrazioni del luogo -noi ci concentriamo sulla parte albanese-.

  • Pogradeci, località poco conosciuta dai turisti stranieri, da vedere per il castello che sembra uscito da una fiaba.
  • Selca, famosa per le tombe monumentali, bellissime anche se poco valorizzate.
  • Riserva Naturale Drillon, si sviluppa attorno a una sorgente. Ideale per passeggiare nella natura, fare gite in barca e assaggiare la cucina del posto, dove la trota è il piatto principale.
  • Villaggio Lin, uno dei luoghi più autentici dell’Albania. Il Villaggio Lin è praticamente sconosciuto al turismo di massa e qui il tempo sembra essersi fermato. Da non perdere la chiesa bizantina del villaggio, che al suo interno custodisce un mosaico molto prezioso.

Le spiagge più belle d’Albania

Concludo questo articolo con una carrellata sulle spiagge più belle del Paese, almeno secondo il mio punto di vista. Perché una vacanza nel Paese delle Aquile significa anche sole, relax e tanto divertimento.

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Pulebardhat

Si trova a Sud del Paese, poco lontano da Saranda. Conosciuta come “la spiaggia dei gabbiani”, qui si possono affittare anche lo moto d’acqua. Grazie ai numerosi servizi degli stabilimenti balneari, è un luogo adatto a giovani e famiglie.

Valona

Valona è il centro del turismo balneare albanese. La spiaggia sabbiosa rende la città una meta ideale per i bambini piccoli, anche grazie ai servizi dagli standard molto elevati.

Shkambo

Si trova vicino Dhermi, nella circoscrizione di Valona. Caratterizzata da una sabbia morbidissima, è perfetta per correre e giocare a beach volley. Poco lontano dal mare ci sono pub e discoteche che animano le serate estive fino a notte fonda.

Spiaggia di Currila

Si trova a Nord di Durazzo ed è famosa per le immersioni grazie al fondale sabbioso e regolare. Questa spiaggia è bellissima e poco frequentata, ma ve la sconsiglio in caso di bimbi piccoli perché non è semplicissimo arrivarci.

Jaliksari

Jaliksari è davvero il luogo adatto a tutta la famiglia. Tra l’altro, qui si respira un’atmosfera molto caratteristica perché la spiaggia è circondata da ulivi e boschi di pini.

Ora, non mi resta che lasciarvi il link al mio articolo con tutte le informazioni pratiche prima di partire per questa meravigliosa terra: Come organizzare un viaggio in Albania

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Viaggiare da soli in Albania? Ecco cosa troverete!

Viaggiare da soli in Albania

Pensare di viaggiare da soli in Albania di solito lascia perplesse parecchie persone. Purtroppo esistono ancora diversi pregiudizi su questo magnifico Paese, che spesso viene considerato come poco sicuro anche senza conoscerlo.

In questo articolo voglio raccontarvi cosa troverete in Albania e perché gli stereotipi che lo circondano sono infondati.

Viaggiare da soli in Albania: ecco cosa aspettarsi

Non è la prima volta che lo dico: l’ Albania, come molti altri Paesi dell’Est Europa, è una terra complessa.

Questo dipende in gran parte dalla storia difficile degli ultimi anni. Vivere sotto dittatura non è uno scherzo ed è qualcosa che non si può dimenticare magicamente. Prima di poter tornare alla normalità, un Paese dal passato così pesante deve ricostruire la sua identità, capire come presentarsi agli occhi del mondo e cosa vuole diventare.

Nel caso dell’Albania, parliamo di un Paese piccolo, affacciato sull’Adriatico, che io amo definire a metà tra Oriente e Occidente.

Il suo lato più occidentale, lo troviamo nella posizione geografica -a due passi dall’Italia- e nelle aspirazioni europeiste a cui molti albanesi strizzano l’occhio. Ma non possiamo dimenticare il suo legame con l’Oriente, la dominazione turca e la fede musulmana.

Viaggiare da soli in Albania significa essere preparati ad immergersi in una realtà spesso contrastante, che non sempre è facile da capire per noi che abbiamo tutto e ragioniamo secondo gli standard tipicamente occidentali.

Adesso entriamo nel vivo del racconto.

Un’economia a due velocità

Viaggiare da soli in Albania

La prima volta che misi piede in Albania, mi resi conto che lo sviluppo economico viaggia su un doppio binario. Dopo essermi lasciata alle spalle i centri commerciali e i locali alla moda di Tirane, per il resto del viaggio mi trovai catapultata in una realtà locale fatta di tradizioni e di un’economia contadina. Ve ne parlo qui: Viaggio in Albania del Nord: il racconto di un Paese incantato

La parte Nord del Paese è un susseguirsi quasi ininterrotto di boschi e campagne, da cui le famiglie ricavano di che vivere. In Albania è molto frequente vendere gli ortaggi coltivati nel proprio pezzo di terra o il legname raccolto nei boschi accanto a casa. Spesso, al mattino, i primi ad arrivare sono quelli che si accaparrano il posto migliore nelle piazze dei mercati di paese. Forse non avranno attestati dai nomi altisonanti come i nostri che autorizzano il commercio dei prodotti alimentari, ma vi assicuro che raramente ho mangiato frutti più buoni delle prugne polverose vendute a Diber o di quei pomodori che ancora profumavano di terra.

Costruzioni edilizie

Anche in questo caso, il Paese viaggia a due velocità e questo è molto rischioso.

Nei piccoli centri e nelle campagne prevalgono le abitazioni singole, spesso realizzate nel rispetto della natura. Ma nelle città abbondano i palazzi e le grandi costruzioni. Man mano che l’Albania sta aprendo le sue porte al turismo, i centri più importanti rischiano una cementificazione senza precedenti, soprattutto nei posti di mare. Purtroppo lo abbiamo già visto in Italia. Prendiamo come esempio la Liguria o, dalle mie parti vicino Roma, città come Ostia e Nettuno rischiano di perdere tutta la costa a causa degli alberghi costruiti direttamente sulla spiaggia. Anche l’Albania corre questo rischio e spero con tutto il cuore che il governo sappia promuovere un turismo rispettoso, dove lo sviluppo economico vada di pari passo con la protezione dell’ambiente.

Le spiagge

Viaggiare da soli in Albania

Parlando di risorse naturali, le spiagge meritano un’attenzione speciale perché sono tra gli elementi più fragili di tutto l’ecosistema.

In Albania, soprattutto nel Sud del Paese, ci sono spiagge meravigliose, messe a rischio non solo dalla costruzione sfrenata. Purtroppo, ho visto con i miei occhi, a pochi passi dai complessi turistici più belli, chili di rifiuti abbandonati in riva al mare.

Se vi indignate sono d’accordo con voi, se invece storcete il naso facendo il paragone con l’Italia, posso dire che questo accade anche da noi e dimostra l’inciviltà di alcune persone a prescindere dalla nazionalità. Avete mai visto le condizioni delle spiagge la domenica sera da noi? Oppure, perché non parliamo di chi si diverte a scaricare nelle campagne nostrane televisori, divani e oggetti di ogni genere?

Lo stile di vita in Albania

Viaggiare da soli in Albania

Viaggiare da sola in Albania mi ha permesso di immergermi completamente nello stile di vita locale e a questo dedicherò un articolo a parte perché ho tantissimo da raccontare.

Quello che ho notato è che, soprattutto fuori dai grandi centri, la vita continua a scorrere in modo molto semplice, anche se non mancano le contraddizioni.

Per esempio, potrà capitarvi di vedere ragazzi mungere le mucche e poi tirare fuori lo smartphone di ultima generazione, magari da pagare a rate. Oppure di osservare macchine luccicanti bloccate su una superstrada dal passaggio di un carretto contadino stracolmo di frutta e verdura, tranato da un asino incurante del traffico.

Perché l’Albania è questo e tanto altro ancora. Bambini che si avvicinano ai turisti in vacanza chiedendo una caramella o qualche spicciolo, mamme intente a scacciare i cani randagi che spesso circolano nelle strade, mentre l’agente immobiliare in giacca e cravatta cercherà di vendere al benestante di turno la tenuta di campagna circondata da qualche ettaro di bosco.

Testimonianze della dittatura

Scoprire l’Albania in solitaria, senza agenzie di viaggio e fuori dai circuiti turistici più conosciuti significa anche poter osservare con i propri occhi quel che resta di un regime tra i più duri della storia moderna. Perché basta percorrere pochi metri dal luccicante centro commerciale in stile europeo per trovarsi davanti palazzi diroccati in mezzo alle macerie e abitazioni suddivise in blocchi, che sembrano uscite da un film di stampo sovietico.

Viaggiare in Albania è pericoloso?

Alla luce di tutto questo, probabilmente resterà un pregiudizio di fondo, eppure io ho girato in lungo e in largo questo Paese, arrivando in centri abitati talmente piccoli che forse non sono neppure segnati sulla carta geografica. E vi posso assicurare che non è affatto pericoloso viaggiare da soli in Albania e che basta stare attenti come in qualsiasi altro Paese europeo.

Se cercate il lusso, se volete la perfezione e la finzione rassicurante dei grandi villaggi turistici, allora andate altrove, perché non troverete tutto questo.

Se invece volete scoprire l’essenza di un Paese profondamente legato alla nostra storia, immergervi in una realtà fatta di boschi e centri antichissimi e fare amicizia con un popolo ospitale, allora vi consiglio di visitare l’Albania.

Perché conoscere un Paese significa saperlo accogliere in tutte le sue contraddizioni, anche le più scomode. Significa avventurarsi oltre gli stereotipi e abbattere i muri che troppo spesso limitano i nostri orizzonti.

Vi potrebbe interessare anche: Come organizzare un viaggio in Albania

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Come organizzare un viaggio in Albania

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In questo articolo parliamo di come organizzare un viaggio in Albania senza intoppi e brutte sorprese.

L’organizzazione è alla base di qualsiasi viaggio ben riuscito, soprattutto per una destinazione che è ancora relativamente poco conosciuta. Tutti i consigli che trovate in questo post sono frutto della mia esperienza e li ho sperimentati in prima persona durante i miei viaggi in Albania.

In particolare ci concentreremo su:

  • come arrivare in Albania;
  • i documenti necessari per entrare e soggiornare nel Paese;
  • come spostarsi a Tirana;
  • come noleggiare un’auto in Albania.

Iniziamo.

Organizzare un viaggio in Albania: come arrivare

Per arrivare in Albania ci sono 4 opzioni:

  • il traghetto
  • l’aereo
  • l’auto
  • il pullman

Andiamo subito ad analizzare queste soluzioni nel dettaglio, valutandone i pro e i contro.

Il traghetto

Per raggiungere l’Albania in traghetto serve un po’ di tempo, quindi prendete in considerazione questo mezzo di trasporto solo se state programmando un viaggio di almeno un paio di settimane.

Quali sono le principali compagnie che fanno la spola tra l’Italia e l’Albania?

Vediamole.

  • Grandi Navi Veloci: effettua la tratta Bari-Durazzo;
  • Red Star Ferries: con tratta Brindisi-Valona;
  • European Ferries: tratta Brindisi-Saranda-Valona;
  • Adria Ferries: i traghetti partono da Ancona, Bari e Trieste alla volta di Durazzo.

Il sito https://www.directferries.it/ vi permetterà di fare un confronto fra le tratte e i prezzi per trovare l’offerta più economica.

Sicuramente il lato positivo di viaggiare in traghetto è la possibilità di arrivare in Albania direttamente con la vostra macchina, senza poi doverla noleggiare. Ma, come dicevo prima, vale la pena imbarcarsi solo in caso di un viaggio lungo. Inoltre, non sempre ma spesso, i traghetti non sono il massimo della comodità, quindi considerate di prenotare una cabina con cuccetta soprattutto se viaggiate con bambini.

L’aereo

L’aereo è il mezzo più veloce per arrivare in Albania.

Le compagnie che operano voli dall’Italia sono:

  • Air Albania
  • Alba Wings
  • Easy Jet
  • Alitalia

Come abbiamo detto, il lato positivo dell’aereo è la velocità ma dovete considerare diversi elementi:

  • l’Albania ha un solo aeroporto internazionale dove arrivano voli diretti dall’Italia e si trova a Tirana, quindi se volete fare un viaggio on the road e spostarvi dalla capitale dovete necessariamente noleggiare una macchina. Vi parlerò di questo tra qualche paragrafo.
  • Specialmente in estate, i voli sono piuttosto costosi, quindi vi consiglio di prenotare il biglietto con largo anticipo.

Arrivare in Albania in macchina

Questa è un’opzione valida se avete tanto tempo a disposizione, ma poco conveniente soprattutto se partite dal centro e Sud Italia.

Il discorso cambia se vi spostate dal Nord dello stivale. In questo caso, dovete oltrepassare Trieste e attraversare i Balcani, entrando in Albania dal Nord del Paese. Se ne avete la possibilità, vi consiglio assolutamente di farlo perché un viaggio di questo tipo è un’avventura con la a maiuscola. Anzi, potrebbe essere l’itinerario per un fantastico giro dei Balcani on the road.

L’inconveniente è il tempo di attesa alle dogane, ma se non avete i giorni contati ne vale davvero la pena.

Due cose importanti da ricordare:

  • il limite massimo dei contanti che potete portare con voi attraversando le dogane attualmente è 20.000 $ americani;
  • se viaggiate con la vostra auto, non è valida l’assicurazione italiana. In questo caso dovete stipulare un’assicurazione auto albanese temporanea prima della partenza.

Pullman

L’ultima alternativa per arrivare in Albania dall’Italia sono i pullman privati.

Di solito sono poco considerati, invece hanno dei costi contenuti e permettono di evitare lo stress di guidare per tante ore. Anche in questo caso, una volta giunti a destinazione dovrete comunque noleggiare un’auto ma senza preoccuparvi di stipulare un’assicurazione temporanea aggiuntiva.

Se siete interessati a questa soluzione, vi consiglio assolutamente la compagnia Maba Viaggi. Il loro sito è solo in albanese, quindi è difficile prenotare direttamente on-line, ma sulla pagina dei contatti troverete un riferimento in Italia a cui chiedere informazioni. Ecco il link della pagina in questione: https://mabaviaggi.al/kontakt/

Quali documenti servono per andare in Albania?

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Per organizzare un viaggio in Albania senza inconvenienti, fate molta attenzione ai documenti necessari.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza:

  • per i cittadini extra-europei è obbligatorio il passaporto;
  • almeno in linea generale, per i cittadini italiani basta la carta di identità valida per l’espatrio.

Bisogna fare però qualche precisazione.

  • Per i soggiorni più lunghi di 90 giorni nell’arco di 6 mesi, serve comunque un permesso di soggiorno da richiedere in ambasciata prima della partenza.
  • Anche per i cittadini italiani oggi è meglio avere il passaporto. Non c’è nulla di ufficiale, ma conosco persone che hanno avuto difficoltà alla dogana perché la carta di identità era un po’ usurata e non risultava chiarissimo il timbro di validità per l’espatrio. Presentando il passaporto sarete tranquilli sotto tutti i punti di vista.

Noleggiare un’auto in Albania: le compagnie migliori +consigli

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Noleggiare una macchina in Albania non è affatto difficile. Sicuramente conviene farlo on-line prima della partenza, in modo da confrontare le varie tariffe e ottenere un’auto al prezzo più conveniente possibile.

Ecco le compagnie più gettonate:

  • Alamo
  • Europecar
  • Albania Airport Rent a Car

Quest’ultima si trova direttamente in aeroporto, ma ve la consiglio solo se lasciate subito Tirana. Il motivo è che è molto difficile spostarsi in macchina a Tirana perché c’è un traffico selvaggio. Quindi, se volete fermarvi un paio di giorni nella capitale, è più comodo prendere la macchina in un secondo momento.

Ecco le cose da sapere per affittare un’auto in Albania:

  • le compagnie richiedono, generalmente, almeno 2 anni di esperienza di guida;
  • anche se avete già pagato il noleggio al momento della prenotazione on-line, vi servirà una carta di credito associata a un conto corrente come deposito cauzionale;
  • la carta di credito deve essere intestata al guidatore.

Ora vediamo come muoversi a Tirana senza macchina.

Organizzare un viaggio in Albania: come spostarsi a Tirana

Se avete presente il traffico di Roma o Milano, sappiate che non è niente rispetto al caos di Tirana. Questa è una delle prime cose che notai durante il mio primo viaggio in Albania.

Per visitare la capitale senza impazzire, la soluzione migliore è spostarsi con i mezzi pubblici, ovvero i pullman, visto che non c’è la metropolitana.

A Tirana troverete diversi tipi di autobus, contraddistinti da queste scritte:

  • Unaze: servono il centro della città;
  • Qender: percorrono la prima cintura partendo da Piazza Skanderberg;
  • Casa Italia, Qtu, CityPark: viaggiano in periferia e raggiungono i maggiori centri commerciali della capitale.

L’ultima volta che sono stata a Tirana non c’erano carnet riservati ai turisti. L’unica alternativa era l’abbonamento mensile, che però aveva un costo molto basso, all’incirca sui 12,00 euro. Per controllare se ci sono offerte recenti, vi consiglio di visitare il sito ufficiale di Tirana https://www.tirana.al/en/points-of-interest/bus-lines e di scaricare l’ App Tirana Public Transport.

Consiglio: se decidete comunque di noleggiare un’auto per muovervi a Tirana, troverete un parcheggio custodito a Piazza Skanderberg. Costa circa 8,00 euro per 24h di sosta.

Assicurazione sanitaria

L’Albania è praticamente a due passi da casa nostra, ma non fa parte dell’Unione Europea, quindi la nostra tessera sanitaria non viene accettata.

Benché le cure pubbliche siano generalmente poco costose, per organizzare una vacanza in Albania in tutta tranquillità, vi consiglio di stipulare un’assicurazione sanitaria prima della partenza. Vi suggerisco queste due compagnie:

  • Hollins
  • Columbus

La prima compagnia è italiana, mentre la seconda offre comunque assistenza illimitata nella nostra lingua. Inoltre, in base al tipo di polizza stipulata, l’assicurazione copre anche eventuali spese di rimpatrio.

Pagamenti e cambio valute in Albania

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La moneta ufficiale in Albania è il Lek.

  • Il pagamento in Euro viene generalmente accettato nei grandi hotel e nei ristoranti al centro di Tirana.
  • Potete cambiare gli Euro in Lek direttamente in aeroporto, nei punti Western Union -che di solito sono i più convenienti- e in qualsiasi ufficio di cambio valuta. Prima però assicuratevi che siano chiaramente esposti i tassi di cambio.
  • Il prelievo con carta è possibile in qualsiasi banca albanese in Lek, con commissioni che variano dai 2,00 ai 7,00 euro. Il pagamento con carta invece non è molto diffuso, quindi assicuratevi di avere sempre con voi un po’ di contante.

La lingua albanese

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La lingua albanese appartiene al ceppo Indoeuropeo e, almeno a prima vista, direi che a noi italiani può sembrare piuttosto difficile.

A Tirana e nelle città turistiche sono molto diffusi l’italiano e l’inglese, quindi non sarà un problema farsi comprendere. Se però vi allontanate dai luoghi turistici, spesso si parla solo albanese.

A questo link trovate una serie di frasi in lingua albanese utili durante il viaggio: http://linguaalbanese.it/corso-principiante/viaggiare-in-albania-frasi-utili. Comunque vi consiglio di comprare un dizionario tascabile di albanese che vi tornerà sicuramente comodo.

Seguendo questi consigli, che ho raccolto durante i miei viaggi, riuscirete sicuramente ad organizzare un soggiorno in Albania senza nessun intoppo.

Se volete scoprire qualcosa di più su questo magnifico Paese, vi lascio il link al racconto del mio primo viaggio in Albania: Viaggio in Albania del Nord: il racconto di un Paese incantato

Buona permanenza nella Terra delle Aquile.

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Cosa vedere in Albania del Sud: diario di viaggio tra storia e mare

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Se vi state chiedendo cosa vedere in Albania, probabilmente siete tipi da andare oltre gli stereotipi più gettonati. Ne ho parlato in questo articolo Viaggio in Albania del Nord: il racconto di un Paese incantato, dove racconto la prima parte del mio viaggio in questo magnifico Paese.

Questa che segue è la seconda parte del mio viaggio, relativa al Sud dell’Albania.

Anche qui ho scelto di riportare fedelmente il mio diario di viaggio per due motivi: essere il più obiettiva possibile e raccontare dell’Albania con le stesse emozioni che ho provato io.

Cosa visitare in Albania del Sud

In questo viaggio in Albania, Tirane è stata il punto di partenza. Dopo aver visitato la parte Nord del Paese, ci siamo diretti a Sud.

Ecco le tappe principali:

  • Berat
  • Vlore
  • Gjirokastër
  • Sarande
  • Butrint
  • Ksamil

Cosa vedere in Albania del Sud: diario di viaggio nel Paese delle Aquile

17 Agosto: Berat, patrimonio Unesco in terra albanese

cosa vedere in Albania

Non ho avuto nemmeno il tempo di lasciarmi alle spalle l’austerità dei borghi medioevali del Nord che Berat mi ha conquistata subito. Ha un’origine molto antica e basta uno sguardo per capire perché l’Unesco abbia dichiarato questa cittadina patrimonio dell’umanità.

Berat è conosciuta come la città dalle finestre sovrapposte. Questo nome si deve alla sua particolare architettura. Tutti gli edifici hanno due piani e quello rialzato è costruito in modo da sporgere in avanti rispetto al piano terra. In questo modo le finestre delle case sembrano tutte attaccate, come se si trattasse di un’unica, grande costruzione.

Dove Islam e Cristianesimo coesistono in pace

Berat è attraversata dal fiume Osum, sulle cui sponde sorgono i quarteri principali della città.

Gorica è il quartiere cristiano, mentre la parte musulmana si chiama Mangalemi. Questa divisione però è solo architettonica perché moschee e chiese sono disseminate in qualunque parte della città, a pochi passi le une dalle altre.

Ancora una volta, i musulmani e i cristiani in Albania dimostrano che è possibile vivere in pace. Magari questo modello di coesistenza fosse replicato in altre parti del Mondo!

Il centro di Berat è un dedalo di locali e ristoranti tipici. La sera, le strade si animano di giovani che passeggiano lungo il viale principale della città, mentre i muezzin ricordano gli orari delle preghiere.

Il castello di Berat

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Il castello di Berat si trova in cima alla collina del quartiere musulmano, con una vista privilegiata della città.

Più che di un castello, in realtà si tratta di una fortezza con una lunga storia alle spalle e gli interni, stupefacenti, raccontano le dominazioni che si sono susseguite nel corso dei secoli. L’interno è talmente grande da ospitare diverse moschee e chiese ortodosse.

La cosa più interessante, però, è che alcune persone, continuano a vivere tutt’ora nella fortezza. Cerco di immaginare la vita quotidiana di questa gente e mi sembra davvero di fare un tuffo nel passato.

Mohamed

Ieri pomeriggio ci siamo persi passeggiando per la città. Un ragazzo ci ha invitati a bere il tè nel suo locale a Mangalemi.

Si chiama Mohamed e ha origini turche. Penso che avrei potuto immaginarlo senza che lui ce l’avesse detto.

I tappeti orientali attutivano il rumore dei nostri passi e creavano un bel contrasto con le poltrone basse, di pelle scura. Dalla cucina arrivava un forte odore di menta.

Tra un narghilè e l’altro, Mohamed ci ha raccontato di aver studiato in Italia e di essere poi tornato a Berat per gestire con suo padre il locale di famiglia. Ha un bel ricordo del nostro Paese ed è molto felice di incontrare degli italiani nella sua città.

“La pace sia con voi”, così ci ha salutati quando siamo andati via, con un tipico accento romagnolo e un sorriso gentile.

21 Agosto: Vlore, una città tra storia e mare

cosa vedere in Albania

Quando mi chiedevo cosa visitare in Albania, prima di partire, non avrei immaginato di provare emozioni così intense.

Sono a Vlore, una delle città simbolo dell’Albania, conosciuta soprattutto come una località turistica.

La spiaggia più bella che ho visto in città si chiama Uji i Ftohte. Praticamente è quasi tutta rocciosa e, al largo della costa, riaffiorano in superficie le sue sorgenti sotterranee. Ce ne sono circa 40 e danno il nome alla spiaggia – che in italiano significa “sorgenti di acqua fresca”-.

Però non voglio parlare delle spiagge o dei monumenti. Se un giorno mi dimenticassi di quello che ho visto, troverei queste cose su qualsiasi guida turistica.

Un ponte verso l’Italia

Io voglio raccontare dell’altra faccia della città. Vlore è la parte albanese più vicina all’Italia e in linea d’aria si trova proprio di fronte al Golfo di Otranto. Per questo, durante gli anni ’90 era il punto di partenza degli albanesi che venivano in Italia in cerca di un futuro migliore.

Allora io voglio ricordarmi di Ada, che tutti i giorni getta un fiore in mare, in memoria di suo figlio perduto in una maledetta notte d’inverno.

Voglio ricordarmi di Edis, che passeggia sul bagnasciuga pensando ai suoi figli che vivono in Italia e tornano a casa una volta all’anno, durante le ferie di Agosto.

Voglio ricordarmi anche di Sara e Jemira, le due sorelline in attesa dello zio che vive dall’altra parte del mare.

Perché Vlore è questo. Un’incredibile numero di storie fatte di addii e arrivederci. Di chi se n’è andato per non tornare più e di chi, invece, ce l’ha fatta a trovare il futuro che sognava.

Molte di queste storie non le conosceremo mai. Eppure hanno segnato profondamente il tessuto sociale di Vlore e dell’intera Albania. Eccola, l’altra faccia delle migrazioni.

23 Agosto: Gjirokaster, dove il tempo si è fermato

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Oggi scrivo da Gjirokaster, il luogo che, durante gli anni della cortina di ferro, divenne famoso per essere la città natale di Enver Hoxha.

Gjirokaster ha origini elleniche, infatti il suo nome in greco antico significa castello argentato. Anche questa zona è protetta dall’Unesco.

Dicono che il castello della città sia il più grande di tutta l’Albania e ne ha plasmato la storia. L’evento più importante è la conquista ottomana del 1417. A partire da questo periodo furono realizzate anche le case circostanti, nel tipico stile ottomano, con i piani alti degli edifici molto sporgenti.

Tutte le case qui hanno il tetto spiovente e la pietra utilizzata ovunque rende tutto argentato, come in un perenne chiaro di luna.

Il castello fu ampliato da Alì Pascià nel 1811 e oggi è un elemento chiave per l’economia della città e lo sviluppo turistico di tutta la regione.

Mi piace Gjirokaster e vorrei passare più tempo alla scoperta dei suoi vicoli, ma domani ci sposteremo ancora più a Sud, alla volta di Sarande.

26 Agosto: Sarande, a cavallo tra mare e movida

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Credo che Sarande sia la città più amata dai turisti grazie alla presenza del mare.

Siamo di fronte all’isola greca di Corfù e ogni giorno c’è un adirivieni pazzesco di gente. I bar, i locali notturni e i ristoranti sono il finale perfetto di una giornata in riva al mare.

Acque cristalline lambiscono chilometri di spiagge bianchissime. Queste, assieme alle case, danno a Sarande il nome di città bianca. A me ricorda proprio il Gargano, mi sembra quasi di trovarmi a Vieste, o a Peschici, ma in un ambiente più internazionale.

Sarande è perfetta per visitare diversi luoghi, tutti situati nel Sud dell’Albania.

Ci fermeremo ancora a Burtint e poi visiteremo Ksamil.

30 Agosto: cosa vedere in Albania a pochi passi dalla Grecia

Butrint, la perla dell’Albania del Sud

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La storia di Butrint si perde nei millenni e, secondo Virgilio, avrebbe origini troiane.

Le notizie si confondono tra storia e leggenda, però è certo che questa città era considerata un punto strategico. Nel corso dei secoli si sono susseguite le dominazioni greche, romane e ottomane. Butrint è diventata ufficialmente albanese solo nel 1912.

Oggi la città è un grandioso sito archeologico, dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Ogni angolo del sito racconta un pezzo delle dominazioni subite dalla città e tutto si è conservato straordinariamente bene. Il percorso si snoda attraverso una storia lunga 2000 anni. Dalle terme al teatro, fino al battistero e al palazzo delle absidi.

Non avrei mai pensato che in un Paese piccolo come questo ci fossero tanti siti Unesco. Certamente Butrint è una delle cose principali da vedere in Albania.

Ksamil, dove le isole giocano con il mare

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Ksamil è un piccolo arcipelago di isole interrotto da lembi di sabbia sottili, popolato dai delfini. Questo posto è ancora incontaminato e spero possa restarlo a lungo.

Nonostante il periodo, non abbiamo incontrato quasi nessun turista perché è un luogo conosciuto principalmente solo dagli albanesi.

A Ksamil non ci sono ancora grandi alberghi, ma solo camere e ostelli a gestione familiare. Il turismo di massa è ancora sconosciuto e i residenti vivono di un’economia locale pulita, sana e amica dell’ambiente.

Qui prevale una vita semplice, dove il lavoro è visto come parte integrante dell’esistenza, un mezzo di sostentamento che permette di andare avanti dignitosamente, senza arricchirsi.

I visitatori che arrivano non sono visti come polli da spennare, anzi, spesso con gli albergatori locali si creano rapporti disinteressati, improntati al dialogo e alla conoscenza reciproca. Questo è il modello di turismo che mi piace, noi non siamo i padroni del Mondo e dobbiamo prendercene cura.

Ksamil è un ambiente dove uomo e mare si incontrano e il primo dipende dall’altro. Quando i turisti cominceranno ad arrivare in massa -perchè arriveranno- questi valori verranno sostituiti dalla logica del profitto, rischiando di sciupare questo prezioso ecosistema.

Il governo albanese dovrà tenerne conto per forza, evitando di desertificare il territorio costruendo palazzi ovunque, anche sulle spiagge, come spesso è accaduto in Italia.

1 Settembre: arrivederci Albania

Oggi è l’ultimo giorno prima del rientro. Questo viaggio ha superato le mie aspettative. Non solo per tutte le cose da vedere qui in Albania.

Certo, mi resteranno nel cuore i paesaggi senza tempo e le calette a picco sul mare. Ma soprattutto mi ricorderò del cuore grande degli albanesi, un popolo tanto vicino a noi ma di cui conosciamo davvero poco.

Ci siamo mai davvero soffermati a chiederci il perché di tanti pregiudizi? Da dove arriva il sentire comune di un pericolo che io non ho visto?

La verità è che le cose non sono mai bianche o nere. L’Albania è certamente una terra di contrasti.

Dove non c’è più povertà assoluta, ma non c’è ancora benessere ovunque. Non c’è più isolamento, ma nemmeno conoscenza reciproca.

Giornali e tv non possono narrare questa realtà, perché spesso si fermano solo alla superficie delle cose. Invece è necessario avere il tempo di porsi le domande e cercare delle risposte, senza la pretesa di avere in tasca la verità.

Forse, un giorno troverò il modo di raccontare il mio viaggio a un gran numero di persone. Intanto sono certa di una cosa. Questo non è un addio, ma solo un arrivederci. Per adesso, arrivederci Albania.

Vi lascio il link del mio articolo dove troverete tantissime dritte utili a organizzare la vostra prima vacanza in Albania: Come organizzare un viaggio in Albania

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Viaggio in Albania del Nord: il racconto di un Paese incantato

viaggio in Albania

Chi viaggia per passione lo sa. Esistono dei luoghi, vicini o lontani che siano, verso cui si sente una strana attrazione. Un senso di appartenenza che non si può spiegare a parole. Luoghi che ti fanno sentire a casa perché é come se ti aspettassero da sempre. Oggi voglio raccontarvi del mio primo viaggio in Albania, una terra che mi ha rubato il cuore e insegnato tanto.

Pregiudizi sull’Albania

All’epoca studiavo ancora all’università. Ricordo bene la faccia sconcertata della gente quando parlavo di questo viaggio in Albania, che avrei fatto con alcuni compagni di corso.

“Ma che ci vai a fare? Ma non è pericoloso?”

Questo testimonia solo uno dei tanti preconcetti non solo nei confronti dell’Albania, ma in generale verso tutti i Paesi dell’Est, che molto spesso vengono percepiti come distanti, oscuri e pericolosi.

La verità è che, prima di partire, non mi chiesi mai se davvero ci fosse questo pericolo. Però non posso dimenticare l’adrenalina pura mentre preparavo la valigia e il mio sorriso stampato sulla faccia, mentre l’aereo atterrava sulla pista dell’aeroporto di Tirana.

Ecco perché ho scelto prima di tutto di parlare del mio viaggio in Albania. Per raccontare quello che ho trovato e demolire quegli stereotipi che tanto impazzano nella nostra quotidianità.

In questo racconto voglio essere il più fedele possibile alla realtà, quindi ho deciso di pubblicare il mio diario di viaggio, lasciandolo esattamente così come lo scrissi durante la visita dell’Albania on the road.

Estratti del diario di viaggio in Albania

9 Luglio: prima della partenza

Ci siamo! Finalmente la valigia è pronta. Questa sera la luna splende su Torino, ma io sogno già quello che mi attende domani. Sono emozionata, non credo di riuscire a dormire stanotte.

11 Luglio: l’arrivo in Albania

Siamo arrivati a Tirana ieri sera. Mentre l’aereo atterrava, avevo il naso schiacciato sul finestrino, curiosa di scoprire cosa ci riserverà quest’avventura.

Non appena siamo usciti dall’aeroporto siamo stati circondati da un gruppo di ragazzi che, mezzo in albanese, mezzo in inglese, ci chiedevano :”Taxi? Taxi per Tirana?”. Non mi aspettavo tanto movimento a quell’ora, era quasi notte fonda.

La signora dell’albergo in cui alloggiamo è molto gentile. In realtà, più che di un albergo, si tratta di una pensione. Ci sono, credo, solo 7 stanze e una sala comune per la colazione. Stamattina ci ha accolto il profumo del caffè turco e del pane appena sfornato. Mi piace questa semplicità. In Italia sarebbe impossibile, a meno che non si abbia un laboratorio con una certa metratura e permessi a non finire. In Albania invece mi sembra tutto più immediato e il pane è buonissimo, infinitamente migliore di quello che si vende nei supermercati.

13 Luglio: Tirana

viaggio in Albania

Oggi siamo stati a Tirana. La città è più piccola rispetto agli standard di Roma, ma è caotica. Non riuscirei mai a guidare qui, a ogni incrocio o rotonda gli automobilisti spuntano come funghi, talmente veloci che sembra si materializzino dal nulla!

Tirana è uno strano concentrato di colori e modernità. Colori perché ci sono palazzi di ogni sfumatura cromatica. Modernità perché le idee da queste parti corrono veloci. Pare che tutti abbiano fretta di andare incontro al futuro e questo si traduce in uno sviluppo importante del settore dei servizi. Call center, banche e centri internet sono le attività più diffuse in tutta la zona del centro.

Quasi ogni angolo della città racconta un dettaglio della storia comunista. A partire da Piazza Skanderberg. Questa piazza prende il nome dal combattente albanese che sconfisse l’impero Ottomano e al centro c’è una statua dedicata a lui. Mi hanno raccontato che, prima del crollo del comunismo, accanto alla statua ce n’era un’altra che raffigurava Enver Hoxha, tanto per testimoniare le manie di grandezza del regime.

Il dettaglio che ricorda di più la dittatura però sono le strutture stesse dei palazzi. Sono realizzati tutti a grandi blocchi, un tratto tipico del periodo sovietico. Chissà, forse i colori delle facciate servono a dare vivacità ai quartieri, la vita in Albania non doveva essere affatto facile e una rivoluzione non si dimentica da un giorno all’altro.

15 Luglio: Albania del Nord

viaggio in Albania

Oggi abbiamo cominciato il nostro giro alla scoperta dell’Albania. Ci siamo diretti verso Nord e il traffico di Tirana ha lasciato spazio a paesaggi incantevoli. Le cime delle Alpi albanesi incorniciano i boschi e i numerosi centri medioevali, dove la vita segue ancora schemi tradizionali.

Questa è la parte più vera dell’Albania, dove non è ancora arrivato il turismo di massa. Spero che le autorità sappiano conservare queste meraviglie e non cedano alla tentazione di costruire ovunque hotel e centri turistici.

La cosa che mi colpisce di più è la pace che si respira. Niente stress, niente fretta, ma tanti sorrisi dipinti sui volti che si affacciano dalle botteghe e dagli usci delle case.

25 Luglio

Senza sapere perché, mi sono sempre sentita attratta dall’Albania e durante questo viaggio sto scoprendo tantissime cose. Ogni borgo, ogni villaggio ha qualcosa da raccontare.

Mi trovo nel cuore dei Balcani, ed è come essere sospesa nel tempo. Al mattino mi sveglio al canto dei muezzin. Qui Islam e Cristianesimo convivono in modo apparentemente tranquillo e quasi mi sembra strano. Se tutti facessero così, si eviterebbero tantissime guerre religiose. Però chissà, mi viene da pensare che spesso la religione è solo un pretesto e dietro ogni guerra si nascondono la voglia di potere e il sogno del denaro.

Kruja

La prima cittadina che abbiamo visitato dopo aver lasciato Tirana è Kruja. Abbarbicata sulle montagne, Kruja sembra uscita davvero dal Medioevo. Le case antiche e i vicoli di pietra fanno da contorno al castello, dal profilo alto e imponente.

Tutte le stradine convergono verso il centro, dove ci sono diversi bazar. Kruja è famosa per i tessuti. A ogni angolo si vedono le donne che, con i telai tradizionali, filano i tessuti da vendere al mercato. Ho comprato un centro tavola per mamma, interamente ricamato a mano. Sono certa che le piacerà tantissimo. Se fosse qui impazzirebbe dalla gioia e comprerebbe ogni pezzo di tessuto in circolazione. Il ricamo a Kruja è una vera e propria arte e non c’è donna qui che non sappia usare il telaio. Oltre che una tradizione, rappresenta anche un’entrata molto importante per le famiglie e permette alle donne di emanciparsi dai vecchi schemi ed essere economicamente indipendenti.

Lezhe

Mentre Kruja è la vecchia capitale del regno albanese, Lezhe è la città più antica. Risale ad alcuni secoli prima di Cristo ed è il punto di confluenza tra la montagna e il mare.

Qui è possibile visitare sia il castello che la tomba di Skanderberg, ma non è la storia a rendere speciale questo luogo.

Mi piace l’aria che si respira a Lezhe, è come se nessuno dormisse mai. I pescatori lasciano le loro case quando è ancora buio e tornano al tramonto con le barche cariche di pesce. Proprio quando nei locali fanno capolino i giovani del posto. Una specie di equilibrio tra modernità e tradizione che scomparirebbe presto, se dovessero arrivare i grandi flussi turistici.

Si dice che la sabbia di Lezhe abbia poteri curativi e la gente accorre da molte parti del Paese. In particolare, la spiaggia di Shengjin è rinomata per alleviare dolori muscolari e alle ossa. Dovrei proprio provarci, in questi giorni abbiamo camminato tantissimo che quasi non mi sento più le gambe.

Scodra

viaggio in Albania

Questo viaggio è emozione pura. Ora ci troviamo a Scodra, nella parte Nord-Occidentale dell’Albania.

Scodra –Scutari in italiano- è una città molto antica, famosa per il suo lago. Ci sono tantissime spiaggette, ieri però ci siamo allontanati da quelle più frequentate e abbiamo scoperto una caletta bellissima circondata dal bosco. Quando mi sono tuffata in acqua ho spaventato un gruppo di scoiattoli che cercavano ghiande nella radura.

Scodra si trova in un territorio dove ci sono tantissime cose da vedere. Dal castello di Rozafa si gode di una vista bellissima di tutta la vallata. Si vede anche la parte del lago che appartiene al Montenegro.

Poco lontano c’è un bellissimo borgo musulmano che quasi nessun turista conosce. Si chiama La Kale. In realtà è molto piccolo, saranno una decina di case di pietra ed è arroccato su una montagna. La Kale sembra uscito dalle mani di un pittore e quando siamo arrivati ho pensato subito ai film sulla Terrasanta. Ci siamo arrivati passando per un ponte antichissimo che qui chiamano Ura e Mesit e una volta serviva da collegamento tra l’Albania e il Kosovo.

2 Agosto: le tradizioni

viaggio in Albania

Questa parte dell’Albania non finisce mai di regalare soprese. Non è solo per la storia e i villaggi, ma anche per i mercati e le ceste di frutta. Per il sorriso della gente e per le sue radici.

Adoro il modo di vivere delle persone. Qui si affrontano le difficoltà con un uno spirito di forza non comune e le tradizioni hanno ancora molto valore.

La domenica le famiglie si riuniscono nelle case e i bambini imparano la storia grazie ai racconti dei nonni. Gli anziani qui hanno un ruolo di grande importanza e tutta la loro esperienza è vista come un tesoro da custodire e tramandare nel tempo.

Se l’inverno è il periodo del raccoglimento, l’estate, soprattutto dalle parti di Scodra, sembra un inno alla vita. La sera i giovani e le famiglie si riversano nelle strade della città, in un turbinio di persone, bar e caffè fumanti. I nonni trascorrono il tempo sugli usci delle case, giocando a scacchi imperterriti e per nulla disturbati dal caos della vita notturna.

Mi dispiace andarmene da Scodra perché lascio un pezzetto del mio cuore.

4 Agosto: Bulqize

Ogni giorno che passa amo sempre più questo Paese, con tutti i suoi contrasti e la sua storia complicata. Gli albanesi convivono quotidianamente con tutto questo. Il benessere e lo sviluppo non sono ancora riusciti a cancellare i segni della guerra. Così, dietro ai palazzi moderni costruiti di recente, spuntano scene di povertà e arretratezza.

Bulqize è un esempio tipico di questa situazione. Si trova a Nord-Est del Paese, poco distante dal confine con la Macedonia, e fa parte del distretto di Diber.

Qui le montagne e i boschi circondano le case come in un abbraccio e ci sono dei bellissimi sentieri naturalistici. A Bulquize la vita è più dura rispetto ad altre province albanesi.

La città si regge interamente grazie alle miniere di cromo. Gli stipendi, però, sono bassi e ai lavoratori vengono imposti turni di lavoro massacranti.

Quasi tutti gli abitanti di Bulqize lavorano in miniera, non ci sono alternative. Chi può, se ne va, a Tirana o all’estero, in cerca di un futuro migliore.

Domani lasceremo questa parte del Paese per dirigerci a Sud, lungo la costa. Ho ancora negli occhi la bellezza dei sentieri e, nella mente, la quiete dei laghi. Eppure, mi sembra già di sentire il profumo del mare.

Questa è la prima parte del mio diario di viaggio in Albania. A questo link trovate la seconda parte del mio racconto, tra spiagge accoglienti e addii nelle notti d’estate: Cosa vedere in Albania del Sud: diario di viaggio tra storia e mare