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Blogger ai tempi del coronavirus? Si, a modo mio

blogger ai tempi del coronavirus

Da qualche giorno, ormai, sentivo il bisogno di scrivere questo articolo. In tempi duri come questi, nei quali siamo messi a dura prova a causa del Covid19 che sta mietendo migliaia di vittime, sento anche io il bisogno di dire la mia. Soprattutto, ci tengo a raccontare cosa sto imparando da questa dura esperienza. Già, perché essere blogger ai tempi del coronavirus non è affatto semplice e tutto questo mi ha spinta a riflettere sul modo giusto di fare blogging.

Travel blogger e social network

Se non è semplice essere blogger ai tempi del coronavirus, lo è ancora meno essere un travel blogger. Ovviamente non voglio sminuire la portata degli eventi che stiamo vivendo. E’ chiaro che le vite umane hanno la precedenza su tutto il resto, ci mancherebbe. Tuttavia, vedere le visite al proprio blog di viaggi crollare inesorabilmente durante il periodo di quarantena è frustrante. Questa situazione sta comportando alcuni tipi di atteggiamenti – non certo positivi- da parte di alcuni colleghi blogger.

Facebook: alla ricerca di sempre più visibilità

Una certa frustrazione si nota nell’uso spesso spropositato che viene fatto dei social network. Prendiamo come esempio Facebook. In realtà potremmo dire la stessa cosa di tutti gli altri social in circolazione, ma per ora limitiamoci a quello che, secondo me, in questo momento,è il più gettonato.

Ci avete fatto caso? Selfie su selfie che raccontano una quarantena vissuta interamente sotto i riflettori. Si comincia dal mattino presto e le stories scandiscono le ore della giornata. La seduta di allenamento in casa, la passeggiata con il cane, la nuova mascherina colorata acquistata su Amazon. Di solito la tarantella giunge al suo termine verso le 18,00, quando tutti si precipitano a cantare sui balconi. Ovviamente, in questo caso, il blogger non può mancare alla diretta. Andiamo, cari colleghi blogger, sul serio avete tanta fame di visibilità? Riuscite davvero a pensare ai like mentre il mondo è fermo e l’Italia è in ginocchio?

Blogger ai tempi del coronavirus: fare business con le tragedie

Che dire, poi, dei contenuti del blog? Un buon blogger conosce benissimo l’importanza di pubblicare frequentemente. Tuttavia, davvero la regola vale anche in questo caso?

Personalmente continuo a pensare che un post andrebbe pubblicato solo nel momento in cui si ha davvero qualcosa da raccontare. Altrimenti, per un po’ va benissimo restare in silenzio. Questo vale soprattutto per la categoria dei travel blogger, in un momento in cui non si può certo viaggiare.

Ora, tanto di cappello a quei colleghi che offrono comunque contenuti di valore. Ad esempio, c’è chi ha realizzato dei post davvero utili con tutte le procedure per ottenere un rimborso dopo l’annullamento di un viaggio a causa del virus. Altri hanno raccolto le varie restrizioni per i viaggiatori provenienti dall’Italia, con informazioni dettagliate per ogni Paese europeo. Post di questo tenore trasmettono tutta la credibilità dei loro autori.

Come svendere il proprio blog di viaggi: l’arte delle assurde sponsorizzazioni

Purtroppo, ultimamente, articoli di un certo valore sembrano essere rari. Sto cominciando a guardare con un occhio diverso – molto più critico- blogger che prima ammiravo e consideravo professionisti del settore. L’amara verità è, però, che molti stanno cercando di cavalcare la cresta dell’onda, sfruttando tutta questa storia del Covid19. Voglio dire, che senso ha sponsorizzare una marca di mascherine su un blog di viaggi? O recensire la sottomarca dell’Amuchina?

Cosa non scrivere sul blog: esempi pratici di post inutili

Avendo un blog di viaggi, ovviamente ho scelto di concentrarmi, in questo articolo, sul settore travel. Ecco un elenco di post che stanno circolando in rete, abbassando, secondo me, la qualità stessa del blog.

  • Come passare il tempo a casa. Chiariamo subito una cosa. Non demonizzo l’argomento -io stessa ho in programma di scrivere un articolo del genere nei prossimi mesi- ma il modo. Il punto è questo: o si scrive qualcosa di nuovo, magari analizzando il tema da un punto di vista differente, oppure tanto vale lasciar perdere. Sul web circolano migliaia di articoli fotocopia su come passare il tempo in casa, dove si trovano sempre gli stessi consigli: leggere un libro, rilassarsi sotto la doccia, cucinare una cena speciale. Davvero abbiamo bisogno di scrivere un altro articolo così?
  • Continuare a ripetere che tutto andrà bene. Ora, passi per l’hastag sui social – che, comunque, a me non piace- ma io non riuscirei a scrivere un post su questo argomento. Primo perché sarebbe totalmente fuori luogo su un blog di viaggi. Ma, soprattutto – questo mi costerà qualche antipatia- personalmente non mi sento di sproloquiare che andrà tutto bene mentre il nostro Paese è vestito a lutto. Per qualcuno, certo andrà bene. Ma per chi piange una persona cara o, non potendo lavorare, non ha nemmeno i soldi per fare la spesa, cosa mai può andare bene? D’accordo, dobbiamo essere positivi per il futuro, ma svegliamoci, la situazione attuale non è rose e fiori.
  • Come lavarsi le mani. Un vero orrore. Che c’entra parlare di questo in un travel blog? Inoltre, colleghi blogger, davvero vi reputate tanto esperti da fornire consigli e suggerimenti in ambito sanitario?

Evidentemente si, mi viene da rispondere, dato che, spulciando in rete, ho trovato anche quanto segue, sempre all’interno di blog di viaggi.

  • Come usare la vitamina c per prevenire il Covid19. Vi assicuro che non è uno scherzo e per me questi soggetti andrebbero denunciati. Forse non è ancora chiaro che abbiamo di fronte un virus nuovo, pericoloso e spesso mortale. Lasciamo ai medici il compito di divulgare certe informazioni, grazie!
  • Travel blogger no vax. Siti dove, accanto alla sezione viaggi, c’è una categoria pseudo-scientifica con post nei quali si incitano le persone a non vaccinarsi. Anche nel caso venisse trovato – si spera- un vaccino contro il Covid19. Cari “travel blogger”, pensate a parlare di viaggi e vacanze. Smettete di cianciare a sproposito di vaccini e medicinali perché non avete nessuna competenza. Studiate medicina per anni, specializzatevi e poi entrate in trincea nelle corsie degli ospedali. Solo allora avrete diritto a dire la vostra su argomenti tanto delicati. Non certo quando vi spacciate per esperti Seo.

Blogger ai tempi del coronavirus: ecco come non voglio diventare

Ecco allora che, comunque, posso trarre una lezione da questo periodo di quarantena. Il Covid19 e tutto quello che comporta mi sta insegnando a essere coerente con me stessa anche nel modo di scrivere.

Questo virus mi sta facendo capire il tipo di blogger che NON voglio diventare.

Voglio esserci, certo, ma a modo mio. Non voglio essere quel tipo di travel blogger pronta a sminuire il mio lavoro per una collaborazione striminzita e fuori tema. Non voglio fare business sulle tragedie tanto per essere sulla cresta dell’onda e aumentare le visite al mio blog. Continuerò a scrivere in silenzio e a testa bassa, sperando che tutto questo possa passare in fretta. Arriveranno sicuramente tempi migliori. Ecco perché ho scelto di vivere questo momento in silenzio, accanto alle persone che amo. Voglio tornare a viaggiare. Voglio scrivere. Voglio essere blogger, si, ma a modo mio. Anche al tempo del Covid19.

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